mercoledì 28 dicembre 2011

L'attrazione fatale del buco nero al centro della Via Lattea

La nube di polvere e gas ionizzato, che ha una massa pari a tre volte quella della Terra, sta passando pericolosamente vicino al buco nero al centro della nostra galassia, che ha già iniziato a deformarla e a sfrangiarla. E nel giro di pochi anni la distruggerà completamente, permettendo agli astronomi di osservare per la prima volta "in diretta" e da vicino un simile evento cosmico

VIDEO: Attrazione fatale per la nube galattica
Per la prima volta è stata osservata un'imponente nube di gas - parecchie volte più massiccia della Terra - che sta avvicinandosi, accelerando sempre più, al buco nero al centro della Via Lattea. L'osservazione di questo inesorabile evento è stata realizzata dagli astronomi del Max-Planck Institut per la fisica extraterrestre, a Garching, nel quadro di una ricerca ventennale che tiene sotto osservazione il comportamento del buco nero supermassiccio che si trova al centro della nostra galassia, noto anche come Sgr A* (Sagittario A-star).

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martedì 27 dicembre 2011

Germania, il mistero della luce di Natale

Forse qualcuno pensava ad uno scherzo, ma la conferma della serietà dell'evento arriva da una nota del ministro dell'Interno tedesco. "L'avvistamento a Donaueschingen è in fase di studio". Sì, perchè resta ancora misteriosa la spiegazione della luce apparsa nel cielo e avvistata in molte regioni della Germania la notte scorsa. L'immagine, unica a disposizione, è stata scattata dal fotografo Jens Borchers dell'agenzia Epa

La foto 


Il mistero della luce di Natale in Germania

 

giovedì 22 dicembre 2011

La Terra ha trovato i suoi gemellini

Kepler 20f e Kepler 20e si trovano in un altro sistema solare. La scoperta rivelata dalla rivista "Nature"

Il satellite Kepler rivela pianeti di dimensioni simili al nostro: ora la Nasa avrà
 
GIOVANNI BIGNAMI*
Ci siamo quasi: il satellite della Nasa Kepler ha rivelato il segnale di due pianeti di dimensioni terrestri. Abbiamo davvero in vista l’anima gemella della nostra Terra? Anzi, addirittura della coppia Terra-Venere? Forse sì. Circa due settimane fa, ad un importante congresso dedicato allo studio dei pianeti extrasolari, un altro gruppo di astronomi che utilizza i dati Kepler aveva già annunciato un pianeta di dimensioni poco più grandi della Terra, in orbita intorno alla stella Kepler 22. Non male, sembrava, ma aspettavamo quello giusto.

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lunedì 19 dicembre 2011

2012: il (non) rischio di un'esplosione di supernova vicina

Una tra le molte tesi millenariste legate all'anno che verrà prevede che la fine del mondo sia causata dall'esplosione di una supernova o da un lampo di raggi gamma. Gli scienziati del  Goddard Space Flight Center della NASA forniscono le stime reali sulla probabilità che simili eventi possano coinvolgerci

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giovedì 15 dicembre 2011

La stella ribelle, spettacolo dei cieli

La stella ribelle, spettacolo dei cieli
 
Si chiama S106 ed è una piccola stella appena formata nella costellazione del Cigno, all'interno di un agglomerato di materia che - di fatto - è un incubatore di stelle. La 'neonata' è la causa della nuvola di gas e di turbolenza che la circonda, di fatto interferendo con lo sviluppo di altre stelle nell'area.
 

martedì 13 dicembre 2011

Tracce di gesso su Marte "Conferma presenza di acqua"

Missione Nasa ha individuato una traccia di una forma idrata di solfato di calcio, segno che in un determinato momento del passato sul pianeta era presente acqua liquida


SAN FRANCISCO - L'acqua su Marte c'è stata. Sulla superficie del pianeta rosso, la missione della Nasa Opportunity ha rinvenuto tracce di gesso, un minerale che prova in modo inequivocabile come in passato sia stata presente acqua liquida nel sottosuolo, in condizioni potenzialmente favorevoli ad ospitare forme di vita.

La scoperta - fatta dal rover Opportunity lanciato nel 2004 insieme al suo gemello Spirit, ormai non più attivo - è stata presentata alla conferenza dell'American Geophysical Union a San Francisco. Le tracce sono state identificate in una porzione del bordo del cratere Endeavour. La venatura studiata da Opportunity è lunga 40-50 centimetri e larga quanto un dito. Lo spettrometro sarebbe una forma idrata del solfato di calcio, probabilmente gesso.

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domenica 11 dicembre 2011

La Luna da' spettacolo

La luna ha dato spettacolo in queste ore con una eclissi totale 

Le foto

sabato 10 dicembre 2011

Kepler: oltre 1.000 nuovi esopianeti e il primo terrestre nella zona abitabile

L’osservatorio spaziale Kepler della NASA è riuscito a confermare il suo primo pianeta che si trova all’interno della cosiddetta “zona abitabile”, cioè la regione intorno ad una stella dove l’acqua può esistere allo stato liquido sulla superficie di eventuali pianeti rocciosi. Kepler ha anche scoperto più di 1.000 nuovi candidati come esopianeti, raddoppiando quasi il loro numero dall’inizio della missione. Decine di questi pianeti hanno dimensioni simili a quelle della Terra e si dovrebbero trovare nella zona abitabile intorno alla propria stella. Il fatto che sono candidati significa che la loro esistenza deve essere nuovamente verificata da osservazioni effettuate con telescopi basati a terra per essere sicuri che non si tratti di eventuali falsi positivi.

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mercoledì 7 dicembre 2011

Spazio, Curiosity verso Marte

Spazio, Curiosity verso Marte
 
E' stata lanciata la missione della Nasa Msl (Mars Science Laboratory), che nell'agosto 2012 porterà su Marte Curiosity, il più grande rover-laboratorio mai sceso sulla superficie del pianeta rosso e destinato ad andare in cerca di forme di vita, microrganismi vissuti in passato o forse attualmente presenti. La missione è partita puntualmente dalla base dell'Aeronautica degli StatiUniti a Cape Canaveral (Florida) con un Atlas V, lo stesso lanciatore con il quale sono state lanciare le sonde Mro (Mars Reconnaissance Orbiter), che si trova attualmente nell'orbita marziana, e New Horizon, diretta a Plutone. Costata 2,5 miliardi di dollari, la nuova missione della Nasa è decisamente la più ambiziosa mai tentata su Marte. Il rover Curiosity è infatti senza precedenti. Pesante 9 quintali, compresi 80 chilogrammi di strumenti scientifici, e lungo 3 metri, ha le dimensioni di una piccola automobile, ma è un gigante a confronto degli altri due rover americani che attualmente si trovano sulla superficie del pianeta, Spirit e Opportunity. Spostandosi su sei ruote e capace di superare ostacoli alti fino a 75 centimetri, Curiosity prenderà di mira le rocce marziane con un laser, colpendole su una superficie piccola come una capocchia di spillo. In questo modo il laser ridurrà la materia a un getto di gas, il cui spettro sarà analizzato dal laboratorio del rover, chiamato ChemCam (Chemistry and Camera), per identificare gli elementi che lo compongono.
 

martedì 6 dicembre 2011

Ecco il sole



Il sole ripreso il 21 novembre dall'Osservatorio, con strumento dedicato alle riprese solari, con banda passante solo sulla riga del'idrogeno, pertanto cio' che si vede e' l'atmosfera solare.

Sono presenti molti fenomeni come protuberanze (al bordo)  i filamenti riconoscibili da linee scure sul disco, e alcune macchie solari in superficie. Le zone chiare presenti si chiamano zone attive, dove l'interazione del campo magnetico col Plasma e' molto eccentuata.

L'immagine della Terra l'ho inserita per avere un idea delle proporzioni Terra Sole.


                                                                    Buona visione  Luciano  

domenica 4 dicembre 2011

Morte di una stella nel vortice M51

Morte di una stella nel vortice M51

Al momento dello "scatto" aveva appena 14 giorni ed è la supernova più giovane mai fotografata. Si tratta di SN2011dh, situata nella galassia vortice M51. A scoprirla un astronomo tedesco a fine maggio 2011 e prontamente segnalata alla comunità scientifica internazionale. La sua rilevazione in realtà è avvenuta in concomitanza con altre osservazioni indipendenti di altri studiosi. E tutti si sono accorti subito dell'anomalia. La cosa sorprendente infatti è stato il mutamento repentino, in poche ore, della luminosità di questa stella in un periodo che, per l'evoluzione degli oggetti nell'Universo, equivale a zero. E invece gli astronomi sono addirittura riusciti a calcolare che l'esplosione di SN2011dh è iniziata il 31 maggio 2011 attorno alle 12 ora Utc. Immediatamente i radiotelescopi europei hanno puntato le loro antenne per osservare il rarissimo fenomeno e, grazie alla potenza di tutti i dispositivi messi assieme, in Spagna, Germania, Finlandia e Svezia, elaborati da un computer situato in Olanda, hanno ottenuto un'immagine di una definizione sorprendente, 100 volte superiore a quella del telescopio Hubble, grazie a una tecnologia che sfrutta la radio interferometria. "Come individuare una pallina da golf sulla superficie della luna". E ha consentito di osservare da vicino l'inizio della fine di una stella. M51 e SN2011dh distano dalla terra circa 31 milioni di anni luce.

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domenica 27 novembre 2011

La mappa più completa della superficie lunare

La mappa più completa della superficie lunare

E' la mappa più dettagliata mai realizzata prima della superficie della Luna, ottenuta grazie ad un puzzle di migliaia di immagini scattate dalla sonda della Nasa LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) in orbita attorno al nostro satellite naturale. Ha una definizione massima di 100 metri per pixel e copre il 98 per cento della superficie. Solamente i poli, che sono costantemente in ombra, non possono essere fotografati. I diversi colori indicano l'altezza dei monti e delle depressioni, rilevata dal Lunar Orbiter Laser Altimeter, lo strumento laser per misurare i rilievi. La camera montata a bordo della sonda produce una mappatura completa della Luna ogni mese, in modo tale da ottenere immagini in qualsiasi condizione di luce (a cura di Matteo Marini)

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venerdì 25 novembre 2011

Nuova missione su Marte: la Nasa conta su Curiosity

Un laboratorio delle dimensioni di un'auto: l'agenzia spaziale americana presenta l'esploratore robotico di ultima generazione, in partenza sabato. Obbiettivo:cercare forme di vita sul pianeta rosso.

Il video

martedì 22 novembre 2011

Astronauti Iss tornati terra dopo 5 mesi

Rientro dopo aver trascorso in orbita 167 giorni

Tre astronauti - un russo, uno statunitense e un giapponese - che hanno trascorso oltre cinque mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), sono rientrati a bordo della capsula russa Soyuz, atterrata sulla steppa del Kazakhstan durante la notte. Lo annuncia il Centro russo di controllo dei voli spaziali. La navetta Suyuz Tma-02m ha toccato terra nella regione di Arkalyk, nel nord del Kazakhstan, alle 03:26 italiane. Gli astronauti sono il russo Serghei Volkov, l'americano Mike Fossum e il giapponese Satoshi Furukawa. Appena scesi dalla capsula, ancora con indosso la tuta spaziale, sono stati accomodati su delle poltrone per aiutarli a riabituarsi alla gravita' terrestre dopo aver trascorso in orbita 167 giorni, con una coperta per proteggersi dalla temperatura esterna di 15 gradi sotto zero. I tre sono poi stati accompagnati a un centro medico per gli accertamenti.

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lunedì 21 novembre 2011

Acqua (e forse vita) sulla luna di Giove

La rivoluzionaria scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nature da un team dell'università di Austin. Il bacino idrico si trova sotto la superficie gelata di Europa. 'Habitat adatto alla vita'.

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domenica 13 novembre 2011

La Terra, vista da lassù

Aurore australi e boreali, ragnatele di luci delle metropoli, fulmini e nuvole

MILANO - È senza dubbio uno dei video più suggestivi degli ultimi tempi: il nostro pianeta visto da lassù, dello spazio, a 390 chilometri da noi. Impressionati aurore australi e boreali, ragnatele di luci delle metropoli, fulmini e nuvole. Un volo mozzafiato intorno alla Terra attraverso le immagini catturate della Stazione Spaziale Internazionale. 

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mercoledì 9 novembre 2011

Asteroide: incontro ravvicinato senza conseguenze

Un asteroide del diametro di 400 metri è passato vicinissimo alla terra nella notte su mercoledì ed è stato anche filmato dai telescopi della NASA. 

 Era stato scoperto nel 2005. Da allora le numerose simulazioni dei modelli matematici hanno accertato che la traiettoria dei questo bolide del cielo, diametro di circa 400 metri, avrebbe fischiato nelle nostre orecchie, passandoci a un tiro di schioppo nel novembre del 2011.
E così è avvenuto alle ore 0.28 di mercoledì 9 novembre, quando il pezzo di roccia cosmica è transitato entro l'orbita lunare passando a soli (astronomicamente parlando)  324 mila e 600 chilometri dal nostro Pianeta. I telescopi della NASA hanno colto l'occasione per seguire in tempo reale il suo passaggio, filmandolo per intero.
L'influenza gravitazionale dell'asteroide, dalla forma quasi sferica e dal colore molto scuro, non ha avuto alcun effetto rilevante per noi. Dopo il rischio comunque passato, tutti tiriamo un sospiro di sollievo.
Il suo ritorno è previsto tra circa 200 anni. Nell'immagine la sagoma dell'asteroide, ribattezzato  2005 Yu55.

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mercoledì 2 novembre 2011

L'asteroide che ci sfiorerà l'8 novembre

Passerà ad appena 324 mila chilometri tra noi e la Luna




MILANO - Sta arrivando, come previsto, il grande asteroide «2005 YU55» che da tempo fa parlare di sé. Il prossimo 8 novembre ci sfiorerà, in senso astronomico, da appena 324 mila chilometri, vale a dire un po’ più vicino della Luna. Non è il primo, naturalmente, che vola su queste traiettorie, ma fa notizia per la sua dimensione avendo un diametro di 400 metri come hanno stabilito le rilevazioni con il grande radar di Arecibo. E in questa fase finale viene seguito quattro ore ogni giorno dalla parabola di Goldstone, in California, di solito impegnata nel comunicare con le sonde interplanetarie della Nasa. Ciò consente di affinare ancora di più il disegno del percorso. 
 
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lunedì 31 ottobre 2011

La prima donna cinese nello spazio

Pechino lancerà l’astronauta in una delle missioni verso la stazione spaziale Tiangong 1

Una donna cinese volerà nello spazio. L’astronauta potrebbe essere inviata in orbita il prossimo anno in una delle missioni per la costruzione della stazione spaziale che Pechino ha appena avviato.

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domenica 30 ottobre 2011

Mistero "vagabonde blu" enigmatiche stelle bambine

Diverse le ipotesi avanzate negli anni per chiarire l'origine di questi astri che sfidano la teoria dell'evoluzione stellare standard. Ora su Nature due scienziati indicano come più probabile la spiegazione del trasferimento di massa, escludendo la collisione DI ALESSIA MANFREDI

NASCONDONO la loro età in modo sorprendente, apparendo più giovani di quanto non siano in realtà. Più che un vezzo, un vero e proprio mistero quello delle 'vagabonde blu', poetico nome che indica un tipo di stelle rare e  sfuggenti. Situate all'interno di ammassi globulari o aperti, risultano più calde - da qui la colorazione blu - delle loro sorelle vicine, quando dovrebbero invece essere loro coetanee. Sfidando così le teorie standard dell'evoluzione astrale, secondo cui invecchiando le stelle evolvono prima in giganti rosse e poi in nane bianche, sempre più fredde e meno luminose. Eppure loro, le "blue straggler", seguono tutt'altra strada: vecchie anche  di 13 miliardi di anni, continuano ad apparire calde e brillanti come se fossero ancora bambine.


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sabato 22 ottobre 2011

Partito il razzo russo con i satelliti europei

ROBERTO GIOVANNINI
Sotto la pioggia il razzo Soyuz è regolarmente partito. Con i russi è così, se serve gli danno un calcio e una martellata ma lo fanno partire. Diciamo la verità, dal punto di vista esperienziale-estetico non è che sia stato uno spettacolo indimenticabile. In altre parole: non si vedeva niente n'è si sentiva niente. Troppo lontani dalla rampa, e troppo minuscolo il missile. Comunque va tutto bene, tutto "nominale". In nove minuti Soyuz arriva in orbita, e poi entra in funzione il sistema Fregaenfie nel giro di tre ore e mezza porta i due satelliti europei (i primi due della futura rete di posizionamento tipo GPS) dove devono andare. Continua qui  

lunedì 17 ottobre 2011

Il satellite Rosat precipita verso la Terra

Impatto fra 21 e 25 ottobre. Rischio caduta frammenti, impossibile prevedere dove

A nemmeno un mese dal rientro del satellite americano Uars, un altro satellite si prepara a rientrare nell'atmosfera fra il 21 e il 25 ottobre. Si tratta di Rosat (ROentgen SATellite), il telescopio spaziale per l'osservazione del cielo ai raggi X lanciato nel 1990 dalla Nasa e gestito dall'Agenzia spaziale tedesca Dlr.

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sabato 15 ottobre 2011

Al via il 'censimento' della materia oscura

Con il telescopio spaziale Hubble. Allo studio 25 ammassi di galassie

Anche nell'Universo è tempo di censimento. Il telescopio spaziale Hubble ha infatti iniziato la campagna di osservazione Clash (Cluster Lensing And Supernova survey with Hubble) che studierà 25 ammassi di galassie per costruire le mappe più dettagliate mai realizzate della materia oscura, ossia della materia misteriosa e invisibile che costituisce il 25% dell'universo.
Le mappe potrebbero essere usate per verificare precedenti risultati che portano a ipotizzare che la materia oscura all'interno degli ammassi sia più densa di quanto previsto dagli attuali modelli. Ciò potrebbe significare che gli stessi ammassi si sono formati prima di quanto comunemente ritenuto.
Uno dei primi bersagli della campagna di Hubble è' l'ammasso indicato dalla sigla MACS J1206.2-0847 (o MACS 1206): le galassie più distanti appaiono distorte proprio perchè la luce che emettono viene deformata dalla forza gravitazionale della materia oscura. Gli ammassi come MACS 1206 sono infatti laboratori ideali per lo studio degli effetti gravitazionali della materia oscura, perchè sono le strutture più' massicce nell'Universo ad essere tenute insieme dalla forza di gravità. Ammassi come questo agiscono come gigantesche lenti cosmiche, amplificando, distorcendo e piegando ogni luce che li attraversi, creando un effetto noto come lente gravitazionale.
I dati raccolti con il 'censimento' di Hubble saranno completati da quelli del Very Large Telescope (Vlt) dell’Ossrvatorio Europeo Meridionale (Eso), che sta eseguendo osservazioni spettroscopiche per scoprire nuove informazioni sulle galassie dell'ammasso, come le distanze che le separano e la loro costituzione chimica.

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venerdì 14 ottobre 2011

Premio Nobel all'universo in fuga E la grammatica sfugge alla Gelmini

Piero Bianucci
Il Nobel per la fisica 2011 è andato all’accelerazione dell’universo. La velocità dei neutrini invece continua a creare guai al ministro Mariastella Gelmini. Ecco come si esprime in una intervista a “Repubblica”: “Al primo incidente di percorso ho pagato un prezzo alto, sono stata travolta dalla velocità di internet e dalla replica sbagliata. Il secondo comunicato parlava di polemiche strumentali e non erano parole mie. (...) So che non esiste un tunnel da Ginevra al Gran Sasso, ho visitato il Cern e non ho visto tunnel. Bastava mettere quella parola tra virgolette e aggiungere tecnologico, il "tunnel tecnologico dentro il quale sono viaggiati i neutrini”.

Sono viaggiati? Ma tutto ciò è magnifico! Un’altra cantonata scientifica, una bugia miserrima, una infantile arrampicata sui vetri e soprattutto un audace errore di grammatica. Ma torniamo al Nobel. I premiati sono due astrofisici americani – Saul Perlmutter e Adam Riess – e l’australiano-statunitense Brian Schmidt. L’importo – poco più di un milione di euro – andrà per metà a Saul Perlmutter. I suoi colleghi si divideranno l’altra metà. La spartizione avverrà come sempre a Stoccolma il 10 dicembre, anniversario della scomparsa di Alfred Nobel.

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martedì 4 ottobre 2011

Nasa, svelati tutti i segreti del Sole

Diffuse sul sito ufficiale della Nasa le foto del Sole, scattate da ''Solar Dynamics Observatory'' . Nel febbraio 2010,  l'agenzia spaziale americana ha lanciato un satellite che orbiterà per cinque anni e permetterà di studiare le attività sulla superficie solare. Il progetto è costato alle casse circa $865. Le immagini ottenute tramite raggi x e ultravioletti hanno aiutato gli scienziati a capire come funziona il Sole e studiare i gas che bruciano sulla sua superficie
 

lunedì 3 ottobre 2011

Dallo spazio le immagini dell'aurora australe

Nuove suggestive immagini arrivano dallo spazio. grazie alla Nasa. Transitando al di sopra dell'oceano Indiano, gli astronauti della stazione spaziale internazionale hanno fotografato l'aurora australe. Negli scatti si possono chiaramente distinguere le bande rosse e blu, i cosiddetti "archi aurorali", che caratterizzano il fenomeno

Le foto

venerdì 23 settembre 2011

Satellite Nasa verso la Terra pezzi forse sul Nord Italia

La probabilità che uno o più frammenti dell'Uars della Nasa cadano sul nostro territorio è salita all'1,5% dal precedente 0,6%, per poi assestarsi sullo 0,9%. I frammenti potrebbero cadere sulle nostre regioni del Nord Est tra le 3,30 e le 4,15 di sabato. I consigli della Protezione civile



ROMA - E' leggermente più alto, rispetto a ieri 1, il rischio che i frammenti del vecchio satellite Uars della Nasa da 6 tonnellate che si distruggerà oggi 2 a contatto con l'atmosfera cadano sulle nostre regioni del Nord Est. Secondo l'ultimo aggiornamento del comitato operativo della Protezione civile - che si basa sull'ultimo bollettino emesso dall'Istituto Isti del Cnr -, la percentuale di rischio delle sue due possibili traiettorie è salita prima all'1,5% (prima era dello 0,6%), per poi assestarsi sullo 0,9%.

Secondo quanto sostiene Luciano Anselmo, dell'istituto di Scienze e Tecnologie dell'Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr), al lavoro sulla traiettoria del satellite, "abbiamo ristretto la probabile finestra di rientro: possiamo dire che il primo passaggio sull'Italia è oramai escluso, resta solo un potenziale passaggio compreso fra le 3,30 e le 4,15". Ma, ha aggiunto, "la probabilità che il satellite cada in Italia - ha detto Anselmo è comunque bassa, resta dello 0,9%. Più facilmente per il 70%, cadrà nell'Oceano e per oltre il 99% non in Italia". La situazione si aggiorna di ora in ora, ha detto ancora l'esperto, e per fare previsioni più precise e per restringere ulteriormente la finestra di rientro dobbiamo aspettare che si avvicini il momento dell'impatto.

LE TRAIETTORIE
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lunedì 19 settembre 2011

L'infinita bellezza del nostro pianeta visto dalla Stazione Spaziale

Loro ne hanno viste, cose che noi umani non potremmo immaginarci. Bagliori delle città che si riflettono come fiamme sui pannelli solari. Lampi colossali che rimbalzano in concerto da una nube all'altra come lucciole perse nella foschia. Il sottile, fragile velo dell'atmosfera. Un mondo che non ha frontiere, visto da un luogo nel quale anche la più possente delle bandiere non può sventolare. Questa è la nostra Terra vista in timelapse dalla Stazione Spaziale.

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giovedì 15 settembre 2011

Spazio: Nasa svela piani grande razzo

Sara' in grado di trasportare astronauti su Marte

(ANSA) - NEW YORK, 14 SET - La Nasa ha rivelato oggi i suoi progetti per la realizzazione di un grande razzo spaziale che a partire dal 2017 sara' in grado di trasportare astronauti nei futuri viaggi di esplorazione del sistema solare, verso la luna e anche Marte. ''Stiamo investendo in tecnologie per vivere e lavorare nello spazio e preparando il terreno per visitare Marte'' ha detto l'amministratore capo della Nasa, secondo cui ''il prossimo capitolo della storia spaziale americana e' stato scritto oggi''.
 
 

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lunedì 12 settembre 2011

Meteoriti di oro e platino così si 'arricchì' la Terra

Un pioggia di proiettili cosmici, avvenuta circa quattro miliardi di anni fa e durata 200 milioni, avrebbe permesso al nostro pianeta di conservare, nei pressi della superficie, i metalli preziosi. Che altrimenti sarebbero finiti vicino al nucleo. Lo dimostra uno studio su Nature di ELENA DUSI

 

HANNO PORTATO (probabilmente) i mattoni della vita sulla Terra. Ma i meteoriti hanno pensato anche a come renderla più bella. Oro e platino sarebbero infatti piovuti letteralmente dal cielo: frutto di un bombardamento di proiettili cosmici avvenuto circa quattro miliardi di anni fa e durato 200 milioni di anni, che ha ricoperto il pianeta con una “doratura” di metalli preziosi. La tesi è suffragata, oggi su Nature, da uno studio delle università di Bristol in Gran Bretagna e di Munster in Germania.

Il dilemma da risolvere era come mai l’oro con cui ci orniamo comunemente sia rimasto così a portata di mano, sulla crosta terrestre, in quantità centinaia di volte superiori rispetto a quanto previsto dalle teorie scientifiche. La maggior parte dei metalli preziosi infatti è precipitata insieme al ferro fuso nel cuore del pianeta quando le sue rocce erano ancora liquide e calde.

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giovedì 8 settembre 2011

Gli uomini sulla Luna tornano sui propri passi

Una nuova sonda (e nuove immagini) riportano l'attenzione sul nostro satellite

ANTONIO LO CAMPO
Due anni dopo le prime «cartoline» dei siti di atterraggio delle missioni Apollo, la sonda americana «Lro» si è ripetuta in questi giorni. E, così, ecco giungere dall'orbita lunare, a 25 km dalla superficie, le nitide immagini delle aree di discesa dei celebri «Lem», i moduli di atterraggio delle spedizioni che tra il 1969 e il 1972 avevano portato sei astronauti a camminare sulle sabbie seleniche. Quelle che la Nasa, tramite gli scatti della «Lro» (Lunar recoinnassance orbiter) ha divulgato ieri e pubblicato sul suo sito riguardano i siti di discesa di Apollo 12, 14 e 17.

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mercoledì 7 settembre 2011

Scoperto pianeta di diamante nella Via Lattea

E' composto da carbonio e ossigeno, si trova a 4 mila anni luce dalla Terra

Nella Via Lattea, a circa 4.000 anni luce dalla Terra, c'é un diamante immenso: è un pianeta dalla massa più grande di Giove, fatto interamente di questa gemma. La scoperta, preziosa, è proprio il caso di dirlo, è annunciata su Science da un gruppo internazionale al quale partecipa l'Italia con Osservatorio di Cagliari dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e università di Cagliari.

Il pianeta è circa 20 volte più denso di Giove e orbita intorno a una stella morta, della quale resta solo il nucleo densissimo: è una pulsar millisecondo che ruota a una velocità incredibile, compiendo circa 173 giri su se stessa ogni secondo. A differenza di Giove, il pianeta di diamante non è fatto di idrogeno ed elio ma di carbonio e ossigeno, allo stato cristallino.

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sabato 3 settembre 2011

Marte, le immagini del cratere Eberswalde

Alcune immagini del cratere Eberswalde, formatosi oltre tre milioni e mezzo di anni fa, nell'area montagnosa a sud di Marte. Le fotografie sono state scattate dalla sonda Mars Express. 

Le foto


giovedì 25 agosto 2011

Cannibalismo cosmico in tempo reale

L'evento unico non era mai stato osservato direttamente ma solo previsto per via teorica


Un bagliore improvviso di radiazione X, intenso e di alta energia: è quanto ha investito il 28 marzo scorso il satellite Swift della NASA dando il via a una intensa campagna di osservazioni da diversi osservatori a Terra tra cui Telescopio Nazionale Galileo dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF).

Ora due articoli apparsi sulla rivista Nature a firma di un nutrito gruppo di astronomi tra cui numerosi ricercatori dell’INAF e dell’ASI DATA CENTER di Frascati ricostruiscono l’evento, avvenuto circa 3,8 miliardi di anni fa: si tratta di un buco nero, denominato Swift J1644+57 e situato nella costellazione del Dragone, che divora una stella.

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martedì 23 agosto 2011

E' più nero del carbone il pianeta più scuro della galassia

Scoperto il pianeta più scuro della galassia, si chiama TrES-2b e riflette meno dell'1% della luce del sole che lo illumina. E' più scuro del carbone e la notizia della sua particolarità è stata diffusa dal Monthly Notices of the Royal Astronomical Society nell'ambito di uno studio sulla misurazione di luminosità delle stelle realizzato con i dati inviati dall'astronave della Nasa Keplero. L'immagine è una rielaborazione grafica dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics

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venerdì 19 agosto 2011

Guarda che luna, è un naso nei cieli estivi

Naso finto di un volto fatto di alianti o faro di una notte norvegese, alta sulla Statua della libertà o sospesa tra i fucili di due militari maltesi. E ancora attraversata da un boeing sopra i cieli di Boston o spiata dallo spazio dagli astronauti della Nasa, la luna illumina le notti estive e diverte i fotografi che la catturano, come si vede in questa galleria, dalle angolazioni più originali

Le foto

mercoledì 10 agosto 2011

Appuntamento con le stelle cadenti

La Luna fara' da guastafeste, stelle visibili gia' stasera e domani

Quest'anno con le stelle cadenti bisogna giocare d'anticipo perche' nel momento del picco, che cade nella notte fra il 12 e il 13 agosto, la Luna sara' piena e con la sua luce rendera' difficile osservarle.
Sara' quindi da non perdere, questa notte e domani, l'appuntamento con le 'Lacrime di San Lorenzo'. Le meteore si infrangono infatti nell'atmosfera della Terra in concomitanza con l'anniversario della morte del santo, che cade il 10 agosto.
Si prevedono 20-30 meteore l'ora, destinate ad aumentare a 100 durante il picco del 13 agosto, ma che saranno oscurate dalla luminosita' della Luna piena. Il culmine, inoltre, e' previsto alle 8,00 del mattino.
Il consiglio degli esperti e' di osservare le stelle cadenti questa notte e domani, perche' la Luna, anche se in fase crescente non sara' ancora piena e di concentrare le osservazioni fra le 2,30 e le 3 del mattino, quando la Luna sara' gia' tramontata e non arrechera' disturbo.
Il fenomeno chiamato anche perseidi, perche' la pioggia luminosa di meteore sembra cadere da un punto del cielo (il cosiddetto radiante) collocato nella costellazione di Perseo, e' causato dalla nube di polveri lasciate lungo la sua orbita dalla cometa Swift Tuttle e che il nostro pianeta attraversa ogni anno in questo periodo.

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venerdì 5 agosto 2011

"Acqua salata scorre su Marte" L'annuncio arriva dalla Nasa

La ricerca è stata pubblicata su Science dal gruppo di ricercatori. A testimoniare la presenza di acqua allo stato liquido tracce scure e lunghe  che compaiono sul pianeta rosso solo durante le estati marziane

 

WASHINGTON - Su Marte ci sarebbe acqua salata in forma liquida, che scorre stagionalmente e in piccole quantità lungo la superficie del pianeta. Lo testimonierebbero alcune tracce scure e lunghe anche centinaia di metri che compaiono sul pianeta rosso solo durante le estati marziane. L'ipotesi è stata presentata dalla Nasa durante una conferenza stampa ed è stata pubblicata su Science dal gruppo di ricercatori coordinato da Alfred McEwen dell'università dell'Arizona.

L'idea che su Marte possa scorrere dell'acqua è nata osservando le immagini catturate dal telescopio HiRISE, che viaggia a bordo della sonda della Nasa 'Mars Reconnaissance Orbiter' (MRO). Nelle foto è infatti possibile osservare delle particolari tracce scure, delle scanalature larghe fino a 5 metri e lunghe anche centinaia di metri, che sono visibili dalla tarda primavera fino agli inizi dell'autunno marziano lungo alcuni versanti che guardano l'equatore e sono quindi più esposti al Sole. Anche se non si hanno ancora prove sufficienti a dimostrarlo, i ricercatori dell'Arizona ipotizzano che queste possano essere le tracce lasciate dallo scorrere di acqua salata. "La spiegazione più convincente che abbiamo per queste osservazioni è che si tratti di un flusso di acqua salata, anche se ancora manca una conferma ufficiale", ha dichiarato a Science Alfred McEwen del Lunar and Planetary Laboratory della University of Arizona In precedenza era stata confermata la presenza di acqua allo stato solido sotto forma di ghiaccio ai poli o l'antica presenza (centinaia di milioni di anni fa) allo stato liquido. Stavolta si tratterebbe della prima volta di acqua seppur salata allo stato liquido.

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lunedì 1 agosto 2011

Da Italia due brevetti per abitare Marte

Depositati oggi da Universita' Cagliari, Asi e Centro Crs4

(ANSA) - ROMA, 29 LUG - Utilizzare elementi presenti nel suolo di Marte, della Luna o di un asteroide per fabbricare 'mattoni' e costruire strutture abitabili e nuove tecnologie per ottenere dall'atmosfera e dal suolo (solo di Marte) gli elementi indispensabili alla sopravvivenza dell'uomo. Sono i due brevetti italiani depositati oggi e risultato del progetto Cosmic, finanziato dall'Asi. Sono stati depositati da Universita' di Cagliari, Asi e Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna.(ANSA).

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giovedì 28 luglio 2011

Scoperta la riserva d'acqua più grande dell'universo

Si trova a 12 miliardi di anni luce dalla Terra ed è un concentrato di vapore acqueo intorno a un quasar. Individuata dai ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della Nasa e del California Institute of Technology

 

ROMA - Scoperta la riserva d'acqua più grande dell'universo. Si tratta di un concentrato di vapore acqueo che circonda un quasar, ossia un oggetto cosmico molto primitivo e simile a un stella, e che contiene una quantità di acqua pari a 140 milioni di miliardi quella che si trova negli oceani del nostro pianeta. Si trova a  12 miliardi di anni luce dalla Terra, ed è la più distante mai osservata. La scoperta, pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal Letters, si deve a un gruppo di astronomi del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e del California Institute of Technology (Caltech).

"L'ambiente che circonda questo quasar è davvero unico per l'enorme quantità d'acqua che produce", ha sottolineato Matt Bradford, del Jpl. "E' un'ulteriore dimostrazione - ha aggiunto - di come l'acqua pervada


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venerdì 22 luglio 2011

Florida, atterrato l'Atlantis finisce l'era degli Shuttle

Tocca terra l'ultima navetta. Insieme alle altre sarà esposta in un museo. La fine di un'epoca per l'esplorazione spaziale. Troppo costoso mantenere in vita la flotta. Per raggiungere la stazione spaziale ora si potranno utilizzare solo le navicelle russe Soyuz di FLAVIO BINI

 

"HOUSTON, missione compiuta". Alle 5,57 del  mattino, nell'alba americana, si è consumato anche il tramonto dell'era degli Shuttle. "L'Atlantis è a casa, il viaggio è finito. E' un momento storico da assaporare", hanno commentato dal centro di controllo di Cape Canaveral quando la navetta ha toccato terra, riportando a casa, oltre al capitano Chis Ferguson, anche gli altri membri dell'equipaggio Sandy Magnus, Rex Walheim e il pilota Doug Hurley.

IL VIDEO DELL'ATTERRAGGIO 1


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martedì 19 luglio 2011

La sonda Dawn e il maxi asteroide Vesta

La Nasa ha reso pubbliche le prime immagini ravvicinate e dettagliate di Vesta, il più grande degli asteroidi (con diametro medio 530 km) della cintura tra le orbite di Marte e Giove. Le ha inviate la sonda Dawn, che il 15 luglio è entrata nella sua orbita dopo un viaggio durato quattro anni e quasi tre miliardi di chilometri. Dawn è la prima sonda ad arrivare così vicino a un asteroide così grande e gli graviterà attorno per circa un anno prima di dare gas ai suoi propulsori e fare rotta verso Cerere, a una velocità di 6,7 km al secondo (24mila km all'ora). Cerere è il più grande inquilino della affollata cintura, ora "promosso" a pianeta nano proprio per le sue dimensioni. Grazie a queste immagini e ai dati inviati da Dawn gli esperti sperano di ottenere preziose informazioni sugli albori ("Dawn" in inglese significa alba) del nostro sistema solare
 A cura di MATTEO MARINI

Le foto

Beyoncé sveglia gli astronauti dell'Atlantis

Good morning Atlantis, this is Beyoncé", così la cantante americana ha svegliato con il suo ultimo singolo "Run the world (Girls)" e un messaggio speciale gli astronauti in orbita sull'Atlantis al nono giorno di missione. "Questa canzone è dedicata soprattutto a Sandy - ha spiegato durante il collegamento con lo shuttle - e a tutte le donne che ci hanno portato sullo spazio con loro e a tutte le ragazze che diventeranno le nostre prossime esploratrici"

domenica 17 luglio 2011

Nettuno, conclusa prima orbita dal 1846

Finito primo giro intorno a sole da quando scoperto 165 anni fa

(ANSA) - ROMA, 13 LUG - Nettuno, l'ultimo pianeta del Sistema Solare, ha concluso la sua prima orbita completa intorno al Sole da quando e' stato scoperto, ben 165 anni fa. Per festeggiare l'evento la Nasa ha diffuso 'ritratti' del pianeta scattati dal telescopio spaziale Hubble, gestito con l'Agenzia Spaziale Europea. Scoperto il 23 settembre del 1846 dall'astronomo tedesco Johann Galle, Nettuno e' uno dei 4 pianeti giganti e gassosi del sistema solare (insieme a Giove, Saturno e Urano) ed e' il piu' distante dal Sole.

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sabato 9 luglio 2011

Usa, partito l'ultimo Shuttle batticuore prima del lancio

Da Cape Canaveral la missione finale della navetta che chiude un'era. Il conto alla rovescia si ferma a 31 secondi dal via, poi l'ok. All'interno anche il modulo italiano Raffaello. 30 anni fa il primo volo. Nel mezzo le tragedie del Challenger e del Columbia di FLAVIO BINI

 


TOLTI GLI OCCHI dal cielo, una volta che la navetta è scomparsa dal campo visivo, i tecnici della Nasa avranno senz'altro appuntato questi riferimenti sui loro quaderni di lavoro: 8 luglio, ore 11.29 ora locale. E' questo il momento in cui si chiusa una delle pagine più significative della storia aviospaziale americana. Qui si è conclusa l'avventura dello Shuttle, a quasi 30 anni esatti da quel 12 aprile 1981, quando la navetta aveva fatto il suo esordio alla base di Cape Canaveral. Una partenza, quella dell'Atlantis, preceduta anche da un piccolo fuori programma. A 31 secondi dal lancio il conto alla rovescia si è arrestato e il tabellone che segnala i secondi mancanti al "lift-off" ha smesso di funzionare. Un ritardo dovuto a un piccolo problema tecnico, sistemato nel giro di pochi minuti, ma sufficiente a tenere con il fiato sospeso i milioni di telespetattori che hanno seguito in diretta tv la partenza dello Shuttle. (VIDEO) 1

GUARDA L'INTERATTIVO 2

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venerdì 8 luglio 2011

Gigantesca tempesta su Saturno: le foto Nasa

Il satellite Cassini ha ripreso lo scorso 15 marzo una super tempesta su Saturno: la 'Grande macchia bianca' (come vengono chiamate questi fenomeni) visibile in queste foto a diverse lunghezze d'onda copre una superficie pari a otto volte quella della Terra ed è 500 volte più grande della precedente ripresa a cavallo tra il 2009 e il 2010. La particolarità della metereologia di Saturno è che le tempeste non sono affatto frequenti, anzi finora erano state osservate a distanze di 30 anni l'una dall'altra (un anno di Saturno), ma quanto 'esplodono' durano svariati mesi: quella fotografata qui è durata oltre due mesi. A questa Grande macchia bianca è dedicata la copertina dell'ultimo numero della rivista scientifica Nature
FOTO: NASA/JPL-Caltech/SSI 

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mercoledì 6 luglio 2011

Gli zampilli dal buco nero, il "mostro" dà spettacolo

Sono le immagini più definite mai ottenute delle emissioni di particelle di un buco nero (un "mostro" che ha 55 milioni di volte la massa del Sole) situato a circa 12 milioni di anni luce dalla terra, nella galassia ellittica NGC5128. Centaurus A, questo il nome dato alla sorgente delle emissioni radio del buco nero, non è visibile. Molto nitidi invece (per i telescopi radio) sono i suoi "zampilli", che si estendono molto al di fuori della stessa galassia che lo ospita, arrivando fino a una distanza di un milione di anni luce dal suo centro. La massa di questi corpi ancora misteriosi è talmente grande da attrarre e risucchiare tutto quello che passa entro una certa distanza. Perciò emissioni di particelle come questa sono ancora un fenomeno tutto da spiegare. Le spettacolari immagini ("Tanami" è il nome del progetto finanziato dalla Nasa) sono state ottenute combinando i dati di nove radiotelescopi, situati nell'emisfero australe, in ben quattro continenti diversi: Oceania, Africa, America meridionale e Antartide (a cura di Matteo Marini)

Le foto

sabato 2 luglio 2011

Pioggia di rifiuti cosmici Evacuata la stazione spaziale

Un detrito imprevisto si è avvicinato alla Iss prima che i sei astronauti dell'equipaggio potessero manovrare per evitarlo. Il gruppo costretto a rifugiarsi per precauzione nelle capsule Soyuz. Successivamente i cosmonauti sono potuti tornare ai loro posti.

 

L'equipaggio della Stazione spaziale internazionale - sei astronauti- è stata costretta ad abbandonare le proprie postazioni e riparare nelle capsule Soyuz agganciate alla struttura per l'avvicinamento di immondizia spaziale. Si tratta di detriti creati dall'uomo e non più utili, come frammenti di satelliti o scaglie di polvere o vernici. "I rifiuti", ha fatto sapere una fonte anonima dell'industria spaziale russa, citata da Interfax, "sono stati individuati troppo tardi per poter effettuare una manovra ed evitarli". 


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martedì 28 giugno 2011

L'asteroide sfiora la Terra: la scia di luce tra le stelle

È l’asteroide più grande che finora abbia sfiorato la Terra, quello che alle 19,00 di oggi è sfrecciato a 12.000 chilometri dalla superficie del pianeta. Si chiama 2011 MD, ha un diametro compreso fra 8 e 18 metri, e il suo come resterà legato a questo record finchè i «cacciatori di asteroidi» non riusciranno a scoprire altri oggetti di dimensioni confrontabili capaci di avvicinarsi tanto alla Terra.

«Ci sono altri asteroidi che si sono avvicinati alla Terra più di quanto abbia fatto 2011 MD, ma erano decisamente più piccoli», ha rilevato Andrea Milani, del dipartimento di Matematica dell’università di Pisa e a capo del gruppo di ricerca specializzato nel calcolare le orbite dei cosiddetti Neo (Near Earth Objects), gli asteroidi la cui orbita potrebbe portarli ad avvicinarsi pericolosamente alla Terra.

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giovedì 23 giugno 2011

Ottobre 2011: arriva la pioggia di meteoriti

La Nasa lancia l’allarme: i Draconidi potrebbero danneggiare il sistema satellitare mondiale, nonchè la stazione spaziale

Occhio al cielo: l’appuntamento è per ottobre 2011 quando i Draconidi, meteoriti che orbitano presso la costellazione del Drago, entreranno nell’atmosfera terrestre creando quella che in termine tecnico viene definita “doccia di meteoriti”. Secondo la Nasa, però, non sarà un bello spettacolo, una cosina divertente che potremo guardare con gli occhi al cielo. Sarà un momento critico, invece, per il sistema satellitare mondiale, perchè i meteoriti potrebbero seriamente danneggiare gli impianti che orbitano intorno all’orbe terracqueo.

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martedì 21 giugno 2011

Taurus, il razzo rompi-satelliti

ROBERTO GIOVANNINI
Avevamo parlato di Orbital Sciences e di Taurus qui. Bisogna però dire che da un po' di mesi a questa parte non è che le cose per questa ambiziosa compagnia privata vadano proprio a gonfie vele. Ultima brutta notizia, l'essere stati tagliati fuori dal secondo round di finanziamenti del programma NASA CCDev2 per lo sviluppo di razzi e capsule per il trasporto di astronauti in orbita bassa. Ma anche nei mesi scorsi le cose erano andate decisamente male. Prima – ne avevamo parlato qui – il fallimento nel lancio del 2009 del satellite di ricerca ambientale OCO, dovuto alla non apertura del fairing, la struttura esterna in cima al razzo Taurus-XL che protegge il satellite per la prima fase del lancio durante l'attraversamento degli strati più densi dell'atmosfera, che però a un certo punto deve aprirsi e cadere. C'era la speranza di rifarsi lo scorso 5 marzo con il lancio di un altro satellite di ricerca ambientale della NASA, il Glory; ma per ragioni per adesso sconosciuto si è riprodotto lo stesso, imbarazzante e catastrofico, incidente. Non si è aperto il fairing, che pure era stato ridisegnato per ovviare al problema di OCO, che doveva studiare la distribuzione dell'anidride carbonica nell'atmosfera. E così il vettore partito dalla base californiana di Vandenberg, appesantito dalla presenza dell'ogiva protettiva, non ha raggiunto la velocità orbitale. Dopo qualche secondo, il complesso è rientrato nell'atmosfera sopra l'Oceano Pacifico distruggendosi e annientando Glory, che avrebbe dovuto seguire l'evoluzione degli aerosol e dell'inquinamento da nanopolveri nell'atmosfera terrestre e che costava la bella cifra di 424 milioni di dollari. ... Continua qui       

venerdì 17 giugno 2011

Baby universo ricco di buchi neri giganteschi

Massa milioni di volte superiore a quella del Sole

Il baby universo era ricco di mostruosi e voraci buchi neri, che erano giganteschi e crescevano a ritmi velocissimi nelle giovani galassie. La scoperta, pubblicata su Nature e annunciata dalla Nasa, è frutto di una ricerca coordinata dall'università delle Hawaii e basata su immagini e dati inviati a Terra dal telescopio spaziale americano Chandra.
I buchi neri nati all'alba dell'universo hanno una massa milioni di volte superiore a quella del Sole ed ora si nascondono al centro di galassie lontanissime, coperti da una spessa coltre di gas e polveri. Questi 'mostri cosmici', secondo gli esperti, sarebbero molto più comuni di quanto ritenuto finora: sarebbero presenti in un grande numero di galassie lontane, compreso fra il 30% e il 100% delle galassie distanti circa 13 miliardi di anni luce dalla Terra.

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lunedì 13 giugno 2011

Eclisse di Luna: tutto quello che si può fare durante i 100 minuti di totalità

di Daniele Gasparri

consigli di Daniele Gasparri per sfruttare proficuamente i 100 minuti di totalità offerti dall’eclisse totale di Luna del 15 giugno, che ci illustra alcuni metodi per riprendere il fenomeno. 


Nell’articolo Eclisse totale di Luna: che fare? pubblicato su Coelum n.149 a pag 34, l’autore, Daniele Gasparri, ci dà qualche suggerimento per sfruttare proficuamente i 100 minuti di totalità offerti dall’eclisse indicandoci alcuni metodi per riprendere il fenomeno.
Riportiamo qui sotto il metodo di ripresa a largo campo della totalità oltre a quello in HDR (High Dinamic Range) già disponibile online delle fasi parziali.

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martedì 7 giugno 2011

Giove, ladro ai danni di Marte

Formazione del sistema solare

La migrazione di Giove ai primordi del sistema solare permette anche di spiegare alcune enigmatiche caratteristiche della cintura di asteroidi



Da tempo i planetologi si chiedono perché Marte abbia dimensioni e massa molto più piccole della Terra, pur essendosi formato nello stesso periodo della Terra e di Venere. La prima spiegazione coerente di questo fatto è stata ora proposta da un gruppo di ricercatori diretti da Kevin Walsh, del Southwest Research Institute, che la illustrano in un articolo pubblicato su Nature.

Attraverso una serie di simulazioni, Walsh e colleghi sono riusciti a mostrare che probabilmente dal suo originario luogo di formazione Giove si è spostato verso l'interno del sistema solare "risucchiando" dalla regione una notevole quantità di materiale, tanto da frenare l'accrescimento di Marte.

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mercoledì 1 giugno 2011

Shuttle atterrato in Florida con a bordo l'italiano Vittori

Atterraggio perfetto al Kennedy Space Center. La navetta Endeavour andrà in un museo in California. Pronta al lancio - previsto l'8 luglio - lo Shuttle Atlantis (foto) partirà per l'ultima sua missione. E chiuderà un'epoca dell'esplorazione del cosmo di LUIGI BIGNAMI

 


ATTERRAGGIO perfetto. Come perfetta è stata l'intera missione STS134, che ha visto un italiano, Roberto Vittori e 5 astronauti americani agganciare alla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, un esperimento da 2 miliardi di dollari, con il quale si cercherà di dare importanti risposte alla nascita e all'evoluzione dell'Universo. Lo Space Shuttle Endeavour è atterrato nella notte americana, quando in Italia erano le 8 e 34 e con questo atterraggio termina la sua lunga storia iniziata nel 1992 quando venne costruito per sostituire lo Space Shuttle Challenger andato distrutto durante la fase di partenza nel 1986. Endeavour ha compiuto 25 missioni, rimanendo in orbita per circa 280 giorni percorrendo attorno alla Terra 166 milioni di chilometri. Ora lo aspetta un museo, il California Science Center.

La missione STS 134 ha visto momenti di grande emozione soprattutto per l'Italia: quando ad esempio, Vittori ha abbracciato Paolo Nespoli, che era ospite della ISS da circa 6 mesi. Un altro momento di grande commozione è stato il collegamento tra l'equipaggio e il Papa Benedetto XVI che ha rivolto un particolare pensiero a Nespoli che da pochi giorni aveva perso la madre. E ancora vi è stato un momento di forte coinvolgimento quando il Presidente della Repubblica si è collegato con i due astronauti.

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sabato 28 maggio 2011

Trovata massa mancante universo

Scoperta a Melbourne da Amelia Fraser-McKelvie, studentessa di 22 anni

 

SYDNEY - Una studentessa di ingegneria aerospaziale dell'Universita' Monash di Melbourne ha scoperto quella che finora e' stata descritta come la 'massa mancante' dell'universo, o almeno una parte di essa. Amelia Fraser-McKelvie, lavorando con astrofisici della Scuola di Fisica dell'ateneo, ha condotto una ricerca mirata a raggi X, e in appena tre mesi l'ha individuata.
La scoperta, descritta nella rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, e' ancora piu' notevole perche' Fraser-McKelvie, 22 anni, non e' una ricercatrice di carriera, ma una studentessa che lavorava come stagista con una borsa di studio. Il suo relatore Kevin Pimbblet della Scuola di Fisica ha ricordato che gli scienziati cercavano da decenni la cosiddetta ''massa mancante''. ''Si pensava da un punto di vista teorico che nell'universo dovesse esserci circa il doppio della massa, rispetto a quella che e' stata osservata'', scrive Pimbblet nella relazione di cui e' coautore. ''Si riteneva che la maggior parte di questa massa mancante dovesse essere situata in strutture cosmiche di grande scala fra i gruppi di galassie, chiamate filamenti.

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martedì 24 maggio 2011

Nespoli rientrato sulla terra con la Souyz

ROMA - Dopo 159 giorni nello spazio, si e' conclusa in bellezza la missione dell'astronauta Paolo Nespoli, rientrato a Terra con la navetta russa Soyuz alle 4:27 con i colleghi di equipaggio, il comandante russo Dmitry Kondratyev e l'americana Cady Coleman. Prima di lasciare la Stazione Spaziale Internazionale (Iss), infatti, Nespoli e i suoi colleghi sono stati i primi al mondo ad avere la possibilita' di compiere con la Souyz alcuni giri attorno alla stazione orbitale e a inviare a Terra le prime immagini in assoluto dello shuttle agganciato alla Iss. Le prime foto, scattate con la stessa apparecchiatura usata per l'aggancio della navetta russa, sono in bianco e nero, ma nei prossimi giorni la Nasa conta di diffondere ulteriori e spettacolari immagini e video fatti dai tre astronauti. Dopo l'atterraggio, che e' avvenuto in modo perfetto nel Kazakhstan, il primo ad essere aiutato a lasciare la Soyuz e' stato il comandante Kondratyev, poi e' stata la volta di Coleman e infine e' toccato a Nespoli. Tutti e tre gli astronauti sono stati adagiati su delle lettighe perche' dopo sei mesi nello spazio i loro muscoli hanno bisogno di un periodo di riabilitazione per riacquistare una piena funzionalita'. Il primo impegno di Nespoli, Kondratyev e Coleman e' stata la tradizionale cerimonia di benvenuto, immancabile per ogni atterraggio della Soyuz. Subito dopo Kondratyev e' rientrato nel centro di addestramento dei cosmonauti di Citta' delle Stelle, vicino Mosca, mentre Nespoli e Coleman si sono imbarcati su un aereo della Nasa diretti a Houston. Primo italiano e terzo europeo ad affrontare una missione di lunga durata, Paolo Nespoli era partito il 15 dicembre scorso da Baikonur con la Souyz. La sua missione, MagIsstra, e' stata davvero intesa e piena di novita'. ''Sono stati sei mesi e interessanti'', aveva detto ieri Nespoli al presidente della Repubblica poco prima di prepararsi per il rientro. Le immagini splendide della Terra che l'astronauta ha inviato a Terra in questi mesi hanno fatto il giro del mondo. Oltre a svolgere un'intensa attivita' scientifica seguendo una trentina di esperimenti, e' stato il protagonista di numerosissimi collegamenti con i ragazzi delle scuole di tutta Italia.

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lunedì 23 maggio 2011

Da galassie nuove prove energia oscura

Studio conferma ipotesi Einstein su espansione universo

L'osservazione di 200.000 galassie lontane ha portato ad una nuova conferma dell'esistenza dell'energia oscura, che costituisce il 70% dell'universo e che e' il motore della sua espansione, come nel 1916 aveva previsto Albert Einstein ipotizzando l’esistenza di una ''costante cosmologica''. E’ quanto emerge da due ricerche pubblicate sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, entrambe coordinate da Chris Blake, dell'universita' australiana Swinburne di Melbourne.
‘’I risultati ci dicono che l’energia oscura è una costante cosmologica, proprio come proponeva Einstein’’, ha rilevato Blake. Per quattro anni una squadra di 26 astronomi ha lavorato nell'osservatorio di Coonabarabran, nel Nuovo Galles del Sud.

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martedì 17 maggio 2011

Endeavour, lancio riuscito L'ultimo viaggio con Vittori

Endeavour, lancio riuscito L'ultimo viaggio con Vittori
Dopo innumerevoli rinvii, lo shuttle è partito per l'ultima missione. A bordo l'astronauta italiano, porta con sé un tricolore. Si incontrerà sulla Iss con il connazionale Nespoli. Al lancio ha assistito anche la deputata Giffords, scampata a un attentato, moglie del capitano Mark Kelly dal nostro inviato ANGELO AQUARO

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domenica 15 maggio 2011

Bravo Einstein, avevi ragione


Test della Nasa e uno italiano confermano la teoria della Relatività

BARBARA GALLAVOTTI
Sono passati 52 anni da quando alcuni ricercatori cominciarono a sognare sfere perfette, con le quali verificare la correttezza della Relatività di Albert Einstein. Juri Gagarin non era ancora andato nello spazio, Fidel Castro aveva appena preso L'Avana e la Barbie era una bambolina appena messa in commercio. Dopo oltre mezzo secolo, la Nasa ha annunciato che il sogno si è realizzato: i ricercatori hanno concluso l'analisi dei dati dell'esperimento «Gravity Probe B» e le ipotesi di Einstein risultano confermate. Missione compiuta, dunque, alla modica cifra di 760 milioni di dollari, i cui ultimi spiccioli si devono a una compagnia privata e alla nuova università dell'Arabia Saudita. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista «Physical Review Letters».

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sabato 30 aprile 2011

Rinviato di 48 ore ultimo volo Shuttle

Partenza spostata al Primo maggio per problemi tecnici 

CAPE CANAVERAL (FLORIDA) - Il lancio dello shuttle Endeavour e' stato rinviato di 48 ore. Il problema tecnico che ha causato il rinvio del lancio dello shuttle Endeavour al primo maggio riguarda un generatore di energia chiamato Auxiliary Power Unit (Apu). Il sistema ha smesso improvvisamente di funzionare e per ripristinarlo e' necessario un intervento che richiedera' almeno 48 ore di lavoro.

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venerdì 29 aprile 2011

Tutto pronto a Cape Canaveral per l'ultimo volo di Endeavour

Il lancio, il penultimo di uno Shuttle, previsto poco prima delle 22 italiane. Ci sarà anche Obama, che arriverà dopo la visita all'Alabama devastato dai tornado. Per la prima volta a bordo della navetta l'italiano Roberto Vittori dal nostro inviato ANGELO AQUARO

 

CAPE CANAVERAL (Florida) - Anche gli astronauti, nel loro piccolo, tremano. "Quando fai le ultime prove sulla passerella" dice quell'eroe italiano che porta il nome di Roberto Vittori "e ti ritrovi lassù in alto a 60 metri d'altezza... Tutto bene. Però poi c'è quell'ultimo saltello con la rampa che non può toccare la navicella per questioni di sicurezza, deve restare isolata, saranno 20 o 30 centimetri: nel vuoto. Insomma un certo brivido...". No, non è soltanto un grande passo per l'umanità: anche quello che per l'uomo sarebbe un piccolo passo può sembrare un salto impossibile quando gli occhi di tutto il mondo sono su di te. Come accadrà questo pomeriggio qui, nella storica Cape Canaveral - quasi le 10 di sera in Italia - con l'ultimo attesissimo lancio della Shuttle Endeavour. Un'ultima volta che la Nasa a cui Barack Obama ha stretto i cordoni della borsa - 3 miliardi di budget in meno e 5mila licenziamenti in più - sta vivendo con l'emozione di una prima.

INTERATTIVO La fine di un'era 1


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lunedì 25 aprile 2011

Antimateria, nucleo più grande catturato nei laboratori Usa

E' stato imprigionato a Brookhaven, Long Island. Si tratta di anti-elio 4 (chiamato particella Alfa). Nuclei di anti-elementi più pesanti di questa particella "sono milioni di volte più rari" e "fuori dalla portata della tecnologia attuale"

 

ROMA - Il più grande nucleo di antimateria mai catturato al mondo è stato imprigionato nei laboratori nazionali di Brookhaven 1 (che si trova ad Upton, su Long Island) del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ed il risultato è pubblicato online su Nature. E' un nucleo di anti-elio 4 (chiamato particella Alfa) ed è specularmente opposto a quello dell'elio, il secondo elemento più abbondante nell'universo dopo l'idrogeno e indispensabile alla vita delle stelle. La scoperta è avvenuta nell'ambito della collaborazione internazionale Star, che riunisce 54 centri di ricerca di 12 Paesi, con l'acceleratore di particelle Relativistic Heavy Ion Collider (Rhic), progettato per ricreare e studiare la materia nell'universo primitivo. 


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mercoledì 20 aprile 2011

La Nasa arruola i privati per sostituire lo Shuttle

L'agenzia spaziale americana affida a quattro aziende l'incarico di costruire le nuove navicelle che porteranno gli astronauti nella stazione spaziale internazionale. Nel frattempo, dovrà affidarsi alle Soyuz russe di LUIGI BIGNAMI

 

SONO nelle mani di quattro aziende private le speranze del programma spaziale americano: sono le società a cui la Nasa ha affidato il compito di realizzare i veicoli candidati a raccogliere l'eredità dello Space Shuttle. La navetta della Nasa, che proprio quest'anno compie i trent'anni di attività, sta per essere ritirata dai voli spaziali. Ad essa verrà affidato ancora un volo o forse due. Dal 2012, i quattro Shuttle sopravissuti finiranno in altrettanti musei americani. 


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lunedì 18 aprile 2011

Si è acceso Icarus: dovrà svelare i segreti dell'Universo

L'obiettivo è capire i misteriosi «neutrini», che già furono messi sotto osservazione da Enrico Fermi nel 1934

 

La parola neutrino è italiana, coniata da Enrico Fermi nel 1934 per caratterizzare queste particelle dalle più straordinarie proprietà. Ogni secondo, di giorno come di notte, senza rendercene conto, siamo attraversati su ogni centimetro quadrato da ben 65 miliardi di neutrini solari, ad una velocità vicina a quella della luce. La maggioranza di questi neutrini proviene dal Sole e attraversa quasi senza effetti sia il Sole che la nostra Terra perdendosi nell'immensità del fondo cosmico. I neutrini sono simili ai ben più familiari elettroni, ma con una cruciale differenza, quella di essere elettricamente neutri e influenzati solamente dalla forza debole trasmessa dai bosoni W e Z, per la cui scoperta al Cern ho ricevuto assieme a Van der Meer il premio Nobel per la Fisica nel 1984.
Un grandissimo numero di neutrini sono anche prodotti da certi tipi di decadimenti radioattivi e da reazioni nucleari come quelle prodotte dal Sole, dai raggi cosmici e soprattutto dai reattori nucleari. Forse pochi sanno che una importante frazione dell'energia prodotta dalla fissione nucleare sfugge sotto forma di neutrini. Postulato da Pauli nel 1930, il neutrino fu rivelato sperimentalmente nel 1956 da Cowan e Reines, che ricevettero solo quarant'anni dopo il premio Nobel. 

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lunedì 11 aprile 2011

COMETE: fascino o terrore?

Sono tra gli oggetti cosmici più monitorati.

Nella periferia piú esterna del Sistema Solare, oltre l'orbita dei pianeti esterni: Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone, si trova una zona popolata da corpi celesti dalle dimensioni che variano da alcune decine di metri ad alcuni chilometri, costituiti essenzialmente da ghiaccio e roccia: sono i famosi nuclei cometari.

A circa 3.000 unita' astronomiche dal Sole (un' unita' astronomica o U.A. e' l'unita' di misura pari alla distanza Terra/Sole, ovvero 150.000.000 Km) vi e' la fascia di Kuiper.

Si tratta di una nube a forma di "ciambella" popolata da molte comete periodiche, ovvero le comete che hanno un periodo orbitale relativamente breve, tra le quali la famosissima cometa di Halley con un periodo orbitale di circa 76 anni. Oltre la fascia di Kuiper, tra le 20.000 e le 100.000 U.A., pari circa 1/3 della distanza che ci separa dalla stella piu'vicina (Proxima Centauri), il Sistema Solare e' avvolto da una nube di forma pressoche' sferica.

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sabato 9 aprile 2011

Così il buco nero inghiotte la stella

Gli stessi astronomi dicono che non hanno visto nulla di simile prima. E infatti le lenti degli studiosi di tutto il mondo sono puntate addosso a GRB 110328A, l'esplosione più violenta ed enigmatica mai osservata. La Nasa ha dirottato gli occhi di ben tre telescopi (Hubble, Chandra e Swift)  verso la costellazione del Dragone, per studiare un'emissione di raggi gamma fuori dal comune. Secondo le prime ipotesi sarebbe dovuta ad una stella che si è avventurata troppo vicino a un buco nero, quello al centro della propria galassia (che dista 3,8 mliardi di anni luce dalla terra), ne è stata risucchiata e disintegrata. I gas continuano a cadere nel buco nero proiettando lungo il suo asse di rotazione un'emissione variabile di raggi gamma. Solitamente i gamma ray bursts (GRB, esplosioni di raggi gamma) sono il segnale dell'esplosione di stelle massiccie ma durano solo poche ore, mentre il primo avvistamento di GRB 110328A, da parte del telescopio Swift, risale a più di una settimana fa
(a cura di Matteo Marini)


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venerdì 8 aprile 2011

La cometa 'svelata' dalle foto sul web

L'epoca dei telescopi non sarà finita, ma gli astronomi da oggi hanno anche un'alternava per studiare il cielo: cercare le foto su Google. E' quanto dimostra uno studio di Dustin Lang (Princeton University) e David Hogg (Max-Planck-Institut fur Astronomie). I due studiosi hanno cercato sul  motore di ricerca le foto amatoriali della cometa 17P/Holmes, hanno analizzato la posizione nel cielo e ne hanno estrapolato l'orbita, dimostrando così che i dati recuperati online corrispondono alla perfezione con l'orbita reale della cometa. Ora i due sono alle prese con le foto della cometa Hyakatuke. "Sul web sono pubblicati milioni di foto amatoriali del cielo - spiegano gli autori in un articolo pubblicato su Technology Review del Mit - e noi pensiamo che possano essere usate per una mappa complessiva del cielo"

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lunedì 4 aprile 2011

Mezzo secolo fa Gagarin Oggi addio allo Shuttle

Il 12 aprile sarà passato mezzo secolo dal primo volo umano nello spazio, quello di Yuri Gagarin. Una settimana dopo, il 19 aprile partirà da Cape Canaveral l’ultimo volo dello shuttle “Endeavour”. Coincidenze della Storia. Un’epoca che si apriva, un’epoca che si chiude (la parola fine delle navette spaziali verrà a giugno, quando, compiuta l’ultima missione, andrà per sempre a riposo anche l’”Atlantis”).

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venerdì 1 aprile 2011

CLAMOROSO annuncio della NASA: l'asteroide 2003 QQ47 entrerà a sorpresa in rotta di collisione con la Terra domenica 3 aprile: gravi le conseguenze per il clima...

La buona notizia è che non vi saranno impatti catastrofici sulla Terra, quella cattiva è che le particelle meteoriche rimarranno intrappolate in stratosfera, schermando sino al 70% la radiazione solare per almeno 3 mesi e sino al 40% sino a Natale, determinando un lungo periodo di GRANDE FREDDO. Obama parlerà alla nazione alle 12, Berlusconi svegliato nella notte. Terremoto nel mondo scientifico, nessuno si era accorto di nulla.

Non è più una minaccia, bensì una realtà. Un asteroide colpirà la Terra, non fra 10 anni, non fra un mese, ma domenica 3 aprile.

Si chiama 2003 QQ47, l'asteroide che si avvicina al nostro Pianeta ad una velocità di 32 km / s, equivalente a 115 mila km / h. Con 1,2 km di diametro. QQ47 sarebbe dovuto passarci vicino nel marzo del 2014, in realtà non solo la sua traiettoria ha subito una variazione, ma anche la sua velocità è incredibilmente aumentata, cogliendo di sorpresa tutto il mondo scientifico. "Mai vista una cosa simile in vita mia" ha dichiarato il Prof. Zichichi raggiunto telefonicamente a notte fonda, appena la Nasa ha diffuso la notizia. "Va contro tutte le leggi fisiche e le regole dello spazio conosciuto".

Ormai però non ci sono dubbi: ci arriverà addosso domenica 3 aprile, intorno alle 5.45 del mattino.

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giovedì 31 marzo 2011

I buchi neri "amano" l'ordine

 
Grazie al satellite Integral dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) si è scoperto che i buchi neri, oggetti considerati tra i più caotici e irrequieti dell’universo, “amano” l’ordine

I dati, pubblicati su Science, dimostrano che in uno dei buchi neri più osservati dagli astrofisici, quello del sistema binario Cigno X-1, le particelle di luce (fotoni) fuoriescono in “fila indiana”. Sono cioè ordinati e orientati nella stessa direzione, contrariamente a quanto ci si aspetti di vedere nelle vicinanze di un buco nero, che con la sua incredibile forza di gravità “ingoia” la materia che lo circonda.

Nella ricerca, coordinata dal francese Philippe Laurent, dell’Istituto di ricerca sulle leggi fondamentali dell’universo (Irfu), ha avuto un ruolo importante anche l’Italia.

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mercoledì 23 marzo 2011

Buchi neri, mostri oscuri del cielo

Se una stella è molto massiccia, più di 6-7 volte il Sole, quando esplode come supernova dà luogo all'oggetto più strano e affascinante del cosmo: un buco nero. Il nucleo della stella crolla sotto il proprio peso e non riesce a controbilanciarlo nemmeno comprimendosi al massimo. Niente può fermare la caduta della materia verso il centro della stella, finché l'intera massa del nucleo non si concentra in un unico punto! L'oggetto che si forma, il buco nero, è qualcosa di così strano e così estremo che non può essere descritto con le leggi della fisica che valgono sulla Terra.
La gravità di un buco nero, infatti, è così grande da comprimere la materia che lo compone fino ad una densità praticamente infinita. Essa si trova quindi in uno stato fisico a noi sconosciuto.

La forza di attrazione gravitazionale di un buco nero è immensa: qualunque cosa che gli passi troppo vicino viene catturata e vi cade dentro, senza poterne più uscire. Nemmeno un raggio di luce, che è la cosa più veloce che esista in natura, può sfuggire a questo mostro: non potendo emettere radiazione, esso è completamente oscuro e non può essere "visto".
Attenzione però. Spesso si pensa che un buco nero possa inghiottire tutto quello che gli sta intorno: in realtà, l'attrazione gravitazionale che esso esercita su un corpo dipende dalla distanza del corpo stesso: solo se un corpo si avvicina troppo viene catturato da questo gigantesco imbuto spaziale.


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lunedì 21 marzo 2011

Il meteo su Titano: piogge equatoriali di metano

Le piogge di metano cadono nelle aride zone equatoriali molto più frequentemente di quanto sia stato predetto da alcuni modelli teorici


Mentre la primavera si fa strada sul pianeta Saturno, piove nei deserti all'equatore di Titano, la seconda luna più grande del pianeta. E le precipitazioni, diversamente a quanto accade sulla Terra, non sono di acqua ma di metano liquido. A scoprire questa singolare situazione meteorologica, in un mondo distante da noi oltre un miliardo e trecento milioni di chilometri, è un team internazionale di ricercatori che ne dà notizia in un articolo pubblicato su Science.

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martedì 15 marzo 2011

Così la violenza della scossa ha spostato l'asse della Terra

L'Istituto nazionale di geofisica: deviazione di 10 centimetri. L'energia è stata 30mila volte maggiore di quella del terremoto dell'Aquila di ANTONIO CIANCIULLO

Così la violenza della scossa ha spostato l'asse della Terra  

ROMA - Verso ovest un muro d'acqua alto come una casa di quattro piani e veloce come un aereo ha raggiunto in pochi minuti la costa giapponese, spazzando via tutto quello che ha trovato sul suo cammino. Verso est un'onda senza ostacoli all'orizzonte ha percorso tutto il Pacifico mantenendo per 12 ore in allerta Stati Uniti e Messico, per poi abbattersi in serata sulle spiagge americane, con quattro dispersi in California. Sono le due facce dello tsunami alimentato dall'onda d'urto nata in pieno oceano, a 130 chilometri dalla costa giapponese e a 24 chilometri di profondità: un sisma che ha trasferito buona parte della sua potenza all'acqua provocando l'onda killer e anche uno spostamento dell'asse terrestre. È stata una scarica di energia molto violenta, uno dei terremoti gigante che caratterizzano la fascia circumpacifica. "Sono fenomeni che avvengono lungo le dorsali oceaniche, le linee in cui la crosta terrestre è più sottile e subisce la spinta del magma che sale, sotto la pressione dello scontro tra la zolla continentale euroasiatica e quella pacifica", commenta Daniele Melini, dell'Istituto nazionale di geosifisica e vulcanologia. Quello che alle 6 e 46 (ora italiana) ha portato gli indicatori dei simografi a segnare 8.9 della scala Ricther è stato uno dei dieci maggiori terremoti nella storia della sismologia, il settimo se la magnitudo verrà confermata. Una scossa devastante che ha lasciato il Giappone senza fiato: anche se è stata alcune volte meno potente del terremoto di Sumatra del 26 dicembre 2004 (9,1 nella scala Ricther), ha spostato l'asse della Terra di 10 centimetri, un effetto maggiore di quello prodotto sette anni fa.

 

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