venerdì 31 luglio 2015

E’ la notte della ‘luna blu’, seconda luna piena di luglio

Immagini spettacolari a portata di smartphone

Tutti pronti con il naso all’insù per salutare la ‘luna blu’. In realtà la luna brillerà del suo solito colore argentato, ma la particolarità è che si tratta della seconda luna piena del mese, dopo quella del 2 luglio: un fenomeno astronomico piuttosto raro, che si verifica all’incirca ogni tre anni. L’ultima luna blu cui abbiamo assistito risale all’agosto 2012 e la prossima occasione per vederla sarà nel gennaio 2018.

‘’Dal puno di vista astronomico non è un fenomeno particolarmente interessante perché la luce diretta impedisce di fatto di osservare idettagli, ma è senz’altro un’occasione splendida per catturare immagini suggestive e spettacolari, e con facilità, perfino con uno smartphone’’, osserva l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. Pronti quindi a scattare foto quando la seconda luna piena del mese comincerà a sorgere, alle 20,19. ‘’La luna sarà del suo solito colore, perciò attenzione alle bufale che spesso sulla rete spacciano per ‘luna blu’ immagini truccate al computer’’, avverte Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai).

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mercoledì 29 luglio 2015

Perseidi 2015: Guida all’Osservazione

Puntuale come ogni anno, ritorna l’appuntamento con le celebri meteore di agosto, le popolari “Lacrime di San Lorenzo”, meglio note come Perseidi. Senza dubbio si tratta dell’evento astronomico più popolare, capace di suscitare sempre curiosità ed interesse presso il grande pubblico, complice il periodo estivo e le vacanze, magari trascorse sotto un cielo limpido e buio.
La tradizione collega il fenomeno al martirio di San Lorenzo, che secondo la tradizione arse sulla graticola nel 258, la cui ricorrenza  si celebra proprio il 10 agosto e da cui deriva il nome popolare dello sciame; tuttavia, esso è attivo per molti giorni intorno al vero picco di visibilità, che cade al giorno d’oggi tra il 12 e 13 agosto. Al massimo si possono osservare mediamente fino a 100 meteore per ora, a patto di osservare nella seconda parte della notte. Idealmente, le osservazioni vanno condotte da un luogo buio, poiché la luce artificiale abbatte drasticamente il numero di meteore visibili. Non sono necessari telescopi o altri dispositivi, poiché l’occhio nudo è senza dubbio ideale per cogliere il guizzo improvviso di tali scie luminose, grazie alla visione panoramica naturale.

Lo sciame delle Perseidi è originato dalla cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862. Fu proprio l’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli (il “padre” dei canali di Marte) a stabilire, nel XIX secolo, una connessione tra le meteore e la cometa indicata, meccanismo questo di interesse generale per gli sciami. Il fenomeno si verifica proprio quando la Terra passa in prossimità dell’incrocio tra la sua orbita e quella della cometa in questione, “tuffandosi” così nella nube di polveri seminata da quest’ultima lungo il proprio percorso attorno al Sole. Questi grani di polvere, penetrando a gran velocità nell’atmosfera terrestre, si incendiano, lasciando così nel cielo la caratteristica scia. Questo svela perciò che a “cadere” non sono affatto le stelle, piuttosto le briciole della cometa citata. La Swift-Tuttle è un astro chiomato periodico, che ritorna ogni 135 anni circa. L’ultimo passaggio risale al 1992.
 
Le meteore sono osservabili ogni notte serena dell’anno, ma è possibile scorgerne in maggior numero proprio in corrispondenza di questi incontri “orbitali”, quando dunque vi è una maggior quantità di polvere pronta ad entrare nell’atmosfera. In tali casi si parla di sciami di meteore: quello di agosto è solo il più popolare, ma ve ne sono altri di notevol interesse nel corso dell’intero anno.

Il nome delle Perseidi deriva dalla posizione occupata nel cielo dal radiante, ossia il punto dal quale prospetticamente le meteore sembrano scaturire: in questo caso, esso si proietta in direzione della costellazione di Perseo, celebre protagonista del firmamento autunnale. Tuttavia, le meteore appaiono in tutto il cielo: ripercorrendo idealmente all’indietro le scie delle Perseidi, esse convergerebbero proprio nel radiante, la cui posizione è moderatamente variabile nel corso dei giorni.
 
Pur nella ricorrenza del fenomeno, non tutte le “annate” sono uguali. Il numero di meteore effettivamente visibili, rimanendo comunque sempre interessante (con almeno 50 meteore all’ora a ridosso del massimo), conosce sensibili fluttuazioni. In primo luogo, le piogge più intense sono quelle prossime al ritorno della cometa, che rifornisce la propria traiettoria di polvere “fresca”. Inoltre, può accadere che nel periodo di massima attività delle Perseidi sia presente la Luna, magari prossima alla fase piena, con un pesante effetto negativo sulla visibilità delle meteore. Ad esempio, lo scorso anno il nostro satellite, proprio intorno alla data del massimo, sorgeva nelle ore finali della notte, risultando così fatalmente invadente.

Dopo un pessimo 2014, con l’invadente Luna piena che ha offuscato il massimo, per il 2015 le circostanze saranno decisamente migliori, quasi ideali. La Luna, infatti, sarà prossima alla fase nuova (14 agosto), sorgendo solo alla fine della notte, senza procurare eccessivo fastidio. Tecnicamente si può osservare a qualsiasi ora della notte, ricordando che nella seconda parte della notte si assiste ad un sensibile aumento dell’attività meteorica, poiché all’alba l’osservatore è sulla parte della Terra che avanza lungo la propria orbita verso le polveri cometarie, dunque è come se vedesse dal “parabrezza”, anziché dal “lunotto” posteriore del nostro pianeta.

Il massimo è previsto tra le 08:30 e le 11:00 del giorno 13 agosto, dunque le prime ore del 13 saranno quelle ideali.

giovedì 23 luglio 2015

Ecco il pianeta gemello della Terra. Nasa: "E' un posto abitabile"

L'annuncio in conferenza stampa alle 18 italiane: "E' una cosa che abbiamo sognato per migliaia di anni"

Washington, 23 luglio 2015 - Esiste un'altra Terra. Si tratta di un pianeta che orbita intorno a un proprio sole, e non è escluso che potrebbero essere presenti forme di vita. La sensazionale scoperta arriva dalla sonda Keplero ed è stata annunciata dalla Nasa con queste parole: "E' una cosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni". Il pianeta, denominato Kepler 452b, è quasi della stessa dimensione della Terra si trova nella zona Goldilocks (nella costellazione del Cigno), ovvero "un'area abitabile" di un sistema stellare - dove, cioè, la vita è possibile perché non vi è troppo caldo o troppo freddo per escludere la presenza di acqua - e la stella attorno alla quale orbita somiglia a una cugina anziana del nostro sole. Da questo punto di vista, hanno affermato gli scienziati della Nasa, il pianeta, distante 1.400 anni luce, può offrire uno squarcio di conoscenza su un futuro apocalittico della Terra. Kepler 452b si trova nella fascia abitabile del suo sistema solare, ma  il fatto che la sua stella si trovi in una fase più avanzata del suo ciclo di vita rispetto al nostro Sole (di cui è leggermente più massiccia e brillante - potrebbe far sì che Kepler 425b stia attraversando una fase climatica caratterizzata da un forte aumento della temperatura di superficie, causata dalla maggiore energia irradiata dalla stella.  Le stelle simili al Sole, infatti, sono caratterizzate da una vita piuttosto lunga, destinata a terminare come "nane brune" (non essendo sufficientemente massicce per dare origine a supernova o buchi neri) ma attraverso una fase relativamente breve di "gigante rossa" in cui la stella si espande velocemente inghiottendo i pianeti più vicini: nel caso del Sole, oltre l'orbita di Marte (ma non prima di qualche miliardo di anni). D'altronde, non è comunque ancora accertato che il pianeta - rilevato grazie agli effetti gravitazionali e di variazione della luminosità della loro stella - sia effettivamente roccioso: la Nasa stima tuttavia le probabilità in poco più del 50%.

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martedì 21 luglio 2015

La Terra come una biglia blu nell'ultima foto Nasa

Ritratto del 'volto' del Pianeta illuminato dal Sole

Una biglia blu immersa nel buio dello spazio profondo: ecco come appare il 'volto' della Terra illuminato dal Sole nell'ultimo ritratto targato Nasa.

L'immagine è stata scattata da una distanza di oltre un milione e mezzo di chilometri dalla fotocamera Epic (Earth Polychromatic Imaging Camera) montata a bordo del satellite Deep Space Climate Observatory (Dscovr), la 'sentinella' delle tempeste solari lanciata lo scorso febbraio dalla Nasa in collaborazione con l'aeronautica e l'agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani (Noaa).

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mercoledì 15 luglio 2015

New Horizons ha 'telefonato a casa', segnale arrivato a Terra

Evento storico nell'esplorazione spaziale

Plutone mostra alla sonda New Horizon la bizzarra macchia a forma di cuore (fonte: NASA/JHUAPL/SWRI)

Arrivato il segnale, New Horizons ha 'telefonato a casa'
E' arrivato a Terra il segnale della sonda New Horizons della Nasa, il primo veicolo spaziale ad aver raggiunto la distanza minima da Plutone. La sonda ha ''telefonato a casa'' dalla distanza di oltre 5 miliardi di chilometri, confermando il pieno successo della missione.
Il segnale è stato ricevuto alle 2,53 del 15 luglio (ora italiana) dall’antenna del Deep Space Network della Nasa che si trova vicino Madrid, dopo circa 22 ore di silenzio radio da parte della sonda, impegnata a catturare immagini e dati di Plutone e delle sue cinque lune. Un silenzio obbligato, visto che l’antenna fissa della sonda permette di svolgere soltanto un compito alla volta ed i progettisti della missione hanno dovuto scegliere fra il collegamento con la Terra e la raccolta di dati scientifici.

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martedì 7 luglio 2015

11 anni di vita su Marte in 1’: viaggio del rover solitario

Il rover Opportunity della NASA ha iniziato ad esplorare Marte nel 2004. Ad aprile di quest’anno ha tagliato un traguardo importante. Dall’arrivo sul Pianeta Rosso ha percorso, partendo dal luogo d’atterraggio, circa 42 km: la distanza di una maratona. L’agenzia spaziale statunitense ha pubblicato un timelapse del viaggio epico del rover lungo 11 anni. Dall’inizio della sua “avventura” Opportunity ha studiato il bordo del cratere Endeavour. La sua prossima missione sarà quella di esaminare la “Marathon Valley”. Dal mese di agosto, il rover si muoverà attorno alla valle, che è lunga come tre campi da calcio, e userà i suoi strumenti per esaminare i minerali argillosi che potrebbero constatare un’antica presenza di acqua sul Pianeta Rosso. La vita di Opportunity su Marte era stata inizialmente stimata attorno ai 3 mesi. Da allora è passato quasi un decennio.

Il video