martedì 13 maggio 2014

Colonizzare Marte è un suicidio, parola di astronauta

Un astronauta canadese, che ha già fatto una missione di lunga durata sulla stazione spaziale internazinoale, si è detto molto perplesso sul programma Mars One, che dovrebbe spedire sul Pianeta Rosso 24 persone tra una decina di anni.

COLONIZZARE  Marte è una missione suicida. A dirlo non è uno qualsiasi ma Robert Thirsk, astronauta canadese che è stato per 204 giorni in orbita nello Spazio. La sua riflessione è venuta a galla a proposito del progetto Mars One di spedire sul Pianeta Rosso 24 persone fra dieci anni circa. Il punto è che "non siamo pronti [...], non abbiamo ancora una tecnologia affidabile capace di sostenere un viaggio di sola andata per Marte", ha detto Thirsk, che durante la sua missione di lunga durata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel 2009 ha passato molto del suo tempo a riparare attrezzature come i depuratori di CO2 e i servizi igienici. Thirsk non ha molta fiducia nei piani di Mars One: "È ingenuo pensare che siamo pronti a colonizzare Marte, che sarebbe una missione suicida", ha tagliato corto.

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