giovedì 29 novembre 2012

Scoperto un raro "fossile" cosmico: è un buco nero extralarge

NGC 1277 nasconde un ospite mangia-gas decisamente ingombrante. Secondo gli esperti avrebbe massa pari a 17 miliardi di volte quella del Sole.

Il cuore supermassiccio della galassia NGC 1277. Photo credit: NASA/STSc/ESA
Il cuore supermassiccio della galassia NGC 1277. Photo credit: NASA/STSc/ESA

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Che nel cuore di molte galassie a spirale dormisse un buco nero non è certo una novità. Finora, però, si pensava che i misteriosi "mostri" divoratori fossero in qualche modo proporzionati al resto della galassia, e in particolare che avessero una massa pari a circa il 10% quella dell'ammasso centrale di stelle della loro ospite.


Immaginate dunque lo sconcerto di un gruppo di scienziati che ha individuato, al centro di NGC 1277, una galassia a spirale della costellazione di Perseo situata a circa 200 milioni di anni luce dalla Via Lattea, un buco nero con massa pari al 59% del nucleo stellare centrale della galassia ospite, o al 14% della massa di tutte le stelle in essa contenute.

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mercoledì 28 novembre 2012

La Nasa: “Curiosity su Marte ha scoperto precursori della vita”

Il direttore del Jpl: «Forse trovate semplici molecole organiche». Non sono tracce biologiche e si attendono nuovi dati
 
Valentina Arcovio
Roma
«Forse Curiosity ha trovato su Marte semplici molecole organiche». E’ con queste parole che Charles Elachi, direttore del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa, anticipa quella che potrebbe essere una scoperta degna di finire sui libri di storia. L’annuncio è stato lanciato a margine di un convegno all’Università Sapienza di Roma, e risponde in parte alle voci che circolavano da tempo relativi ad un’importante scoperta da parte del robot Curiosity. Per sapere qualcosa di più bisognerà però attendere il 3 dicembre, quando maggiori dati verranno presentati in un convegno a San Francisco. «Purtroppo non ho avuto modo di parlare con i ricercatori in questi ultimi giorni in cui stanno elaborando le informazioni raccolte da Curiosity», dice Elachi. Per il momento, quindi, le informazioni sono pochissime.

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lunedì 26 novembre 2012

2013: due super-comete (senza rischi)

comete (senza rischi)

Piero Bianucci
Torino 
 
Il 2013 potrebbe passare alla storia come l’anno delle due super-comete. La prima è la Pan-Starrs: dovrebbe brillare nella prossima primavera quanto una stella di prima magnitudine. La seconda, attesa per il novembre 2013, è la Ison, che secondo certe previsioni supererà la luminosità della Luna piena.
Le frasi ipotetiche sono d’obbligo quando si parla di comete. Troppe volte le previsioni sono state smentite dai fatti e riviste quasi sempre al ribasso, qualche volta, come nel caso della Hale-Bopp, al rialzo. Perché la luminosità di una cometa dipende da vari fattori, alcuni noti e altri che invece possiamo conoscere soltanto a posteriori., cioè quando ormai le previsioni diventano inutili in quanto superate dall’osservazione diretta dell’astro. 

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giovedì 22 novembre 2012

Gli astronauti dell’Iss tornano sulla Terra

Sono tornati con i piedi sulla Terra tre membri dell’equipaggio spedito quattro mesi fa sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il cosmonauta russo Yury Malenchenko e i due astronauti Sunita Williams e Aki Hoshide, rispettivamente di nazionalità statunitense e giapponese, sono atterrati verso le 3 (ora italiana) del 19 novembre , nelle steppe del Kazakistan, con la capsula russa Soyuz.
Altri tre spazionauti, i russi Oleg Novitskiy e Evgeny Tarelkin e l’americano Kevin Ford, sono rimasti a bordo della Stazione spaziale internazionale.

Le foto

lunedì 19 novembre 2012

Scoperto pianeta “vagabondo” e senza stella




L’immagine mostra la rappresentazione artistica della libera fluttuazione di CFBDSIR2149, pianeta vagabondo, un senzatetto cosmico che non ha una stella attorno alla quale orbitare. Il corpo celeste è stato individuato da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall’Universita’ di Montreal. Grazie alle informazioni fornite dai telescopi, i ricercatori hanno determinato che il pianeta vagabondo risulta avere tra 50 e 120 milioni di anni, una temperatura di circa 400 gradi centigradi, e una massa tra quattro a sette volte quella di Giove. CFBDSIR2149 potrebbe essere sfuggito dall’attrazione della sua stella “madre”, probabilmente una delle trenta che compongono il gruppo stellare Doradus AB. Il corpo celeste in questione dista dalla terra 100 anni luce.

Fonte

giovedì 15 novembre 2012

Eclissi di sole in Australia

Eclissi di sole in Australia
 
Nel nord-est dell'Australia decine di migliaia di persone hanno ammirato un'eclissi totale di sole. Il fenomeno è durato solo un paio di minuti: il sole è stato ridotto a un cerchio luminoso, è calata l'oscurità  e uccelli e insetti, spaventati, hanno smesso di fare rumore. Anche la temperatura è scesa. Secondo il governo del Queensland, ad assistere allo spettacolo sono arrivate 50-60.000 persone, fra le quali 1.200 ricercatori giapponesi. Erano 1.300 anni che nella zona non si verificava un'eclissi totale. L'ultima in assoluto risaliva all'11 luglio del 2010, quando il sole fu oscurato dalla luna nel Pacifico meridionale. La prossima è prevista il 20 marzo del 2015 sopra l'Islanda, le isole Far Oer e l'arcipelago delle Svalbard.
 

domenica 11 novembre 2012

Il pianeta più simile alla Terra mai scoperto

Ruota intorno ad una stella simile al Sole ed è nella zona abitabile

Rappresentazione grafica di una super-Terra (fonte: NASA/JPL-Caltech) Rappresentazione grafica di una super-Terra (fonte: NASA/JPL-Caltech)

Attorno ad una stella molto simile al Sole ruota un pianeta simile alla Terra. E' sette volte più grande del nostro pianeta e per questo viene definito una super-Terra, ma fra tutti i pianeti di questi tipo finora scoperti è sicuramente il più simile alla Terra.

Descritta online sul sito scientifico Arxiv e in via di pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, la Super-Terra, la super-Terra si trova nel pieno della zona abitabile, ossia e' ad una distanza tale dalla sua stella da poter avere acqua allo stato liquido. Cio' significa che potrebbe potenzialmente ospitare forme di vita. Ha inoltre un'atmosfera stabile e un alternarsi di giorno e notte simile a quello della Terra.

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venerdì 9 novembre 2012

Naso in su per guardare la ISS e la Nasa ci avvisa con un sms

Non tutti sanno che la stazione spaziale è visibile a occhio nudo. Sorge a tramonta all'orizzonte. L'ente spaziale americano ha lanciato "Spot the station", servizio gratuito per avvisarci quando sorvola le nostre teste. Ecco come funziona di MATTEO MARINI

L'OSSERVAZIONE del cielo, di norma, è dedicata ad ammirare oggetti e fenomeni naturali come pianeti, stelle, galassie o eventi quali stelle cadenti o eclissi. Sappiamo più o meno tutti che c'è un piccolo gruppo di umani che vola sopra le nostre teste a bordo della Stazione spaziale internazionale. Ma forse non tutti sanno che la Iss è visibile chiaramente a occhio nudo, e anche questo è uno spettacolo da non perdere. Viaggia a circa 400 chilometri di quota, percorrendo un'orbita velocissima che al suolo corrisponde a oltre 27.000 chilometri all'ora, ma è un oggetto piuttosto grande, circa quanto un campo da calcio.  

Le foto

domenica 4 novembre 2012

Quella "nebbia cosmica" nell'universo primordiale

L'ha misurata con altissima precisione il telescopio spaziale "Fermi" della Nasa. Gli scienziati adesso sperano di osservare direttamente questo fenomeno prodotto dalla luce dalle stelle più antiche. Le prime di MASSIMILIANO RAZZANO

 

SONO le "nonne" del nostro Sole, le prime stelle ad aver brillato nell'universo. Gli astronomi sperano di osservarle direttamente con i telescopi di nuova generazione, ma per ora lo studio di questi affascinanti fossili cosmici si basa su misure indirette. Come quella appena realizzata grazie a "Fermi", il telescopio spaziale della NASA dedicato allo studio dei raggi gamma di origine cosmica. La luce emessa dalle stelle nelle varie epoche cosmiche riempie infatti lo spazio, interagendo con i raggi gamma provenienti dalle galassie più lontane e creando così un "effetto nebbia" ben osservabile dagli strumenti di Fermi. La ricerca, annunciata dal team di Fermi durante il quarto Simposio di "Fermi" tenutosi la scorsa settimana a Monterey, in California, è stata coordinata da Marco Ajello, giovane ricercatore presso il Kavli Institute for Particle Astrophysics and Cosmology dell'Università di Stanford 1 e lo Space Sciences Laboratory dell'Università della California a Berkeley 2. Questo risultato, pubblicato su Science 3, fornisce una misura della luce emessa dalle differenti generazioni di stelle, aiutando a esplorare meglio le fasi di formazione stellare nella storia dell'universo.
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Nella nebbia cosmica. Quando "Fermi" osserva l'emissione di raggi gamma da galassie molto lontane, le vede più fioche. La situazione è simile a quando guardiamo i fari di un'auto immersa nella nebbia. Ma qual è l'origine di questa "nebbia cosmica"? I raggi gamma sono "pacchetti di luce" molto simili alla luce visibile ma estremamente più energetici. Ad esempio "Fermi" può osservare raggi gamma con energia di milioni fino a centinaia di miliardi di volte quella della luce visibile. Questi "pacchetti di luce", o fotoni, possono essere distrutti dall'interazione con altri fotoni, ad esempio di luce visibile o ultravioletta.  

 

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giovedì 1 novembre 2012

Catturata la luce delle prime stelle

Grazie al telescopio spaziale Fermi in una ricerca pubblicata su Science Express un gruppo di ricercatori spiega com’è stato possibile vederla

Grazie al telescopio spaziale Fermi è stato possibile catturare la luce delle prime stelle. L’impresa è stata realizzata con un importante contributo dell’Italia. La ricerca ha permesso di osservare la cosiddetta luce di fondo extragalattica. Lo studio, realizzato da un gruppo di ricercatori internazionale coordinato dal centro tedesco Desy e pubblicato su Science Express, ha rilevato i fotoni gamma, provenienti da galassie lontane, sfuggiti nel loro percorso fino a noi ai fotoni “killer” presenti nella luce di fondo. 


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