mercoledì 30 dicembre 2015

Vulcani, aurore e deserti: la Terra fotografata dagli astronauti

Gli scatti più belli presi dalla Stazione Spaziale

I vulcani delle Hawaii con i loro pennacchi di gas, un'aurora mozzafiato e le nevi dell'Himalaya: sono fra i protagonisti delle 15 immagini più belle della Terra scattate nel 2015 dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale.

Ad aprire la serie, pubblicata dalla Nasa, è una foto delle sabbie del Sahara, che si solleva dal deserto in una nube. Una nuvola, ma di gas e ceneri, si alza anche dal vulcano Kilauea, nelle Hawaii. Un'altra isola fotografata dagli astronauti è quella di Adele in Australia, dalla sabbia bianchissima con sfumature turchesi che degradano nel blu dell'oceano.

Sono bianche anche le cime perennemente innevate del massiccio Santa Marta in Colombia. Del Sud America ci sono anche le foto straordinarie del fiume Paraná, in Argentina, e del lago Laguna Colorada, sulle Ande boliviane, colorato di rosso-marrone dalle alghe che prosperano nella sua acqua salata. 

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sabato 26 dicembre 2015

Il segreto delle eruzioni solari

Ora è possibile prevedere quelle pericolose

Diventa possibile capire se un'eruzione solare, uno degli eventi più temuti dell'astrofisica perchè potenzialmente pericoloso per la Terra e le missioni spaziali, avrà luogo veramente creando possibili problemi o se finirà invece in un semplice 'falso allarme'. Il metodo che lo permette, pubblicato sulla rivista Nature, è stato scoperto dal Laboratorio di fisica del plasma di Princeton, del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti.

Le eruzioni solari, massicce esplosioni che scagliano nello spazio sciami di particelle, possono essere molto pericolose per gli astronauti impegnati nelle missioni spaziali e dannose per la Terra, perchè possono provocare tempeste geomagnetiche di diversa intensità, le più potenti delle quali possono daneggiare i satelliti per le telecomunicazioni e reti elettriche.

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venerdì 25 dicembre 2015

Prima foto dell'asteroide di Natale

Passerà a 11 milioni di chilometri dalla Terra

Prima foto dell'asteroide di Natale. Si chiama 2003 SD220 e il 24 dicembre passerà a 11 milioni di chilometri dalla Terra. L'hanno immortalato i tecnici del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa ed è una vecchia conoscenza della Terra: tre anni fa aveva salutato il nostro pianeta dalla distanza di 28 milioni di chilometri e nel 2018 si avvicinerà ancora di più, a 2,7 milioni di chilometri. Oltre all'asteroide ci sarà anche la luna piena a rendere astronomicamente unico questo Natale. Non accadeva dal 1977 di avere la luna piena nel cielo di Natale: un evento raro che accadrà di nuovo solo nel 2034. E' una lunga attesa, quindi, sottolinea la Nasa, non perdete l'occasione di guardare il cielo la notte di Natale.

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giovedì 24 dicembre 2015

Da AstroSamantha a Rosetta, lo spazio del 2015

Tanti nuovi satelliti e sorprese da Marte, Saturno e Cerere

Dalla missione di AstroSamantha all'incontro ravvicinato con Plutone, passando per il risveglio del lander Philae sulla cometa inseguita dalla sonda Rosetta. Sono memorabili, i traguardi raggiunti dall'esplorazione spaziale nel 2015.

Uno dei ricordi più emozionanti è sicuramente il sorriso di Samantha Cristoforetti all'uscita della Soyuz che l'11 giugno l'ha riportata sulla Terra, nella steppa del Kazakhstan: prima astronauta italiana, ha conquistato il record della più lunga missione di una donna, con 200 giorni sulla Stazione Spaziale nella missione Futura, dell'Agenzia spaziale italiana (Asi). La sua avventura ha inaugurato un anno speciale per gli astronauti dell'Agenzia spaziale europea (Esa). Dopo Sam è stata la volta della missione-lampo del primo astronauta danese, Andreas Mogensen, e poi del primo britannico in orbita, Tim Peake.

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Luna piena, meteore, comete. Che spettacolo il cielo della Vigilia

 

 


giovedì 17 dicembre 2015

Una 'super Terra', 14 anni luce è il pianeta abitabile più vicino a noi

Non si può definire certo un "gemello" della Terra, vista la stazza. Wolf 1061c è infatti oltre quattro volte più massiccio del nostro pianeta, però si tratta del più vicino mai scoperto a essere potenzialmente abitabile. I dettagli della ricerca di un team di scienziati australiani della University of New South Wales sono apparsi in uno studio pubblicato sul The Astrophysical Journal Letters. Wolf 1061c fa parte di un sistema planetario che comprende altri due pianeti, come gli altri si tratterebbe di un mondo roccioso, ma sarebbe l'unico a orbitare nella "zona abitabile" attorno alla propria stella, il che ne fa un possibile candidato per ospitare acqua liquida sulla sua superficie e, magari, anche forme di vita. 

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domenica 13 dicembre 2015

Notte di Santa Lucia illuminata dalle Geminidi

Sarà una notte di Santa Lucia all'insegna della stelle cadenti. Saranno le Geminidi le meteore della cometa 3200 Fetone ad attraversare i cieli e la cui luminosità e quantità è paragonabile alle Lacrime di San Lorenzo. Per chi non teme il freddo sarà un modo diverso di trascorre la notte di Santa Lucia.

Le Geminidi raggiungeranno il picco nel cuore della notte tra il 13 ed il 14 Dicembre. Si potranno contare fino a 100 meteore l'ora.

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venerdì 11 dicembre 2015

I luoghi ottimali per la vita sono ai margini delle galassie

Lo indica una simulazione relativa a Via Lattea e Andromeda

I luoghi ottimali per la vita si trovano ai margini delle galassie. Almeno questo è quanto indica una simulazione relativa a Via Lattea, Andromeda e alla Galassia del Triangolo: in tutte e tre le zone centrali sono le più tormentate da esplosioni di supernovae e bombardate da raggi cosmici, mentre nella periferia più tranquilla è più probabile trovare pianeti capaci di ospitare la vita
Pubblicata nell'International Journal of Astrobiology, la simulazione è stata condotta dal gruppo coordinato dal fisico Duncan Forgan dell'università britannica di St. Andrews.
Per il fisico Anupam Mazumdar, dell'università britannica di Lancaster la simulazione può diventare ''una guida per cercare mondi abitabili''.
Per sostenere la vita come noi la conosciamo, i pianeti devono avere acqua allo stato liquido e l'orbita al posto giusto nei loro sistemi solari, non troppo vicino e non troppo lontano dalla loro stella. Allo stesso modo, la vita non nascerà o sopravvivrà a lungo in prossimità dei centri delle galassie. Nel cuore delle galassie, infatti, la densità di stelle è tale che c'è una elevata frequenza di esplosioni di astri, che producono radiazioni micidiali per la vita.

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sabato 5 dicembre 2015

Geminidi e Ursidi, due piogge di stelle cadenti prima di Natale


La porzione di cielo con la costellazione dei Gemelli, nella quale si ha più possibilità di osservare lo sciame meteorico delle Geminidi. Le due stelle più brillanti sono Castore e Polluce - Immagine ottenuta con il software Stellarium  Due sciami di stelle cadenti illumineranno le notti da qui a Natale. Il primo e più spettacolare sarà quello delle Geminidi, così chiamate perché il radiante (la zona di cielo dal quale sembrano avere origine) è situato nei pressi della costellazione dei Gemelli. Come luminosità e frequenza fanno 'concorrenza' alle Perseidi, le famose "lacrime di San Lorenzo" di agosto. Il picco delle Geminidi è previsto tra il 10 e il 15 dicembre. In particolare, nella seconda parte della notte tra il 13 e il 14 (nuvole permettendo) lo spettacolo dovrebbe essere assicurato, anche grazie all'assenza della Luna già tramontata. Per osservarle bisognerà voltare lo sguardo verso Est e individuare (subito a sinistra di Orione) le due stelle più luminose dei Gemelli: Castore e Polluce. Le Ursidi sono invece uno sciame dovuto all'attraversamento dei detriti lasciati probabilmente dalla cometa 1790 II Tuttle.

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mercoledì 2 dicembre 2015

l'ASTEROIDE nascosto, eccezionale scoperta dell'Università di Siena!

Il 3433 Fehrenbach, avvistato per la prima volta nel 1963, sarebbe un raro asteroide binario
 
L'Università di Siena ha recentemente fatto una particolare scoperta. Oggetto degli studi è l'asteroide 3433 Fehrenbach. Esso, scoperto nel 1963, all'Università Indiana di Brooklyn, sarebbe di natura binaria. Al momento della sua prima osservazione infatti, non si era notato che accanto c'era un minuscolo satellite di 2,5 chilometri. L'asteroide Fehrenbach, esteso circa 8 chilometri e gravitante attorno al Sole, tra Marte e Giove, si accompagna dunque ad uno più piccolo, ma per ben 52 anni ne ha nascosto l'esistenza. Questa scoperta costituisce un gran passo per gli studi di Astronomia e Astrofisica. L'asteroide binario è stato osservato all'atto del suo passaggio vicino alla Terra tra il 10 e il 15 novembre quando si trovava a soli 148 milioni di chilometri. Proprio in quei giorni al gruppo di scienziati per la prima volta si è mostrato anche il piccolo asteroide che gli si accompagna. La collaborazione di quattro osservatori astronomici situati in diversi paesi (Italia, Repubblica Ceca, Serbia, North Carolina) sarebbe stata determinante per produrre materiale osservativo utile a sancire la scoperta ed affinare la ricerca.
 
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