domenica 4 novembre 2012

Quella "nebbia cosmica" nell'universo primordiale

L'ha misurata con altissima precisione il telescopio spaziale "Fermi" della Nasa. Gli scienziati adesso sperano di osservare direttamente questo fenomeno prodotto dalla luce dalle stelle più antiche. Le prime di MASSIMILIANO RAZZANO

 

SONO le "nonne" del nostro Sole, le prime stelle ad aver brillato nell'universo. Gli astronomi sperano di osservarle direttamente con i telescopi di nuova generazione, ma per ora lo studio di questi affascinanti fossili cosmici si basa su misure indirette. Come quella appena realizzata grazie a "Fermi", il telescopio spaziale della NASA dedicato allo studio dei raggi gamma di origine cosmica. La luce emessa dalle stelle nelle varie epoche cosmiche riempie infatti lo spazio, interagendo con i raggi gamma provenienti dalle galassie più lontane e creando così un "effetto nebbia" ben osservabile dagli strumenti di Fermi. La ricerca, annunciata dal team di Fermi durante il quarto Simposio di "Fermi" tenutosi la scorsa settimana a Monterey, in California, è stata coordinata da Marco Ajello, giovane ricercatore presso il Kavli Institute for Particle Astrophysics and Cosmology dell'Università di Stanford 1 e lo Space Sciences Laboratory dell'Università della California a Berkeley 2. Questo risultato, pubblicato su Science 3, fornisce una misura della luce emessa dalle differenti generazioni di stelle, aiutando a esplorare meglio le fasi di formazione stellare nella storia dell'universo.
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Nella nebbia cosmica. Quando "Fermi" osserva l'emissione di raggi gamma da galassie molto lontane, le vede più fioche. La situazione è simile a quando guardiamo i fari di un'auto immersa nella nebbia. Ma qual è l'origine di questa "nebbia cosmica"? I raggi gamma sono "pacchetti di luce" molto simili alla luce visibile ma estremamente più energetici. Ad esempio "Fermi" può osservare raggi gamma con energia di milioni fino a centinaia di miliardi di volte quella della luce visibile. Questi "pacchetti di luce", o fotoni, possono essere distrutti dall'interazione con altri fotoni, ad esempio di luce visibile o ultravioletta.  

 

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