martedì 22 settembre 2020

Secondo un nuovo studio Giove potrebbe avere seicento lune

Sono quelle con un raggio maggiore di 400 metri. Lo riferiscono gli studiosi della University of British Columbia, che si sono basati sull’archivio delle osservazioni del Canada France Hawaii Telescope

Uno studio presentato all’evento Europlanet Science Congress 2020 ha riferito che la popolazione di lune gioviane con raggio maggiore di 400 metri è di circa 600. Lo hanno stabilito gli astronomi canadesi della University of British Columbia, che hanno quasi certamente scoperto anche altri 52 oggetti che dovrebbero essere lune irregolari di Giove, non ancora confermate. Sono riusciti nell’impresa analizzando i dati contenuti nell’ archivio del Canada France Hawaii Telescope.


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martedì 15 settembre 2020

Su Venere una possibile spia della vita

 

È la fosfina, prodotta sulla Terra da microrganismi o industrie



Individuata nelle nubi di Venere una possibile spia della presenza di vita: è la fosfina, o fosfuro di idrogeno, un gas che sulla Terra è prodotto solo industrialmente o da microrganismi in ambienti privi di ossigeno. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Astronomy, è del gruppo di astronomi dell'Università britannica di Cardiff, coordinato da Jane Greaves. L'impronta della fosfina è stata catturata dal James Clerk Maxwell Telescope (JCMT), alle Hawaii, e dalle antenne Alma dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso).

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domenica 13 settembre 2020

Dai gas serra temperature mai viste negli ultimi 50 milioni anni

 

Ricostruite quattro fasi del clima sulla Terra

Le emissioni di gas serra potrebbero portare la temperatura globale a un livello che la Terra non ha mai visto negli ultimi 50 milioni di anni. Lo indica la ricerca, alla quale partecipa anche l'Italia, che ha ricostruito le quattro tappe che hanno trasformato il clima negli ultimi 66 milioni di anni, da una fase torrida all'Era glaciale. Il risultato, pubblicato sulla rivista Science, è coordinato da Thomas Westerhold, dell'università tedesca di Brema. Vi hanno partecipato Fabio Florindo, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dell'Istituto per le soluzioni al cambiamento climatico di Pesaro e Urbino, Claudia Agnini, dell'università di Padova, Vittoria Lauretano, dell'università britannica di Bristol.

La ricerca aiuterà "a capire meglio come funziona il sistema climatico globale e a cercare di "simulare" i cambiamenti in atto", ha detto all'ANSA Florindo. Questo perché "la modellistica numerica del clima è la stessa sia per studiare il passato sia per fare previsioni future, con la differenza che per il passato abbiamo dati a disposizione. Quindi, grazie al record geologico, abbiamo la possibilità di utilizzare una quantità colossale di dati".

La ricerca ha ricostruito i cambiamenti climatici del passato con dettagli senza precedenti grazie all'analisi di campioni di sedimenti e microfossili raccolti dal fondo dell'oceano in oltre 50 anni di spedizioni organizzate nell'ambito del programma di perforazione International Ocean Discovery Program (Iodp). I campioni forniscono informazioni sulle passate temperature, sui volumi globali di ghiaccio e sul ciclo del carbonio. Sono stati identificati quattro stati climatici, chiamati Hothouse, Warmhouse, Coolhouse e Icehouse.

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venerdì 28 agosto 2020

Una donna è il terzo astronauta della Starliner

Jeanette Epps volerà sulla capsula della Boeing


La Nasa ha selezionato il terzo astronauta dell'equipaggio che si prepara a volare a bordo della prima missione operativa della capsula Starliner della Boeing verso la Stazione Spaziale Internazionale: è Jeanette Epps, che si unirà agli astronauti della Nasa Sunita Williams e Josh Cassada che già erano stato assegnati alla missione.
Il lancio è previsto nel 2021, dopo che la casula avrà completato le procedure per la certificazione della Nasa che prevedono il superamento di due test, l'Orbital Flight Test-2 senza equipaggio e il Crew Flight Test con astronauti."Sono super entusiasta di unirmi a Suni Williams e Josh Cassada nella prima missione operativa della capsula di Boeing sulla Stazione Spaziale Internazionale", ha detto Epps in un video pubblicato su Twitter.
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mercoledì 26 agosto 2020

ASTEROIDE potrebbe colpire la TERRA! Ecco QUANDO e con quali RISCHIO secondo la NASA

Un asteroide potrebbe colpire la Terra il prossimo 2 novembre: si tratta di 2018VP1, un corpo celeste della dimensione di circa 2 metri che potrebbe entrare nell'atmosfera terrestre. La NASA, tuttavia, sostiene che se anche riuscisse a interessare il nostro pianeta, si disintegrerebbe quasi completamente.
Scoperto dal Palomar Observatory in California nel 2018, è un oggetto noto agli scienziati proprio perché è uno degli asteroidi che ha la maggiore possibilità di entrare in collisione con il nostro pianeta. La NASA stima una probabilità dello 0,41% che possa interessarci, fatto che ovviamente non desta molta preoccupazione, insieme alle sue dimensioni: per fare un confronto, la meteora che esplose nel 2013 nei cieli di Celyabinsk, nel cuore della Siberia, aveva un diametro stimato di 15 metri e una massa di oltre 1000 tonnellate. La sua deflagrazione atmosferica sbriciolò migliaia di finestre, fece altrettanti feriti ma nessuna vittima.
Nel Sistema Solare sono noti gli asteroidi potenzialmente pericolosi, ovvero quelli che potrebbero scatenare una vera apocalissegli studiosi affermano che si tratta di oggetti con un diametro di centinaia di metri, o addirittura di diversi chilometri, tuttavia, per nostra fortuna, nessuno è in rotta di collisione nei prossimi anni.
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sabato 22 agosto 2020

Record da mancata collisione: asteroide a 2950 km

Domenica 16 agosto un piccolo asteroide di pochi metri di diametro è passato a meno di tremila km dalla superficie terrestre. Si tratta del flyby più stretto mai registrato per un asteroide near-Earth. Anche nel caso di una collisione, comunque, l'asteroide era talmente piccolo che – probabilmente – si sarebbe completamente disintegrato in atmosfera



Mentre orbita attorno al Sole, la Terra non è sola nello spazio: sappiamo che si trova a navigare in mezzo a una vera e propria nube di asteroidi near-Earth che, sul medio periodo, in parte sono destinati a collidere con il nostro pianeta. Gli asteroidi near-Earth non sono tutti uguali. Sono pochi quelli più grandi di 1 km di diametro (solo 1000), ma a mano a mano che si scende con le dimensioni, il loro numero aumenta in modo esponenziale. La popolazione di asteroidi con pochi metri di diametro è stimata essere di centinaia di milioni di oggetti. Per questo motivo, capita abbastanza frequentemente che piccoli asteroidi facciano dei passaggi ravvicinati con la Terra (flyby), o che colpiscano direttamente il nostro pianeta, come nel famoso caso di 2008 Tc3. Nel recentissimo caso di 2020 Qg (alias Ztf0DxQ) si è trattato del flyby più stretto mai fatto da un asteroide near-Earth.

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martedì 11 agosto 2020

Stelle cadenti d'estate, inizia lo spettacolo DIRETTA A MEZZANOTTE

Il picco nelle ore diurne del 12 agosto


E' iniziato il conto alla rovescia per le stelle cadenti della notte di San Lorenzo, uno spettacolo che durerà fino alla notte del 13 agosto. Quest'anno lo sciame delle Perseidi potrà essere apprezzato in tutta la sua bellezza, visto che il disturbo della luce lunare sarà minimo e nonostante le restrizioni imposte dallla pandemia di Covid-19, diversi eventi sono stati organizzati dalle associazioni di astrofili abbinati alla manifestazione Calici di stelle, promossa dall'Associazione Nazionale Città del Vino e dal Movimento Turismo del Vino.
"Perseo è visibile in questo periodo nella seconda parte della notte, ideale quindi per l'osservazione", spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project, che nella notte tra l'11 e il 12 agosto, dalle 24:00 trasmetterà in diretta web lo spettacolo delle stelle cadenti, che sarà possibile seguire sul canale Scienza e Tecnica dell'Ansa. 

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lunedì 10 agosto 2020

Acqua liquida sotto la superficie del pianeta nano Cerere

Lo indicano i dati della sonda Dawn, Italia in prima fila


Un vasto serbatoio di acqua salata allo stato liquido si nasconde sotto la superficie del più grande e celebre abitante della fascia di asteroidi, il pianeta nano Cerere. Lo indicano i dati della sonda Dawn della Nasa, raccolti nella seconda fase della missione (tra giugno e ottobre 2018) a soli 35 chilometri di distanza dalla superficie del cratere Occator. I risultati delle analisi sono pubblicati sulle riviste Nature Astronomy, Nature Geoscience e Nature Communications in una serie di sette articoli, di cui uno guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).
Lo studio ha sfruttato lo spettrometro italiano Vir (promosso e finanziato dall'Asi e realizzato da Leonardo sotto la guida scientifica dell'Inaf) per studiare i minerali che compongono le macchie brillanti sulla superficie del cratere Occator, considerate prove tangibili di un antico oceano globale sotto la superficie di Cerere. Sulla sommità di Cerealia Facula (una recente e brillante struttura geologica al centro del cratere) è stata rilevata una miscela di diversi minerali che si formano in presenza di acqua liquida: in particolare il cloruro di sodio idrato, il comune sale con intorno numerose molecole di acqua. "Il cloruro di sodio idrato non è stabile alle condizioni della superficie di Cerere e perde rapidamente la parte idrata”, spiega la prima autrice dello studio, Maria Cristina De Sanctis dell'Inaf. "Il fatto di osservare oggi il sale idrato implica che il fluido contenente il sale è arrivato in superficie molto di recente o sta attualmente risalendo esponendosi sulla superficie".
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sabato 8 agosto 2020

L’asteroide 2020 NK1 sotto sorveglianza di Arecibo

La Terra ha un asteroide in meno di cui preoccuparsi grazie al lavoro di un team internazionale di scienziati dell’Osservatorio Arecibo a Porto Rico. Si tratta di 2020 Nk1 un asteroide individuato all’inizio di luglio dal team di Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System (Atlas) presso l’Università delle Hawaii.
Secondo le prime stime l’oggetto – di cui non si conosceva l’esatta traiettoria-  è lungo quanto cinque campi di calcio con una possibilità su 70 mila di impatto sulla Terra tra il 2086 e il 2101. Il gruppo di radar di Arecibo ha colto l’occasione di studiare l’asteroide dal 30 al 31 luglio quando l’oggetto si è trovato in una posizione favorevole proprio mentre la tempesta Isaias stava per abbattersi sull’area.
Nonostante la tempesta incombente il team di Arecibo è stato in grado di determinare la forma, l’orbita e il movimento dell’asteroide. Nel dettaglio 2020 Nk1 è stato osservato per due ore e mezza e gli scienziati hanno raccolto misurazioni precise della velocità e della distanza dell’asteroide dalla Terra, nonché immagini ad alta risoluzione. Le osservazioni hanno mostrato che l’asteroide non è un pericolo per il futuro del nostro pianeta:  l’avvicinamento maggiore avverrà nel 2043 quando passerà a 2,25 milioni di chilometri da noi.
«Questo evento è stato utile per dimostrare il ruolo importante che l’osservatorio di Arecibo svolge nella difesa planetaria dagli oggetti potenzialmente pericolosi – afferma Anne Virkki capo del gruppo dei radar di Arecibo – abbiamo avuto tempi di risposta molto rapidi nonostante la tempesta incombente e la pandemia».
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martedì 21 luglio 2020

Su Venere vulcani ancora attivi

La mappa in 3D aiuta a svelare i segreti del suo cuore agitato


Venere ha il cuore agitato: è un pianeta con vulcani ancora attivi. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience dal gruppo dell’Università americana del Maryland, coordinato da Laurent Montési, insieme ai colleghi del Politecnico Federale di Zurigo.
Gli autori della ricerca hanno realizzato, grazie a simulazioni al computer, una mappa in 3D di decine di strutture a forma di corona sulla superficie di Venere, individuandone almeno 37 con attività geologica recente. L’attività vulcanica è legata al fatto che Venere ha una superficie più giovane di pianeti come Marte e Mercurio, che hanno un cuore freddo.
Le strutture a forma di corona, secondo gli esperti, si formano quando materiale caldo proveniente dalle profondità di Venere, viene eruttato dalla crosta dopo essere risalito attraverso il mantello, lo strato al di sotto della superficie.
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giovedì 16 luglio 2020

Il Sole e i suoi falò, ecco le immagini mai viste FOTO e VIDEO

Inviate dalla sonda Solar Orbiter di Esa e Nasa


La superficie del Sole è costellata di innumerevoli eruzioni che ricordano dei falò, mai viste finora e rivelate dalle immagini inviate dalla sonda Solar Orbiter, gestita dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) in collaborazione con la Nasa. Lanciata il 10 febbraio, la missione è la più ambiziosa mai diretta al Sole. Ha catturato le immagini con suoi dieci strumenti, tre dei quali italiani, realizzati da Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Astrosifica (Inaf), Thales Alenia Space (Thales-Leonardo). Università di Firenze e di Genova.

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domenica 12 luglio 2020

Marte, tre missioni in corsa nel prossimo mese VIDEO

Pronti i robot di Cina, Emirati Arabi e Stati Uniti


A partire dal 14 luglio, per il prossimo mese sono tre le missioni che si preparano a partire per Marte con altrettanti robot progettati per esplorare il pianeta rosso e scoprirne i segreti, compresi quelli dell’eventuale presenza di forme di vita passata e forse anche presente. Cina, Emirati Arabi Uniti e Stati uniti sono pronti a lanciare i loro veicoli, ognuna delle quali rappresenta un primato.
Grande assente è l’Europa, che non ha potuto approfittare della posizione favorevole del pianeta per lanciare il rover ExoMars 2020, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della russa Roscosmos, a causa di ritardi tecnici e dovuti all’emergenza Covid-19 e che dovrà perciò attendere il 2022, quando Marte si avvicinerà nuovamente alla Terra.
La prima in programma è ‘Hope’, in italiano ‘Speranza, la missione che segna il debutto su Marte degli Emirati Arabi Uniti e il cui lancio è in programma il 15 luglio da Centro spaziale giapponese Tanegashima.

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sabato 11 luglio 2020

Lo spettacolo della cometa Neowise incanta l'Italia: nei prossimi giorni visibile anche di sera!

Appassionati di astronomia e non solo stanno ammirando e fotografando in questi giorni la spettacolare cometa  C/2020 F3, denominata Neowise.
Dopo tanti anni infatti abbiamo l'opportunità di osservare, anche ad occhio nudo, una cometa nei nostri cieli. Un evento del genere non si verificava a detta degli esperti dal 2007. La cometa Neowise, scoperta solo pochi mesi fa, esattamente il 27 marzo scorso, grazie al telescopio spaziale della Nasa, è sopravvissuta al perielio (maggiore vicinanza al Sole) il 3 Luglio scorso, passando a circa 43 milioni di chilometri dalla nostra grande stella. Ora, più lontana dal sole e più vicina invece al nostro pianeta, si rende visibile in tutto il suo splendore, con la sua bellissima coda.
Fino al 10 luglio Neowise sarà osservabile solo attorno all'alba, in particolare fra le 3/3:30 (Nord Italia) fino alle 4:30/5:00  (Sud Italia). Ma da domani 11 Luglio la si potrà vedere anche a un orario decisamente più comodo, ovvero la sera, dopo il tramonto, più o meno dalle 21 alle 24.
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