martedì 19 settembre 2017

Planetario e Osservatorio Astronomico Cà del Monte (PV)

...l'universo a un passo da te!


Programmazione settembre:  Scarica QUI il nuovo programma autunno 2017 in PDF

Osservatorio
 
La zona dell'Oltrepò, data la sua specifica collocazione geografica, è il luogo ideale per l'osservazione astronomica. La vicinanza del mare, infatti, conferisce all'atmosfera una straordinaria stabilità che permette di godere di un cielo terso e trasparente. Ed è proprio per questo motivo che qui con noi al Planetario e Osservatorio di Ca' del Monte, sotto uno dei cieli più bui dell'italia nord-occidentale, è possibile connettersi al territorio e alla volta celeste per ammirarne la loro bellezza ed infinita profondità.

La peculiare struttura ad arco dell'Osservatorio è armonicamente inserita nel fianco della collina ed è concepita proprio per costruire un dialogo continuo e integrato tra le attività di ricerca, didattica e divulgazione. I diversi ambienti che costituiscono la struttura (la cupola centrale del Planetario, le due laterali e il teatro retrostante) sono interconnessi tra loro nello svolgimento dell'attività di osservazione che va dalla raccolta ed elaborazione dei dati fino alla loro comunicazione ai diversi utenti coinvolti.

Le cupole laterali sono principalmente dedicate alla ricerca e coinvolte nell'attività osservativa contestualmente alla strumentazione mobile, composta da binocoli giganti e telescopi.
La cupola centrale, invece, ha un diametro di 7,5 metri, accoglie oltre 60 posti a sedere e ospita il planetario digitale, suggestivo strumento per la conoscenza del cielo attraverso il quale sperimentare, in prima persona e con l'ausilio di proiezioni, distanze e fenomeni astronomici.

Continua qui


lunedì 18 settembre 2017

La prima mappa completa dell'acqua sulla Luna

E' presente quasi ovunque

Pronta la prima mappa completa dell'acqua sulla Luna, con distribuzione e concentrazione. Pubblicato sulla rivista Science advance, il risultato si deve ai ricercatori della Brown University, guidati da Shuai Li. Dopo la scoperta avvenuta nel 2009 sul suolo lunare di acqua e di una sua molecola collegata, l'idrossile (composto da un atomo di idrogeno e di ossigeno), i ricercatori sono riusciti a ricalibrare i dati raccolti dallo strumento Moon Mineralogy Mapper della Nasa, che ha volato a bordo della sonda indiana Chandrayaan-1, diventata celebre appunto per aver individuato ghiaccio d'acqua sulla Luna.

"La 'firma' dell'acqua è presente quasi ovunque sulla superificie lunare, e non solo nelle regioni polari come riportato in un primo momento", sottolinea Li. "Aumenta verso i poli e non ci sono differenze significative a seconda delle composizioni dei terreni", continua. La concentrazione massima trovata, tra le 500 e 750 parti per milione, si ha alle latitudini più alte, e, pur essendo minore di quella delle sabbie dei deserti più secchi della Terra, "è comunque qualcosa. Adesso che sappiamo dove si trova l'acqua e in quali quantità, possiamo pensare a dove valga la pena estrarla", aggiunge Ralph Milliken, coautore dello studio. 

Continua qui

venerdì 8 settembre 2017

Tempesta magnetica dopo la più forte eruzione solare degli ultimi 11 anni. E stasera ne arriva un'altra

Ha creato problemi a comunicazioni radio e navigazione Gps, ma anche aurore spettacolari



E' ARRIVATA ed è stata più intensa del previsto, la tempesta magnetica innescata dalla più potente eruzione solare degli ultimi 11 anni. E' stata classificata G4 nella scala da 1 a 5 e ha provocato blackout radio, problemi ai sistemi di navigazione Gps, e aurore che hanno fermato il traffico. Lo sciame di particelle elettricamente cariche scagliate dall'eruzione "ha colpito il campo magnetico della Terra alle 1,56 (ora italiana), qualche ora prima rispetto alle previsioni iniziali", ha detto all'ANSA il fisico solare Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell'Inaf e dell'università di Trieste. 

Adesso la tempesta è diventata più debole, ha aggiunto, ma questa notte era classificata di classe G4, cioè severa, nella scala di intensità che va da 1 a 5. 'La tempesta - ha proseguito Messerotti - ha creato problemi alle comunicazioni radio nelle regioni polari e anche a latitudini più basse e ha disturbato i sistemi di navigazione Gps perché l'atmosfera era ricca di particelle elettricamente cariche e i ricevitori a Terra non riuscivano a captare i segnali inviati dai satelliti Gps". Il fenomeno ha innescato anche aurore spettacolari, molto più brillanti del solito, visibili in tutte le zone polari, ma anche a latitudini più basse come l'Arkansas, negli Stati Uniti. In Scandinavia, secondo il sito Spaceweather, le aurore sono state così brillanti che hanno bloccato il traffico

Continua qui

Tempesta magnetica in atto, la più intensa degli ultimi 11 anni

 

 

La vita passata su Marte diventa più probabile

Confermata la presenza di un ingrediente fondamentale 

Aumentano le probabilità che in passato Marte possa aver ospitato la vita, con la conferma della presenza sul suolo marziano di un elemento, il boro, la cui scoperta era stata annunciata per la prima volta nel dicembre 2016. Il risultato, otenuti nei Laboratori statunitensi di Los Alamos (Lanl) è pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.

A identificare a presenza del boro è stato il robot laboratorio della Nasa Curiosity, che sta esplorando il suolo di Marte dall'agosto 2012 e che ha trovato le tracce di questo elemento nel cratere Gale. Il boro è un elemento chimico che svolge un ruolo importante nella formazione dell'acido ribonucleico, l'Rna, la molecola della vita che è il braccio destro del Dna. "Trovare il boro su Marte, rende più probabile che in passato il pianeta possa aver ospitato la vita", spiega Patrick Gasda, autore principale dello studio. "I borati - ha aggiunto - rappresentano un possibile ponte tra molecole organiche semplici e Rna. Senza l'Rna, non c'è la vita".

Continua qui

domenica 3 settembre 2017

AstroPaolo fotografa lo stretto di Messina

Intanto si prepara a salutare l’astronauta dei record, Peggy Whitson

Ancora una volta è l'Italia la protagonista delle foto dell'astronauta Paolo Nespoli che pubblica su Twitter una bellissima immagine dello stretto di Messina, con un pensiero a Scilla e Cariddi. Intanto AstroPaolo si prepara a salutare l'astronauta dei record, Peggy Whitson, che il 2 settembre ritornerà a Terra. ''Scilla e Cariddi... Per fortuna noi argonauti dello spazio siamo salvi a questa altezza!'' ha scritto su Twitter riferendosi al mito greco degli Argonauti, i conquistatori del mitico vello d'oro, che durante il loro viaggio sulla nave Argo, nello stretto di Messina dovettero affrontare i mostri Scilla e Cariddi.

Nella foto si vedono due lembi di Sicilia e Calabria separati dal mare di un colore azzurro mozzafiato. Nel frattempo, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) si prepara a salutare Peggy Whitson e gli altri due astronauti in partenza: il russo Fyodor Yurchikhin e l'americano Jack Fischer.

Continua qui

mercoledì 30 agosto 2017

Un asteroide...

UN ASTEROIDE classificato come “potenzialmente pericoloso” transiterà nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre non lontano dal nostro pianeta, ma comunque a distanza di sicurezza. È poco più grande della cometa esplorata da Rosetta, circa 4,3 chilometri di diametro, e passerà a poco meno di sette milioni di chilometri (18 volte la distanza tra la Terra e la Luna). Si chiama FLORENCE. Non abbastanza per costituire un rischio di impatto ma vicino a sufficienza da poter essere visto comodamente con un binocolo o un piccolo telescopio anche dall'Italia.

Fonte

martedì 22 agosto 2017

Altri cinque possibili 'fratelli' della Terra, due abitabili

Individuati intorno a stelle 'vicine di casa' del Sole

Dopo la scoperta dei pianeti di Trappist-1, si aggiungono altri cinque possibili 'fratelli' della Terra che si troverebbero dietro l'angolo, in orbita intorno a stelle vicine a noi: il primo pianeta, descritto sull'Astrophysical Journal, potrebbe trovarsi a 16 anni luce, intorno alla stella Gliese 832; altri quattro, descritti su Astronomical Journal, sono stati individuati a 12 anni luce da noi intorno alla stella tau Ceti, e due di essi orbiterebbero nella cosiddetta zona abitabile, ossia a una distanza tale dalla loro stella da poter avere acqua liquida in superficie.

Questi quattro pianeti, con masse pari a 1,7 volte quella terrestre, sono tra i più piccoli mai scoperti intorno a una stella simile al Sole e così vicina. La loro presenza è stata individuata grazie agli strumenti dell'Osservatorio europeo australe (Eso) e dell'Osservatorio Keck alle Hawaii, che hanno permesso di riconoscere le piccolissime oscillazioni della stella madre (circa 30 centimetri al secondo) dovute al loro 'abbraccio' gravitazionale. 

Continua qui

venerdì 18 agosto 2017

21 AGOSTO 2017 » eclissi totale di Sole (VIDEO)

Diciamo subito che l'Italia sarà estranea all'evento...


Toccherà agli Stati Uniti godersi lo spettacolo dell'eclissi totale di sole di Lunedì 21 Agosto.
Il posto migliore, ossia dove la durata sarà massima, e stimata in circa 2 minuti e 47 secondi circa, saranno le Montagne Rocciose.
L'Italia sarà totalmente esclusa dall'evento, ma Irlanda, Scozia e Islanda potranno vedere l'eclissi parziale.
COS'E' un ECLISSI SOLARE - E' un noto fenomeno ottico di oscuramento di tutto o di una parte del disco solare da parte della Luna visto dalla Terra che si verifica durante il novilunio. Si tratta di un evento piuttosto raro: Sole, Luna e Terra devono essere perfettamente allineati in quest'ordine; ciò è possibile solo quando la Luna, la cui orbita è inclinata di cinque gradi rispetto all'eclittica, interseca quest'ultima in un punto detto nodo. Quando il nodo si trova tra la Terra e il Sole, l'ombra della Luna passa in alcuni punti della superficie terrestre e si assiste a un'eclissi solare. Se invece il nodo si trova dalla parte opposta, si ha un'eclissi lunare.

Continua qui (VIDEO)

lunedì 7 agosto 2017

Arriva l'eclissi parziale di Luna, l'ultima dell'anno

GUARDA LA DIRETTA, DALLE 20,50

Se oltreoceano si attende con impazienza la spettacolare eclissi totale di sole del 21 agosto, da questa parte del pianeta dovremo accontentarci di un'eclissi parziale di Luna per il 7 agosto e sara' anche l'ultima visibile dall'Italia. Bisognera' infatti attendere un anno, fino al 27 luglio 2018, per poter ammirare dall'Italia un'eclissi totale di Luna.

Quella del 7 agosto e' anche la migliore eclissi che possiamo vedere, spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope: "la vedremo sorgere piena e bellissima, con il suo disco gia' intaccato da un 'morso' di ombra della Terra, perche' il fenomeno sara' gia' in corso. Sara' quindi molto suggestiva".

Continua qui

domenica 6 agosto 2017

Eclissi di Luna il 7 agosto, lo spettacolo subito dopo il tramonto

L'ombra della Terra staccherà un 'morsò dal disco del nostro satellite naturale, lasciandolo nell'oscurità. Potremo ammirare il fenomeno quando sarà spuntata ed emersa completamente all'orizzonte, dopo le 20


UN "morso" di Luna nell'ombra della Terra, accadrà domani, al tramonto, quando la Luna piena spunterà dall'orizzonte. Un'eclissi parziale che sarà visibile anche dall'Italia. Solo un pezzetto della Luna sarà interessato dall'ombra, cioè dalla zona più scura che blocca i raggi solari, ma il nostro satellite così basso nel cielo, sarà virtualmente più grande per quella illusione ottica che tutti abbiamo potuto sperimentare: "La prossimità all'orizzonte fornisce in modo spontaneo dei termini di paragone dimensionali come palazzi o alberi - spiega Gianluca Masi, astrofisico del Virtualtelescope - riferimenti che, ovviamente non ci sono quando è alta, nel mezzo del cielo".

Continua qui

venerdì 4 agosto 2017

L'Italia vista dallo spazio...

Stupenda immagine di questa notte dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Lo stivale italiano illuminato dalla luce della luna e dalle numerose città presenti sul nostro territorio.

Fonte

mercoledì 2 agosto 2017

Lanciato Vega, 10/o successo del razzo costruito in Italia

Con due satelliti costruiti in Israele, uno per Difesa italiana

ROMA- Successo per il decimo lancio di Vega, il lanciatore dell'Agenzia spaziale europea (Esa) costruito in Italia dalla Avio. Il razzo ha portato in orbita due satelliti per l'osservazione della Terra costruiti in Israele: Optsat-3000, del ministero della Difesa italiano, e Venus, destinato a una missione franco-israeliana finanziata da ministero per la Scienza e la Tecnologia di Israele e dal Consiglio nazionale delle Ricerche francese (Cnrs).
Il lancio è avvenuto alle 3:58 italiane dalla base europea di Kourou, nella Guyana francese. 

Continua qui

Primo tweet di AstroPaolo, 'Non c'è due senza tre'

Scoperta la prima luna esterna al Sistema Solare