martedì 30 dicembre 2014

Il diario di @astroSamantha: Buon anno dallo spazio

Un 'meraviglioso 2015' dalla Stazione Spaziale

Buon anno dallo spazio: gli auguri di Samantha Cristoforetti per un ''meraviglioso 2015, pieno di gioia e felicità'' arrivano direttamente dalla Stazione spaziale internazionale (Iss) attraverso un videomessaggio pubblicato su YouTube dall'Agenzia spaziale europea (Esa).

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mercoledì 24 dicembre 2014

In arrivo la cometa di Natale visibile anche a occhio nudo

Si affaccia la cometa di Natale che dovrebbe dare il meglio di sé a metà gennaio: con la sua coda luminosa si trova fra le stelle della costellazione della Colomba, dove è visibile anche ad occhio nudo.

Dopo aver dato spettacolo nei cieli australi la cometa C/2014 Q2 Lovejoy si sta “arrampicando” nei cieli dell’emisfero Nord in perfetta sincronia per Natale. Si può tentare di osservarla a partire dalla mezzanotte di oggi 24 dicembre, puntando un binocolo o un piccolo telescopio in direzione Sud, ai piedi di Orione. L’oggetto, spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma, è molto basso sull’orizzonte ma in zone prive di inquinamento luminoso è possibile vederlo pure ad occhio nudo, anche se non è semplice, perché ha una magnitudine di 5,5, ossia molto vicina al limite che è 6 per le osservazioni ad occhio nudo. Sono previste due osservazioni sul canale Scienza e Tecnica dell’Ansa, in diretta streaming con il Virtual Telescope, il 6 e l’11 gennaio.

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domenica 21 dicembre 2014

Il regalo di Natale di Astro Samantha: volo in timelapse sull’Italia

Il video è stato registrato circa una settimana fa, ma è stato pubblicato su YouTube solo ieri, ed è comunque bellissimo da vedere: in una quarantina di secondi registrati dall’astronauta italiana Samantha Cristoforetti si vede quello che ha visto la Stazione Spaziale Internazionale muovendosi in orbita dall’Inghilterra all’Egitto, con un lungo passaggio sopra l’Italia.
È molto probabile che il video sia stato girato fra le 17 e le 19 dello scorso 12 dicembre, quando la Iss è stata ben visibile anche a occhio nudo nei cieli italiani, orbitando a circa 400 chilometri d’altezza.

Il video

sabato 20 dicembre 2014

Lo scatto di Sam: "Finalmente l'Italia di giorno"

Lo scatto di Sam: "Finalmente l'Italia di giorno"
Calabria, Puglia e Basilicata: ecco lo scatto all'Italia del sud di Samantha Cristoforetti dalla Iss postato sul suo profilo Twitter con questo commento: "Finalmente un passaggio di giorno sopra l'Italia! Calabria, Puglia e Basilicata non si arrendono alle nuvole..."

Fonte

venerdì 19 dicembre 2014

Missione Rosetta, la cometa è coperta da uno strato di materiale organico

E' anche più "calda" del previsto, emerge dai primi dati presentati negli Stati Uniti. Intanto si lavora per estendere la missione

Missione Rosetta, la cometa è coperta da uno strato di materiale organico
(ansa)
 
ROMA - La cometa obiettivo di Rosetta è coperta da uno strato grigio di polveri organiche ed è più calda del previsto: lo indicano i primi dati della missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) presentati negli Stati Uniti, nel convegno dell'American Geophysical Union (Agu), e rilevati grazie allo spettrometro italiano Virtis. Ha una temperatura di -50 gradi, confrontabile a quella che si registra in estate nelle zone interne dell'Antartide. E' un'immagine ad alta definizione, quella fornita dallo strumento Virtis (Visible and Infrared Mapping Spectrometer) che si trova a bordo della sonda Rosetta e del quale è responsabile Fabrizio Capaccioni, dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Inaf). Mentre una semplice fotocamera si basa su tre colori, la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è stata 'immortalata' utilizzando ben 860 colori che coprono tutto lo spettro luminoso, dalla luce ultravioletta a quella infrarossa. Nessun fossile del Sistema Solare ha mai avuto finora un identikit così dettagliato.

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giovedì 18 dicembre 2014

Curiosity rivela metano su Marte, ma la fonte è ignota

Emissioni continue di gas rivelate dalla sonda che passeggia sul pianeta rosso. Ma la fonte resta sconosciuta

Curiosity rivela metano su Marte, ma la fonte è ignota

sabato 13 dicembre 2014

Tricolore tra le stelle

I 50 anni dell’avventura spaziale italiana: due grandi video racconti alla scoperta dei protagonisti e dei gioielli tecnologici che hanno segnato l’epopea spaziale del nostro Paese
A cura di Dario Migliardi e Antonio Lo Campo
E’ il 15 dicembre 1964. Un razzo vettore americano “Scout”, partito dalla base di Wallops Island, ospita un oggetto di grande rilevanza scientifica. Si chiama “San Marco 1”. E’ il primo satellite tutto italiano. L’Italia entra tra i grandi dello spazio come una delle prime nazioni al mondo a mettere in orbita un satellite di propria ideazione e costruzione.
Inizia un’avventura che nei 50 anni successivi ha visto un susseguirsi di successi. Da “San Marco 1” a “Rosetta”, dal primo astronauta Franco Malerba a Samantha Cristoforetti, La Stampa vi porta con due grandi video racconti originali alla scoperta del tricolore italiano nello spazio.

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giovedì 11 dicembre 2014

AstroSamantha: ecco come salutarla mentre passa sopra le nostre teste

La Iss visibile a occhio nudo (meteo permettendo) giovedì 11 e sabato 13 dicembre poco dopo le ore 18

In queste sere si potrà salutare Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana della storia. Come riporta il correre.it, c’è la possibilità di rivolgerle un "ciao!" mentre la Stazione spaziale internazionale sfreccia sopra le nostre teste. Infatti la Iss, che orbita attorno alla Terra a circa 400 km d’altezza, sta effettuando una serie di spettacolari passaggi sull’Italia, visibili a occhio nudo nelle prime ore della sera, condizioni meteorologiche permettendo. In particolare, due transiti particolarmente favorevoli per le regioni del centro-nord si avranno giovedì 11 e sabato 13 dicembre, poco dopo le 18.

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mercoledì 10 dicembre 2014

Pioggia di stelle: arrivano le Geminidi, le meteore di dicembre

Le Geminidi sono lo sciame meteorico più intenso assieme alle Perseidi di agosto e il loro picco, come ogni anno, si colloca attorno al 13-14 dicembre, quando la Terra attraversa i detriti dell'asteroide Phaeton 3200. Sono questi i giorni migliori per scegliere un luogo lontano dalle luci della città, poco disturbato dall'inquinamento luminoso, e osservare le "stelle cadenti" solcare il cielo notturno. Lo spettacolo (nuvole permettendo) dovrebbe essere assicurato, visto che durante il picco se ne potrebbero contare ben 100 all'ora. Le meteore possono apparire in ogni zona del cielo ma il punto radiante si trova nella costellazione dei Gemelli (dal quale lo sciame prende il nome), in alto e a sinistra della ben più nota e riconoscibile cintura di Orione. 



Per chi si trovasse in una zona dal cielo coperto oppure non avesse voglia di affrontare le rigide temperature della notte, il virtualtelescope dell'osservatorio di Ceccano trasmetterà una diretta streaming  a cura di Gianluca Masi, dalle 3.00 del mattino del 14 dicembre.

Le altre foto

Marte era ricco di laghi, più facile trovare tracce di vita passata

Lo indicano i dati del robot Curiosity della Nasa

Marte era costellato di laghi: lo indicano i dati del robot laboratorio della Nasa Curiosity, che dall'agosto 2012 sta esplorando il grande cratere Gale. Questo stesso gigantesco cratere è stato occupato per milioni di anni da un grande lago e il Monte Sharp, che si trova al centro del cratere, potrebbe essersi formato dai sedimenti del lago.

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La Stazione Spaziale sfreccia sull'Italia, ecco le prime foto

Visibile a occhio nudo per buona parte di dicembre

La Stazione Spaziale sfreccia sull'Italia in questi giorni e le immagini di uno dei primi passaggi sono già state catturate dagli obiettivi degli astrofili. Appare come una lungo linea luminosa nel cielo perchè ''per poterla riprendere con una normale macchina fotografica è necessario un lungo tempo di posa'', spiega l'autore di una delle prime foto, Paolo Volpini, dell'Associazione Astrofili di Piombino e dell'Unione Astrofili Italiani (Uai). I passaggi saranno numerosi per buona parte di dicembre, soprattutto a partire da venerdì 12.

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sabato 6 dicembre 2014

Primo volo orbitale per Orion: missione compiuta. È un passo dell'uomo verso Marte









Primo volo orbitale per Orion: missione compiuta. È un passo dell'uomo verso Marte

Primo volo orbitale per Orion: missione compiuta. È un passo dell'uomo verso Marte
(reuters)
 
ROMA - Missione compiuta: la capsula Orion ha portato a termine il suo primo volo sperimentale orbitale senza equipaggio. È il successore delle capsule Apollo e dello Shuttle, ed è il progetto che porterà, dopo il 2030, l'uomo su Marte. La capsula ha effettuato lo splash down, l'ammaraggio, nel Pacifico, ponendo fine con successo al volo durato circa quattro ore e mezzo.
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giovedì 4 dicembre 2014

«My beautiful country» (vista dallo spazio): il tweet di AstroSamantha

L’astronauta italiana a bordo della Iss scatta una foto dell’Italia: la Sicilia illuminata, la Capitale è un punto fluorescente

 «Finalmente uno scorcio notturno del mio Paese». La foto è quella dello Stivale alla rovescia, bella assai. Al buio, la Sicilia è tutto un gioco di luci; Calabria e Puglia sono illuminate attorno alla costa mentre la Capitale è un grosso punto fluorescente mentre il Tirreno è coperto da nubi. A bordo della navicella Iss, l’astronauta Samantha Cristoforetti vede così l’Italia. E twitta l’immagine dallo spazio. Le stesse parole emozionate sono anche in inglese: «And finally a night glimpse of my beautiful country!».

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lunedì 1 dicembre 2014

Viaggio al centro della Via Lattea

Grazie ai telescopi delle Ande

Viaggiare nel centro della Via Lattea fino ai confini del buco nero gigantesco che si trova nel cuore della nostra galassia: è possibile grazie al primo mini-show a cupola per i planetari realizzato dall'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso). Dal titolo 'Viaggio al centro della Via Lattea', il video è stato realizzato grazie alle osservazioni fatte nell'arco di 20 anni da due telescopi.

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venerdì 28 novembre 2014

In diretta dallo Spazio....

Samantha Cristoforetti live


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martedì 25 novembre 2014

La fine del mondo? Ecco quando arriverà...

A cosa serve tutto lo sforzo che facciamo per sopravvivere e per tutelare il futuro delle nuove generazioni se tanto il destino della Terra è segnato? Perchè la fine del mondo non arriverà certo domani...(Salvo sorprese)

 

Se un meteorite devastante, nascosto dietro il sole, non arriverà all'improvviso a devastare gran parte del Pianeta, cosa sempre possibile, la Terra potrebbe continuare a sopravvivere, pur tra diversi tormenti, per altri 2 miliardi di anni. Un tempo più che sufficiente per fare progetti e nel frattempo magari trovare nuove forme di vita nell'universo.

In questo lasso di tempo però il nostro Pianeta non risulterà un pianeta tranquillo sul quale abitare: gradualmente diverranno importanti gli aumenti della luminosità del Sole e la perdita di energia termica dal nucleo della Terra.

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lunedì 24 novembre 2014

Samantha, una notte spaziale. La prima italiana in orbita

Partita la missione dell’astronauta Cristoforetti: «È andato tutto benissimo. Sono felice del successo, c’è grande entusiasmo a bordo» ha detto nel suo primo collegamento

Lancio effettuato! Con il solito, meraviglioso squarcio di luce che illumina la base di Bajkonur, il razzo vettore Sojuz si è staccato dalla piattaforma di lancio puntuale. Alle 22.01 ora italiana, si è arrampicato nel cielo, seguendo la sua traiettoria, perfetta, quasi come fosse disegnata, nel cielo nero del Kazakhistan.

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sabato 22 novembre 2014

Samantha Cristoforetti è pronta al decollo: “Domenica il sogno diventa realtà”

Sarà la prima italiana nello spazio: “Un’impresa di tutto il Paese”


Samantha Cristoforetti in un momento dell’addestramento per l’attività extraveicolare
L’addestramento è avvenuto in Italia, Usa, Russia e Germania

La piattaforma di lancio si trova nella storica base spaziale di Bajkonur, nel Kazakhstan, da cui partì il primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin. E da dove venne lanciata, nel 1963, anche la prima donna, Valentina Tereskhova. Da lì, domani, quando in Italia saranno le 21,59, un razzo Sojuz porterà in orbita il Capitano Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana dell’Agenzia spaziale europea.

Trentasette anni, pilota dell’Aeronautica Militare e astronauta dal 2009, trentina di origine, Samantha si appresta a prendere posto sul sedile di sinistra: «È quello dell’ingegnere dei sistemi e di co-pilota - ci ha raccontato -. Il mio ruolo è supportare il comandante durante il lancio e l’avvicinamento alla Stazione, che durerà sei ore, dopo quattro orbite. Al centro ci sarà il comandante, il russo Anton Shkaplerov, e a destra l’ingegnere di bordo della Nasa, Terry Virts».

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Cristoforetti: “Ecco come saranno i miei sei mesi nello spazio” (video)

mercoledì 12 novembre 2014

Il lungo giorno di Rosetta. Così l'Europa sbarcherà sulla cometa

Tutto pronto per la discesa del lander Philae sul nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Un'operazione molto delicata e mai compiuta in tutta la storia dell'esplorazione spaziale


L'ABBIAMO rincorsa, spiata da vicino, e adesso è il momento di toccarla. La cometa  67P/Churyumov-Gerasimenko è infatti "a portata di sbarco" per la missione Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Siamo al momento della verità, dopo i dieci anni di viaggio di una delle missioni spaziali più ambiziose della storia. Rosetta, che da agosto sta "scortando" la cometa, domattina sgancerà il lander Philae, un modulo automatico che andrà a posarsi sulla superficie del nucleo cometario. La discesa, che durerà quasi sette ore, è stata pianificata nei minimi dettagli dal team scientifico e dal controllo missione dell'European Space Operation Centre (ESOC) di Darmstadt. L'intera operazione è una delle più complesse mai tentate storia dell'esplorazione spaziale: Rosetta si trova infatti a oltre 500 milioni di chilometri da noi, e i comandi inviati dalla Terra impiegano quasi mezz'ora per raggiungere la sonda. Ciò significa che è impossibile guidare "in diretta" la discesa, e quindi Philae dovrà cavarsela da solo fino al sito di atterraggio. E' la prima volta nella storia che un congegno costruito dall'uomo sbarca sul nucleo di una cometa. Con un po' di fortuna, avvisano gli scienziati, Philae concluderà questo "accometaggio" con successo e inizierà a raccogliere dati fondamentali per studiare le comete, considerate dei preziosi testimoni della formazione del Sistema Solare.

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Il video

Ecco il primo selfie di Rosetta dalla cometa. Lander in bilico, un braccio per raddrizzarlo

 

martedì 4 novembre 2014

Repubblica.it Prima neve sull'Etna, lo spettacolo dalla Iss


Gli astronauti in orbita sulla Stazione spaziale internazionale non perdono occasione per immortalare l'Etna. Il tedesco Alexander Gerst ha scattato queste immagini durante un passaggio sulla Sicilia del 3 novembre, e ha notato che il vulcano ora, oltre al consueto pennacchio che si leva da qualche mese, è 'vestito' anche la prima neve dell'anno. Grazie anche a un cielo sgombro da nubi. Uno spettacolo che, nonostante i numerosi sorvoli nei cinque mesi di permanenza nello spazio (15 orbite al giorno, una ogni ora e mezza) non smette di affascinare l'equipaggio della Iss

Le altre foto

venerdì 31 ottobre 2014

Come si formano le galassie? Guardate nel caffellatte

Quando le stelle sono figlie del caos. I fenomeni turbolenti sono presenti ovunque nella nostra vita quotidiana. Ma nelle galassie più lontane, la turbolenza può persino influenzare la nascita di nuove stelle, come sostiene un nuovo studio su Nature




venerdì 24 ottobre 2014

La cometa di Marte fotografata dalle sonde della Nasa

Mostrano che il nucleo è più piccolo del previsto


La cometa Siding Spring che il 19 ottobre ha 'sfiorato' Marte ha il nucleo più piccolo del previsto: è quanto mostrano le prime immagini scattate durante il passaggio ravvicinato dalla sonda Mro (Mars Reconnaissance Orbiter), della Nasa, in orbita intorno al pianeta rosso.
Scattate alla distanza di circa 138.000 chilometri, sono le fotografie a più alta risoluzione del nucleo di una cometa che arriva dalla nube di Oort, nell'estrema periferia del Sistema Solare. La risoluzione è di 138 metri per pixel. Le osservazioni con i telescopi da Terra avevano suggerito che la cometa avesse il nucleo del diametro di circa un chilometro ma ora le immagini riprese dalla fotocamera Hirise di Mro mostrano che il nucleo è almeno la metà di quanto immaginato.

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mercoledì 22 ottobre 2014

La Terra vista dallo spazio negli scatti di AstroAlex.

L'astronauta tedesco Alexander Gerst dell'Esa, l'agenzia spaziale europea, si trova sulla Stazione spaziale internazionale, in orbita intorno alla Terra a 420 km di altezza. Sono bellissime le foto che posta su Twitter, divertendosi a identificare città, monti e fiumi dall'alto

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Marte, cometa “sfiorerà” il pianeta rosso. Aurore e pioggia di meteori

Siding Spring passerà accanto al pianeta rosso a una distanza di 140mila chilometri, un evento rarissimo. Lo spettacolo è previsto alle 20.28 (ora italiana). Non sarà facile vedere il passaggio con il telescopio ma c'è la diretta streaming

Siding Spring, questo il nome della cometa che il 19 ottobre sfiorerà Marte. Ha le dimensioni di una piccola montagna con un nucleo dal diametro di 700 metri. Passerà accanto al pianeta Rosso alle 20.28 (ora italiana) ad una distanza record di 138.700 chilometri (un terzo della distanza tra Terra e Luna). Oltre al passaggio ravvicinato, l’evento è eccezionale per due motivi: Siding Spring è una cometa di lungo periodo e ha impiegato probabilmente milioni di anni per uscire dalla Nube di Oort intorno al Sistema solare, il secondo è lo spettacolo che genererà il suo passaggio, poiché la cometa illuminerà i cieli con un bagliore diffuso che lascerà aurore mozzafiato e una pioggia di meteore nell’atmosfera.

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domenica 12 ottobre 2014

Scoperta una galassia con fenomeni simili a quelli dell’universo primordiale

Una nuova galassia che produce incrediibli quantità di stelle è stata scoperta da un team internazionale, i suoi processi somigliano a quelli dell’universo dopo il Big Bang

UNA GALASSIA MOLTO SIMILE ALLA VIA LATTEA, ECCO LE ENTUSIASMANTI IMMAGINI

Galassia J0921+4509
Galassia J0921+4509, foto techtimes.com

Processi molto simili a quelli del post Big Bang: gli scienziati l’hanno chiamata J0921+4509; la galassia è stata scoperta utilizzando il telescopio Hubble della Nasa e produce stelle luminosissime al ritmo di circa 50 masse solari l’anno. Tanto da aver già perso il 21% della sua radiazione con conseguente formazione di buchi nell’alone di gas neutro che la circona. Processi che di fatto imitano quelli dell’universo primordiale, secondo gli scienziati, che stanno ora cercando di comprendere i meccanismi che li hanno generati.

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mercoledì 8 ottobre 2014

L'eclissi totale di Luna si tinge di rosso, clou alle ore 13,00

E' la seconda del 2014, diretta online sul canale Ansa Scienza

Secondo appuntamento con la Luna rossa nel 2014 (fonte: NASA) Secondo appuntamento con la Luna rossa nel 2014 (fonte: NASA)
 
Si tingerà di rosso, l'eclissi totale di Luna che questa mattina sarà protagonista nei cieli di mezzo mondo: il satellite entrerà nel cono d'ombra della Terra intorno alle 10.15 ora italiana e ne uscirà dopo quasi cinque ore. Lo spettacolo, che entrerà nel vivo intorno alle 13.00, sarà visibile da Nuova Zelanda, Australia, America e parte dell'Asia, mentre Europa e Africa rimarranno tagliate fuori.

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lunedì 22 settembre 2014

Arriva l’equinozio d’autunno con i suoi paradossi





Nella notte tra oggi e domani, e precisamente alle 4,29 ora italiana di martedì 23 settembre, saremo all’equinozio d’autunno 2014. Fa un certo effetto dirlo perché abbiamo l’impressione che l’estate non ci sia stata. Almeno, così è avvenuto in buona parte dell’Italia, specialmente a nord degli Appennini. In Piemonte, Lombardia e Veneto è come se si passasse direttamente, senza soluzione di continuità, dall’instabilità meteorologica primaverile a quella autunnale. I dati globali, quando saranno disponibili, e cioè tra qualche mese, ci diranno se l’estate di quest’anno è stata davvero anomala per l’intero pianeta o se siamo dei provinciali a pensarlo.

In ogni caso mercoledì il giorno e la notte avranno la stessa durata, sull’equatore il Sole brillerà allo zenit e tutti lo vedremo sorgere esattamente ad est e tramontare esattamente ad ovest. Inoltre sul Polo Nord inizierà una notte di sei mesi, e sul Polo Sud inizierà un giorno altrettanto lungo, anche se nella fase di transizione il Sole sarà parzialmente sull’orizzonte e l’ambiente si troverà in una specie di lungo crepuscolo. Tutte cose che accadono perché l’asse di rotazione terrestre è inclinato di 23° 27’ rispetto alla perpendicolare al piano dell’orbita (disegno): una situazione del tutto casuale, che però rende il mondo e la vita più vari, allontanando il rischio della noia.

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sabato 20 settembre 2014

Doppia sorpresa nel Sistema Solare Un nuovo pianeta ne allarga i confini. E spunta un asteroide con gli anelli

Entrambe le scoperte sono pubblicate sul “Nature”

Sorprese dal Sistema Solare: i suoi confini si ampliano grazie alla scoperta di un nuovo pianeta nano e tra i corpi celesti che lo popolano ci sono anche oggetti inediti, come il primo asteroide con un sistema di anelli simile a quello dei giganti del Sistema Solare, come Saturno, Giove Urano e Nettuno. Entrambe le scoperte sono pubblicate sulla rivista Nature.

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mercoledì 10 settembre 2014

'Scomparso' uno degli elementi nati dal Big Bang

E' il litio, raro non solo nella Via Lattea

Uno degli elementi prodotti all'epoca del Big Bang è misteriosamente scomparso nell'universo: il litio, uno degli 'ingredienti' dell'universo insieme con l'idrogeno e l'elio, ma in quantità molto più piccole, si pensava fosse rarissimo soltanto nella Via Lattea. Invece le osservazioni di un ammasso globulare di un'altra galassia dimostrano per la prima volta che il litio è assente anche lì.

La scoperta, in via di pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, si deve al gruppo di astronomi guidato dall'italiano Alessio Mucciarelli dell'università di Bologna, usando il Vlt (Very Large Telescope) nel Nord del Cile, all'osservatorio Paranal dell'Eso (European Southern Observatory).

 

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lunedì 8 settembre 2014

Le navi spaziali saranno a vela. Viaggeranno spinte dal vento delle stelle

Dai romanzi di fantascienza alla realtà, i mezzi interstellari a vela potrebbero essere il futuro per l'esplorazione delle galassie. A cominciare dalla sonda SunJammer della Nasa che partirà a novembre e i cui meccanismi sono ispirati agli origami giapponesi






SAN FRANCISCO - E se invece di partire dalla Terra le navi spaziali le facessimo dispiegare come un origami nello spazio, magari completandole stampando le componenti mentre viaggiano tra le galassie spinte dal vento delle stelle? L'idea per niente bizzarra, sarà messa alla prova a Novembre dai ricercatori delle Nasa. L'agenzia spaziale statunitense, si appresta infatti a lanciare SunJammer, una sonda spaziale che attraverserà il sistema solare spinta dalla forza d'una vela di un chilometro quadrato. 


L'ipotesi che gli esseri umani un giorno navigheranno lo spazio spinti dalla forza dei venti, come se si trattasse di uno dei nostri oceani, affonda le radici nella letteratura fantascientifica. James Clerk Maxwell, il fisico scozzese al quale si deve la teoria universale dell'elettromagnetismo, non aveva fatto nemmeno in tempo a enunciare il principio secondo il quale la luce esercita una pressione sugli oggetti simile a quella del vento che Jules Verne già scriveva che un giorno l'uomo sarebbe arrivato alla Luna su una navicella spinta dal vento solare.

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sabato 6 settembre 2014

Come non finire a gambe all’aria, sulla Luna

La soglia minima di gravità oltre la quale un uomo rischia di perdere le proprie capacità di orientamento nello spazio è molto vicino alle condizioni che si trovano sulla Luna: su Marte è più semplice, con una gravità del 38% rispetto a quella terrestre

Un passo dopo l’altro, piano piano, per non scivolare sulla superficie lunare come su una buccia di banana. Mantenere la posizione verticale in un ambiente a bassa gravità non è semplice, e la storia dell’esplorazione del nostro satellite naturale abbonda di esempi di astronauti finiti a gambe all’aria, appena messo piede sulla Luna.

Un nuovo studio, appena pubblicato su PLoS ONE e condotto da un team internazionale di ricercatori, sotto la guida dei docenti della York University Laurence Harris e Michael Jenkin, suggerisce che la ragione di questo equilibrio precario dipenda esclusivamente dalla debole gravità lunare, insufficiente a fornire informazioni chiare al sistema di orientamento degli astronauti.
L’uomo non sarebbe fatto per stare in equilibrio sulla Luna, insomma. “La percezione di orientamento relativo di se stessi nello spazio è molto importante, non solo per mantenere l’equilibrio, ma anche per molti altri aspetti della percezione sensoriale”, spiega Laurence Harris. “Riconoscere un volto, un oggetto, prevedere la curva di caduta di qualcosa nello spazio, tutto dipende dalla nostra corretta percezione della realtà. Un errore può alterare la comprensione dello spazio e minacciare l’equilibrio di una persona che utilizzi punti di riferimento sbagliati per mantenere l’equilibrio”.

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giovedì 4 settembre 2014

In "diretta" dal cuore del Sole, ecco perché brilla così tanto

'esperimento, ospitato dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, ha misurato in tempo reale l'energia solare grazie ai neutrini osservati dal Laboratorio del Gran Sasso. Il risultato aiuta a capire meglio il funzionamento della nostra stella

SENZA IL SOLE, nessuno di noi sarebbe qui. Giorno dopo giorno, la luce solare fornisce infatti l'energia necessaria alla vita sulla Terra. Ma come è fatto il "motore" interno del Sole, dove avvengono le reazioni nucleari responsabili di quell'energia fondamentale per tutti noi? In soldoni, a cosa è dovuta la sua luce, la sua energia. Per scoprirlo, gli scienziati non usano i normali telescopi, ma appositi rivelatori sotterranei di neutrini. Come Borexino, il sofisticato esperimento che da quasi sette anni osserva i neutrini solari dai laboratori sotterranei dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) presso il Gran Sasso. I neutrini impiegano una manciata di secondi a raggiungere la superficie del Sole e riescono perciò a fornirci una testimonianza quasi diretta di quel che avviene nel Sole. Ed è proprio grazie a questi neutrini che gli scienziati di Borexino hanno misurato in tempo reale l'energia solare prodotta dalla catena di reazioni fra nuclei di idrogeno. Lo studio di questa catena, detta protone-protone, ha anche mostrato che la produzione di energia solare è rimasta costante negli ultimi centomila anni. Il risultato, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, è un importante primato nello studio del Sole. È infatti la prima volta che viene misurata così in dettaglio l'energia dei neutrini di queste reazioni, fornendo un nuovo tassello per capire il funzionamento della nostra stella.

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domenica 31 agosto 2014

L’infanzia turbolenta di una super galassia

Finora gli astronomi avevano solo teorizzato i processi di formazione delle galassie nell'Universo primordiale. Grazie ad Hubble, Spitzer, Herschel e al Keck Observatory è stato possibile osservare le prime fasi evolutive del nucleo galattico GOODS-N-774, 11 miliardi di anni fa.


Credit: NASA, ESA, Z. Levay and G. Bacon (Space Telescope Science Institute)
Credit: NASA, ESA, Z. Levay and G. Bacon (Space Telescope Science Institute)

Assistere alla nascita di un bambino è una delle esperienze più emozionanti della vita. Pensate, allora, come dev’essere stato per un gruppo di astronomi fare da spettatori alle prime fasi della formazione di una galassia massiccia, processo finora solo teorizzato. Il cantiere cosmico, soprannominato Sparky, è un nucleo galattico denso e sfolgorante, illuminato da milioni di stelle appena nate e che si sono formate a un ritmo a dir poco velocissimo. La scoperta è stata realizzata grazie ai dati ottenuti dal telescopio orbitante di NASA/ESA Hubble, da Spitzer della NASA e dall’osservatorio spaziale dell’ESA Herschel, mentre a Terra è stato utilizzato il W.M. Keck Observatory alle Hawaii. Lo studio è stato pubblicato di recente su Nature.

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mercoledì 20 agosto 2014

Venere e Giove, mai così vicini.

Rara congiunzione tra Venere e Giove visti dalla Terra, la distanza apparente è di solo 0,25 gradi

Le altre foto

lunedì 18 agosto 2014

Quei piccoli mostri del giovane universo

All'estremità dell'Universo esistono buchi neri con masse equivalenti a miliardi di volte il nostro Sole. Questi corpi giganti si nutrono di grandi quantità di gas interstellare, emettendo radiazioni in ogni frequenza, dai gamma, agli ultravioletti, passando per i raggi X e il visibile e sono noti, per la loro estrema “luminosità” come Quasar

All’estremità dell’Universo esistono buchi neri con masse equivalenti a miliardi di volte il nostro Sole. Questi corpi giganti si nutrono di grandi quantità di gas interstellare, emettendo radiazioni in ogni frequenza, dai gamma, agli ultravioletti, passando per i raggi X e il visibile e sono noti, per la loro estrema “luminosità” come Quasar. Il gas inghiottito dal buco nero in accrescimento produce tale luminosità che, viaggiando per eoni in tutto l’Universo, raggiunge i nostri telescopi.

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lunedì 11 agosto 2014

Un giro su Marte o sulla Luna? Ci pensa Google

Se è necessario essere uno scienziato per fare un vero viaggio nello Spazio, non c’è bisogno di essere un astronauta per esplorare Marte o la Luna. Google Maps ha lanciato una nuova funzionalità per i suoi utenti più curiosi: un tour virtuale via internet del Pianeta Rosso e del satellite terreste.
Per iniziare l’avventura interplanetaria, bisogna visitare la pagina www.google.it/maps/ cercare la modalità Earth in basso a sinistra nella tipica mappa, fare uno zoom con il mouse verso l’esterno fino a vedere l’intero globo. A quel punto sarà visibile in basso a destra il testo “esplora”. Cliccando sulla scritta diventeranno visibili due immagini dei corpi celesti sempre nella parte bassa dello schermo.
Basterà scegliere se visitare la Luna o Marte e immaginare di volare lungo i loro picchi e crateri.

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È la notte della super Luna La magia nei cieli del mondo

 

 

venerdì 8 agosto 2014

Missione Rosetta, riuscito l'incontro ravvicinato con la cometa

La sonda europea è arrivata a destinazione, a soli 100 chilometri dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Inizia ora la fase più importante della missione, dopo un viaggio durato 10 anni. E a novembre la discesa sul nucleo cometario





mercoledì 6 agosto 2014

San Lorenzo: si prospetta una serata fantastica con un gigantesco PLENILUNIO

Prossima luna piena nella notte di San Lorenzo: il 10 agosto, con sorpresa.

 

Notte di luna piena, notte di lupi mannari, si diceva un tempo.

Sarà proprio una luna piena da film quello che potremo ammirare nella notte di San Lorenzo, pronta a rubare la scena alla "sfilata" delle Perseidi, messe in ombra proprio dalla grande luminosità del satellite della Terra.

A renderla particolarmente "grassa" ci penserà la coincidenza di osservarla quando si troverà alla minima distanza dalla Terra.  Le zone migliori per osservare il fenomeno saranno quelle dell'Italia centro-meridionale, mentre al nord la presenza di una parziale nuvolosità potrebbe oscurare la vista della Luna.

Dunque meno stelle cadenti, ma luna gigante, altrettanto romantica, magari da godersi in spiaggia, insieme alla propria fidanzata o gruppo di amici.

Fonte

lunedì 4 agosto 2014

Le maree hanno scolpito la Luna

Un gruppo di ricercatori dell'Università della California ha cercato di dare nuove risposte sulla storia antica del nostro satellite naturale e sul perché la sua forma non sia perfettamente sferica. Diverse forze hanno, nel corso del tempo, scolpito e modellato crosta e mantello lunare. Ecco come
Luna 

Anche se gli astronomi cercano sempre di puntare le loro ottiche verso i confini estremi dell’Universo, alla ricerca di nuovi pianeti, forme di vita e segreti sulla formazione di stelle e galassie, non mancano comunque di dedicare il loro tempo e le loro ricerche alla nostra “compagna di avventure” più vicina, la Luna. Un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Santa Cruz ha analizzato la particolare forma del nostro satellite naturale, che, come è noto, non è perfettamente sferica. Questo fenomeno è da sempre un mistero, ma il gruppo guidato da Ian Garrick-Bethell (professore di scienze planetarie) è riuscito ad avvicinarsi a una possibile soluzione.

La forma complessiva della Luna può essere spiegata tenendo conto degli effetti della marea che agisce sin dagli inizi della storia del satellite. Nello studio pubblicato su Nature, i ricercatori forniscono approfondimenti sulla storia della Luna, sulla sua evoluzione orbitale e sul suo orientamento attuale nel cielo. Il nuovo studio mostra gli effetti che la marea ha avuto sulla forma complessiva della luna, ma gli stessi processi mareali non spiegano ancora del tutto le differenze topografiche tra le due facce della Luna.

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lunedì 21 luglio 2014

45 anni fa il primo uomo sulla Luna

La Nasa celebra con due settimane di eventi

45 anni fa l'uomo scendeva sulla Luna (fonte: NASA) 
 45 anni fa l'uomo scendeva sulla Luna (fonte: NASA)
A 45 anni dallo sbarco sulla Luna, la Nasa guarda a Marte. Se il 20 luglio 1969 il ''piccolo passo' del primo uomo sulla Luna, Neil Armstrong, era stato ''un grande salto per l'umanita'', l'agenzia spaziale americana è decisa a compiere ''il prossimo grande passo''. Tanto che nel manifesto delle celebrazioni dei 45 anni dalla missione dell'Apollo 11, nel quale domina la prima impronta dell'uomo sulla Luna, il suolo grigio della polvere lunare si colora di rosso.

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venerdì 18 luglio 2014

Repubblica.it La cometa a forma di 'paperella', il doppio nucleo di 67/P

La cometa a forma di 'paperella', il doppio nucleo di 67/P  
Il nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è composto da due parti distinte che si toccano: una "binaria a contatto" che le fa assumere una forma simile a una paperella di gomma. La scoperta si deve alle prime foto più nitide scattate il 14 luglio dalla camera Osiris, montata su Rosetta quando si trovava a circa 12mila chilometri di distanza da questo 'fossile' del Sistema solare. L'obiettivo della sonda dell'Esa è proprio lei, la cometa, scelta per essere la 'stele' che aiuterà a decriptare i segreti delle origini del Sistema solare e, forse, anche dell'origine della vita sul nostro pianeta. Le immagini disponibili per ora rendono l'idea, sono chiare ma non ancora molto definite. Per poterla osservare da vicino basterà aspettare qualche giorno. Rosetta dovrebbe infatti raggiungere 67P il 6 agosto, quando entrerà nella sua orbita e vi resterà per oltre un anno. Durante questo periodo lancerà un piccolo robot (Philae) che atterrerà sul nucleo e lo perforerà, inviando a terra i dati delle analisi e permettendo per la prima volta di studiare in maniera così approfondita i materiali di cui sono composte le comete.

Le altre foto

venerdì 11 luglio 2014

In arrivo la 'superluna': per tre volte più grande e luminosa

Pronti a scattare con fotocamere e teleobiettivi. A luglio, agosto e settembre potremo ammirare tre "superlune", una particolare (ma non rara) coincidenza durante la quale la Luna diventa piena quando si trova al suo perigeo, alla minima distanza dalla Terra. Questo accadrà per tre mesi di fila: il 12 luglio, il 10 agosto e il 9 settembre. In queste tre occasioni il 'faccione' del nostro satellite naturale sarà il 14 per cento più grande e più luminosa del 30 per cento. Una differenza difficile da cogliere senza un riferimento preciso ma comunque apprezzabile in condizioni di cielo sereno. Nelle immagini la Nasa spiega il fenomeno

Il video

martedì 8 luglio 2014

Stelle gemelle ma diverse. Quando i sistemi planetari vanno a braccetto

Scoperti due nuovi pianeti extrasolari in un sistema stellare doppio. È il primo esempio di sistema binario in cui entrambe le stelle hanno dei pianeti. Fondamentale il contributo degli astronomi italiani



Stelle gemelle ma diverse. Quando i sistemi planetari vanno a braccetto

A QUASI 500 anni luce da noi, nella costellazione della Lince, c'è una danza cosmica che continua da centinaia di milioni di anni, o forse di più. Le prime ballerine sono due stelle quasi identiche, poco più vecchie del Sole, ciascuna circondata da un piccolo corteo di pianeti. Questo grandioso spettacolo celeste ci è stato svelato da un team internazionale di astronomi nell'ambito del progetto Global Architecture of Planetary Systems (GAPS), guidato da Silvano Desidera dell'Osservatorio Astronomico di Padova dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Sfruttando lo strumento HARPS-N installato al Telescopio Nazionale Galileo alle Canarie, Silvano Desidera e colleghi hanno infatti scoperto due pianeti intorno a una delle due stelle, denominata XO-2S. Ma anche la compagna XO-2N ha un pianeta, scoperto nel 2007, e ciò rende queste due stelle davvero speciali. È la prima volta infatti che gli astronomi identificano un sistema doppio in cui entrambe le componenti sono circondate da pianeti. La scoperta, che ha visto un contributo decisivo degli astronomi italiani, è ora in pubblicazione su Astronomy & Astrophysics Letters e ci aiuterà a capire meglio l'incredibile varietà dei sistemi planetari extrasolari.

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domenica 29 giugno 2014

La Nasa testa Ldsd, il 'disco volante' per sbarcare su Marte


Nuova tecnologia alla prova per atterrare sul pianeta rosso: con l'evolversi dei progetti per l'esplorazione spaziale, i sistemi di atterraggio utilizzati finora non sono sufficienti. Ecco il test di atterraggio del Low-Density Supersonic Decelerator.

HONOLULU - Lo sbarco dell'uomo su Marte non è vicino, ma la Nasa inizia a prepararsi. Perché, con progetti sempre più complessi di esplorazione, che in futuro potrebbero riguardare anche l'invio di astronauti, gli equipaggiamenti da mandare sul pianeta rosso saranno sempre più grandi. E i sistemi di atterraggio utilizzati finora non saranno più sufficienti. Nasce così il progetto Ldsd, acronimo di Low-Density Supersonic Decelerator, ovvero Deceleratore supersonico a bassa densità. Ma gli amici lo conoscono come "disco volante", vista la forma appiattita, quasi acciambellata. E oggi Ldsd ha vissuto il suo primo test, nella stratosfera e nella mesosfera. Un'operazione costata 150 milioni di dollari.

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sabato 28 giugno 2014

I 10 anni della sonda Cassini fra gli anelli di Saturno

Ha rivelato che alcune lune potrebbero sostenere la vita

La tempesta nell'emisfero Nord di Saturno ( NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)  
La tempesta nell'emisfero Nord di Saturno ( NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)


Compie dieci anni la straordinaria avventura della sonda Cassini fra gli anelli di Saturno, a caccia di immagini e dati unici che hanno rivelato che la superficie ghiacciata e inospitale di alcune lune, come Encelado e Titano, potrebbe nascondere oceani di acqua liquida, teoricamente capaci di sostenere la vita.

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venerdì 20 giugno 2014

Samantha Cristoforetti prima donna italiana a viaggiare nello spazio. Anche il caffè espresso in orbita



«La Stazione spaziale internazionale è un laboratorio dove facciamo scienza, ma la considero anche come un avamposto di tutta l'umanità nello spazio». Lo ha detto Samantha Cristoforetti la prima astronauta italiana che nella notte tra il 23 e il 24 novembre prossimo partirà alla volta dello spazio, oggi al quartier generale dell'Agenzia spaziale italiana in occasione della presentazione della missione spaziale e del nuovo sito, Avamposto 42, dedicato alla salute e alla nutrizione nello spazio e sulla terra. Samantha Cristoforetti sarà la prima donna italiana ad andare nello spazio: trascorrerà sei mesi sulla Stazione spaziale internazionale come ha fatto lo scorso anno l'astronauta italiano Luca Parmitano. Classe 1977, ingegnere aerospaziale, Samantha Cristoforetti è astronauta dell'Agenzia spaziale europea, pilota e capitano dell'Aeronautica militare.

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domenica 15 giugno 2014

Parmitano: "Sì, da grande ho fatto l'astronauta"



Catania. Houston. Spazio. E ora ambasciatore italiano in Europa




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l Sole come non l’avete mai visto: il lato violento della luce

Eruzioni, brillamenti, macchie: tutti i misteri ancora irrisolti della nostra stella. Le nuove immagini del Big Bear Solar Observatory
di MASSIMILIANO RAZZANO

Il Sole come non l’avete mai visto: il lato violento della luce

 IL SOLE ci nasconde ancora molti segreti, in piena luce. Sappiamo molte cose, ad esempio che la nostra stella è un’immensa centrale nucleare che fornisce l’energia necessaria alla vita sulla Terra. Eppure ci sono ancora molti aspetti oscuri, persino sulle sue manifestazioni più appariscenti come le macchie solari o i brillamenti.

Sebbene esistano dei modelli generali per descrivere questi fenomeni, gli scienziati continuano a raccogliere osservazioni sempre più precise, nella speranza di capire i dettagli questi aspetti "violenti" della nostra stella. Osservazioni come quelle presentate in questi giorni dagli scienziati del New Jersey Institute of Technology (NJIT) nel corso del 224° convegno della Società Astronomica Americana (AAS), a Boston. Sfruttando nuove immagini riprese al Big Bear Solar Observatory (BBSO), un osservatorio astronomico in California appositamente progettato per lo studio del Sole, gli scienziati hanno svelato nuovi dettagli sull’evoluzione delle macchie solari e delle violente eruzioni all’origine dei brillamenti solari. 


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giovedì 12 giugno 2014

La Terra è più vecchia del previsto

Lo rivela uno studio dell'Università francese della Lorraine che, attraverso l'analisi del gas xenon, data la formazione del nostro Pianeta 60 milioni di anni prima di quanto calcolato finora










SACRAMENTO - L'età del nostro Pianeta? Tutto da rivedere. Lo dice un nuovo studio presentato alla Goldschmidt Geochemistry Conference che rivela come il momento in cui avvenne la collisione tra l'antenato della Terra e un corpo di dimensioni planetarie si verificò circa quaranta milioni di anni dopo l'inizio della formazione del sistema solare. In altre parole: la fase finale della formazione della Terra è circa sessanta milioni di anni più vecchia di quanto sinora ipotizzato.

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martedì 3 giugno 2014

Riprodotta in laboratorio l'esplosione di una supernova

L'esperimento in GB da parte di un team coordinato da uno scienziato italiano. Ci sono riusciti grazie a raggi laser super potenti












MILANO - L'esplosione di una supernova è stata riprodotta in laboratorio grazie a raggi laser 60.000 miliardi di volte più potenti di un normale puntatore. L'esperimento è stato condotto presso il Rutherford Appleton Laboratory in Gran Bretagna da un gruppo internazionale di ricercatori coordinati dall'italiano Gianluca Gregori, professore di fisica all'università di Oxford. Il risultato dello studio, pubblicato su Nature Physics, consentirà di comprendere meglio queste esplosioni stellari che sono tra gli eventi più energetici dell'universo.
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domenica 1 giugno 2014

“La vita complessa possibile in 100 milioni di pianeti”

Cento milioni di possibilità.  A tanto ammonterebbe il numero di pianeti potenzialmente in grado di ospitare la vita in forma complessa nella nostra galassia. In base ad un preciso calcolo, elaborato da un gruppo di scienziati e al centro di una ricerca accettata dalla rivista Challenges, saremmo letteralmente circondati da mondi simili al nostro.

A firmare lo studio, sono astrobiologi ed astronomi, come Louis Irwin, dell’Università del Texas, Alberto Fairèn della Cornell University, Abel Mendez del Laboratorio di Abitabilità Planetaria dell’Università di Porto Rico e Dirk Schulze-Makuch , professore dell’Università dello Stato di Washington. Per la prima volta, emerge una stima quantitativa dei pianeti della Via Lattea che potrebbero essere abitati da qualcosa di più evoluto di un microrganismo.  Il computo si è basato su dati oggettivi, come lo stesso Schulze-Makuch ha spiegato in un articolo pubblicato da Air&Space.

 

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mercoledì 28 maggio 2014

Marte: un ambiente abitabile recente alle pendici di Arsia Mons

Arsia Mons - potenziale ambiente abitabile
Credit: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University/Brown University

Il calore prodotto da un vulcano in eruzione sotto un immenso ghiacciaio, potrebbe aver creato grandi laghi di acqua liquida su Marte in un passato recente e quindi, potenziali ambienti abitabili.

Il un articolo, pubblicato sulla rivista Icarus, un gruppo di ricercatori della Brown University ha calcolato quanta acqua poteva essere presente nei pressi del grande vulcano Arsia Mons e per quanto tempo.
Secondo il team di geologi, le pendici del vulcano marziano gigante potrebbero aver ospitato uno degli ambienti abitabili più recenti del Pianeta Rosso.

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venerdì 23 maggio 2014

Sciame di stelle cadenti nella notte di venerdì 23 maggio 2014

Il picco sarà alle 8 del mattino di sabato 24, ma - trattandosi della prima volta che la Terra entra nello sciame meteoritico della cometa 209P/Linear - potrebbero osservarsi fenomeni particolarmente intensi anche nelle ore precedenti. Ecco dove puntare lo sguardo per godersi lo spettacolo.

Sciame di stelle cadenti nella notte di venerdì 23 maggio 2014.

Tra il 23 e il 24 maggio il nostro pianeta attraverserà la nube di detriti della cometa 209P/Linear, diretta verso il Sole. Con la speranza di poter avere un cielo terso, chi avrà il piacere di guardare le stelle, potrebbe scorgerne quelle cadenti che segnalano appunto il passaggio della cometa. Purtroppo il picco dello sciame meteorico sarà intorno alle 8 del mattino di sabato 24, per cui la luce del Sole ci inibirà lo spettacolo più bello (più fortunati saranno statunitensi e canadesi). Si tratta tuttavia della prima volta che attraversiamo i detriti di 209P/Linear, per cui è possibile che l’esperienza si presenti sufficientemente intensa da permettere la visione delle stelle cadenti anche qualche ora prima del picco, durante le ore notturne tra venerdì e sabato.

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martedì 20 maggio 2014

Risolto il mistero di quella magnetar, la soluzione nella compagna in fuga

E' una stella magnetica nell'ammasso stellare Westerlund 1, si trova a sedicimila anni luce nella costellazione meridionale dell'altare ed è stata sinora un puzzle per gli astronomi

WASHINGTON - Svelato il mistero che si nasconde dietro la formazione di una magnetar, una stella di neutroni con altissimo campo magnetico nell'ammasso stellare Westerlund 1 che si trova a sedicimila anni luce nella costellazione meridionale di Ara. La magnetar e' la CXOU J164710.2-455216 ed è stata sinora un puzzle per gli astronomi. ''Nei nostri precedenti lavori abbiamo dimostrato che la magnetar deve essere nata dalla morte esplosiva di una stella circa quaranta volte più imponente del Sole'', ha spiegato Simon Clark della Open University, principale autore della ricerca, su Astronomy and Astrophysics. Le magnetar sono stelle di neutroni in fortissima rotazione. Come suggerisce il nome, queste stelle sono dotate di un campo magnetico estremamente intenso, che può arrivare a diecimila miliardi di volte quello terrestre.

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martedì 13 maggio 2014

La Luna occulta Saturno sull’Oceania e sull’Antartide: la diretta streaming

La Luna e Saturno da Adelaide
La Luna e Saturno da Adelaide (Australia)

Nelle prime ore della notte del 14 maggio osservando in direzione Sud-Est, si potrà notare il pianeta Saturno sorgere poco prima della Luna Piena. Il  “signore degli anelli” splenderà luminoso nel cielo notturno pochi giorni dopo aver raggiunto l’opposizione del 10 Maggio. Il pianeta brillerà di una luce giallastra meno dinamica rispetto alla luce delle altre fornaci termonucleari che sono le stelle, praticamente uguale alla luminosa stella Arturo nella costellazione di Bootes. Arturo sarà prospetticamente sopra il gigante gassoso, e sarà riconoscibile grazie alla sua tonalità arancione.Nel corso della notte la Luna sembrerà avvicinarsi a Saturno di mezzo grado per ora, ma dall’Italia non avverrà alcun “incontro”. Diverso il discorso per le aree centro-meridionali dell’Australia, della Nuova Zelanda e dell’Antartide, dove la Luna, quando da noi sarà ancora la tarda mattinata di Mercoledì, occulterà il pianeta che rimarrà dietro il nostro satellite naturale per poco più di un’ora. L’evento comincerà alle 12:15 (ora italiana) da Karratha (Australia) e terminerà alle 12:58 a Chatham Island (Nuova Zelanda). I famosi anelli di Saturno appaiono inclinati lungo l’asse di 21.5 gradi, con il versante settentrionale ben in vista. Per osservarli sarà necessario un ingrandimento di almeno 20-30X anche con un piccolo telescopio.

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Colonizzare Marte è un suicidio, parola di astronauta

Un astronauta canadese, che ha già fatto una missione di lunga durata sulla stazione spaziale internazinoale, si è detto molto perplesso sul programma Mars One, che dovrebbe spedire sul Pianeta Rosso 24 persone tra una decina di anni.

COLONIZZARE  Marte è una missione suicida. A dirlo non è uno qualsiasi ma Robert Thirsk, astronauta canadese che è stato per 204 giorni in orbita nello Spazio. La sua riflessione è venuta a galla a proposito del progetto Mars One di spedire sul Pianeta Rosso 24 persone fra dieci anni circa. Il punto è che "non siamo pronti [...], non abbiamo ancora una tecnologia affidabile capace di sostenere un viaggio di sola andata per Marte", ha detto Thirsk, che durante la sua missione di lunga durata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel 2009 ha passato molto del suo tempo a riparare attrezzature come i depuratori di CO2 e i servizi igienici. Thirsk non ha molta fiducia nei piani di Mars One: "È ingenuo pensare che siamo pronti a colonizzare Marte, che sarebbe una missione suicida", ha tagliato corto.

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