martedì 26 settembre 2017

La Pianura Padana come una ragnatela

Nell'obiettivo di AstroPaolo la sua Lombardia

La pianura Padana di notte, come una grande ragnatela: AstroPaolo ha fotografato la sua Lombardia sfruttando uno dei passaggi della Stazione Spaziale sull'Italia e ha catturato un'altra immagine bellissima.

''Milano e la Pianura Padana sembrano davvero un'unica gigantesca brillante ragnatela'', scrive su Twitter l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Nella fitta rete di luci spiccano quelle più grandi e luminose di Milano, dove Paolo Nespoli ha studiato.

E' brillante e di una bellezza mozzafiato anche la spettacolare aurora colta dall'astronauta mentre si accende e poi comincia a danzare con i sui colori nelle regioni polari. ''Una splendida aurora... Di una bellezza spaziale!'',scrive AstroPaolo.

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martedì 19 settembre 2017

Planetario e Osservatorio Astronomico Cà del Monte (PV)

...l'universo a un passo da te!


Programmazione settembre:  Scarica QUI il nuovo programma autunno 2017 in PDF

Osservatorio
 
La zona dell'Oltrepò, data la sua specifica collocazione geografica, è il luogo ideale per l'osservazione astronomica. La vicinanza del mare, infatti, conferisce all'atmosfera una straordinaria stabilità che permette di godere di un cielo terso e trasparente. Ed è proprio per questo motivo che qui con noi al Planetario e Osservatorio di Ca' del Monte, sotto uno dei cieli più bui dell'italia nord-occidentale, è possibile connettersi al territorio e alla volta celeste per ammirarne la loro bellezza ed infinita profondità.

La peculiare struttura ad arco dell'Osservatorio è armonicamente inserita nel fianco della collina ed è concepita proprio per costruire un dialogo continuo e integrato tra le attività di ricerca, didattica e divulgazione. I diversi ambienti che costituiscono la struttura (la cupola centrale del Planetario, le due laterali e il teatro retrostante) sono interconnessi tra loro nello svolgimento dell'attività di osservazione che va dalla raccolta ed elaborazione dei dati fino alla loro comunicazione ai diversi utenti coinvolti.

Le cupole laterali sono principalmente dedicate alla ricerca e coinvolte nell'attività osservativa contestualmente alla strumentazione mobile, composta da binocoli giganti e telescopi.
La cupola centrale, invece, ha un diametro di 7,5 metri, accoglie oltre 60 posti a sedere e ospita il planetario digitale, suggestivo strumento per la conoscenza del cielo attraverso il quale sperimentare, in prima persona e con l'ausilio di proiezioni, distanze e fenomeni astronomici.

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lunedì 18 settembre 2017

La prima mappa completa dell'acqua sulla Luna

E' presente quasi ovunque

Pronta la prima mappa completa dell'acqua sulla Luna, con distribuzione e concentrazione. Pubblicato sulla rivista Science advance, il risultato si deve ai ricercatori della Brown University, guidati da Shuai Li. Dopo la scoperta avvenuta nel 2009 sul suolo lunare di acqua e di una sua molecola collegata, l'idrossile (composto da un atomo di idrogeno e di ossigeno), i ricercatori sono riusciti a ricalibrare i dati raccolti dallo strumento Moon Mineralogy Mapper della Nasa, che ha volato a bordo della sonda indiana Chandrayaan-1, diventata celebre appunto per aver individuato ghiaccio d'acqua sulla Luna.

"La 'firma' dell'acqua è presente quasi ovunque sulla superificie lunare, e non solo nelle regioni polari come riportato in un primo momento", sottolinea Li. "Aumenta verso i poli e non ci sono differenze significative a seconda delle composizioni dei terreni", continua. La concentrazione massima trovata, tra le 500 e 750 parti per milione, si ha alle latitudini più alte, e, pur essendo minore di quella delle sabbie dei deserti più secchi della Terra, "è comunque qualcosa. Adesso che sappiamo dove si trova l'acqua e in quali quantità, possiamo pensare a dove valga la pena estrarla", aggiunge Ralph Milliken, coautore dello studio. 

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venerdì 8 settembre 2017

Tempesta magnetica dopo la più forte eruzione solare degli ultimi 11 anni. E stasera ne arriva un'altra

Ha creato problemi a comunicazioni radio e navigazione Gps, ma anche aurore spettacolari



E' ARRIVATA ed è stata più intensa del previsto, la tempesta magnetica innescata dalla più potente eruzione solare degli ultimi 11 anni. E' stata classificata G4 nella scala da 1 a 5 e ha provocato blackout radio, problemi ai sistemi di navigazione Gps, e aurore che hanno fermato il traffico. Lo sciame di particelle elettricamente cariche scagliate dall'eruzione "ha colpito il campo magnetico della Terra alle 1,56 (ora italiana), qualche ora prima rispetto alle previsioni iniziali", ha detto all'ANSA il fisico solare Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell'Inaf e dell'università di Trieste. 

Adesso la tempesta è diventata più debole, ha aggiunto, ma questa notte era classificata di classe G4, cioè severa, nella scala di intensità che va da 1 a 5. 'La tempesta - ha proseguito Messerotti - ha creato problemi alle comunicazioni radio nelle regioni polari e anche a latitudini più basse e ha disturbato i sistemi di navigazione Gps perché l'atmosfera era ricca di particelle elettricamente cariche e i ricevitori a Terra non riuscivano a captare i segnali inviati dai satelliti Gps". Il fenomeno ha innescato anche aurore spettacolari, molto più brillanti del solito, visibili in tutte le zone polari, ma anche a latitudini più basse come l'Arkansas, negli Stati Uniti. In Scandinavia, secondo il sito Spaceweather, le aurore sono state così brillanti che hanno bloccato il traffico

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Tempesta magnetica in atto, la più intensa degli ultimi 11 anni

 

 

La vita passata su Marte diventa più probabile

Confermata la presenza di un ingrediente fondamentale 

Aumentano le probabilità che in passato Marte possa aver ospitato la vita, con la conferma della presenza sul suolo marziano di un elemento, il boro, la cui scoperta era stata annunciata per la prima volta nel dicembre 2016. Il risultato, otenuti nei Laboratori statunitensi di Los Alamos (Lanl) è pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.

A identificare a presenza del boro è stato il robot laboratorio della Nasa Curiosity, che sta esplorando il suolo di Marte dall'agosto 2012 e che ha trovato le tracce di questo elemento nel cratere Gale. Il boro è un elemento chimico che svolge un ruolo importante nella formazione dell'acido ribonucleico, l'Rna, la molecola della vita che è il braccio destro del Dna. "Trovare il boro su Marte, rende più probabile che in passato il pianeta possa aver ospitato la vita", spiega Patrick Gasda, autore principale dello studio. "I borati - ha aggiunto - rappresentano un possibile ponte tra molecole organiche semplici e Rna. Senza l'Rna, non c'è la vita".

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domenica 3 settembre 2017

AstroPaolo fotografa lo stretto di Messina

Intanto si prepara a salutare l’astronauta dei record, Peggy Whitson

Ancora una volta è l'Italia la protagonista delle foto dell'astronauta Paolo Nespoli che pubblica su Twitter una bellissima immagine dello stretto di Messina, con un pensiero a Scilla e Cariddi. Intanto AstroPaolo si prepara a salutare l'astronauta dei record, Peggy Whitson, che il 2 settembre ritornerà a Terra. ''Scilla e Cariddi... Per fortuna noi argonauti dello spazio siamo salvi a questa altezza!'' ha scritto su Twitter riferendosi al mito greco degli Argonauti, i conquistatori del mitico vello d'oro, che durante il loro viaggio sulla nave Argo, nello stretto di Messina dovettero affrontare i mostri Scilla e Cariddi.

Nella foto si vedono due lembi di Sicilia e Calabria separati dal mare di un colore azzurro mozzafiato. Nel frattempo, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) si prepara a salutare Peggy Whitson e gli altri due astronauti in partenza: il russo Fyodor Yurchikhin e l'americano Jack Fischer.

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mercoledì 30 agosto 2017

Un asteroide...

UN ASTEROIDE classificato come “potenzialmente pericoloso” transiterà nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre non lontano dal nostro pianeta, ma comunque a distanza di sicurezza. È poco più grande della cometa esplorata da Rosetta, circa 4,3 chilometri di diametro, e passerà a poco meno di sette milioni di chilometri (18 volte la distanza tra la Terra e la Luna). Si chiama FLORENCE. Non abbastanza per costituire un rischio di impatto ma vicino a sufficienza da poter essere visto comodamente con un binocolo o un piccolo telescopio anche dall'Italia.

Fonte

martedì 22 agosto 2017

Altri cinque possibili 'fratelli' della Terra, due abitabili

Individuati intorno a stelle 'vicine di casa' del Sole

Dopo la scoperta dei pianeti di Trappist-1, si aggiungono altri cinque possibili 'fratelli' della Terra che si troverebbero dietro l'angolo, in orbita intorno a stelle vicine a noi: il primo pianeta, descritto sull'Astrophysical Journal, potrebbe trovarsi a 16 anni luce, intorno alla stella Gliese 832; altri quattro, descritti su Astronomical Journal, sono stati individuati a 12 anni luce da noi intorno alla stella tau Ceti, e due di essi orbiterebbero nella cosiddetta zona abitabile, ossia a una distanza tale dalla loro stella da poter avere acqua liquida in superficie.

Questi quattro pianeti, con masse pari a 1,7 volte quella terrestre, sono tra i più piccoli mai scoperti intorno a una stella simile al Sole e così vicina. La loro presenza è stata individuata grazie agli strumenti dell'Osservatorio europeo australe (Eso) e dell'Osservatorio Keck alle Hawaii, che hanno permesso di riconoscere le piccolissime oscillazioni della stella madre (circa 30 centimetri al secondo) dovute al loro 'abbraccio' gravitazionale. 

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venerdì 18 agosto 2017

21 AGOSTO 2017 » eclissi totale di Sole (VIDEO)

Diciamo subito che l'Italia sarà estranea all'evento...


Toccherà agli Stati Uniti godersi lo spettacolo dell'eclissi totale di sole di Lunedì 21 Agosto.
Il posto migliore, ossia dove la durata sarà massima, e stimata in circa 2 minuti e 47 secondi circa, saranno le Montagne Rocciose.
L'Italia sarà totalmente esclusa dall'evento, ma Irlanda, Scozia e Islanda potranno vedere l'eclissi parziale.
COS'E' un ECLISSI SOLARE - E' un noto fenomeno ottico di oscuramento di tutto o di una parte del disco solare da parte della Luna visto dalla Terra che si verifica durante il novilunio. Si tratta di un evento piuttosto raro: Sole, Luna e Terra devono essere perfettamente allineati in quest'ordine; ciò è possibile solo quando la Luna, la cui orbita è inclinata di cinque gradi rispetto all'eclittica, interseca quest'ultima in un punto detto nodo. Quando il nodo si trova tra la Terra e il Sole, l'ombra della Luna passa in alcuni punti della superficie terrestre e si assiste a un'eclissi solare. Se invece il nodo si trova dalla parte opposta, si ha un'eclissi lunare.

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lunedì 7 agosto 2017

Arriva l'eclissi parziale di Luna, l'ultima dell'anno

GUARDA LA DIRETTA, DALLE 20,50

Se oltreoceano si attende con impazienza la spettacolare eclissi totale di sole del 21 agosto, da questa parte del pianeta dovremo accontentarci di un'eclissi parziale di Luna per il 7 agosto e sara' anche l'ultima visibile dall'Italia. Bisognera' infatti attendere un anno, fino al 27 luglio 2018, per poter ammirare dall'Italia un'eclissi totale di Luna.

Quella del 7 agosto e' anche la migliore eclissi che possiamo vedere, spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope: "la vedremo sorgere piena e bellissima, con il suo disco gia' intaccato da un 'morso' di ombra della Terra, perche' il fenomeno sara' gia' in corso. Sara' quindi molto suggestiva".

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domenica 6 agosto 2017

Eclissi di Luna il 7 agosto, lo spettacolo subito dopo il tramonto

L'ombra della Terra staccherà un 'morsò dal disco del nostro satellite naturale, lasciandolo nell'oscurità. Potremo ammirare il fenomeno quando sarà spuntata ed emersa completamente all'orizzonte, dopo le 20


UN "morso" di Luna nell'ombra della Terra, accadrà domani, al tramonto, quando la Luna piena spunterà dall'orizzonte. Un'eclissi parziale che sarà visibile anche dall'Italia. Solo un pezzetto della Luna sarà interessato dall'ombra, cioè dalla zona più scura che blocca i raggi solari, ma il nostro satellite così basso nel cielo, sarà virtualmente più grande per quella illusione ottica che tutti abbiamo potuto sperimentare: "La prossimità all'orizzonte fornisce in modo spontaneo dei termini di paragone dimensionali come palazzi o alberi - spiega Gianluca Masi, astrofisico del Virtualtelescope - riferimenti che, ovviamente non ci sono quando è alta, nel mezzo del cielo".

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venerdì 4 agosto 2017

L'Italia vista dallo spazio...

Stupenda immagine di questa notte dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Lo stivale italiano illuminato dalla luce della luna e dalle numerose città presenti sul nostro territorio.

Fonte

mercoledì 2 agosto 2017

Lanciato Vega, 10/o successo del razzo costruito in Italia

Con due satelliti costruiti in Israele, uno per Difesa italiana

ROMA- Successo per il decimo lancio di Vega, il lanciatore dell'Agenzia spaziale europea (Esa) costruito in Italia dalla Avio. Il razzo ha portato in orbita due satelliti per l'osservazione della Terra costruiti in Israele: Optsat-3000, del ministero della Difesa italiano, e Venus, destinato a una missione franco-israeliana finanziata da ministero per la Scienza e la Tecnologia di Israele e dal Consiglio nazionale delle Ricerche francese (Cnrs).
Il lancio è avvenuto alle 3:58 italiane dalla base europea di Kourou, nella Guyana francese. 

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Primo tweet di AstroPaolo, 'Non c'è due senza tre'

Scoperta la prima luna esterna al Sistema Solare

 

 

venerdì 28 luglio 2017

Scoperte le prime galassie nate all’alba dell’universo

Osservate com’erano 800 milioni di anni dopo il Big Bang

Scoperte le 23 galassie più antiche che hanno illuminato l’universo ai suoi albori: gli astronomi hanno potuto osservarle com’erano appena 800 milioni di anni dopo il Big Bang, poco dopo la loro nascita. La scoperta, pubblicata sull’Astrophysical Journal, è stata fatta da ricercatori della Arizona State University guidati da Sangeeta Malhotra e James Rhoads, in collaborazione con gruppi provenienti dal Cile e dalla Cina.

Tanto tempo fa, circa 300.000 anni dopo il Big Bang, l’universo era un posto completamente buio, privo di stelle e galassie: queste cominciarono ad apparire solo nel mezzo miliardo di anni seguente, illuminando e trasformando il cosmo. Questa drastica trasformazione è avvenuta in un intervallo di tempo compreso fra 300 milioni di anni e un miliardo di anni dopo l’inizio di tutto e l’attuale ricerca aiuterà gli astronomi a stabilire in maniera più precisa il momento esatto in cui è avvenuto il passaggio dal buio alla luce.

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martedì 25 luglio 2017

La Luna nasconde acqua nelle sue rocce vulcaniche

Lo indicano nuovi dati che fanno rivedere ipotesi su sua origine

La Luna nasconde quantità d'acqua sorprendentemente alte all'interno delle rocce vulcaniche che sono disseminate sulla sua superficie. Lo indicano i nuovi dati presentati sulla rivista Nature Geoscience dai ricercatori della Brown University di Providence, guidati da Ralph Milliken. L'acqua intrappolata in questi antichi depositi, che si ritiene siano fatti di grani di vetro formati dall'eruzione del magma dalle profondità lunari, fa pensare che il mantello lunare (cioè la parte interna) ne sia ricco, contrariamente alle teorie del passato, che lo ritenevano privo. Il quadro è iniziato a cambiare dal 2008, con la scoperta di tracce d'acqua in alcuni grani di vetro vulcanici arrivati sulla Terra con le missioni Apollo 15 e 17 sulla Luna. Nel 2011 poi lo studio dei minuscoli cristalli dentro questi grani ha mostrato che contengono quantità di acqua simili a quelle di alcuni tipi di basalto terrestre, suggerendo così che il mantello lunare, o almeno una sua parte, contenga tanta acqua quanto la Terra. Combinando le misure fatte sui campioni con i dati sulle temperature della superficie lunare, i ricercatori hanno trovato tracce dell'acqua in quasi tutte le rocce vulcaniche mappate, incluse quelle prese vicino i siti di atterraggio dell'Apollo 15 e 17.

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giovedì 20 luglio 2017

Accadde oggi: il 20 luglio 1969 avveniva lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11

« Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità. » Neil Amstrong
Apollo 11 fu la missione spaziale che per prima portò gli uomini sulla Luna, gli statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 20 luglio 1969 alle 20:18 UTC. Armstrong fu il primo a mettere piede sul suolo lunare, sei ore più tardi dell'allunaggio, il 21 luglio alle ore 02:56 UTC. Armstrong trascorse due ore e mezza al di fuori della navicella, Aldrin poco meno. Insieme raccolsero 21,5 kg di materiale lunare che riportarono a Terra. Un terzo membro della missione, Michael Collins, rimase in orbita lunare, pilotando il modulo di Comando che riportò gli astronauti a casa. La missione terminò il 24 luglio, con l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
Lanciata da un razzo Saturn V dal Kennedy Space Center, il 16 luglio, Apollo 11 fu la quinta missione con equipaggio del programma Apollo della NASA. La navicella spaziale Apollo era costituita da tre parti: un Modulo di Comando (CM) che ospitava i tre astronauti ed era l'unica parte che rientrava a Terra, un modulo di servizio (SM), che forniva il modulo di comando di propulsione, energia elettrica, ossigeno e acqua, e un Modulo Lunare (LM) per l'atterraggio sulla Luna.
La prima passeggiata lunare fu trasmessa in diretta televisiva per un pubblico mondiale.

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martedì 11 luglio 2017

Sul Sole una macchia gigantesca, grande quanto Giove

Larga 125mila chilometri, tra due giorni sarà di fronte alla Terra

Il Sole si sta avvicinando alla fase di minima attività, ma non troppo: sulla sua superficie è comparsa una macchia gigantesca, delle dimensioni di Giove. Si estende per 125.000 chilometri ed è già studiata da numerosi telescopi, a partire dal satellite della Nasa Sdo (Solar Dynamics Observatory).

La macchia extralarge si chiama AR2665 ed è visibile anche con telescopi solari amatoriali. Per il momento si trova vicino al bordo del disco del Sole, ''ma tra circa un paio di giorni arriverà al centro del disco e 'punterà' verso la Terra e a quel punto potremmo aspettarci fenomeni in grado di provocare tempeste magnetiche sul nostro pianeta'' ha detto all'ANSA Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per lo spaceweather della direzione scientifica dell'Inaf, e dell'università di Trieste.

''E' una tipica macchia di fine ciclo del Sole: è molto complessa dal punto di vista magnetico - ha aggiunto l'esperto - e si è formata a una bassa latitudine, perché quando la nostra stella si avvicina alla fase di attività minima le macchie tendono a formarsi verso l'equatore''.

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''Io ritorno tra le stelle''. La terza volta dell'astronauta Paolo Nespoli

 

 

sabato 8 luglio 2017

Stephen Hawking: "La terra scotterà come Venere"

In occasione del suo 75esimo compleanno, l’astrofisico Stephen Hawking attacca duramente il presidente Donald Trump 

Nell’intervista rilasciata alla BBC in occasione del suo 75esimo compleanno, l’astrofisico Stephen Hawking critica senza mezze misure la posizione del presidente americano Donald Trump, in relazione alla sua scelta di fare uscire gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi sul clima. Secondo l’astrofisico, le decisioni di Trump causeranno danni ambientali molto seri e in pochi anni il riscaldamento globale diventerà un processo irreversibile causando la fine del nostro pianeta.

Poi prende di mira l’intero genere umano ed indica una possibile soluzione al problema della “fine della terra”. Stephen Hawking nell’intervista rilasciata alla BBC non si limita a parlare solo di questo, ma affronta anche altri temi, come: la Brexit e il futuro della scienza nel Regno Unito, la sua malattia e alcuni obiettivi personali.

Il riscaldamento della terra

L’astrofisico britannico Stephen Hawking attacca Donald Trump per la decisione di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi. Sulla questione, dice: “Potrebbero verificarsi dei danni ambientali evitabili al nostro magnifico pianeta, mettendo in pericolo la natura per noi e i nostri figli.” Poi aggiunge: “Questa potrebbe essere una minaccia per l’ambiente. Siamo vicini al punto di non ritorno in cui il riscaldamento globale diventerà un processo irreversibile.”

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sabato 1 luglio 2017

E' l'Asteroid Day, occhi puntati sui 'sassi cosmici'

E' l'Asteroid Day, occhi puntati sui 'sassi cosmici'

Conto alla rovescia per l'Asteroid Day: il 30 giugno è la giornata internazionale dedicata agli asteroidi vicini alla Terra, i cosiddetti Neo (near Earth Objects) e alla loro sorveglianza. Sono previsti più di 700 eventi in 190 Paesi e sono numerose le iniziative orgaizzate in Italia. In programma anche una maratona online di 24 ore trasmessa dalla Tv della Nasa e dal Vrtual Telescope da Lussemburgo, che il canale ANSA Scienza e Tecnica  trasmetterà rispettivamente alle 19,00 e alle 21,00,  mentre l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha lanciato l'hashtag #Asteroid Day

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domenica 25 giugno 2017

Occhi su Saturno per tutta l'estate

La manifestazione dedicata al pianeta degli anelli durerà da giugno a settembre

Occhi e telescopi puntati sul pianeta degli anelli per tutta l'estate. La manifestazione 'Occhi su Saturno', giunta alla sesta edizione, quest'anno durerà da giugno a settembre, con oltre 100 eventi in tutta Italia tra serate di osservazione, conferenze e mostre.

L'iniziativa è promossa dall'Associazione Stellaria di Perinaldo (Imperia) quest'anno prevede eventi fino al 15 settembre, per celebrare anche la conclusione della missione Cassini, che sta esplorando il pianeta dal 2004. Come nelle precedenti edizioni è in programma, inoltre, una serata speciale, il 1 luglio, con eventi organizzati in contemporanea su tutta la penisola. ''Quest'anno abbiamo voluto 'allargare' la manifestazione per seguire la conclusione della missione Cassini e 'puntare gli occhi' anche sulla discesa della sonda nell'atmosfera del pianeta'' ha osservato l'ideatore dell'iniziativa Nicolò Conte, presidente dell'associazione Stellaria. 

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sabato 17 giugno 2017

Tris di stelle cadenti: sarà una vera e propria pioggia di meteore

Alla vigilia dell'estate il cielo ci regala una ricca pioggia di meteore. Diversi sciami di stelle cadenti potranno essere avvistati nel corso di queste notti. Ecco dove guardare per cercare di individuarle con più facilità.
Liridi e xi Draconidi

Spiega l'Uai che le regioni del cielo da tenere sott'occhio sono quelle della costellazione del Dragone e della costellazione della Lira. Qui infatti saranno presenti due radianti distanti quello delle Liridi, originate dalla cometa 1915 Mellish, e quello delle xi Draconidi, che negli ultimi anni ha mostrato degli improvvisi exploit di meteore.

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mercoledì 14 giugno 2017

Generazione Marte: i dodici uomini e donne che sognano il viaggio più lungo

Piloti, ingegneri, scienziati e militari Ecco gli aspiranti astronauti scelti dalla Nasa fra oltre 18mila candidati. Insieme formano già una squadra pronta ad affrontare qualsiasi situazione di pericolo


ROMA -  Immaginiamo un equipaggio pronto a partire per Marte. A bordo della capsula Orion della Nasa ci sono Jonny, ex Navy Seal specializzato in medicina d’emergenza, Jasmin, ex marine, Francisco, chirurgo pilota di elicotteri da combattimento, Jessica una geologa esperta del pianeta rosso e Zena una biologa esperta in microrganismi in ambienti estremi. Sembra un team, multietnico, di supereroi. Invece sono persone in carne e ossa e forse tra loro c’è già l’uomo, o la donna, che lascerà la prima impronta sul suolo polveroso di Marte.

La Nasa ha presentato al mondo la nuova classe di candidati a volare nello spazio. Sono 12, hanno tra i 29 e i 42 anni, un gruppo di piloti, ingegneri, scienziati: e tutti quanti sono almeno due di queste cose insieme. La selezione è stata severissima, i candidati erano più di 18.300 e solo loro, alla fine, ce l’hanno fatta.


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venerdì 9 giugno 2017

Arriva la Luna rosa, in compagnia di Saturno

Lo è solo di nome, è la Luna piena più piccola del 2017

Arriva la notte della 'luna rosa'. Oggi il nostro cielo sarà illuminato da quella che i nativi americani chiamavano 'Strawberry Moon', luna fragola, perché in Nordamerica, in questo periodo c'è la raccolta delle fragole. Ma di rosa avrà solo di nome. La Luna stasera raggiungerà la fase di plenilunio. Sarà l'ultima luna piena di primavera, che darà il benvenuto all'estate. E sarà anche la luna più piccola del 2017 perchè raggiunge la distanza massima dalla Terra.

Ma ovviamente non sarà veramente rosa, spiega l'astrofisico Paolo Colona, dell'Accademia delle Stelle. "Il nome 'Luna rosa' deriva dalla tradizione dei nativi nordamericani, che avevano un calendario lunare, dove ogni luna aveva un nome. Il colore rosa non ha nulla di astronomico". E non c'entra nulla, prosegue "neanche con lo Scattering di Rayleigh, per il quale l'atmosfera terrestre agisce diversamente sulla luce in base ai colori, diffondendo il blu e facendo passare il rosso. Fenomeno che vediamo ripetersi ad ogni tramonto ed è responsabile del colore azzurro del cielo diurno".

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martedì 6 giugno 2017

Il più rovente dei pianeti

Si chiama Kelt-9b, un inferno con una temperatura di oltre 4.000 gradi 

 

Con i suoi 4.326,85 gradi, Kelt-9b è il più rovente dei pianeti. Distante 650 anni luce, è un gigante dalla massa quasi tripla rispetto a quella di Giove, che gira intorno alla sua stella in un giorno e mezzo. Ragion per cui la sua temperatura è tanto alta da superare quella di alcune stelle. Lo descrivono sulla rivista Nature gli astronomi dell'Ohio State University, guidati da Scott Gaudi. Alla ricerca ha collaborato anche l'Italia con il gruppo di Valerio Bozza dell'Università di Salerno.

Kelt-9b, che si trova nella costellazione del Cigno, è molto più caldo di molte stelle la sua temperatura è appena 926 gradi più bassa rispetto a quella del nostro Sole. Le radiazioni ultraviolette della sua stella, chiamata Kelt-9, sono così violente che il pianeta potrebbe evaporare, producendo una coda di gas simile a quella di una cometa.

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mercoledì 31 maggio 2017

A tu per tu con i telescopi più grandi del mondo

Nel deserto di Atacama, in cerca della vita tra le stelle

Si trovano sulle Ande cilene, nel deserto di Atacama, i telescopi più grandi del mondo, quasi tutti costruitidall'Osservatorio Europeo Australe (Eso) e ai quali si devono scoperte che hanno fatto la storia dell’astronomia. La più recente è quella dei sette pianeti rocciosi che ruotano intorno alla stella Trappist-1 e che hanno acceso la fantasia sulla possibilità di trovare mondi alieni che potrebbero ospitare la vita. A dare il nome alla stella è Trappist, uno dei telescopi costruiti a La Silla, dove a partire dagli anni ’80 sono stati costruiti i primi ‘occhi’ giganti puntati sulle stelle. Visitarli significa ripercorrere la storia dei telescopi e dell'astronomia degli ultimi 30 anni.

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lunedì 15 maggio 2017

Una supernova nella 'galassia dei fuochi d'artificio'

Scoperta da un astrofilo americano e confermata dall'Italia

L'esplosione di una supernova torna a far brillare la 'galassia dei fuochi d'artificio', indicata con la sigla NGC 6946 e chiamata così per essere la più prolifica delle galassie, con ben 10 supernovae scoperte dal 1917 a oggi. La supernova, chiamata SN 2017eaw, è stata individuata da un astrofilo americano e cinque ore più tardi la scoperta è stata confermata in Italia dal Virtual Telescope.

"E' una supernova molto brillante, al punto che può essere osservata con un piccolo telescopio", ha detto l'astrofisico Gianluca Masi. "La galassia - ha aggiunto - si trova nella costellazione Cefeo, è visibile nella seconda parte della notte e in questo periodo lo sarà sempre di più".

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domenica 14 maggio 2017

Le fotografie ravvicinate delle eliche degli anelli di Saturno

Nuove immagini scattate dalla sonda Cassini mostrano in dettaglio le caratteristiche “eliche”, prodotte dall’interazione tra piccole lune e il materiale degli anelli di Saturno.


Mentre la sonda Cassini è impegnata ad attraversare gli anelli di Saturno in prossimità del pianeta (il prossimo passaggio, il quarto di 22, è previsto per il 15 maggio), il Jet Proulsion Laboratory della NASA ha rilasciato alcune immagini riprese quando la sonda passava molto lontano dagli anelli principali. Qui sotto, la migliore fotografia finora ottenuta di un’elica nel mezzo di un anello: le eliche sono il risultato di una classe di lune che si trovano all’interno degli anelli e il cui movimento crea lacune con una caratteristica forma ad elica.

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venerdì 12 maggio 2017

C'e' acqua nell'atmosfera di un 'fratello' di Nettuno

Aiuterà a capire come nascono i pianeti

C'e' acqua nell'atmosfera di un pianeta esterno al sistema solare, piu' caldo di Nettuno ma di dimensioni simili. Per la prima volta si riesce a osservare in dettaglio l'atmosfera di un esopianeta di dimensioni cosi' piccole. La scoperta, guidata dal Goddard Space Flight Center della Nasa e pubblicata sulla rivista Science, aiutera' a migliorare le attuali teorie sulla formazione dei pianeti e a comprendere meglio anche come si e' formato il nostro sistema solare.

Il pianeta, chiamato HAT-P-26b, che gli astronomi definiscono un "Nettuno caldo" si trova a circa 430 anni luce dalla Terra, e orbita più vicino alla stella rispetto al suo corrispettivo ghiacciato. I ricercatori, coordinati da Hannah Wakeford, hanno utilizzato i dati ottenuti durante il passaggio del pianeta davanti al suo sole. 

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domenica 30 aprile 2017

La 'ricetta' per produrre mattoni su Marte

Compattando i materiali del suolo

I primi coloni su Marte potranno fabbricare mattoni a 'chilometro zero', semplicemente compattando il suolo senza usare né forni per la cottura né ingredienti aggiuntivi. Lo dimostra una simulazione condotta all'Università della California a San Diego in collaborazione con la Nasa. I risultati, pubblicati su Scientific Reports, aprono la strada verso la costruzione in mattoni dei primi insediamenti sul Pianeta Rosso, un obiettivo sempre più vicino dal momento che il presidente Trump ha programmato la prima spedizione umana per il 2033. 

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giovedì 27 aprile 2017

La sonda Cassini comincia i tuffi tra gli anelli di Saturno

Per quattro mesi dati e immagini mai visti, in settembre il gran finale

Comincia da oggi, mercoledì 26 aprile la spettacolare serie di tuffi della sonda Cassini negli anelli di Saturno per scoprirne i segreti più reconditi, prima di tutto l'età. Saranno quattro mesi di dati e immagini mai visti, prima del gran finale della missione, previsto il 15 settembre con la discesa nell'atmosfera del pianeta. A questa fase spettacolare della missione, nata dalla collaborazione fra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Doodle di Google per la Sonda Cassini arrivata agli anelli Saturno

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giovedì 20 aprile 2017

Un nuovo minerale nei più antichi meteoriti

E' chiamato rubinite, si è formato vicino al Sole neonato

Identificato un nuovo minerale nei più antichi meteoriti del Sistema Solare. Chiamato rubinite in onore del pioniere della cosmochimica Alan Rubin, è stato riconosciuto ufficialmente dall'Associazione Mineralogica Internazionale. E’ stato scoperto in due meteoriti, caduti in Italia e in Messico, a Vigarano Pieve, vicino Ferrara, e a Pueblito de Allende, che appartengono alla rarissima classe delle condriti carbonacee, considerate autentici fossili del Sistema Solare.

Il minerale, descritto sul Mineralogical Magazine, contiene elevate quantità di titanio ed è stato individuato in modo indipendente da Chi Ma, del California Institute of Technology (Caltech), e da Takashi Yoshizaki, dall'università di Tohoku. I ricercatori hanno identificato nei due meteoriti minuscoli grani di rubinite, del diametro inferiore a 10 milionesimi di metro. In particolare i grani, delle dimensioni massime di un centimetro, si trovano all'interno di rocce ricche di calcio e alluminio. 

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mercoledì 19 aprile 2017

Scoperto il 'fratello' della Terra più ospitale per la vita

Ha un clima temperato, distante 39 anni luce

E' roccioso e si trova alla giusta distanza dalla sua stella per avere un clima temperato e, soprattutto, per essere il pianeta con le maggiori probabilità di ospitare la vita tra quelli finora noti. Dopo la scoperta del sistema planetario della stella Trappist-1, il nuovo pianeta, chiamato LHS 1140b, riaccende l'entusiasmo sulla possibilità di individuare dei 'fratelli della Terra'. Descritto sulla rivista Nature, il pianeta è un po' più grande del nostro, si trova a 39 anni luce ed è stato scoperto dal gruppo del Centro americano Harvard-Smithsonian per l'astrofisica guidato da Jason Dittmann.

La caratteristica che rende LHS 1140b il più affascinante dei pianeti alieni scoperti finora è la posizione che occupa vicino alla sua stella, chiamata LHS 1140. Quest'ultima è un po' più piccola e fredda rispetto al nostro Sole e il pianeta si trova nel bel mezzo della cosiddetta zona abitabile, cioè la regione che consente l'esistenza dell'acqua allo stato liquido. ''E' il pianeta extrasolare più emozionante che abbia visto negli ultimi dieci anni'', ha osservato Dittmann. ''Difficilmente - ha aggiunto - si poteva sperare in un obiettivo migliore per cercare prove di vita oltre la Terra''.

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venerdì 14 aprile 2017

Possibile la vita nell'oceano di una luna di Saturno

Nascosto sotto i ghiacci di Encelado

Una delle lune di Saturno, Encelado, potrebbe avere condizioni capaci di favorire la vita nell'oceano di acqua liquida nascosto sotto i suoi ghiacci. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science e presentata dalla Nasa in una conferenza stampa, si basa sui dati raccolti dalla sonda Cassini, delle agenzie spaziali di Usa (Nasa), Europa (Esa) e Italia (Asi). La ricerca è coordinata da Junter Waite, del Southwest Research Institute.

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lunedì 10 aprile 2017

Congiunzione Luna, Giove e Spica

La Luna Piena e Giove (mag. –2,5) saranno protagonisti di quella che può essere a tutti gli effetti considerata la congiunzione del mese: i due astri saranno visibili a una ventina di gradi sull’orizzonte est-sudest separati poco meno di 2°.  Un po’ più in basso, a circa 7° da Giove, sarà ben osservabile anche Spica (alfa Virginis, mag. +1,0). 


La Luna Piena e Giove (mag. –2,5) saranno protagonisti di quella che può essere a tutti gli effetti considerata la congiunzione del mese: i due astri saranno visibili a una ventina di gradi sull’orizzonte est-sudest separati poco meno di 2°.  Un po’ più in basso, a circa 7° da Giove, sarà ben osservabile anche Spica (alfa Virginis, mag. +1,0).

La bassa altezza sull’orizzonte dei tre astri permetterà riprese a grande campo, in cui potrebbero essere inseriti elementi paesaggistici.

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venerdì 7 aprile 2017

Appuntamento con il super Giove, più luminoso e vicino

Perfettamente allineato con la Terra e il Sole

Appuntamento con il super Giove: il gigante del Sistema Solare ha raggiunto la minima distanza dalla Terra ed è perfettamente allineato tra il nostro pianeta e il Sole, si trova cioè in opposizione. Questo vuol dire che il pianeta appare più luminoso che in qualsiasi altro momento dell'anno, ben visibile per tutta la notte. Per gli astronomi è l'occasione per osservarlo in dettaglio, mentre il telescopio spaziale Hubble ha già inviato a Terra bellissime immagini.

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Un faro nella notte

 

 



martedì 4 aprile 2017

Un asteroide 'sfiora' la Terra a soli 16.000 chilometri

E' uno dei 10 passaggi più ravvicinati di sempre

E' previsto alle 12,31 italiane il saluto da record dell'asteroide 2017 GM, che 'sfiorerà' la Terra alla distanza inferiore a 16.000 chilometri, in uno dei passaggi più ravvicinati mai registrati. L'asteroide, che ha un diametro di quattro metri, è stato scoperto ieri dal programma Mount Lemmon Survey, dell'università dell'Arizona.

"E' bene precisare che non ci sono rischi d'impatto perché sappiamo che la distanza, per quanto ravvicinata, lo manterrà al di sopra della superficie terrestre", ha detto l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e che lo ha appena fotografato grazie alla collaborazione con il Tenagra Obervatory.

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domenica 2 aprile 2017

Primo aprile con la cometa verde

Visibile per tutta la notte, fino al 7 aprile

Primo aprile con la cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresak, che saluta la Terra in un incontro ravvicinato, alla distanza di 21 milioni di chilometri. E' il momento giusto per puntare binocoli e  telescopi verso questa scintillante cometa dal suggestivo colore verde e visibile nell'intero emisfero Nord, prima che prosegua il suo viaggio verso il Sole, che il 12 aprile la porterà alla distanza di circa 160 milioni di chilometri dalla nostra stella.

"La cometa appare di un colore verde brillante, quasi fluorescente, perché contiene molecole di carbonio che producono questo effetto quando sono illuminate dal Sole nel vuoto dello spazio", ha osservato l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

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domenica 26 marzo 2017

Buco nero 'senza fissa dimora', in fuga dalla sua galassia

'Sfrattato' dalle onde gravitazionali

Un buco nero 'senza fissa dimora' e dalla massa di un miliardo di volte superiore a quella del Sole si sta dirigendo verso la Via Lattea, dopo essere stato spinto fuori dalla sua galassia. Nessuna catastrofe stellare in vista, comunque: il buco nero si trova a oltre 8 miliardi di anni luce dalla Terra e viaggia a meno dell'1% della velocità della luce. La scoperta si deve al gruppo internazionale di astronomi guidato dall'italiano Marco Chiaberge, dello Space Telescope Science Institute (STScI) e della Johns Hopkins University di Baltimora (Maryland - Usa), e del quale fa parte Alessandro Capetti, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). 

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sabato 25 marzo 2017

Passeggiata spaziale in vista dei futuri equipaggi commerciali

Al via una 'staffetta' di passeggiate spaziali destinate a predisporre la Stazione Spaziale per gli attracchi delle future capsule con equipaggi umani realizzate dai privati per conto della Nasa. Sono 'uscite' che l'agenzia spaziale americana ha previsto per oggi, per il 30 marzo e per il 6 aprile.

A rompere il ghiaccio sono l'astronauta francese Thomas Pesquet, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che affronta la sua seconda passeggiata spaziale con il collega americano Shane Kimbrough, comandante dell'Expedition 50. L'apertura del portello è prevista per le 13,00. La durata prevista per la passeggiata spaziale è di sette ore, durante le quali i due astronauti, con l'aiuto del braccio robotico, devono scollegare il dispositivo alla base del nuovo sistema di attracco, l'interfaccia pressurizzata Pma 3 (Pressurized Mating Adapter-3), dal modulo Tranquility, al quale era stato agganciato provvisoriamente, al modulo Harmony.

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mercoledì 22 marzo 2017

La Terra salutata da 5 asteroidi in 3 giorni

Scoperti nell'arco di 24 ore, tre all'interno dell'orbita lunare

 

Ben 5 asteroidi hanno salutato la Terra nell'arco di tre giorni, dal 19 al 21 marzo, e tre di essi lo hanno fatto con passaggi 'ravvicinati' avvenuti all'interno dell'orbita lunare. Tutti, inoltre, sono stati scoperti nell'arco di 24 ore.

Dei tre asteroidi segnalati il 20 marzo, due sono passati il 19 e il 20, mentre il terzo si è avvicinato alla Terra alle 16:04 del 21 marzo. Altri due sono stati scoperti nella stessa giornata, ha detto l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del progetto Virtuale Telescope.

Gli asteroidi sono scoperti a ridosso del loro passaggio dal programma Mount Lemmon Survey, gestito dall'università dell'Arizona. 

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giovedì 9 marzo 2017

Marte, uno scudo magnetico per renderlo abitabile

In vista delle future colonie umane 

Uno scudo magnetico tra Marte e il Sole permetterebbe al pianeta rosso di tornare ad avere un' atmosfera e di essere abitabile in vista di future colonie umane. E' fra le proposte più ambiziose presentate nel convegno della Nasa sulle prospettive delle Science planetarie per il 2050. L'idea, del gruppo dell'agenzia spaziale americana coordinato da Jim Green, è di realizzare una barriera magnetica tra il pianeta rosso e il Sole, che blocchi il vento solare e favorisca lo sviluppo di un campo magnetico artificiale al fine di creare le condizioni per il ripristino dell'atmosfera.

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giovedì 2 marzo 2017

Il Sole a colori nelle prime foto del satellite Geos 16

Per studiare il meteo solare e quello terrestre

Il Sole si mostra a colori con le prime foto scattate dal satellite americano Geos 16, ideato per studiare il meteo terrestre e quello spaziale. Il satellite dell'Agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani (Noaa) ha acceso il suo 'occhio' capace di vedere 6 differenti frequenze di raggi ultravioletti evidenziando anche la presenza di un grande 'buco' nella parte più esterna della nostra stella.

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giovedì 23 febbraio 2017

Nasa, la Terra ha sette "sorelle": scoperto un nuovo sistema planetario


E' a 40 anni luce da noi. Il cuore è la stella nana rossa Trappist-1, i pianeti hanno temperatura tra 0 e 100 gradi e quindi c'è la possibilità di acqua allo stato liquido, che li rende di grandissimo interesse per la ricerca di vita nell'Universo


IMMAGINATE un lontano "cugino" del nostro Sistema Solare, popolato da pianeti grandi più o meno come la nostra Terra. Alcuni di questi mondi alieni potrebbero persino ospitare forme di vita, magari così evolute da viaggiare da un pianeta all'altro a bordo di sofisticate navette spaziali. Un'ambientazione che sembra essere uscita dalla penna di Isaac Asimov o di un altro autore di fantascienza. Ma ancora una volta la realtà supera la fantasia, e rende reali anche gli scenari più futuristici. Perché, alieni e navicelle a parte, questo sistema planetario esiste davvero, e si trova a meno di 40 anni luce da noi. Trappist-1, una stella nana rossa nella costellazione dell'Acquario, ha infatti un corteo di ben sette pianeti simili alla Terra. Un risultato attesissimo da giorni  dopo l'annuncio della Nasa di una imminente conferenza stampa sui pianeti extrasolari.

Il punto forse più importante della scoperta è che tre di queste "sette sorelle" della Terra si trovano nella cosiddetta fascia di abitabilità, e potrebbero quindi ospitare acqua allo stato liquido, ingrediente fondamentale per lo sviluppo della vita. Un sistema planetario da record, perché allo stesso tempo ospita il maggior numero di pianeti come la Terra e il maggior numero di pianeti nella zona abitabile. Il risultato, ottenuto da un team internazionale e pubblicato online su Nature, apre così scenari completamente nuovi nella ricerca degli esopianeti e della vita nell'Universo.

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INFOGRAFICA: ECCO I SETTE PIANETI DI TRAPPIST-1



lunedì 13 febbraio 2017

Osservati per la prima volta i buchi neri 'mancanti'

Di taglia media, massa 2.200 volte il Sole

Arriva la prima conferma dell'esistenza dei buchi neri 'mancanti': hanno una massa intermedia fra quelli giganteschi e i piu' piccoli, con una massa di 2,200 volte quella del Sole e sono stati visti solo adesso, dopo essere stati inseguiti a lungo. Li ha descritti sulla rivista Nature il gruppo del Centro di Astrofisica Harvard-Smithsonian guidato da Bulent Kiziltan.
I buchi neri popolano l'universo in grandissimo numero
I primi buchi neri di taglia media mai osservati sono distanti 13.000 anni luce e mettono fine alla lunga controversia che finora divideva la comunita' scientifica. Sebbene siano 'invisibili' sappiamo che i buchi neri popolano l'universo in grandissimo numero, tanto che solo nella nostra galassia potrebbero essercene 100 milioni. Buona parte di questi sono i piu' piccoli, che hanno comunque una massa di poche decine di volte quella del Sole e sono cio' che resta dopo la morte violenta delle grandi stelle; altri, piu' rari, sono invece enormi e si trovano generalmente al centro delle galassie. 

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venerdì 10 febbraio 2017

Appuntamento con l'eclissi e la Luna della neve

Osservazione in diretta con il Virtual teelscope dalle 23:15


Doppio appuntamento con l'eclissi e la Luna della neve, ossia la luna piena di febbraio, chiamata così perché secondo la tradizione in questo mese le nevicate sono più abbondanti. L'eclissi, prevista nella notte fra il 10 e l'11 febbraio, è visibile in Italia e nel resto d'Europa, oltre che in Africa, nella parte orientale nell'America del Nord e del Sud e in quella occidentale dell'Asia. Nuvole permettendo, l'eclissi di penombra si potrà osservare nei dettagli e con il commento dell'astrofisico Gianluca Masi, nella diretta in streaming con il Virtual Telescope in programma dalle 23:25.
E' un'eclissi di penombra, che si verifica quando la Luna passa attraverso il cono di penombra che la Terra proietta nello spazio e che circonda quello d'ombra. E' un fenomeno meno spettacolare della luna rossa, ossia l'eclissi totale che si verifica quando la Luna entra nel cono d'ombra della Terra, ma comunque suggestivo.

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giovedì 9 febbraio 2017

Astronomia: scoperto buco nero di “taglia media”, ha una massa di 2.200 Soli

La sua dimora è il centro dell’ammasso di stelle 47 Tucanae: è qui che il buco nero si è nascosto fino adesso

I famelici buchi neri che popolano l’Universo possono essere molto diversi tra loro, ma tutti quelli conosciuti rientrano sostanzialmente in due categorie.
Ci sono i pesi massimi, buchi neri supermassicci che pesano come milioni o persino miliardi di Soli; e poi ci sono i buchi neri di dimensione ‘stellare’, corrispondenti soltanto a poche masse solari.
Gli astronomi – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – ipotizzano da tempo l’esistenza di buchi neri con massa intermedia, che potrebbe andare indicativamente da 100 a 10.000 Soli. Eppure non era mai stata trovata una prova della presenza di questi black holes di ‘taglia media’.
Fino ad oggi: uno studio appena pubblicato su Nature annuncia la scoperta di un buco nero che rientra esattamente in questa categoria. La nuova ‘famiglia’ è stata chiamata appunto ‘intermediate-mass black hole’ (IMBH), e il peso del primo membro appartenente a questa stirpe ha una massa equivalente a quella di circa 2.200 Soli.

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lunedì 6 febbraio 2017

Curiosity pronto a cercare vita su Marte, ma il trapano non va

Non funziona regolarmente da due mesi

 

Dopo cinque anni di marcia su Marte il rover Curiosity ha appena raggiunto la sua meta e si prepara all'esperimento cruciale in cerca di tracce di vita, ma la delusione è in agguato perché da due mesi il suo trapano fa i capricci e non funziona regolarmente. ''Il trapano risponde a intermittenza, non è completamente morto ma c'è apprensione'', ha detto Ashwin Vasavada, del Jet Propulsion Laboratory della Nasa. Come riporta Science, i problemi vanno avanti dagli inizi di dicembre 2016. Da allora c'è qualcosa che fa da freno (forse piccoli frammenti di roccia) e blocca il meccanismo per estendere la punta del trapano.

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venerdì 3 febbraio 2017

Violente esplosioni nel lato nascosto del Sole

Le ha viste il telescopio spaziale Fermi

Sono state osservate per la prima volta violentissime esplosioni avvenute nel lato nascosto del Sole. Le ha viste il telescopio spaziale Fermi della Nasa, al quale partecipa l'Italia, i cui dati sono stati analizzati sotto la guida di Melissa Pesce-Rollins, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) di Pisa, e pubblicati sulla rivista Astrophysical Journal.

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lunedì 30 gennaio 2017

Studio: il nostro Universo potrebbe essere un gigantesco ologramma

Le osservazioni della radiazione cosmica di fondo, considerata l'"eco" del Big Bang, sono compatibili con questo modello. Tra gli studiosi anche ricercatori italiani


DA STAR WARS  a Superman, da Ritorno al Futuro a Star Trek, il cinema di fantascienza ci ha fatto conoscere molto bene gli ologrammi. Siamo infatti abituati a vedere ologrammi di personaggi, astronavi, e ovviamente alieni di ogni specie. Ma quel che forse non immaginiamo è che l'intero Universo potrebbe essere un gigantesco e sofisticato ologramma. E' questa la conclusione di una nuova ricerca internazionale, che combina aspetti teorici della fisica dell'universo primordiale a studi legati alla struttura fondamentale della materia. Una complessa analisi, a cui hanno partecipato in Italia ricercatori della Sezione di Lecce dell'Infn e dell'Università del Salento. Lo studio, pubblicato su Physical Review Letters, potrebbe aprire la strada per una migliore comprensione del cosmo, spiegando come sia nato e come si siano prodotti lo spazio e il tempo in cui viviamo.

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sabato 28 gennaio 2017

L'eclisse solare totale del 2017 sarà la più spettacolare degli ultimi 99 anni


Il 21 agosto 2017, la luna passerà di fronte al sole, e la sua ombra passerà sopra gli Stati Uniti, attraversando 14 stati dall'Oregon fino al South Carolina.
Le eclissi solari non sono particolarmente rare, nonostante quello che pensano i più. Secono Sky & Telescope, dalla terra ne è visibile una ogni 18 mesi. Questa però, sarà speciale. Si tratta della prima da febbraio 1979 che sara visibile da ben 48 stati, e la prima degli ultimi 99 anni ad attraversare un intero continente da costa a costa. La prossima non si verificherà prima del 2024.
Le eclissi solari sono state definite come "lo spettacolo più affascinante della natura" e scatenano l'entusiasmo di tutti, anche degli esperti.

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IL VIAGGIO PER OSSERVARE L'ECLISSI SOLARE DEL 2017 PROMOSSO DALL'UNIONE ASTROFILI ITALIANI


Le prossime eclissi totali di Sole e di Luna

 

 


domenica 22 gennaio 2017

Nel 2017 prima foto del buco nero al centro della Via Lattea

Lo scatto è previsto per marzo. Dalle immagini, che saranno raccolte dalla rete mondiale di telescopi del progetto Event Horizon Telescope, sarà possibile capire molto su questi enigmatici mostri cosmici


Si avvicina il momento della prima foto di un buco nero, quello che si trova al centro della Via Lattea: lo scatto è previsto per il mese di marzo 2017, ma per lo sviluppo saranno necessari mesi.
Quello che è considerato dalla rivista "Nature" uno degli eventi scientifici più attesi del nuovo anno fa parte del progetto "Event Horizon Telescope", che raccoglie un network globale di telescopi. In particolare, verrà immortalato il buco nero che si trova al centro della Via Lattea -  denominato "Sagittarius A" - con l'obiettivo di studiare e capire meglio il funzionamento di uno dei misteri più affascinanti dell'Universo.

Un progetto ambizioso e molto atteso – "Event Horizon è un progetto atteso da tanto tempo e ci fa davvero sognare", è stato il commento di Marcello Giroletti dell'Istituto di Radioastronomia  (Ira-Inaf). Giroletti, in particolare, ha sottolineato le difficoltà tecniche del progetto che lo rendono molto ambizioso: "È un'osservazione quasi impossibile. Difficilissima a livello tecnico perché il buco nero per definizione non emette radiazioni, infatti ne vedremo 'l'ombra' ed è un oggetto lontanissimo e molto piccolo". Allo stesso tempo è un progetto che potrebbe risultare fondamentale per la comprensione del funzionamento dei buchi neri: "Le immagini - spiega Giroletti - ci faranno capire molto meglio cosa succede quando la materia cade all'interno di un buco nero". L’obiettivo sarà, quindi, verificare come si comporta la materia e quali sono gli effetti del buco nero su di essa.

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Record Asteroidi, sono più di 15mila quelli vicini alla terra


Nasa, scoperti nuovi pianeti: i mondi alieni sono 3200

giovedì 19 gennaio 2017

Un asteroide, lunedì 9 gennaio, ha quasi colpito la Terra

2017 AG13 è passato lunedì mattina vicinissimo alla Terra, poco dopo essere stato avvistato dagli astronomi del Catalina Sky Survey Dalla Redazione di www.wired.it


Lunedì 9 gennaio un asteroide grande quasi quanto un edificio di 10 piani ha sfiorato il nostro pianeta. Il suo nome è 2017 AG13 ed è passato esattamente a metà strada tra la Luna e la Terra lunedì mattina, poco dopo che gli scienziati del Catalina Sky Survey l’avessero avvistato. L’asteroide sembra proprio passare accanto al nostro pianeta, rasentando la nostra atmosfera a una distanza di circa 161mila chilometri.

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