giovedì 24 maggio 2018

Le nubi di Giove

Negli ultimi mesi, la missione Juno della NASA ha trasmesso una serie di bellissime immagini che descrivono nel dettaglio la superficie di Giove
Il video

martedì 22 maggio 2018

Dopo lo spazio l'Everest, al via il nuovo test sui gemelli

Mappa del Dna, come in quello della Nasa con Mark e Scott Kelly

 

Dopo lo spazio l'Everest: sta per essere replicato sul tetto del mondo il celebre studio della Nasa sui gemelli, che paragonava le funzioni vitali dell'astronauta Scott Kelly a quelle del suo gemello identico sulla Terra. Due esperti scalatori sono impegnati in una spedizione di un mese sul massiccio piu' alto del mondo, mentre i loro gemelli sono rimasti al livello del mare.

L'obiettivo dell'esperimento e' ottenere la mappa del Dna per studiare eventuali cambiamenti nell'espressione dei geni. Lo studio e' guidato dal genetista Christopher Mason, della Cornell University di New York. Gli aplinisti sono Matt Moniz, 20 anni, studente dell'americano Dartmouth College, e Willie Benegas, 49 anni, alpinista professionista. I gemelli Benegas sono omozigoti e quindi condividono l'intero patrimonio genetico; i Moniz sono invece eterozigoti. I due dovranno prendere campioni del proprio sangue, saliva e feci in condizioni estreme, alla quota di oltre 7.000 metri.

Nell'esperimento della Nasa sui gemelli spaziali erano stati registrati cambiamenti nel patrimonio genetico fino a 6 mesi dopo il rientro a Terra.

 

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lunedì 21 maggio 2018

La Terra al quinto posto fra i mondi più ricchi d'acqua

Al primo c'è la luna di Giove Ganimede 

Se un tempo deteneva il primato incontrastato, ora la Terra retrocede al quinto posto nella classifica dei mondi più ricchi d'acqua del Sistema Solare: al primo posto c'è infatti Ganimede, la luna più grande di Giove, che ha anche la più alta percentuale d'acqua in rapporto al suo volume, 69%, contro lo 0,12% della Terra. L'elenco, stilato da Steve Vance, ricercatore al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e pubblicato online sui siti Business Insider e Science Alert, fornisce indizi utili alla pianificazione delle future missioni spaziali in cerca di segni di vita, come Europa Clipper della Nasa e Jupiter Icy Moons Explorer dell'Agenzia Spaziale Europa (Esa).

"Si pensa che l'acqua sia rara al di fuori della Terra, ma in realtà è uno degli elementi più abbondanti nello spazio, per lo più in forma ghiacciata", ha osservato John Brucato, dell'Osservatorio di Arcetri dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). "Procedendo verso l'esterno del Sistema Solare le condizioni per la presenza di acqua diventano sempre più favorevoli - prosegue Brucato - perché la Terra e i pianeti più interni si sono formati in una zona molto arida: infatti l'acqua sulla Terra è 'extraterrestre', arrivata qui probabilmente grazie a comete e meteoriti."

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giovedì 17 maggio 2018

Quante stelle si possono vedere a occhio nudo?

Mi sono sempre chiesta quante stelle siamo in grado di vedere ad occhio nudo, alzando semplicemente gli occhi al cielo, magari in una tiepida serata estiva. Quando ero bambina, ho avuto il grande privilegio di poter passare per anni le vacanze estive dai miei nonni materni che vivevano sull’isola di Pantelleria, un paradiso nel mediterraneo, tra Sicilia e Tunisia.



Mi rivedo ancora, sdraiata con sorelle e cugine nei vigneti dei nonni, con gli occhi al cielo che sembrava quasi caderci addosso, per guardare quelle che allora a noi sembravano miliardi di stelle. Oppure attendendo con pazienza le Perseidi - le stelle cadenti si chiamano così perché sembrano provenire dalla costellazione di Perseo - per poter esprimere i nostri desideri.  Quelle serate cariche di sogni e giovinezza, di certo non le dimenticherò più.

Oggi, che sono grande e curiosa, scopro che non erano miliardi di stelle, ma probabilmente non più di 3000, perché questo è il numero di stelle che si possono vedere ad occhio nudo, se la situazione è ideale, con un cielo terso e buio. Queste condizioni in genere sono riscontrabili in alta montagna, dove l'aria è più trasparente, priva di smog e polveri sospese, oppure se ci si trova per l’appunto su di un’isola. In una grande città invece, a causa dell'inquinamento luminoso e atmosferico, se ne riescono a distinguere al massimo un centinaio.

Le stelle che possiamo vedere, fanno tutte parte della nostra galassia, la Via Lattea. Ad occhio nudo dalla Terra si possono anche intravedere la Galassia di Andromeda e le due Nubi di Magellano che appaiono però come delle macchie o aloni chiari nel cielo, ma non è possibile scorgerne le stelle. La Galassia di Andromeda è oltretutto l'oggetto più lontano visibile ad occhio nudo.

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mercoledì 16 maggio 2018

Torna a salutare la Terra l'asteroide perduto

Dal diametro di 90 metri, se ne erano perse le tracce dal 2010

Torna a trovarci l'asteroide 'perduto': si chiama 2010 WC9, ha il diametro di circa 90 metri, e se ne erano perse le tracce subito dopo la sua scoperta, avvenuta nel 2010. Nella notte fra il 15 e il 16 maggio, 5 minuti dopo la mezzanotte, passerà a 203.000 chilometri dalla Terra, ossia poco più della metà della distanza della Luna. Purtroppo il passaggio non sarà visibile dall'Italia, perché è osservabile solo dai cieli dell'emisfero australe.

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venerdì 11 maggio 2018

L’asteroide esiliato ai confini del Sistema Solare

Spinto via da una carambola planetaria

Dopo l’intruso proveniente da un altro sistema planetario che si è rifugiato nel nostro, arriva la scoperta di un asteroide esiliato dal suo luogo d’origine, fra Marte e Giove, e spinto ai margini del Sistema Solare. Si chiama 2004 EW95 ed è il primo ricco di carbonio la cui esistenza è stata confermata nella fascia di Kuiper, la cintura di asteroidi e planetoidi che si trova oltre l’orbita di Nettuno. I dettagli di questo fossile del Sistema Solare sono pubblicati sull'Astrophysical Journal Letters.

L’esule è stato studiato dal gruppo internazionale coordinato da Tom Seccull, della Queen’s University Belfast, grazie al Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso).

È la sua natura, insolitamente ricca di carbonio rispetto ai vicini, ad aver insospettito gli esperti, spingendoli a pensare che il suo luogo d’origine non fosse la fascia di Kuiper in cui si trova attualmente. Secondo gli astronomi, infatti, 2004 EW95 si sarebbe formato nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, per poi esserne esiliato da qualche carambola planetaria agli albori del Sistema Solare. 

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martedì 8 maggio 2018

Marte, dal 2020 in Italia prove generali di colonizzazione

Presentato all'Asi progetto per simulare vita su Pianeta Rosso

Il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (Cira) realizzerà a Capua a partire dal 2020 una serie di laboratori e infrastrutture per simulare una colonia umana su Marte. Il progetto è stato presentato oggi nella sede dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) nel corso del workshop "Esplorazione e colonizzazione del pianeta Marte: scenari operativi e strategia nazionale".

Il progetto è già stato approvato dal Miur ed è in fase di certificazione del ministero dell'Economia. "Una volta partiti i lavori, dovrebbe essere completato tra il 2022 e il 2023", ha precisato all'ANSA Paolo Annunziato, presidente del Cira. "Oggi lo presentiamo alla comunità scientifica", ha spiegato. La struttura comprenderà una serra per coltivare piante, laboratori grandi come silos adagiati su un fianco in cui ricreare le condizioni ambientali di Marte, un'area abitativa per la vita quotidiana degli astronauti e una zona per testare il movimento di robot e droni.

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domenica 6 maggio 2018

Nasa lancia nuova missione per Marte: InSight studierà terremoti

Il decollo è avvenuto alle 13,05 ora italiana dalla base californiana di Vandenberg. Un sensore stellare italiano calcolerà, dieci volte in un secondo, l'orientamento della sonda nella sua rotta verso il pianeta rosso. L'atterraggio è previsto per il 26 novembre prossimo, nella linea dell'equatore

Una nuova missione della Nasa su Marte è stata lanciata oggi dalla base californiana di Vandenberg Air Force: la sonda InSight studierà la geologia del pianeta rosso, ascolterà e raccoglierà dati dei terremoti e catturerà informazioni che aiuteranno a capire come si sono formati i pianeti rocciosi. Un passo avanti verso eventuali missioni umane.

Il lancio di Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport (InSight) è avvenuto alle 13,05 ora italiana. Il viaggio della navicella durerà sei mesi, l'atterraggio su Marte è previsto per il 26 novembre prossimo, nella linea dell'equatore del pianeta.


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Simulata la collisione fra due satelliti - VIDEO

sabato 5 maggio 2018

La Via Lattea in musica, a ritmo di blues

Un algoritmo ha trasformato in note 20 anni di dati

Accordi e scale di piano, basso e sassofono le cui note si fondono insieme per dare vita al blues della Via Lattea. E' questa la musica che suona la nostra galassia e lo spartito è stato scritto da un astronomo dell'università del Massachusetts Amherst, Mark Heyer, che con l'aiuto di un algoritmo ha trasformato in note 20 anni di segnali raccolti dai radiotelescopi sul movimento dei gas della galassia. Il risultato è il brano intitolato "Milky Way Blues".

"Le note riflettono soprattutto la velocità dei gas che ruotano intorno al centro della nostra galassia", commenta Heyer sul sito Sciencealert. Usando una scala minore pentatonica, cioè composta da 5 note, il ricercatore ha trasformato i dati raccolti dai radiotelescopi sui gas della Via Lattea in note e strumenti musicali. Così i gas molecolari sono diventati note del pianoforte, quelli atomici un basso e quelli ionizzati un sassofono.

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mercoledì 2 maggio 2018

Astronomia: scoperta per la prima volta un’atmosfera ricca di elio in un pianeta alieno

La massiccia presenta di elio è stata rilevata grazie a una nuova tecnica che si basa sulla radiazione infrarossa


Per la prima volta è stata scoperta un’atmosfera ricca di elio in un pianeta alieno: la ricerca è stata pubblicata su Nature, e condotta  da ricercatori dell’Università di Exeter, guidati da da Jessica Spake. La massiccia presenta di elio è stata rilevata grazie a una nuova tecnica che si basa sulla radiazione infrarossa.

Gli esperti, grazie al telescopio Hubble, hanno studiato il pianeta “WASP-107b“, che ha le dimensioni di Giove ma una massa pari al 12% rispetto a quello del gigante gassoso. Orbita intorno alla stella madre in 6 giorni e la sua atmosfera è 500 gradi più calda di quella del nostro pianeta.

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lunedì 30 aprile 2018

Due relitti spaziali verso la Terra entro il 2 maggio

Altri tre sono già bruciati nell'atmosfera il 29 aprile

Due satelliti stanno per concludere la loro caduta verso la Terra e si preparano a entrare nell'atmosfera fra il 30 aprile e il 2 maggio, mentre altri tre relitti spaziali sono rientrati il 29 aprile. Lo rende noto la Aerospace Corporation, il cui centro di ricerca dagli anni '50 esercita la sorveglianza di tutti gli aspetti delle missioni spaziali militari, civili e commerciali.

Si prepara all'impatto nell'atmosfera un satellite di 23 anni fa, il Rossi X-ray Timing Explorer (RXte) della Nasa chiamato così in onore del fisico italiano Bruno Rossi e lanciato il 30 dicembre 1995 per studiare le sorgenti astronomiche di raggi X. Ha smesso di funzionare dal 2012 e si prepara a rientrare nell'atmosfera il 30 aprile. Il 2 maggio, con un margine di incertezza di 16 ore è invece previsto il rientro a Terra dello stadio superiore del razzo russo SL-6 che il 24 dicembre 2002 aveva portato in orbita il satellite militare russo di allarme antimissile Cosmos 2393.

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venerdì 27 aprile 2018

Il più grande oggetto cosmico mai visto

Nato dalla danza di 14 galassie nel baby universo 

Il più grande oggetto cosmico mai visto ha sorpreso gli astronomi di tutto il mondo non solo per le sue dimensioni, ma perché si è formato quando l'universo era ancora giovanissimo. Descritto in due articoli pubblicati sulle riviste Nature e The Astrophysical Journal, occupa un'area estesa quattro volte più della Via Lattea ed è nato dalla danza vorticosa tra 14 galassie avvenuta quando l'universo aveva 'appena' 1,4 miliardi di anni.

 

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giovedì 26 aprile 2018

Lanciata la nuova sentinella degli oceani

E' il satellite Sentinel 3B, osserverà anche i ghiacci

Lanciata la nuova sentinella degli oceani, il satellite europeo Sentinel 3B. Nella base di Plesetsk, in Siberia, il lancio è avvenuto puntualmente alle 19,57 italiane con un razzo Rockot. Il satellite fa parte del programma Copernicus, promosso da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea. 

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