lunedì 29 ottobre 2012

Una scorpacciata di stelle per la Via Lattea

La nostra Galassia sembra non voler smettere di “fagocitare” ammassi stellari e piccole galassie. Grazie alla Sloan Digital Sky Survey III (SDSS-III), la terza fase di un’estesa cartografia digitale del cielo iniziata alla fine degli anni ’90 grazie ad una collaborazione statunitense-giapponese, i ricercatori hanno scoperto un gruppo di stelle, probabilmente resti di antichi ammassi, letteralmente ingeriti dalla nostra Galassia.


Questa immagine mostra il modello della Via Lattea ottenuto sulla base di osservazioni radio e infrarosse. La freccia indica la posizione occupata dal Sistema Solare, il quale dista dal centro circa 26.000 anni luce. La massa della Via Lattea è stimata intorno ai 400 miliardi di masse solari, mentre il suo diametro è compreso tra 100.000 e120.000 anni luce. (Caltech)
“La forza di gravità della Via Lattea – ha sottolineato l’autrice dello studio Ana Bonaca (Yale University) – attira a sé piccole galassie e ammassi stellari che poi diventano parte di essa”.

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sabato 27 ottobre 2012

Ecco la fine che farà la Terra

State tranquilli, non accadrà domani. Ci vorranno ancora circa 5 miliardi di anni, quando la Terra, molto probabilmente, sarà ormai un aridissimo deserto e i nostri eredi, se ancora esisteranno, avranno popolato parte della Galassia. Ma studiando la stella  BD+48 740 un gruppo internazionale di astronomi ha potuto osservare un’anteprima del destino che attende il nostro pianeta. 

BD+48 740 è una stella che si trova da noi a una distanza di 2.400 anni luce in direzione della costellazione settentrionale di Perseo, ha una massa pari a circa una volta e mezzo quella del Sole ma il suo diametro è 11 volte maggiore. E’ una stella gigante rossa, la fase finale dell’evoluzione di una stella che ha inizio quando nel nucleo si esaurisce l’idrogeno e le reazioni di fusione termonucleare di questo elemento si spostano verso l’esterno, in un guscio più vicino alla superficie stellare, mentre nel nucleo iniziano quelle dell’elio. A questo punto, l’aumento della pressione di radiazione “soffia via” l’inviluppo esterno della stella, facendo aumentare il suo diametro di almeno 200 volte rispetto a quello originario. Ciò sta a significare che quando toccherà al Sole i suoi strati esterni raggiungeranno l’orbita della Terra.

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martedì 23 ottobre 2012

13 miliardi di anni in 120 secondi

L'evoluzione di una galassia dal Big Bang ai giorni nostri in una spettacolare simulazione della NASA.

 

giovedì 18 ottobre 2012

La Terra ha un gemello Alfa Centauri lo riscalda

E’ il pianeta extrasolare più vicino mai scoperto finora. In orbita intorno ad Alfa Centauri B, assomiglia al nostro mondo anche se è troppo caldo per ospitare la vita. Ma in quel sistema stellare potrebbero esserci altri pianeti di tipo terrestre di MASSIMILIANO RAZZANO


PROXIMA Centauri è la stella più vicina a noi. Alla velocità della luce, un’astronave impiegherebbe poco più di quattro anni per raggiungerla. Una volta giunti a destinazione, cosa troverebbero i passeggeri di questa ipotetica nave spaziale?  Viaggiando nei pressi di Proxima, i nostri esploratori vedrebbero una debolissima nana rossa grande circa un decimo del Sole. Una piccola delusione, forse. Ma guardando più in là, ecco spuntare una coppia di stelle brillanti molto simili al nostro Sole. Sono Alfa Centauri, una delle stelle più brillanti del cielo australe, e la sua compagna Alfa Centauri B. Per raggiungere queste stelle l’astronave dovrebbe viaggiare almeno altri due mesi, ma la ricompensa per questo lungo viaggio sarebbe grandiosa. Guardando attentamente Alfa Centauri B, magari con l’aiuto di speciali filtri, gli astronauti vedrebbero un piccolo puntino luminoso vicinissimo alla stella. A soli sei milioni di chilometri dalla stella, un piccolo pianeta che compie un’orbita in soli tre giorni. Un’orbita così stretta da rendere il pianeta incandescente e probabilmente inospitale. E’ un’avventura fantascientifica che sembra pura fantasia, a parte un dettaglio. Quel pianeta esiste davvero, ed è molto simile alla Terra.

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lunedì 15 ottobre 2012

Il record 'mostruoso' di Baumgartner giù da 39mila metri a 1.300 km orari

Baumgartner ha stupito tutti: doveva buttarsi da 36500 metri e invece è salito di altri 2500. Il momento del lancio




Il base jumper austriaco è il primo uomo ad aver superato il muro del suono a corpo libero. Ha volato senza paracadute per quattro minuti e 15 secondi, toccando una velocità di Mach 1.24. Doveva buttarsi da 36500 metri, e invece ha deciso di stupire tutti di MATTEO PUCCIARELLI

Il video

domenica 14 ottobre 2012

Curiosity: la prima roccia analizzata su Marte spiazza i ricercatori

Curiosity
La roccia “Jake Matijevic”



Ancora una volta, il pianeta rosso sorprende chi lo studia. La prima roccia analizzata su Marte dalla sonda "Curiosity" ha infatti una composizione “insolita” rispetto alle pietre fino ad ora conosciute sul Pianeta Rosso. Lo ha riferito Edward Stolper, dell'Istituto di Tecnologia della California e uno dei principali esperti scientifici della missione. I ricercatori l’hanno chiamata “Jake Matijevic” in onore di Matijevic lo scienziato, un matematico diventato ingegnere che ha avuto un ruolo decisivo nella costruzione del Mars Science Laboratory.
“Questo tipo di roccia è molto simile nella sua composizione chimica a un tipo di pietra che si trova in numerose regioni vulcaniche", ha spiegato Stolper. "Ma, in questa fase, con un solo esemplare marziano di questo tipo è difficile capire se sia stato prodotto attraverso lo stesso processo conosciuto sulla Terra".

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giovedì 11 ottobre 2012

Immagini aeree come dipinti su tela: l'Islanda vista dall'alto

Immagini aeree come dipinti su tela: l'Islanda vista dall'alto 

Un capolavoro della natura. Le linee sinuose sono stese come da un artista che tiene in mano una tavolozza di colori onirici, dal bianco lattiginoso all'arancione fluo. E' l'Islanda vista dall'alto attraverso l'obiettivo del fotografo russo Andre Ermolaev. I fiumi e gli specchi d'acqua muovono la composizione, danzando in un equilibrio ipnotico tra i paesaggi lunari, lande vulcaniche spazzate dal vento e crateri ancora attivi. L'acqua si mescola agli altri elementi generando tinte a volte gelide, altre psichedeliche, assolutamente affascinanti

Le foto

martedì 9 ottobre 2012

Curiosity, c'è un oggetto lucente su Marte


 
Curiosity, c'è un oggetto lucente su Marte
 
Potrebbe essere "un pezzo dello stesso Curiosity" , dicono dalla Nasa. Ma mentre gli esperti cercano di capire cosa sia, qui sulla Terra si può osservare la foto scattata dal modulo che sta esplorando Marte. In cui si vede un piccolo oggetto lucente, forse metallico o forse di plastica, rinvenuto sulla superficie del pianeta. Se sia davvero un pezzo di Curiosity stesso non è ancora chiaro, ma l'eventualità non sarebbe la prima di questo tipo. L'unica certezza è che l'oggetto è reale, e immortalato dalla fotocamera del rover. 
 

Red Bull Stratos: il lancio di Felix Baumgartner in diretta

L'impresa dell'atleta austriaco di sport estremi che da Roswell, nel deserto del New Mexico, si lancerà nel vuoto a corpo libero da 36mila metri per superare la velocità del suono

Il video 

Felix non si butta c'è troppo vento. Impresa rinviata

  Record Baumgartner: lancio da oltre 20 mila metri  

Record Baumgartner: lancio da oltre 20 mila metri (le foto)

Felix l'extraterrestre sfida il muro del suono

 

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giovedì 4 ottobre 2012

Ghiaccio artico al minimo storico L'immagine Nasa






La superficie dei ghiacci dell'Artico si è ridotta a un livello mai registrato prima d'ora in estate, superando di poco il precedente record stabilito nel 2007. Lo ha annunciato oggi il Centro nazionale americano della neve e del ghiaccio (Nsidc). Le immagini del satellite scattate il 16 settembre mostrano che la banchisa si è ridotta fino a 3,4 milioni di chilometri quadrati, il livello più basso dell'anno.

Fonte