giovedì 27 dicembre 2012

Quel buco nero è mostruoso


FOTOGALLERIA

 
I buchi neri, fra gli oggetti più estremi dell’Universo, hanno un campo gravitazionale così intenso da distorcere lo spazio tempo circostante (da Wikipedia)
 

martedì 25 dicembre 2012

Tanti auguri dalla Nasa, il regalo di Natale di Hubble

La Nasa ha deciso di augurare così il buon Natale, con l'immagine di questa nebulosa fotografata dal telescopio Hubble in orbita attorno alla terra. Scelta in particolare per la spettacolarità dei suoi colori e la sua forma complessa, che ricorda un po' una brillante decorazione natalizia. NGC 5189 (nota anche come nebulosa a spirale) è una nebulosa planetaria, quello che resta di una stella simile al nostro sole. Dista da noi circa 3.000 anni luce, nella costellazione della Mosca.

La foto

venerdì 21 dicembre 2012

Nasa, Saturno come non l'avete mai visto

La sonda Cassini ha inviato una nuova, spettacolare, immagine di Saturno scattata mentre il veicolo spaziale si trovava all'ombra del pianeta. Con la camera rivolta verso Saturno e verso il Sole è stato possibile immortalare il pianeta e i suoi anelli in controluce. Un punto di vista raro che permette agli studiosi di osservare dettagli inediti

La foto

lunedì 17 dicembre 2012

Meteorite precipita a Palermo. Frammento dell’asteroide Toutatis?

PALERMO - Un frammento di asteroide ancora fumante è stato avvistato prima in cielo, poi in un campo, da alcuni palermitani. Immediato l’intervento di polizia e vigili del fuoco, che hanno preso il meteorite per sottoporlo ad esami. L’ipotesi è che il meteorite sia un frammento dell’asteroide Toutatis, qualche giorno fa di passaggio ravvicinato al nostro pianeta.

Una bambina palermitana dice di esserselo vista precipitare sotto il terrazzo di casa con una “luminosa scia rossa”, ma molti in città giurano di aver avvistato una strano oggetto di colore acceso scendere dal cielo. Il meteorite – come riporta il sito Siciliainformazioni.com – è stato ritrovato in un campo di calcio del quartiere Brancaccio di Palermo.

Continua qui

domenica 16 dicembre 2012

Svelato il mistero della luce di Andromeda

Il bagliore nella galassia è stato causato da un buco nero

Risolta l'origine della misteriosa e intensa luce osservata nella galassia di Andromeda: è stato il getto di un piccolo buco nero che sta mangiando la sua stella compagna.

Descritta sulla rivista Nature, la scoperta si deve a un gruppo coordinato da Matthew Middleton, dell'università britannica di Durham e dell'Istituto di Astronomia 'Anton Pannekoek' ad Amsterdam. Al lavoro hanno partecipato gli italiani Massimo della Valle direttore dell'Osservatorio di Capodimonte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Marina Orio, dell'Osservatorio di Padova dell'Inaf, Gloria Sala del dipartimento di Fisica e ingegneria nucleare di Barcellona.

 

Continua qui

mercoledì 12 dicembre 2012

Dopo Toutatis ecco lo sciame delle Geminidi, le ‘stelle cadenti’ di Dicembre


Lo spettacolo delle meteore

La Terra sta entrando in un flusso di detriti dell’asteroide 3200 Phaethon, fonte dello sciame annuale delle meteore Geminidi. Nella notte di domani, tra Giovedì e Venerdì, si attendono in media ben 120 meteore orarie, con picchi intorno a 150, che abbelliranno i cieli di tutto il mondo. Come più volte spiegato in occasione di eventi simili, l’occhio nudo rappresenta il miglior strumento di osservazione per apprezzarne la magnificenza. Telescopi e binocoli, infatti, nonostante consentano una visione più dettagliata del firmamento, riducono ampiamente il campo visivo dell’osservazione, andando quindi a ridurre la possibilità di osservare queste scie imprevedibili. Tra i requisiti fondamentali per le osservazioni, il più importante è recarsi sotto cieli bui, lontani da fonti luminose o da inquinamento urbano, al fine di avere una magniudine limite più elevata. Ideale un cielo d’alta quota, dove l’atmosfera risulta più rarefatta. Utilizzare, tra le altre cose, luci schermate di rosso, indossare un abbigliamento consono al clima, appostarsi in maniera comoda e avere a disposizione una buona bevanda calda in caso di clima troppo rigido. Le meteore sembreranno provenire tutte dalla costellazione dei Gemelli (ricostruendo la traiettoria della scia luminosa), punto che viene chiamato radiante. Ma questo non vuol dire che sarà necessario osservare sempre e soltanto quel punto, anzi, sarebbe preferibile guardare altrove! Le meteore in prossimità del radiante hanno una coda molto corta a appariranno quasi come dei punti, per cui, l’ideale è osservare tutto il cielo a disposizione.

Continua qui

martedì 11 dicembre 2012

L’asteroide Toutatis si avvicina alla Terra, nessun pericolo ma si potrà osservare

Fra l’11 e il 12 dicembre "saluterà" il nostro pianeta. Il passaggio avverrà a una distanza di tutta sicurezza, 6,9 milioni di chilometri da noi. Apparirà molto brillante anche con i piccoli telescopi del diametro di dieci centimetri che permetteranno di apprezzarne il movimento tra le stelle

Asteroide Toutatis

 

venerdì 7 dicembre 2012

«Black marble»: ecco la Terra di notte

Le immagini dallo spazio del nostro pianeta

Si chiama «Black Marble». È la spettacolare foto della terra di notte. È stata ottenuta assemblando diverse immagini acquisite dal satellite «Suomi», attualmente in orbita e in grado di arrivare a registrare persino le luci delle nostre città. 

 

Foto navigabile - GUARDA

Continua qui 

 

giovedì 6 dicembre 2012

Osservata la materia delle prime stelle

Si trova a 13 miliardi di anni luce dalla Terra

ROMA, 6 DIC - La materia piu' antica dell'universo mai vista finora e' una nube di gas che si trova a oltre 13 miliardi di anni luce dalla Terra. Risale al tempo in cui si sono 'accese' le prime stelle e non contiene tracce di elementi pesanti. Il risultato di questa scoperta, pubblicato sulla rivista Nature, si deve al gruppo coordinato dal fisico americano Robert Simcoe, del Massachusetts Institute of Technology (Mit).

 Fonte: Ansa

giovedì 29 novembre 2012

Scoperto un raro "fossile" cosmico: è un buco nero extralarge

NGC 1277 nasconde un ospite mangia-gas decisamente ingombrante. Secondo gli esperti avrebbe massa pari a 17 miliardi di volte quella del Sole.

Il cuore supermassiccio della galassia NGC 1277. Photo credit: NASA/STSc/ESA
Il cuore supermassiccio della galassia NGC 1277. Photo credit: NASA/STSc/ESA

Tutto sui buchi neri
Che cosa succede se finisci in un buco nero? Come sono fatti? Quanti ce ne sono?
Scopri tutto ciò che c'è da sapere sugli oggetti più strani (e inquietanti) dell'Universo:
I video sui buchi neri
Le foto dei buchi neri
Le notizie dal blog "Una finestra sull'Universo


Che nel cuore di molte galassie a spirale dormisse un buco nero non è certo una novità. Finora, però, si pensava che i misteriosi "mostri" divoratori fossero in qualche modo proporzionati al resto della galassia, e in particolare che avessero una massa pari a circa il 10% quella dell'ammasso centrale di stelle della loro ospite.


Immaginate dunque lo sconcerto di un gruppo di scienziati che ha individuato, al centro di NGC 1277, una galassia a spirale della costellazione di Perseo situata a circa 200 milioni di anni luce dalla Via Lattea, un buco nero con massa pari al 59% del nucleo stellare centrale della galassia ospite, o al 14% della massa di tutte le stelle in essa contenute.

Continua qui
 

mercoledì 28 novembre 2012

La Nasa: “Curiosity su Marte ha scoperto precursori della vita”

Il direttore del Jpl: «Forse trovate semplici molecole organiche». Non sono tracce biologiche e si attendono nuovi dati
 
Valentina Arcovio
Roma
«Forse Curiosity ha trovato su Marte semplici molecole organiche». E’ con queste parole che Charles Elachi, direttore del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa, anticipa quella che potrebbe essere una scoperta degna di finire sui libri di storia. L’annuncio è stato lanciato a margine di un convegno all’Università Sapienza di Roma, e risponde in parte alle voci che circolavano da tempo relativi ad un’importante scoperta da parte del robot Curiosity. Per sapere qualcosa di più bisognerà però attendere il 3 dicembre, quando maggiori dati verranno presentati in un convegno a San Francisco. «Purtroppo non ho avuto modo di parlare con i ricercatori in questi ultimi giorni in cui stanno elaborando le informazioni raccolte da Curiosity», dice Elachi. Per il momento, quindi, le informazioni sono pochissime.

Continua qui

lunedì 26 novembre 2012

2013: due super-comete (senza rischi)

comete (senza rischi)

Piero Bianucci
Torino 
 
Il 2013 potrebbe passare alla storia come l’anno delle due super-comete. La prima è la Pan-Starrs: dovrebbe brillare nella prossima primavera quanto una stella di prima magnitudine. La seconda, attesa per il novembre 2013, è la Ison, che secondo certe previsioni supererà la luminosità della Luna piena.
Le frasi ipotetiche sono d’obbligo quando si parla di comete. Troppe volte le previsioni sono state smentite dai fatti e riviste quasi sempre al ribasso, qualche volta, come nel caso della Hale-Bopp, al rialzo. Perché la luminosità di una cometa dipende da vari fattori, alcuni noti e altri che invece possiamo conoscere soltanto a posteriori., cioè quando ormai le previsioni diventano inutili in quanto superate dall’osservazione diretta dell’astro. 

Continua qui

giovedì 22 novembre 2012

Gli astronauti dell’Iss tornano sulla Terra

Sono tornati con i piedi sulla Terra tre membri dell’equipaggio spedito quattro mesi fa sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il cosmonauta russo Yury Malenchenko e i due astronauti Sunita Williams e Aki Hoshide, rispettivamente di nazionalità statunitense e giapponese, sono atterrati verso le 3 (ora italiana) del 19 novembre , nelle steppe del Kazakistan, con la capsula russa Soyuz.
Altri tre spazionauti, i russi Oleg Novitskiy e Evgeny Tarelkin e l’americano Kevin Ford, sono rimasti a bordo della Stazione spaziale internazionale.

Le foto

lunedì 19 novembre 2012

Scoperto pianeta “vagabondo” e senza stella




L’immagine mostra la rappresentazione artistica della libera fluttuazione di CFBDSIR2149, pianeta vagabondo, un senzatetto cosmico che non ha una stella attorno alla quale orbitare. Il corpo celeste è stato individuato da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall’Universita’ di Montreal. Grazie alle informazioni fornite dai telescopi, i ricercatori hanno determinato che il pianeta vagabondo risulta avere tra 50 e 120 milioni di anni, una temperatura di circa 400 gradi centigradi, e una massa tra quattro a sette volte quella di Giove. CFBDSIR2149 potrebbe essere sfuggito dall’attrazione della sua stella “madre”, probabilmente una delle trenta che compongono il gruppo stellare Doradus AB. Il corpo celeste in questione dista dalla terra 100 anni luce.

Fonte

giovedì 15 novembre 2012

Eclissi di sole in Australia

Eclissi di sole in Australia
 
Nel nord-est dell'Australia decine di migliaia di persone hanno ammirato un'eclissi totale di sole. Il fenomeno è durato solo un paio di minuti: il sole è stato ridotto a un cerchio luminoso, è calata l'oscurità  e uccelli e insetti, spaventati, hanno smesso di fare rumore. Anche la temperatura è scesa. Secondo il governo del Queensland, ad assistere allo spettacolo sono arrivate 50-60.000 persone, fra le quali 1.200 ricercatori giapponesi. Erano 1.300 anni che nella zona non si verificava un'eclissi totale. L'ultima in assoluto risaliva all'11 luglio del 2010, quando il sole fu oscurato dalla luna nel Pacifico meridionale. La prossima è prevista il 20 marzo del 2015 sopra l'Islanda, le isole Far Oer e l'arcipelago delle Svalbard.
 

domenica 11 novembre 2012

Il pianeta più simile alla Terra mai scoperto

Ruota intorno ad una stella simile al Sole ed è nella zona abitabile

Rappresentazione grafica di una super-Terra (fonte: NASA/JPL-Caltech) Rappresentazione grafica di una super-Terra (fonte: NASA/JPL-Caltech)

Attorno ad una stella molto simile al Sole ruota un pianeta simile alla Terra. E' sette volte più grande del nostro pianeta e per questo viene definito una super-Terra, ma fra tutti i pianeti di questi tipo finora scoperti è sicuramente il più simile alla Terra.

Descritta online sul sito scientifico Arxiv e in via di pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, la Super-Terra, la super-Terra si trova nel pieno della zona abitabile, ossia e' ad una distanza tale dalla sua stella da poter avere acqua allo stato liquido. Cio' significa che potrebbe potenzialmente ospitare forme di vita. Ha inoltre un'atmosfera stabile e un alternarsi di giorno e notte simile a quello della Terra.

Continua qui

 

venerdì 9 novembre 2012

Naso in su per guardare la ISS e la Nasa ci avvisa con un sms

Non tutti sanno che la stazione spaziale è visibile a occhio nudo. Sorge a tramonta all'orizzonte. L'ente spaziale americano ha lanciato "Spot the station", servizio gratuito per avvisarci quando sorvola le nostre teste. Ecco come funziona di MATTEO MARINI

L'OSSERVAZIONE del cielo, di norma, è dedicata ad ammirare oggetti e fenomeni naturali come pianeti, stelle, galassie o eventi quali stelle cadenti o eclissi. Sappiamo più o meno tutti che c'è un piccolo gruppo di umani che vola sopra le nostre teste a bordo della Stazione spaziale internazionale. Ma forse non tutti sanno che la Iss è visibile chiaramente a occhio nudo, e anche questo è uno spettacolo da non perdere. Viaggia a circa 400 chilometri di quota, percorrendo un'orbita velocissima che al suolo corrisponde a oltre 27.000 chilometri all'ora, ma è un oggetto piuttosto grande, circa quanto un campo da calcio.  

Le foto

domenica 4 novembre 2012

Quella "nebbia cosmica" nell'universo primordiale

L'ha misurata con altissima precisione il telescopio spaziale "Fermi" della Nasa. Gli scienziati adesso sperano di osservare direttamente questo fenomeno prodotto dalla luce dalle stelle più antiche. Le prime di MASSIMILIANO RAZZANO

 

SONO le "nonne" del nostro Sole, le prime stelle ad aver brillato nell'universo. Gli astronomi sperano di osservarle direttamente con i telescopi di nuova generazione, ma per ora lo studio di questi affascinanti fossili cosmici si basa su misure indirette. Come quella appena realizzata grazie a "Fermi", il telescopio spaziale della NASA dedicato allo studio dei raggi gamma di origine cosmica. La luce emessa dalle stelle nelle varie epoche cosmiche riempie infatti lo spazio, interagendo con i raggi gamma provenienti dalle galassie più lontane e creando così un "effetto nebbia" ben osservabile dagli strumenti di Fermi. La ricerca, annunciata dal team di Fermi durante il quarto Simposio di "Fermi" tenutosi la scorsa settimana a Monterey, in California, è stata coordinata da Marco Ajello, giovane ricercatore presso il Kavli Institute for Particle Astrophysics and Cosmology dell'Università di Stanford 1 e lo Space Sciences Laboratory dell'Università della California a Berkeley 2. Questo risultato, pubblicato su Science 3, fornisce una misura della luce emessa dalle differenti generazioni di stelle, aiutando a esplorare meglio le fasi di formazione stellare nella storia dell'universo.
4

LE FOTO 5

 

Nella nebbia cosmica. Quando "Fermi" osserva l'emissione di raggi gamma da galassie molto lontane, le vede più fioche. La situazione è simile a quando guardiamo i fari di un'auto immersa nella nebbia. Ma qual è l'origine di questa "nebbia cosmica"? I raggi gamma sono "pacchetti di luce" molto simili alla luce visibile ma estremamente più energetici. Ad esempio "Fermi" può osservare raggi gamma con energia di milioni fino a centinaia di miliardi di volte quella della luce visibile. Questi "pacchetti di luce", o fotoni, possono essere distrutti dall'interazione con altri fotoni, ad esempio di luce visibile o ultravioletta.  

 

Continua qui 

giovedì 1 novembre 2012

Catturata la luce delle prime stelle

Grazie al telescopio spaziale Fermi in una ricerca pubblicata su Science Express un gruppo di ricercatori spiega com’è stato possibile vederla

Grazie al telescopio spaziale Fermi è stato possibile catturare la luce delle prime stelle. L’impresa è stata realizzata con un importante contributo dell’Italia. La ricerca ha permesso di osservare la cosiddetta luce di fondo extragalattica. Lo studio, realizzato da un gruppo di ricercatori internazionale coordinato dal centro tedesco Desy e pubblicato su Science Express, ha rilevato i fotoni gamma, provenienti da galassie lontane, sfuggiti nel loro percorso fino a noi ai fotoni “killer” presenti nella luce di fondo. 


Continua qui

lunedì 29 ottobre 2012

Una scorpacciata di stelle per la Via Lattea

La nostra Galassia sembra non voler smettere di “fagocitare” ammassi stellari e piccole galassie. Grazie alla Sloan Digital Sky Survey III (SDSS-III), la terza fase di un’estesa cartografia digitale del cielo iniziata alla fine degli anni ’90 grazie ad una collaborazione statunitense-giapponese, i ricercatori hanno scoperto un gruppo di stelle, probabilmente resti di antichi ammassi, letteralmente ingeriti dalla nostra Galassia.


Questa immagine mostra il modello della Via Lattea ottenuto sulla base di osservazioni radio e infrarosse. La freccia indica la posizione occupata dal Sistema Solare, il quale dista dal centro circa 26.000 anni luce. La massa della Via Lattea è stimata intorno ai 400 miliardi di masse solari, mentre il suo diametro è compreso tra 100.000 e120.000 anni luce. (Caltech)
“La forza di gravità della Via Lattea – ha sottolineato l’autrice dello studio Ana Bonaca (Yale University) – attira a sé piccole galassie e ammassi stellari che poi diventano parte di essa”.

Continua qui

sabato 27 ottobre 2012

Ecco la fine che farà la Terra

State tranquilli, non accadrà domani. Ci vorranno ancora circa 5 miliardi di anni, quando la Terra, molto probabilmente, sarà ormai un aridissimo deserto e i nostri eredi, se ancora esisteranno, avranno popolato parte della Galassia. Ma studiando la stella  BD+48 740 un gruppo internazionale di astronomi ha potuto osservare un’anteprima del destino che attende il nostro pianeta. 

BD+48 740 è una stella che si trova da noi a una distanza di 2.400 anni luce in direzione della costellazione settentrionale di Perseo, ha una massa pari a circa una volta e mezzo quella del Sole ma il suo diametro è 11 volte maggiore. E’ una stella gigante rossa, la fase finale dell’evoluzione di una stella che ha inizio quando nel nucleo si esaurisce l’idrogeno e le reazioni di fusione termonucleare di questo elemento si spostano verso l’esterno, in un guscio più vicino alla superficie stellare, mentre nel nucleo iniziano quelle dell’elio. A questo punto, l’aumento della pressione di radiazione “soffia via” l’inviluppo esterno della stella, facendo aumentare il suo diametro di almeno 200 volte rispetto a quello originario. Ciò sta a significare che quando toccherà al Sole i suoi strati esterni raggiungeranno l’orbita della Terra.

Continua qui

martedì 23 ottobre 2012

13 miliardi di anni in 120 secondi

L'evoluzione di una galassia dal Big Bang ai giorni nostri in una spettacolare simulazione della NASA.

 

giovedì 18 ottobre 2012

La Terra ha un gemello Alfa Centauri lo riscalda

E’ il pianeta extrasolare più vicino mai scoperto finora. In orbita intorno ad Alfa Centauri B, assomiglia al nostro mondo anche se è troppo caldo per ospitare la vita. Ma in quel sistema stellare potrebbero esserci altri pianeti di tipo terrestre di MASSIMILIANO RAZZANO


PROXIMA Centauri è la stella più vicina a noi. Alla velocità della luce, un’astronave impiegherebbe poco più di quattro anni per raggiungerla. Una volta giunti a destinazione, cosa troverebbero i passeggeri di questa ipotetica nave spaziale?  Viaggiando nei pressi di Proxima, i nostri esploratori vedrebbero una debolissima nana rossa grande circa un decimo del Sole. Una piccola delusione, forse. Ma guardando più in là, ecco spuntare una coppia di stelle brillanti molto simili al nostro Sole. Sono Alfa Centauri, una delle stelle più brillanti del cielo australe, e la sua compagna Alfa Centauri B. Per raggiungere queste stelle l’astronave dovrebbe viaggiare almeno altri due mesi, ma la ricompensa per questo lungo viaggio sarebbe grandiosa. Guardando attentamente Alfa Centauri B, magari con l’aiuto di speciali filtri, gli astronauti vedrebbero un piccolo puntino luminoso vicinissimo alla stella. A soli sei milioni di chilometri dalla stella, un piccolo pianeta che compie un’orbita in soli tre giorni. Un’orbita così stretta da rendere il pianeta incandescente e probabilmente inospitale. E’ un’avventura fantascientifica che sembra pura fantasia, a parte un dettaglio. Quel pianeta esiste davvero, ed è molto simile alla Terra.

Continua qui

 

lunedì 15 ottobre 2012

Il record 'mostruoso' di Baumgartner giù da 39mila metri a 1.300 km orari

Baumgartner ha stupito tutti: doveva buttarsi da 36500 metri e invece è salito di altri 2500. Il momento del lancio




Il base jumper austriaco è il primo uomo ad aver superato il muro del suono a corpo libero. Ha volato senza paracadute per quattro minuti e 15 secondi, toccando una velocità di Mach 1.24. Doveva buttarsi da 36500 metri, e invece ha deciso di stupire tutti di MATTEO PUCCIARELLI

Il video

domenica 14 ottobre 2012

Curiosity: la prima roccia analizzata su Marte spiazza i ricercatori

Curiosity
La roccia “Jake Matijevic”



Ancora una volta, il pianeta rosso sorprende chi lo studia. La prima roccia analizzata su Marte dalla sonda "Curiosity" ha infatti una composizione “insolita” rispetto alle pietre fino ad ora conosciute sul Pianeta Rosso. Lo ha riferito Edward Stolper, dell'Istituto di Tecnologia della California e uno dei principali esperti scientifici della missione. I ricercatori l’hanno chiamata “Jake Matijevic” in onore di Matijevic lo scienziato, un matematico diventato ingegnere che ha avuto un ruolo decisivo nella costruzione del Mars Science Laboratory.
“Questo tipo di roccia è molto simile nella sua composizione chimica a un tipo di pietra che si trova in numerose regioni vulcaniche", ha spiegato Stolper. "Ma, in questa fase, con un solo esemplare marziano di questo tipo è difficile capire se sia stato prodotto attraverso lo stesso processo conosciuto sulla Terra".

Continua qui (video)

giovedì 11 ottobre 2012

Immagini aeree come dipinti su tela: l'Islanda vista dall'alto

Immagini aeree come dipinti su tela: l'Islanda vista dall'alto 

Un capolavoro della natura. Le linee sinuose sono stese come da un artista che tiene in mano una tavolozza di colori onirici, dal bianco lattiginoso all'arancione fluo. E' l'Islanda vista dall'alto attraverso l'obiettivo del fotografo russo Andre Ermolaev. I fiumi e gli specchi d'acqua muovono la composizione, danzando in un equilibrio ipnotico tra i paesaggi lunari, lande vulcaniche spazzate dal vento e crateri ancora attivi. L'acqua si mescola agli altri elementi generando tinte a volte gelide, altre psichedeliche, assolutamente affascinanti

Le foto

martedì 9 ottobre 2012

Curiosity, c'è un oggetto lucente su Marte


 
Curiosity, c'è un oggetto lucente su Marte
 
Potrebbe essere "un pezzo dello stesso Curiosity" , dicono dalla Nasa. Ma mentre gli esperti cercano di capire cosa sia, qui sulla Terra si può osservare la foto scattata dal modulo che sta esplorando Marte. In cui si vede un piccolo oggetto lucente, forse metallico o forse di plastica, rinvenuto sulla superficie del pianeta. Se sia davvero un pezzo di Curiosity stesso non è ancora chiaro, ma l'eventualità non sarebbe la prima di questo tipo. L'unica certezza è che l'oggetto è reale, e immortalato dalla fotocamera del rover. 
 

Red Bull Stratos: il lancio di Felix Baumgartner in diretta

L'impresa dell'atleta austriaco di sport estremi che da Roswell, nel deserto del New Mexico, si lancerà nel vuoto a corpo libero da 36mila metri per superare la velocità del suono

Il video 

Felix non si butta c'è troppo vento. Impresa rinviata

  Record Baumgartner: lancio da oltre 20 mila metri  

Record Baumgartner: lancio da oltre 20 mila metri (le foto)

Felix l'extraterrestre sfida il muro del suono

 

.

giovedì 4 ottobre 2012

Ghiaccio artico al minimo storico L'immagine Nasa






La superficie dei ghiacci dell'Artico si è ridotta a un livello mai registrato prima d'ora in estate, superando di poco il precedente record stabilito nel 2007. Lo ha annunciato oggi il Centro nazionale americano della neve e del ghiaccio (Nsidc). Le immagini del satellite scattate il 16 settembre mostrano che la banchisa si è ridotta fino a 3,4 milioni di chilometri quadrati, il livello più basso dell'anno.

Fonte

venerdì 28 settembre 2012

Marte, Curiosity trova i letti di antichi corsi d'acqua

La sonda atterrata in agosto sul Pianeta Rosso ha inviato delle immagini che potrebbero provare che il cratere che sta esplorando potrebbe essere stato pieno di acqua.

 

NEW YORK - Una volta su Marte c'era l'acqua: se ne dicono convinti gli scienziati della Nasa sulla base dei dati e delle immagini inviati dalla sonda mobile Curiosity, atterrata sul Pianeta Rosso lo scorso 6 agosto, che mostrano tracce chiare lasciate da antichi letti di corsi d'acqua. Curiosity, che si muove sulla superficie marziana , è dotata di sensori e di un laboratorio chimico, ha una missione di due anni focalizzata principalmente su una montagna di circa 5.000 metri di roccia stratificata, Mount Sharp, che sorge al centro del cratere Gale, dove la sonda è atterrata.

Continua qui

 

domenica 23 settembre 2012

Tutto il cielo a portata di mouse

L’intera volta celeste immortalata a 360° in un’unica gigantesca immagine: è lo straordinario risultato ottenuto da Nick Risinger, un giovane astronomo dilettante americano, che qualche giorno fa ha pubblicato online la prima superimmagine a tutto cielo della Via Lattea come appare dal nostro pianeta. È una enorme fotografia panoramica, navigabile e interattiva, da 5.000 megapixel nella quale sono ritratti gli oltre 20.000.0000 di stelle visibili dai due emisferi della Terra.  

Photopic Sky Survey (interattivo)

Sua maestà il Cielo: i vincitori dell'Astronomy Photographer of the Year 2012

Ve ne avevamo dato un assaggio con alcune delle foto in concorso. Ora vi mostriamo le vincitrici dell'Astronomy Photographer of the Year 2012 dell'Osservatorio Reale di Greenwich. Una carrellata di scatti spettacolari, in cui il cielo è sovrano incontrastato.

Le foto

mercoledì 19 settembre 2012

A forma di lettera o di animale come sono strane le galassie

Grazie allo sforzo di migliaia di volontari sono state catalogate un milione di immagini di agglomerati di stelle, facendone scoprire i tratti più strani e scientificamente rilevanti. Il progetto Galaxy Zoo, esempio di citizen science, ha dato una grossa mano agli astronomi che ora ci riprovano, chiedendo nuovamente aiuto agli appassionati per scoprire le origini dell'universo di ALESSIA MANFREDI

A SPIRALE, ellittiche, barrate, irregolari. Ma anche a forma di M, S o H e, perché no, di pinguino. L'universo è pieno di galassie dalla morfologia più strana: parola di migliaia di volontari che, rispondendo all'appello di scienziati ed astronomi, hanno scrutato un nutrito catalogo di immagini di questi meravigliosi, remoti agglomerati di stelle per classificarli. E, osservandole da vicino, hanno scoperto lassù un vero zoo.

LE IMMAGINI 1 

 

Continua qui

domenica 16 settembre 2012

Come ruota la Luna?

Sembra una domanda stupida e forse tutti voi siete capaci di dare una risposta. Tuttavia, le modalità di rotazione del nostro satellite sono descritte raramente anche se hanno risvolti importanti come quello relativo all’esistenza di ghiaccio d’acqua nei suoi poli. Vale la pena parlarne un poco e fare chiarezza. Anche perché ne è stato studioso fondamentale un grande astronomo italiano: Gian Domenico Cassini.

Si sa benissimo che l’equatore della Terra è inclinato di 23° e 28’ rispetto al piano dell’eclittica, ossia il piano dove avviene la rivoluzione intorno al Sole. Proprio questo fatto dà origine alle stagioni, estremamente importanti per la vita sul nostro pianeta. Si sa abbastanza bene che il piano orbitale della Luna intorno alla Terra forma un angolo di 5° e 9’ rispetto al piano dell’eclittica. Si sa anche che la Luna ci rivolge sempre la stessa faccia. Quest’ultimo fatto dipende dalle forze mareali che hanno sincronizzato rivoluzione e rotazione della Luna. In altre parole, la Luna ruota intorno a noi nello stesso tempo che impiega a compiere una rotazione intorno al proprio asse. Abbiamo, quindi, automaticamente risposto a una parte della domanda del titolo: “La Luna ruota intorno a un asse e il suo periodo è esattamente uguale a quello di rivoluzione attorno alla Terra”.
Tuttavia, quanti sanno la direzione dell’asse di rotazione lunare? Forse tanti, forse pochi, ma sicuramente è un dato poco conosciuto. Eppure è proprio a causa della direzione dell’asse se esiste ghiaccio d’acqua sul nostro satellite.

Continua qui

lunedì 10 settembre 2012

Foto ricordo nello spazio: gli autoscatti degli astronauti

Foto ricordo nello spazio: gli autoscatti degli astronauti
 
Gli astronauti della Stazione spaziale internazionale sono spesso chiamati a effettuare lunghe e faticose "passeggiate spaziali" attorno alla base, per installare o riparare le strumentazioni scientifiche o gli elementi esterni del modulo. Durante l'ultima uscita per una riparazione (durata ben sei ore e mezza) il giapponese Aki Hoshide e l'americana Sunita Williams si sono divertiti però anche a scattarsi qualche foto con una reflex digitale, appositamente protetta per resistere al gelo spaziale e alle radiazioni
(a cura di Matteo Marini)
 
Continua qui

domenica 2 settembre 2012

Caccia a "blue moon", la super luna piena che appare due volte al mese

Caccia a "blue moon", la super luna piena che appare due volte al mese
 
La chiamano "Blue moon" e non è solo una canzone. E' un plenilunio che appare due volte nello stesso mese e capita ogni tre anni. E' successo nell'ultima notte di agosto, dopo che era già apparsa nella notte tra il 1 e il 2, e i fotografi di tutto il mondo si sono scatenati a catturarla. Una coincidenza determinata dalla leggera differenza tra il ciclo lunare (29 giorni e mezzo) e la lunghezza dei mesi del calendario gregoriano.
 

martedì 28 agosto 2012

Ammassi stellari in rotta di collisione

Grazie alle straordinarie potenzialità del telescopio spaziale Hubble (HST), un gruppo di astronomi è riuscito a fotografare in maniera estremamente chiara due giganteschi ammassi di giovani stelle super-massicce (“ammassi aperti”) che potrebbero essere in rotta di collisione. Gli ammassi si trovano a circa 170.000 anni luce da noi, nella Grande Nube di Magellano (LMC), una piccola galassia irregolare satellite della Via Lattea. Quello che si pensava fosse un singolo gigantesco ammasso di stelle al centro della regione di formazione stellare 30 Doradus (chiamata anche nebulosa Tarantola), in realtà si è rilevato essere composto da due ammassi la cui differenza di età è di circa 1 milione di anni. Si stima che 30 Doradus da più di 25 milioni di anni sia luogo di una intensa formazione stellare, ma attualmente non si sa per quanto questa regione sarà ancora in grado di dare origine a nuove stelle.

Continua qui

domenica 26 agosto 2012

Morto Neil Armstrong. Conquistò la Luna

 

Aveva 82 anni. Soffriva di problemi al cuore. Obama: 'Tra i piu' grandi eroi americani'

La sua impronta sul suolo del satellite della Terra e' forse ancora lì. E come afferma la Nasa: ''Potrebbe restarci per un milione di anni. Lì non ci sono venti che possano spazzarla via''

 

Continua qui

Cosi' l'ANSA racconto' lo sbarco 

Apollo 11, quel luglio di 43 anni fa

 

mercoledì 22 agosto 2012

Primo pianeta 'divorato' da sua stella

La Terra dovra' affrontare lo stesso destino fra cinque miliardi di anni

ROMA, 21 AGO - Per la prima volta e' stato scoperto un pianeta che e' stato distrutto dalla sua stella, che lo ha 'ingoiato' alla fine della sua vita. La stessa sorte che tocchera' alla Terra fra circa 5 miliardi di anni, quando il Sole si trasformera' in una gigante rossa. Descritto sull'Astrophysical Journal Letters da un gruppo di ricerca internazionale, il pianeta e' stato divorato dalla sua stella quando questa ha iniziato a espandersi, scagliando nello spazio i suoi gusci piu' esterni.

Fonte

 

venerdì 10 agosto 2012

Pronti per la notte delle stelle, ma picco il 12

Alla vigilia di San Lorenzo si preparano eventi, ma le stelle cadenti saranno di più nel weekend

di Elisa Buson
E' ormai giunta l'ora di stilare la lista dei desideri per la notte di San Lorenzo, ma la vera caccia alle stelle cadenti entrerà nel vivo solo nel weekend, con il picco massimo previsto nella notte fra domenica 12 e lunedì 13 agosto. La Luna resterà a guardare e non rovinerà lo spettacolo delle 'Lacrime di San Lorenzo' con la sua luminosità. Per ingannare l'attesa, come ogni anno, sono numerose iniziative e serate osservative in tutta Italia.

Anche questa estate la Terra si è tuffata nella nube di polveri seminata dalla cometa Swift-Tuttle lungo il proprio percorso attorno al Sole, e le prime meteore, note come Perseidi, hanno già iniziato a fare capolino da alcuni giorni: penetrando a grande velocità nell'atmosfera terrestre si incendiano, lasciando nel cielo la loro inconfondibile scia. "Il picco massimo è previsto nelle ore diurne del 12 agosto, quando da noi non sarà possibile effettuare osservazioni se non nel dominio radio", ricordano gli esperti dell'Unione Astrofili Italiani (Uai). L'attività sarà comunque piuttosto intensa anche nelle notti precedenti e seguenti: le ore migliori per l'osservazione, meteo permettendo, saranno quelle centrali della notte tra il 12 e 13 agosto.

Continua qui

lunedì 6 agosto 2012

Curiosity è arrivata su Marte riuscito lo storico atterraggio

Il rover laboratorio della Nasa è sceso sul Pianeta rosso dopo aver percorso oltre 560 milioni di chilometri in otto mesi. E ha già inviato le prime immagini. Ora cercherà tracce di vita sul suolo marziano.


ROMA - Missione compiuta. Dopo un viaggio di otto mesi, durante il quale ha percorso più di 560 milioni di chilometri, alle 7.31 ora italiana il rover laboratorio Curiosity è sceso nella rarefatta atmosfera marziana come un proiettile lanciato alla velocità di oltre 21.000 chilometri orari per rallentare fino a fermarsi sulla superficie del Pianeta rosso. In questa manovra difficilissima, nella quale Curiosity ha eseguito autonomamente centinaia di operazioni, il robot-laboratorio ha centrato quella che gli esperti della Nasa definiscono la "cruna di un ago", ossia il punto del cratere Gale più interessante per andare a cerca tracce di vita passata su Marte.

Continua qui

 

sabato 4 agosto 2012

Arriva su marte il robot dei record "Vogliamo capire se la vita è nata qui"

La Nasa: è la missione più difficile, vivremo sette minuti di terrore. Il Codice Leonardo sul robot che svelerà i segreti di Marte di ELENA DUSI

LA NASA li ha battezzati "I 7 minuti di terrore". "È la missione planetaria più difficile che l'Agenzia abbia mai concepito" afferma il direttore aggiunto dell'ente John Grunsfeld. All'atterraggio mozzafiato del robot Curiosity su Marte manca ormai meno di una settimana. All'alba del 6 agosto una delle più ambiziose macchine scientifiche costruite dall'uomo inizierà a esplorare il suolo marziano.

LE FOTO 1
 

 

Continua qui

martedì 31 luglio 2012

Luna, ancora sventolano le bandiere Usa

Luna, ancora sventolano le bandiere Usa
 
"Sventolano" per modo di dire certo, perché sulla Luna di vento non ce n'è. Però sono ancora in piedi, le bandiere a stelle e strisce piantate dagli astronauti dell'Apollo durante le missioni sul nostro satellite negli anni '60 e '70. Questo ha stupito non poco perché non si pensava che avrebbero retto per oltre 40 anni agli sbalzi di temperatura e al bombardamento ultravioletto. La Luna infatti non possiede atmosfera. Ogni allunaggio dei sei andati a buon fine (dovevano essere sette ma l'Apollo 13 dovette rimanere in orbita senza poter scendere a causa di un guasto) ha portato una bandiera, piantata sul luogo in cui gli astronauti hanno toccato. Le nuove immagini, scattate dalla camera ad alta definizione della sonda Lunar reconaissance orbiter, mostrano che tutte le aste eccetto una (quella dell'Apollo 11 che cadde al momento del decollo del modulo spaziale di ritorno verso la terra, secondo quanto ha raccontato Buzz Aldrin) sono ancora in piedi. Una conclusione alla quale gli scienziati della Nasa sono giunti osservando lo spostamento dell'ombra nelle diverse ore del giorno. Nelle foto compaiono anche i resti delle strutture lasciate sul suolo lunare e le tracce rimaste delle loro "passeggiate". Una prova in più fornita dalla Nasa contro le teorie degli scettici e detrattori che sostengono che l'uomo, sulla Luna, non ci sia mai arrivato

a cura di Matteo Marini
 

domenica 29 luglio 2012

Terra, ti presento tua sorella: la Luna


La Luna è nata dall'impatto di un gigantesco oggetto con la Terra

A molti poeti -e forse anche a noi tutti- è capitato di chiamare la Luna “cara sorella Luna”… Beh, ora, se l’ipotesi appena formulata da ricercatori del Center for Space and Habitability di Berna (svizzera) è corretta abbiamo la certezza che la Luna è davvero nostra sorella. Da tempo gli astronomi dibattono sulla formazione del nostro satellite. Quel che è certo è che sembra che esso si è formato da un impatto con un altro oggetto spaziale, il quale ha liberato dalla Terra grandi quantità di materiale che è stato lanciato nello spazio. Una volta in orbita terrestre il materiale si è aggregato originando il nostro satellite. Ma ancora oggi rimangono poco chiare le modalità dell’impatto.

Continua qui

giovedì 19 luglio 2012

La più antica galassia a spirale, antenata della Via Lattea

La più antica galassia a spirale, antenata della Via Lattea

Una galassia a spirale, come la nostra, nata circa 11 miliardi di anni fa, quando l'universo era giovanissimo. Descritta su Nature, questa antenata della Via Lattea, identificata con la sigla BX442, è la più antica galassia a spirale mai osservata ed ha, in parte, sorpreso gli astrofisici perché finora si riteneva che a quell'epoca nell'universo non ci fossero le condizioni per la formazione di galassie di questo tipo. La ricerca coordinata dall'università canadese di Toronto si basa sulle immagini del telescopio spaziale Hubble. (Foto da Nature)

Fonte

domenica 15 luglio 2012

La Luna nasconde Giove

La Luna nasconde Giove
Le immagini sono state riprese questa notte dall'Osservatorio Astronomico del Righi e mostrano l'occultazione lunare di Giove. Il nostro satellite ha nascosto il gigante del Sistema Solare alle 3.30 e Giove è poi riemerso dalla parte in ombra della Luna alle 4.12. "Il fenomeno - spiega Walter Riva dell'Osservatorio del Righi - è stato davvero suggestivo e affascinante, sia nelle riprese a grande campo sia ingrandito al telescopio ma anche osservato a occhio nudo. Nelle immagini a grande campo, infatti, si vede anche lo sfavillante Venere brillare più in basso della Luna mentre Giove le è accostato. Nelle immagini più ingrandite, oltre alla Luna e a Giove si vedono le 4 lune principali di Giove, scoperte da Galileo Galilei circa  400 anni fa (le immagini sono state riprese dallo staff dell'Osservatorio: Marina Costa, Marco Ferro, Alfonso Mantero, Antonella Marasco, Antonino Parisi, Walter Riva, Davide Zambonin) Nell'immagine, la luna, il "dischetto" più luminoso è Giove, mentre i quattro punti, da sinistra, Callisto, Galimede, Io, Europa

domenica 8 luglio 2012

Il Satellite meteo MSG-3 dell'Esa è in orbita

È in orbita il nuovo satellite meteo europeo MSG-3. La partenza ieri 5 luglio dallo spazioporto europeo di Kourou nella Guiana Francese, a bordo del razzo Ariane5. I sensori del satellite garantiranno sia all'Europa che all'Africa aggiornamenti in tempo reale.
Circa 34 minuti dopo il lancio, il terzo satellite Meteosat è stato posizionato nella sua orbita ellittica, controllato da terra dall'European Space Operations Centre di Darmstadt, in Germania. Tra dieci giorni, una volta completate le operazioni iniziali, MSG-3 sarà consegnato al proprietario del satellite, l'European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites (EUMETSAT).

Continua qui

mercoledì 4 luglio 2012

Scoperto il Bosone di Higgs Hack: "Quella particella è Dio"

Al Cern di Ginevra individuato il Bosone di Higgs, che spiega come mai tutte le cose nell'universo abbiano una massa. Era stato teorizzato ben 48 anni fa dallo scienziato inglese, oggi 84enne e commosso fino al pianto dalla standing ovation che gli hanno riservato (FOTO 3). Per lui si profila il riconoscimento scientifico più ambito dall'inviato ELENA DUSI
LA SCHEDA 4Video 5 Grafiche 61 7  2 8  3 9Bertolucci, del Cern, l'anticipò alla Repubblica delle Idee 10
Video Per errore l'annuncio esce sul sito del Centro 11
Ironia su Twitter per il carattere scelto dal Cern 12

 

Continua qui

venerdì 22 giugno 2012

Missione la spaziale cinese, la prima volta con una donna astronauta

Vola sul 'Vascello Divino' 

Il razzo spaziale cinese Shenzhou-9 è partito come previsto alle 18:37 ora cinese (le 12:37 in Italia) dalla base della Jiuquan Satellite Launch Center nel deserto del Gobi. Le televisioni cinesi hanno mostrato in diretta il lancio. La Shenzhou (Vascello Divino) IX, avrà il compito di raggiungere la stazione orbitante Tiangong (Palazzo Celeste)- 1 e porta con se tre astronauti ("taikonauta" da "tai kong", spazio in cinese), tra i quali, per la prima volta, una donna, Liu Yang.

Continua qui

venerdì 15 giugno 2012

La prima luce aliena da una super-Terra

di: Rebecca Mantovani
Una rappresentazione artistica dell'esopianeta 55 Cancri e (in blu) in orbita attorno alla sua stella 55 Cancri. Il telescopio spaziale Spitzer, per la prima volta nella storia, ha registrato direttamente la luce infrarossa emessa dal pianeta extrasolare.
(NASA/JPL-Caltech)

Ce l'ha fatta: l'occhio del telescopio spaziale Spitzer della Nasa è riuscito a catturare per la prima volta nella storia la luce infrarossa emessa da un pianeta roccioso extrasolare, la super-terra “55 Cancri e”  distante 41 anni luce da noi, nella costellazione del Cancro.
Il termine “super-terra” non indica di per sé un pianeta potenzialmente abitabile, ma un esopianeta, o pianeta extrasolare, con caratteristiche diverse da quelli del nostro sistema solare: più massivi della Terra (fino a 10 volte la massa del nostro pianeta), più luminosi di Nettuno e formati da gas, roccia o combinazioni di entrambe, orbitano all'interno della zona abitabile di particolari stelle chiamate nane rosse.
Di pianeti così ne esistono davvero tanti: secondo i calcoli dell'ESO – European Organisation for Astronomical Research in the Southern Hemisphere – sarebbero qualcosa come decine di miliardi solamente nella nostra galassia. Fino a oggi il metodo utilizzato per rilevarne la presenza intorno a una stella era quello di valutare l'attenuazione della sua luminosità provocata dal passaggio del pianeta in orbita intorno a essa. Ma ora che Spitzer è riuscito a rilevare la luce infrarossa emessa direttamente dalla super-terra “55 Cancri e” si aprono nuove frontiere nella ricerca di segni di vita su altri pianeti.

Fonte: Focus

domenica 10 giugno 2012

Saturno tra 'plasma polveroso' prodotto dalla sua piccola luna


Saturno tra 'plasma polveroso' prodotto dalla sua piccola luna

I nanogranuli del plasma sconosciuto, rilasciato da Encedalus, che avvolge il sesto pianeta del sistema solare sono stati analizzati da un team di studiosi americani. Al contrario del plasma classico, le particelle di questo elemento hanno quasi tutte carica negativa

Continua qui

martedì 5 giugno 2012

Quando Venere ci mette lo zampino


04/06/2012 -

Quando Venere ci mette lo zampino


Per l'Italia, quando il Sole sorgerà, Venere starà già per uscire dal bordo solare. Il Sole il 6 giugno sorgerà a Torino alle 5,43 a Trieste alle 5,16 a Roma alle 5,35. Il transito di Venere si concluderà per tutta l'Italia alle 6,55

Dopodomani il pianeta transiterà davanti al Sole per l’ultima volta prima del 2117. Così nel '700 l'evento fu sfruttato per conoscere meglio l'universo

PIERO BIANUCCI
Dopodomani alzatevi presto. Quando il Sole sorgerà, avrà un neo vistoso: è il pianeta Venere che sta attraversando il suo disco abbagliante. La levataccia è giustificata. Lo spettacolo non si ripeterà fino all’11 dicembre 2117. Neppure chi è nato quest’anno ha qualche ragionevole probabilità di assistere a una replica.

Continua qui

sabato 2 giugno 2012

La Via Lattea e la galassia di Andromeda sono in rotta di collisione

Era noto da tempo che la Via Lattea e la galassia di Andromeda si stanno avvicinando l’una all’altra ad una velocità spaventosa, ma nessuno finora era stato in grado di dire se le due galassie sarebbero andate incontro ad una collisione frontale oppure si sarebbero soltanto sfiorate.
Adesso, grazie a precise misure effettuate con il telescopio spaziale Hubble, un gruppo di ricercatori statunitensi è stato in grado di confermare la prima ipotesi: le due galassie sono in rotta di collisione e il colossale scontro cosmico avverrà tra circa 4 miliardi di anni. In quell’epoca il Sole, avendo quasi esaurito la riserva di idrogeno nel suo nucleo, si avvicinerà alla fine del suo ciclo evolutivo e sarà in procinto di entrare nella fase di gigante rossa, espandendosi sino a raggiungere con in suoi inviluppi esterni l’orbita della Terra.

Continua qui

lunedì 28 maggio 2012

In orbita il primo camion spaziale. Presto arriverà anche quello della spazzatura?

Lo hanno già battezzato il camion spaziale, anche perché al momento trasporta solo merci. Il 22 maggio è decollato da Cape Canaveral il Dragon della SpaceX spinto in orbita dal razzo Falcon9, realizzato sempre da Space Exploration Technologies, che a sua volta vola grazie a nove motori Merlin. “Per ora”, si legge sul sito Trasportoeuropa.it“, la capsula trasporta solamente merci, in questo caso 300 chili di rifornimenti e 150 chili di materiale per esperimenti scientifici, ma già dal 2015 potrà trasportare anche astronauti”.

Continua qui

venerdì 25 maggio 2012

Tre due uno, il razzo non parte fallito il primo lancio privato

Il vettore Falcon 9 della SpaceX doveva decollare da Cape Canaveral ma un arresto automatico del computer di bordo ha fatto fermare l'intera procedura all'ultimo secondo. All'origine del guasto ci sarebbe un problema di pressione al motore

 

CAPE CANAVERAL - Ci vorrà ancora un po' per battezzare l'inizio della nuova era spaziale in mano ai privati. E' fallito, infatti, il lancio del razzo Falcon 9 con la capsula Dragon, della SpaceX, il primo di un'agenzia privata 1a dover decollare verso la Iss, Stazione spaziale internazionale, da Cape Canaveral.

Tutto sembrava andare bene, verso uno storico successo ed una tappa epocale, quando alla conclusione del conto alla rovescia, con i motori alla massima potenza, un arresto automatico del computer di bordo ha fatto fallire l'intera procedura, ha riferito un portavoce della Nasa. Anche il commentatore della Nasa George Diller è stato preso alla sprovvista: "Tre, due, uno, zero, decollo" stava annunciando, per poi correggersi subito dopo: "no, non è decollato".


Continua qui

domenica 20 maggio 2012

Eclissi anulare di sole prevista il 20 maggio dalla Cina agli Stati Uniti

Una spettacolare eclissi anulare di sole si manifesterà il giorno domenica 20 maggio in una fascia compresa tra la cina e gli Stati Uniti occidentali passando per le isole Aleutine e una grossa fetta di oceano Pacifico.

Continua qui

sabato 19 maggio 2012

Ciclo solare 24 tra i più deboli mai registrati

Il nuovo ciclo 24 risulta sinora tra i più deboli mai registrati e potrebbe avviarsi al tramonto in netto anticipo rispetto ai precedenti.

L'attività del sole è sempre stata caratterizzata da fasi di minima e massima attività, denominati "cicli". Queste fasi attive o quiescenti della nostra stella sono solitamente identificabili in base alla quantità di macchie solari presenti sulla superficie. Durante i momenti di massima attività solare i numeri di macchie sulla superficie tende ad essere numerosa, talvolta le macchie si riuniscono in "grappoli" dando il via a delle vere e proprie "eruzioni solari" che possono raggiungere la Terra.

Tuttavia quello che sta accadendo in questi ultimi anni incuriosisce scienziati da tutto il mondo. Il sole sta entrando in un periodo caratterizzato da una attività solare straordinariamente bassa! 


Il ciclo 24 è ufficialmente cominciato nel 2008, quando una ripresa decisa e convinta del solar flux faceva pensare all'arrivo imminente di una fase caratterizzata da alta attività solare. In realtà gli anni successivi hanno mostrato come la fase ascendente del nuovo ciclo 24 è stata debole e con numerose battute di arresto di cui una prolungata per quasi un anno!

Continua qui

martedì 15 maggio 2012

Così muoiono i pianeti come la Terra

Il telescopio Hubble ha studiato una galassia a centinaia di anni luce dal nostro sistema solare e ha 'visto' il futuro del sole e del nostro pianeta. I dischi di polveri intorno a queste nane sono ciò che rimane di pianeti rocciosi andati ormai distrutti di MASSIMILIANO RAZZANO

 

UNA VERA e propria scena del crimine su scala planetaria. È quella trovata da un gruppo di astronomi dell'Università inglese di Warwick 2 dopo aver osservato quattro nane bianche a centinaia di anni luce da noi. Secondo i dati del telescopio spaziale Hubble, le quattro stelle sarebbero infatti responsabili della distruzione di alcuni pianeti rocciosi simili alla Terra. 


Le foto

venerdì 11 maggio 2012

Il 'mostro' solare si prepara

La macchia AR1476 è così grande da essere visibile a occhio nudo

 Il 'mostro' si sta preparando. La grande macchia solare AR 1476, definita dagli esperti Nasa come un vero e proprio mostro per le sue dimensioni, in questi giorni sta crepitando con una serie di eruzioni solari di media entita' che stanno gia' facendo registrare i primi blackout nelle comunicazioni radio. Al suo interno, pero', cova una enorme quantita' di energia che a breve potrebbe dare vita alle piu' potenti eruzioni solari, quelle di classe X, con effetti ben piu' pesanti anche sul nostro pianeta, che in queste ore sta entrando nella linea di fuoco.
   La macchia AR 1476, individuata dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa, si estende per quasi 160.000 chilometri ed e' visibile anche senza l'ausilio di telescopi solari, soprattutto durante l'alba e il tramonto. Diversi gli astrofili che in queste ore si stanno divertendo a fotografarla, come il torinese Stefano De Rosa, dell'Unione Astrofili Italiani (Uai), che durante l'alba sopra la basilica di Superga ha immortalato il 'mostro solare' in una fotografia che sta facendo il giro del web.
   In questi giorni la grande macchia sta scaldando i motori con una serie di eruzioni solari di classe M, fenomeni di entita' media la cui influenza si risente soprattutto nelle regioni polari e puo' provocare sia problemi nelle comunicazioni radio sia spettacolari aurore. L'ultima, di classe M5, e' stata registrata giovedi' 10 maggio e ha liberato un bagliore di raggi ultravioletti prontamente registrato dal Solar Dynamics Observatory.

Continua qui

domenica 6 maggio 2012

Sarà questa la fine del Sistema Solare?

Un equipe di astronomi dell’Università di Warwick (Coventry, UK), ha utilizzato le formidabili potenzialità del telescopio spaziale Hubble per determinare la composizione delle atmosfere di quattro stelle nane bianche individuate durante una una survey di 80 di questi oggetti situati a meno si 100 anni luce da noi.


Rappresentazione artistica dei detriti prodotti dalla distruzione di pianeti di tipo terrestre, che in passato orbitavano attorno ad una stella come il Sole. Le perturbazioni orbitali indotte dalla transizione alla fase di gigante rossa della stella inducono dei processi collisionali che portano alla distruzione dei pianeti. I detriti e le polveri così formatesi, in breve spiraleggiano verso la nana bianca dalla quale vengono fagocitati. Una nana bianca è un oggetto collassato che all’interno di una sfera delle dimensioni della Terra contiene buona parte della massa della stella originaria. (NASA-JPL / Caltech)

Continua qui

mercoledì 2 maggio 2012

La luna di Saturno Phoebe mattone da cui sono nati i pianeti



Phoebe, luna di Saturno (Foto:NASA/JPL/Space Science Institute)  
Roma
Phoebe, luna di Saturno, sembrerebbe un “avanzo di pianeta”, una sorta di dei mattone da cui si sono formati i pianeti ma rimasto inutilizzato è stato attratto dal pianeta degli anelli diventando un suo satellite. A dimostrarlo uno studio pubblicato sulla rivista Journal Icarus e condotto dai ricercatori del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e della Cornell University a Ithaca (New York).

Continua qui

martedì 1 maggio 2012

Iss, niente primo volo privato lancio spostato al 7 maggio

"Servono ulteriori test sull'elettronica", spiegano alla società americana Spacex annunciando il rinvio del lancio verso la stazione spaziale internazionale.


WASHINGTON - "Dopo avere valutato i nostri recenti progressi, è sembrato chiaro che abbiamo bisogno di più tempo per finire i test sull'elettronica ed esaminare bene tutte le componenti": con queste parole Kirstin Brost Grantham, un portavoce della società americana Spacex ha spiegato il mancato lancio, previsto per il 30 aprile, della navicella Dragon alla volta della stazione spaziale internazionale. "Per questo il nostro lancio sarà probabilmente rinviato di una settimana". Sarà, sempre che parta, il primo volo privato verso la Iss. Meglio ritardare, ha fatto sapere l'amministratore delegato Elon Musk, aggiungendo che è necessario procedere ad "ulteriori test".

La navicella Dragon - sei tonnellate, 5,2 metri di altezza su 3,6 di diametro - sarà la prima capsula privata ad ammarare sull'Iss, grazie a un braccio robotico della stazione che la aggancerà, come avvenuto in passato per i vascelli cargo europei e giapponesi. Elon Musk, il fondatore di Spacex che ha fatto fortuna in internet con l'azienda Paypal, si è detto consapevole dei rischi, ma anche ottimista sulle probabilità di successo del viaggio.

Continua qui

 

domenica 29 aprile 2012

"Avevo conquistato la Luna e mi scappò un whooow!"

Charles Duke è in Italia per celebrare i 40 anni della missione Apollo 16

Antonio Lo Campo
Sono un entusiasta dell’esplorazione spaziale e spero di poter assistere alla ripartenza dell’uomo alla conquista del cosmo. Credo che si debba puntare sia al ritorno alla Luna sia alle spedizioni sugli asteroidi, ma anche a Marte. Certo, il periodo non è favorevole dal punto di vista economico, però siamo già in possesso delle tecnologie necessarie per conquistare altri corpi celesti».

Continua qui

domenica 22 aprile 2012

Le bizzarre aurore di Urano

Urano è il settimo pianeta del Sistema Solare, dista dal Sole poco più di 19 unità astronomiche (UA), è il terzo per diametro, pari a circa 51.000 km all’equatore, e il quarto per massa. Ha un’orbita quasi circolare, che percorre in 84 anni terrestri, mentre il periodo di rotazione è di 17 ore 14 minuti e 24 secondi. Il suo colore bluastro deriva dall’assorbimento della radiazione rossa dovuto al metano dell’alta atmosfera.
La sua caratteristica più originale è l’orientazione dell’asse di rotazione: quasi giacente sul piano dell’eclittica, quindi Urano rivolge alternativamente i due poli verso i Sole, lo “scambio” avviene ogni 40 anni circa.

Continua qui

lunedì 16 aprile 2012

L'Europa "by night" vista dall'International Space Station

Gli amanti dello spazio forse lo conoscono già, Andrè Kuipers è un astronauta dell'European Space Agency a bordo dell'International Space Station. Su Twitter, con il nome di @astro_andre, racconta le sue avventure nello spazio e in questa gallery ecco una raccolta di alcune immagini scattate dalla Iss

L'Europa di notte

giovedì 12 aprile 2012

Le stelle si spengono e diventano vento svelato l’ultimo segreto dei corpi celesti

Grazie alla sua composizione chimica, riflette il calore dell’astro morente anziché assorbirlo. Poi vola via generando altra vita. Ecco come il Very Large Telescope montato dagli scienziati sulle Ande cilene ha risolto uno dei misteri dell’universo di ELENA DUSI

 

LA VITA inizia quando una stella muore. Non è infatti come una banale lampadina che un astro si spegne alla fine del suo ciclo. L'agonia di una stella è fatta di rigonfiamenti, cataclismi e di un "vento" che assomiglia a un ultimo respiro.

GUARDA Le foto più belle del Vlt 1

Sono proprio queste correnti, tanto intense quanto misteriose agli occhi degli scienziati, a trasportare in ogni angolo dell'universo i minuscoli grani di materia che nel cuore della stella, nel corso di miliardi di anni, si sono formati. Facendo ripartire quel ciclo che dall'aggregazione dei piccoli grani di materia, grazie alla forza di gravità, porterà alla formazione di nuovi pianeti, nuove stelle e almeno in un caso in tutto il cosmo del fenomeno della vita.

Di quali elementi l'ultimo respiro di una stella sia composto e cosa spinga la polvere di stelle nel suo viaggio lungo il cosmo alla velocità di 10 chilometri al secondo, con un'intensità pari a 100 milioni di volte quella del vento solare cui siamo abituati e per un periodo di circa 10mila anni (privando un astro morente di circa metà della sua massa) sono aspetti ancora pieni di misteri. Su cui una parte di luce è appena stata gettata da quello che è forse il più potente telescopio del mondo, il Very Large Telescope, installato a 2.600 metri di altezza nel deserto di Atacama in Cile.

Continua qui