giovedì 28 settembre 2017

Anche l'Italia cattura la sua prima onda gravitazionale


E' stata generata dalla fusione di due buchi neri a 1,8 miliardi di anni luce. Per la prima volta il segnale è stato catturato anche da Virgo, lo strumento italiano dell'Infn. E' la quarta osservazione in appena un anno e mezzo: le onde predette da Einstein promettono di rivoluzionare il nostro modo di guardare l'universo



Ha aperto gli occhi il primo agosto, dopo un lungo periodo di ammodernamento. E subito, il 14 di quel mese, l'antenna italiana Virgo ha catturato la sua prima onda gravitazionale. Anche questa violentissima "scossa" alla trama dello spazio-tempo è stata generata dalla collisione di due buchi neri, avvenuta a 1,8 miliardi di anni luce da noi (e quindi 1,8 miliardi di anni fa). E' la quarta osservazione in quasi due anni: segno che le onde gravitazionali possono diventare un nuovo ramo dell'astronomia, capace di leggere fenomeni estremamente violenti e inosservabili con altri strumenti, almeno per quanto riguarda i buchi neri. E fra le scommesse alla vigilia dell'assegnazione del Nobel (la fisica è prevista per il 3 ottobre) la scoperta di queste onde, prodotte da fenomeni estremamente violenti nell'universo e previste dalle teorie di Einstein oltre un secolo fa, è fra le favorite. La diretta dell'annuncio può essere seguita il 27 agosto dalle 18 e 30 in webcast sul sito di Virgo. L'annuncio è stato dato nell'ambito del G7 della scienza a Torino.

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martedì 26 settembre 2017

La Pianura Padana come una ragnatela

Nell'obiettivo di AstroPaolo la sua Lombardia

La pianura Padana di notte, come una grande ragnatela: AstroPaolo ha fotografato la sua Lombardia sfruttando uno dei passaggi della Stazione Spaziale sull'Italia e ha catturato un'altra immagine bellissima.

''Milano e la Pianura Padana sembrano davvero un'unica gigantesca brillante ragnatela'', scrive su Twitter l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Nella fitta rete di luci spiccano quelle più grandi e luminose di Milano, dove Paolo Nespoli ha studiato.

E' brillante e di una bellezza mozzafiato anche la spettacolare aurora colta dall'astronauta mentre si accende e poi comincia a danzare con i sui colori nelle regioni polari. ''Una splendida aurora... Di una bellezza spaziale!'',scrive AstroPaolo.

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martedì 19 settembre 2017

Planetario e Osservatorio Astronomico Cà del Monte (PV)

...l'universo a un passo da te!


Programmazione settembre:  Scarica QUI il nuovo programma autunno 2017 in PDF

Osservatorio
 
La zona dell'Oltrepò, data la sua specifica collocazione geografica, è il luogo ideale per l'osservazione astronomica. La vicinanza del mare, infatti, conferisce all'atmosfera una straordinaria stabilità che permette di godere di un cielo terso e trasparente. Ed è proprio per questo motivo che qui con noi al Planetario e Osservatorio di Ca' del Monte, sotto uno dei cieli più bui dell'italia nord-occidentale, è possibile connettersi al territorio e alla volta celeste per ammirarne la loro bellezza ed infinita profondità.

La peculiare struttura ad arco dell'Osservatorio è armonicamente inserita nel fianco della collina ed è concepita proprio per costruire un dialogo continuo e integrato tra le attività di ricerca, didattica e divulgazione. I diversi ambienti che costituiscono la struttura (la cupola centrale del Planetario, le due laterali e il teatro retrostante) sono interconnessi tra loro nello svolgimento dell'attività di osservazione che va dalla raccolta ed elaborazione dei dati fino alla loro comunicazione ai diversi utenti coinvolti.

Le cupole laterali sono principalmente dedicate alla ricerca e coinvolte nell'attività osservativa contestualmente alla strumentazione mobile, composta da binocoli giganti e telescopi.
La cupola centrale, invece, ha un diametro di 7,5 metri, accoglie oltre 60 posti a sedere e ospita il planetario digitale, suggestivo strumento per la conoscenza del cielo attraverso il quale sperimentare, in prima persona e con l'ausilio di proiezioni, distanze e fenomeni astronomici.

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lunedì 18 settembre 2017

La prima mappa completa dell'acqua sulla Luna

E' presente quasi ovunque

Pronta la prima mappa completa dell'acqua sulla Luna, con distribuzione e concentrazione. Pubblicato sulla rivista Science advance, il risultato si deve ai ricercatori della Brown University, guidati da Shuai Li. Dopo la scoperta avvenuta nel 2009 sul suolo lunare di acqua e di una sua molecola collegata, l'idrossile (composto da un atomo di idrogeno e di ossigeno), i ricercatori sono riusciti a ricalibrare i dati raccolti dallo strumento Moon Mineralogy Mapper della Nasa, che ha volato a bordo della sonda indiana Chandrayaan-1, diventata celebre appunto per aver individuato ghiaccio d'acqua sulla Luna.

"La 'firma' dell'acqua è presente quasi ovunque sulla superificie lunare, e non solo nelle regioni polari come riportato in un primo momento", sottolinea Li. "Aumenta verso i poli e non ci sono differenze significative a seconda delle composizioni dei terreni", continua. La concentrazione massima trovata, tra le 500 e 750 parti per milione, si ha alle latitudini più alte, e, pur essendo minore di quella delle sabbie dei deserti più secchi della Terra, "è comunque qualcosa. Adesso che sappiamo dove si trova l'acqua e in quali quantità, possiamo pensare a dove valga la pena estrarla", aggiunge Ralph Milliken, coautore dello studio. 

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venerdì 8 settembre 2017

Tempesta magnetica dopo la più forte eruzione solare degli ultimi 11 anni. E stasera ne arriva un'altra

Ha creato problemi a comunicazioni radio e navigazione Gps, ma anche aurore spettacolari



E' ARRIVATA ed è stata più intensa del previsto, la tempesta magnetica innescata dalla più potente eruzione solare degli ultimi 11 anni. E' stata classificata G4 nella scala da 1 a 5 e ha provocato blackout radio, problemi ai sistemi di navigazione Gps, e aurore che hanno fermato il traffico. Lo sciame di particelle elettricamente cariche scagliate dall'eruzione "ha colpito il campo magnetico della Terra alle 1,56 (ora italiana), qualche ora prima rispetto alle previsioni iniziali", ha detto all'ANSA il fisico solare Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell'Inaf e dell'università di Trieste. 

Adesso la tempesta è diventata più debole, ha aggiunto, ma questa notte era classificata di classe G4, cioè severa, nella scala di intensità che va da 1 a 5. 'La tempesta - ha proseguito Messerotti - ha creato problemi alle comunicazioni radio nelle regioni polari e anche a latitudini più basse e ha disturbato i sistemi di navigazione Gps perché l'atmosfera era ricca di particelle elettricamente cariche e i ricevitori a Terra non riuscivano a captare i segnali inviati dai satelliti Gps". Il fenomeno ha innescato anche aurore spettacolari, molto più brillanti del solito, visibili in tutte le zone polari, ma anche a latitudini più basse come l'Arkansas, negli Stati Uniti. In Scandinavia, secondo il sito Spaceweather, le aurore sono state così brillanti che hanno bloccato il traffico

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Tempesta magnetica in atto, la più intensa degli ultimi 11 anni

 

 

La vita passata su Marte diventa più probabile

Confermata la presenza di un ingrediente fondamentale 

Aumentano le probabilità che in passato Marte possa aver ospitato la vita, con la conferma della presenza sul suolo marziano di un elemento, il boro, la cui scoperta era stata annunciata per la prima volta nel dicembre 2016. Il risultato, otenuti nei Laboratori statunitensi di Los Alamos (Lanl) è pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.

A identificare a presenza del boro è stato il robot laboratorio della Nasa Curiosity, che sta esplorando il suolo di Marte dall'agosto 2012 e che ha trovato le tracce di questo elemento nel cratere Gale. Il boro è un elemento chimico che svolge un ruolo importante nella formazione dell'acido ribonucleico, l'Rna, la molecola della vita che è il braccio destro del Dna. "Trovare il boro su Marte, rende più probabile che in passato il pianeta possa aver ospitato la vita", spiega Patrick Gasda, autore principale dello studio. "I borati - ha aggiunto - rappresentano un possibile ponte tra molecole organiche semplici e Rna. Senza l'Rna, non c'è la vita".

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domenica 3 settembre 2017

AstroPaolo fotografa lo stretto di Messina

Intanto si prepara a salutare l’astronauta dei record, Peggy Whitson

Ancora una volta è l'Italia la protagonista delle foto dell'astronauta Paolo Nespoli che pubblica su Twitter una bellissima immagine dello stretto di Messina, con un pensiero a Scilla e Cariddi. Intanto AstroPaolo si prepara a salutare l'astronauta dei record, Peggy Whitson, che il 2 settembre ritornerà a Terra. ''Scilla e Cariddi... Per fortuna noi argonauti dello spazio siamo salvi a questa altezza!'' ha scritto su Twitter riferendosi al mito greco degli Argonauti, i conquistatori del mitico vello d'oro, che durante il loro viaggio sulla nave Argo, nello stretto di Messina dovettero affrontare i mostri Scilla e Cariddi.

Nella foto si vedono due lembi di Sicilia e Calabria separati dal mare di un colore azzurro mozzafiato. Nel frattempo, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) si prepara a salutare Peggy Whitson e gli altri due astronauti in partenza: il russo Fyodor Yurchikhin e l'americano Jack Fischer.

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