mercoledì 21 agosto 2019

Nella Via Lattea fino a 10 miliardi di sosia della Terra

La stima basata sui dati del cacciatore di pianeti Kepler

Fino a dieci miliardi: potrebbero essere tanti i sosia della Terra nella Via Lattea. Pubblicata sull'Astronomical Journal, la stima del numero dei pianeti con un clima abbastanza temperato da avere acqua allo stato liquido in superficie si deve all'università della Pennsylvania, che ha utilizzato i dati del telescopio spaziale Keplerdella Nasa. In pratica, secondo i calcoli una stella simile al Sole ogni quattro potrebbe accogliere un pianeta con caratteristiche simili a quelle della Terra.
La stima è considerata dagli esperti un passo importante per andare in cerca di possibili forme di vita aliena, per esempio indirizzando la 'caccia' del futuro cacciatore di mondi Wfirst (Wide-Field Infrared Survey Telescope) della Nasa, il cui lancio è in programma entro i prossimi dieci anni. "Avremo un ritorno decisamente maggiore dei nostri investimenti, sapendo dove andare a cercare", ha osservato il coordinatore della ricerca, Eric Ford.
Il nuovo calcolo dei mondi potenzialmente abitabili costituisce una sorta di rivoluzione nello studio della Via Lattea e questo passo, rilevano gli autori della ricerca, sarebbe stato impossibile senza i dati del telescopio Kepler, che ha permesso di scoprire 2.600 pianeti nella Via Lattea e di capire che molti di essi sono simili alla Terra
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sabato 17 agosto 2019

Prima la scia luminosa, poi l'esplosione azzurra

Oristano

I lettori Sandra e Marco stavano partecipando alla festa in spiaggia a Gutturu De Flumini, marina di Arbus, quando, mentre stavano girando un video, sono riusciti a immortalare il momento esatto in cui il meteorite ha squarciato i cieli della Sardegna, finendo poi in mare. 

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lunedì 12 agosto 2019

Il grande appuntamento con le stelle cadenti, fissato alle prossime due notti

Lo spettacolo delle "Lacrime di San Lorenzo", ecco dove e quando osservarle.


Per chi avrà la fortuna di osservarlo, il picco delle Perseidi, le cosiddette "Lacrime di San Lorenzo", è previsto entro le prossime due notti. Le Perseidi sono particelle di polvere costituite da frammenti della cometa 109P/Swift-Tuttle che entrando in contatto con la nostra atmosfera ad una velocità di ben 59 km al secondo, bruciano all'istante, creando delle scie luminose. Questo appuntamento si ripete ogni anno con precisione sulla data del calendario, lo sciame meteorico delle Perseidi è infatti uno dei più regolari ed affidabili, raggiungendo ogni anno un picco attorno la metà di agosto. 

Lo scontro di queste minuscole particelle contro la nostra atmosfera, avviene ad una elevata altitudine stimata a circa 100 km dalla superficie, ci troviamo al confine con lo spazio profondo. Ogni frammento luminoso vanta un diametro di pochi millimetri ma il suo passaggio è in grado di lasciare scie persistenti nel cielo. Queste scie possono essere perfettamente osservate anche dalla superficie terrestre.

giovedì 8 agosto 2019

Ufo avvistato vicino alla ISS, la Nasa interrompe il video

La Nasa interrompe un video nel quale pare di vedere un ufo. Le contestazioni sul web sono forti e numerose, la gente cerca chiarezza nell'insolito fenomeno


La Nasa interrompe un video in cui appare un ufo, è questa la voce che gira da alcuni giorni sul web. A quanto pare la Stazione Spaziale Internazionale si sarebbe occupata di coprire uno strano oggetto apparso nei cieli durante alcune riprese. I cacciatori di ufo dicono che la mossa è solo l’ultimo di una serie di tagli, tutti verificatosi quando compaiono strani oggetti in cielo. Gli appassionati di alieni sostengono che tale atteggiamento è volto a coprire lo strano fenomeno anche se, loro stessi, non escludono che potrebbe semplicemente trattarsi di una comune meteora.

L’ultimo avvistamento di tale genere è avvenuto il 9 luglio del corrente anno e, il video dell’accaduto, è stato subito pubblicato in rete ottenendo un numero spropositato di visualizzazioni su YouTube. Un ufo, al contrario di quanto potrebbe pensarsi, è semplicemente un oggetto volante non identificato. Con tale locuzione quindi si sta ad indicare anche una possibile meteora o altri strani oggetti che potrebbero essere in volo nello spazio. Il movimento è strano, questo è certo, sopratutto perché agli occhi della fotocamera l’ufo in questione è parso fermarsi per alcuni minuti prima di riprendere la sua camminata.

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venerdì 2 agosto 2019

Tre sere con il naso all'insù in memoria di Alessandro e Giovanna

ARQUATA SCRIVIA


Arquata e il gruppo astrofili ricordano i coniugi morti nel crollo del ponte Morandi. In futuro anche un museo dell'astronomia


Giovanna Bottaro e Alessandro Robotti
ARQUATA SCRIVIA — “Nel regno delle stelle”. L’hanno chiamata così gli astrofili di Arquata Scrivia la serata in memoria di Alessandro Robotti e Giovanna Bottaro in programma questa seraall’osservatorio di Lerma. Già, il regno delle stelle, il luogo dove si trovano anche i due coniugi morti il 14 agosto di un anno fa nel crollo del ponte Morandi a Genova. All’avvicinarsi di quel fatidico anniversario, si moltiplicano le iniziative per ricordare la coppia arquatese. Protagonista soprattutto il Gast, il Gruppo arquatese astrofili, di cui Alessandro era fra i collaboratori più attivi.
Si parte questa sera, venerdì 2 agosto alle 21.00 a Lerma, «con osservazioni di Giove, Saturno e delle costellazioni della volta celeste», spiega il presidente Giorgio Repetto.
Gli astrofili di Arquata saranno poi al al Maglietto di Novi Ligure, la struttura di località Merella che ospita anche il Museo dell’Apicoltura. Sabato 10 agosto dalle 21 alle mezzanotte sarà possibile osservare astri e pianeti. Come è noto, intono a quella data – ricorrenza del martirio di San Lorenzo – il nostro pianeta attraversa lo sciame meteorico delle Perseidi ingenerando una pioggia di stelle cadenti. Obiettivo puntato anche sulla luna, su Giove e Saturno.
Il momento più toccante è però atteso domenica 11 agosto ad Arquata Scrivia, organizzato dall’assessorato alla Cultura. In piazza Caduti, a partire dalle 21.00, si terrà la serata “Stelle di Arquata – In ricordo di due amici”. L’osservazione delle meraviglie del cielo a cura del Gast si affiancherà alla musica della Plastic Onion Band, dei Papel Matz e della Lamp Operators Band. Parteciperà anche il Teatro della Juta.

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È stato scoperto un nuovo pianeta potenzialmente abitabile

Sono infatti stati scoperti tre nuovi pianeti che orbitano attorno GJ 357, una stella nana rossa. Uno dei tre pianeti è piuttosto intrigante, dicono gli scienziati 

Un'equipe internazionale di astronomi ha scoperto un nuovo sistema solare con un pianeta che potrebbe essere 'abitabile'. Sono infatti stati scoperti tre nuovi pianeti che orbitano attorno GJ 357, una stella nana rossa - una stella piccola e fredda- situata a 31 anni luce dalla Terra (una distanza che non è neppure troppo lontana, considerando le dimensioni spaziali).

La scoperta è stata resa possibile grazie al satellite Tess della Nasa. Uno dei tre pianeti, quello battezzato GJ 357d, il più lontano rispetto alla stella, è particolarmente intrigante e i ricercatori ritengono che possa essere abitabile (gli altri due sono invece troppo vicini alla stella e dunque troppo caldi).


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mercoledì 31 luglio 2019

Da AstroLuca la prima foto della sua Sicilia

Nuvole come zucchero a velo

Luca Parmitano ha inviato a Terra la prima cartolina della Sicilia, sua terra natale, da quando il 20 luglio ha iniziato la missione Beyond, la seconda per l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e colonnello dell'Aeronautica Militare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss).
"Come zucchero a velo, nuvole di bel tempo spolverano di bianco le terre della mia infanzia". Così Luca Parmitano, nato a Paternò, in provincia di Catania, saluta la sua Sicilia dalla Stazione Spaziale, a circa 400 chilometri di quota.
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venerdì 26 luglio 2019

Neil Armstrong, la morte è un giallo: «Pagati 6 milioni per nascondere la vera causa»

Il «New York Times» sulla scomparsa del primo uomo a camminare sulla luna: fatale un errore degli infermieri. Sei milioni alla famiglia in cambio del silenzio

Neil Armstrong, il primo uomo a camminare sulla Luna nel luglio di cinquant’anni fa, è morto a 82 anni, il 25 agosto 2012, per un caso di malasanità rimasto segreto che, oggi, fa rabbrividire l’America.
Un paio di settimane prima era stato ricoverato al Mercy Health Fairfield Hospital di Cincinnati, in Ohio, perché il cuore dell’astronauta dava problemi, prospettando la necessità di un bypass. I cardiologi gli applicarono un pacemaker temporaneo. La moglie, facendogli visita pochi giorni dopo, riferì di averlo trovato in una condizione di sorprendente recupero camminando assieme nei corridoi.

Quando tuttavia gli infermieri rimossero l’apparecchio, del sangue penetrò nella membrana che riveste il cuore innescando una serie di difficoltà che, a cascata, aggravarono le sue condizioni sino a provocarne la morte. Allora il comunicato ufficiale diffuso dall’ospedale attribuì la causa a generiche complicazioni postoperatorie.

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domenica 21 luglio 2019

L'astronauta Luca Parmitano ritorna nello spazio: "E' fantastico essere qui, grazie all'Italia"

La missione Beyond è partita dal Kazakistan. Quando in Italia erano le 3 della notte l'equipaggio è entrato a bordo della Stazione Spaziale internazionale



La capsula Soyuz con l'astronauta italiano Luca Parmitano si è agganciata al modulo russo Zvezda della Stazione Spaziale. E quando in Italia erano circa le 3 della notte è entrato insieme ai compagni di equipaggio a bordo della Stazione Spaziale internazionale.

Il primo a entrare nella Stazione Spaziale è stato il comandante della Soyuz Alexander Skvortsov, dell'agenzia spaziale russa Roscosmos; subito dopo è stata la volta di Andrew Morgan, della Nasa e quindi di "AstroLuca". Abbracci e saluti con i colleghi che li aspettavano a bordo, l'attuale comandante Aleksej Ovinin e gli americani Nick Hague e Christina Koch. Adesso tutti insieme costituiscono l'equipaggio a sei della Expedition 60.

Immediatamente dopo i saluti dell'equipaggio, è stata la volta del collegamento con famiglia e amici, che avevano seguito le lunghe fasi dell'aggancio e dell'apertura del portello dal grande schermo del Centro di controllo di Mosca. Per Luca Parmitano, come sempre sorridente anche se un pò provato dal viaggio, i saluti della moglie Kathryn e delle figlie Sara e Maia, di 12 e nove anni, gli auguri del direttore generale dell'Esa Jan Woerner e quelli dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). "E' fantastico essere qui", ha detto a tutti. Poi ha aggiunto: "Grazie all'Italia".


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sabato 20 luglio 2019

Su Marte trovata la maggior quantità di metano mai rilevata: cʼè vita lassù?

Il rover Curiosity della Nasa ha rinvenuto massicce dosi del gas che potrebbe indicare la presenza di creature viventi. Ma gli esperti procedono con molta prudenza


Il rover Curiosity della Nasa ha misurato su Marte la più grande quantità mai rilevata di metano, più che doppia rispetto a quella misurata 14 anni fa sul Pianeta rosso. La presenza del gas, che sulla Terra viene prodotto dai processi biologici delle creature viventi, potrebbe rappresentare un indizio della presenza di vita. Il metano potrebbe però derivare anche da fonti inorganiche, cioè da reazioni che avvengono nel sottosuolo tra l'acqua e le rocce.

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martedì 16 luglio 2019

Meteo: ECLISSI di LUNA Imminente. Ecco la Data, gli Orari e tutte le Informazioni per godersi lo Spettacolo

Ci siamo, a breve IMPORTANTE avvenimento astronomico interesserà i cielo italiano: è IMMINENTEinfatti l'ECLISSI di LUNA. Scopriamo subito la DATA, gli ORARI e tutte le Informazioni per godersi lo SPETTACOLO.
L'affascinante evento sarà visibile in tutta Italia a partire dalla sera di Martedì 16 luglio, quando il nostro satellite entrerà nel cono di penombra alle 20:44 circa in Italia. Il contatto, che sancisce l'inizio della vera e propria eclissi lunare, si verificherà alle 22:01, mentre il picco massimo verrà raggiunto alle 23:30. In quel momento il disco lunare apparirà ampiamente oscurato dall'ombra della Terra, presentandosi in parte rossastro e in parte bianco-giallognolo. Superato il picco inizierà la fase di uscita dal cono d'ombra, che avverrà a 00:59 di mercoledì 17 luglio.
Per godere dello spettacolo non servono particolari strumentazioni e sarà possibile vederla ad occhio nudo (a dispetto di quella solare). I luoghi ideali sono quelli lontano dalle città e dalle fonti luminose quindi: campagna, spiagge o montagne. Al momento le condizioni meteo saranno accettabile per vedere l'eclissi senza alcuna nube e o pioggia prevista su buona parte delle regioni.
Grazie a un semplice binocolo inoltre sarà possibile notare diversi elementi specifici dell'eclissi di Luna, mentre al telescopio si potranno gustare tutti i momenti più belli anticipati dagli allineamenti di Giove e Saturno. I due giganti sono infatti visibili al loro massimo dalla Terra. Ricordiamo che la prossima eclissi parziale tornerà nel 2023, poi un'eclissi totale nel 2025 e ancora parziale nell'Agosto del 2026.

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domenica 14 luglio 2019

Dopo le notti dei pianeti giganti, è il momento di Plutone

Il 14 luglio alla distanza minima dalla Terra

Dopo le notti dedicate ai pianeti giganti, è la volta del pianeta nano Plutone, che domenica 14 luglio si trova alla distanza minima dalla Terra, trovandosi così nelle condizioni ottimali per essere osservato tutta la notte. "Nella notte tra sabato e domenica Plutone si troverà in opposizione, cioè in quella condizione per cui visto dalla Terra, si trova opposto al Sole. Ciò lo renderà visibile tutta la notte", spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project.
Il 14 luglio il pianeta nano si trova  tra le stelle del Sagittario, nella stessa regione di cielo dove brilla anche Saturno, il che aiuterà a riconoscerlo. Plutone infatti si trova a una tale distanza dalla Terra che normalmente è difficile vederlo e coglierne la luminosità. "Per osservarlo - prosegue Masi - bisogna quindi usare dei telescopi di medie dimensioni, di almeno 25 centimetri di diametro.

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sabato 6 luglio 2019

La Terra ha raggiunto la massima distanza dal Sole

A due settimane dal solstizio d'estate


Il 5 Luglio 2019 alle 00:10 la Terra ha raggiunto il punto della sua orbita più distante dal Sole, chiamato afelio, raggiungendo la distanza di 152.104.285 chilometri dalla sua stella. Accade circa 2 settimane dopo il solstizio d'estate, avvenuto il 21 giugno.
"L’orbita della Terra è quasi circolare, quindi non è la distanza dal Sole che determina il riscaldamento o il raffreddamento, bensì l’inclinazione con cui i raggi solari incidono sull’atmosfera terrestre", spiega Mauro Messerotti,  dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell'università di Trieste. Nell'emisfero Nord l'inclinazione dei raggi solari "è minima in questo periodo e questo determina l’estate.

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