lunedì 26 settembre 2016

L'ultimo saluto di una stella

Il Sole farà la stessa fine, ma tra 5 miliardi di anni

La nebulosa planetaria NGC 2440, al centro la nana bianca più calda finora nota (fonte: NASA, ESA, and K. Noll (STScI), Acknowledgment: The Hubble Heritage Team,STScI/AURA)

Fotografato dal telescopio spaziale Hubble l'ultimo saluto di una stella simile al Sole. La nostra stella farà la stessa fine di quella immortalata dal telescopio gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa), ma tra 5 miliardi di anni.

Ultimi istanti di vita
La stella che sta vivendo gli ultimi momenti della sua vita si chiama NGC 2440 e si trova a circa 4.000 anni luce dalla Terra, in direzione della costellazione della Poppa.Sta scagliando nello spazio i suoi strati esterni di gas e le immagini riprese da Hubble mostrano sia il nucleo della stella, una nana bianca, sia gli strati del materiale espulso, che sono illuminati dalla luce ultravioletta emanata dalla stella morente.

Resti stellari
La nostra galassia, la Via Lattea è ricca di questi resti stellari che sono chiamati nebulose planetarie. Non hanno nulla a che fare con i pianeti ma queste strutture sono state chiamate così perché tra il '700 e l'800, ai primi astronomi che le hanno osservate con piccoli telescopi sono sembrate simili ai dischi dei lontani pianeti Urano e Nettuno. 

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martedì 20 settembre 2016

Risolto il 'mistero' delle nebulose planetarie

Le loro forme e colori insoliti 'plasmati' da coppie di stelle 

 

Scoperto il segreto delle forme insolite e dei colori delle nebulose planetarie: il loro 'scultore' è in moltissimi casi una coppia di stelle, che ruotano così velocemente l'una intorno all'altra da avere la stessa atmosfera. Il risultato, che conferma un'ipotesi fatta 40 anni fa, è frutto del lavoro dei ricercatori coordinati da Todd Hillwig, della Valparaiso University nell'Indiana, e in via di pubblicazione sulla rivista Astrophysical Journal.

Le nebulose planetarie sono una sorta di 'cadavere stellare', perchè sono formate dal gas e dagli strati più esterni espulsi da una stella morente, quando si riduce e compatta per trasformarsi in una nana bianca. Ci sono più di un migliaio di nebulose planetarie, ma poche hanno la forma sferica e semplice che ci si aspetterebbe dai rantoli di una stella solitaria. Più spesso somigliano a delle clessidre o delle farfalle.

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lunedì 19 settembre 2016

L’Agenzia Spaziale Europea pubblica la prima mappa 3D della via Lattea

L’European Space Agency ha reso disponibile quella che ad oggi è la più dettagliata mappa in 3D della Via Lattea. Di fondamentale importanza è stato il ruolo del satellite Gaia, attivato per l’occasione nel 2013.


A seguito di assidue ricerche e minuziosi rilevamenti condotti da parte del satellite Gaia, l’European Space Agency ha potuto pubblicare il primo censimento in formato 3D della nostra galassia. Il risultato conseguito altro non è che la mappa più completa e precisa della Via Lattea sino ad oggi mai realizzata. Il dato principale che ne emerge riguarda il numero delle stelle catalogate, ben 1.142 milioni

Se il numero è senza dubbio sorprendente, altrettanto sorprendente è la capacità di captare e censire gli astri da parte del satellite Gaia. Lanciato in orbita nel 2013 dalla ESA, ha avuto il non facile compito di sostituire il suo predecessore Hipparcos. Come era facile ipotizzare, i risultati sono tutti a favore del più giovane dei due satelliti: può infatti catalogare una popolazione stellare di ben 20 volte superiore rispetto ad Hipparcos.

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mercoledì 14 settembre 2016

Nasa: agosto 2016 è stato il mese più caldo mai registrato

Temperature mondiali record per 11 mesi di fila

Secondo gli scienziati del Goddard institute for space studies (Giss) della Nasa, l’agosto 2016 è stato il più caldo nei 136 anni in cui si sono registrati i dati delle temperature mensili globali.
Gli scienziati statunitensi sottolineano: «Anche se il ciclo dei pichi delle temperature  stagionali è tipicamente nel mese di luglio, agosto 2016 ha liquidato questo legame con il luglio 2016  ed è diventato il mese più caldo mai registrato. Le temperatura di agosto 2016 è stata di 0,16 gradi Celsius più calda rispetto al precedente agosto  più caldo del 2014. Il mese scorso è stato anche 0,98 gradi Celsius più caldo delle  temperature medie 1951-1980di agosto».
L’analisi mensile dal team Giss si basa su dati disponibili al pubblico acquisiti da circa 6.300 stazioni meteorologiche di tutto il mondo, da strumenti navali e boe per la misurazione della temperatura della superficie del mare e sulle stazioni di ricerca in Antartide. La moderna raccolta di dati della temperatura globale è iniziata intorno al 1880, perché le precedenti osservazioni non coprivano abbastanza aree del pianeta.

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sabato 3 settembre 2016

Le prime immagini ravvicinate di Giove

Dalla sonda Juno e parlano italiano

Le prime immagini ravvicinate di Giove: sono state catturate dalla sonda Juno della Nasa, e ritraggono le aurore del pianeta. Sono immagini mozzafiato e parlano italiano: sono state infatti ottenute grazie allo strumento italiano Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) durante il primo passaggio radente al pianeta, avvenuto il 27 agosto. ''Jiram guarda sotto la pelle di Giove dandoci immagini ravvicinate del pianeta nell'infrarosso. Queste prime immagini dei poli nord e sud di Giove ci stanno rivelando aree calde e fredde del pianeta che non erano mai state osservate prima'' rileva il responsabile scientifico dello strumento, Alberto Adriani, dell'Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf). Finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Jiram è stato realizzato da Leonardo-Finmeccanica sotto la responsabilità scientifica dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (Iaps) dell'Inaf. Lo strumento è entrato in azione mentre la sonda sfrecciava alla velocità di oltre 200 mila chilometri orari e sorvolava le vorticose nuvole del pianeta dalla distanza di soli 4.200 chilometri. 

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giovedì 1 settembre 2016

Ecco l’asteroide che ha sfiorato la Terra

Si chiama 2016 QA2: è l’asteroide che domenica scorsa è passato vicinissimo al nostro pianeta, a meno di 88mila chilometri di distanza

88mila chilometri, meno di un quarto della distanza che ci separa dalla Luna. Il passaggio dell’asteroide 2016 QA2, avvenuto domenica mattina (3:24 ora italiana), è stato davvero ravvicinato, ma fortunatamente senza alcuna conseguenza per il nostro pianeta.

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Come seguire in streaming l’eclisse anulare di Sole

L’eclissi avverrà il primo settembre ma purtroppo non sarà visibile dall’Italia. Per ammirarla, disponibile la diretta streaming di Nasa e Slooh

Manca poco all’eclissi solare anulare che si verificherà la mattina di giovedì primo settembre e che oscurerà i cieli dell’Africa. Si tratta del fenomeno astronomico che si verifica quando la Luna si interpone tra la Terra e il Sole ma è troppo lontana dal nostro pianeta per coprire completamente la stella, che forma quindi una corona luminosa intorno al satellite oscurato.

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lunedì 29 agosto 2016

La Via Lattea fotografata con un grandangolo in Ungheria


Fonte

Nello spazio a caccia di segnali spia dei terremoti

Nel 2017, con una missione di Italia e Cina

Italia e Cina insieme nello spazio in una missione destinata a cercare eventuali segnali che possano aiutare a dare l'allerta per l'arrivo di un terremoto. Il satellite si chiama Cses (China Seismo-Electromagnetic Satellite) e l'Italia vi partecipa con il progetto Limadou. La missione, i cui sviluppi piu' recenti sono stati presentati a Pechino, e' allo studio da dieci anni ed e' ormai al nastro di partenza: il primo lancio e' previsto nell'estate 2017 e quello di un secondo satellite fra il 2019 e il 2020.

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mercoledì 24 agosto 2016

Gli 'occhi' satelliti sull'area colpita dal terremoto

Per ricostruire i movimenti della crosta terrestre

Gli 'occhi' dei satelliti sono puntati sull'intera area colpita dal terremoto che ha sconvolto una vasta zona di Lazio, Marche e Umbria.

"Per l'emergenza di questo evento sismico stiamo utilizzando i dati dei satelliti della costellazione italiana Cosmo SkyMed", ha detto il geologo Stefano Salvi, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). I satelliti radar Cosmo SkyMed sono stati lanciati dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) a partire dal 2007 e sono in grado di rilevare immagini e dati anche di notte e in qualsiasi condizione atmosferica. "Questi satelliti sono adatti a misurare i movimenti veloci della crosta terrestre, per quelli lenti utilizziamo invece dati e immagini del satellite europeo Sentinel 1".

Quest'ultimo fa parte del programma di osservazione della Terra Copernicus, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che ha esordito nel 2014 e che prevede una costellazione di 'sentinelle' specializzate per tenere d'occhio aspetti diversi del pianeta. Anche Sentinel 1 ha una vista radar, capace di vedere al buio e attraverso le nubi. "Questo satellite è particolarmente adatto a misurare i movimenti lenti della crosta terrestre", ha spiegato il geologo.

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Vita sulla Terra: è una “nascita prematura”?

L’epoca nella quale l’emergenza della vita così come la conosciamo ha maggiori chance, stima uno studio di Harvard guidato da Avi Loeb, dovrebbe essere ampiamente spostata nel futuro. Il fatto che sul nostro pianeta sia comparsa così presto rappresenterebbe un’eccezione



Ancora la vita altrove. Ancora uno studio di quelli che più speculativi non si potrebbe.Ancora un paper firmato da Avi Loeb, l’eclettico e prolifico astrofisico del leggendario Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics. Che torna a porsi, e proporci, una riflessione sì teorica ma – come sempre nel suo caso – condotta in modo rigoroso e con un obiettivo al tempo affascinante e concreto: aiutarci a individuare i bersagli più promettenti per la ricerca di forme di vita extraterrestre.

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mercoledì 17 agosto 2016

I buchi neri sono meno neri del previsto

Ricostruiti in laboratorio, provano la teoria di Stephen Hawking

I buchi neri potrebbero non essere poi così neri: lo dimostra l'esperimento nel quale sono stati ottenuti buchi neri artificiali in laboratorio utilizzando onde acustiche, realizzato da Jeff Steinhauer, dell'Istituto israeliano di Tecnologia di Haifa e pubblicato sulla rivista Nature Physics. I risultati hanno dimostrato che, proprio come aveva previsto Hawking, i buchi neri emettono una forma di radiazione.

Per definizione i buchi neri sono oggetti cosmici con una forza di gravità talmente grande che nulla può sfuggire, dei pozzi 'eterni' e senza fondo in cui tutto scompare. Ma secondo una teoria elaborata più di 40 anni fa da Hawking i buchi neri non sarebbero 'immortali', in quanto perderebbero piccole quantità di energia sotto forma di radiazioni, tanto da 'evaporare' in miliardi di anni. 

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