mercoledì 30 settembre 2009

Le Piramidi: tradizioni, ricerche … e soprattutto invenzioni! (1)

In questo articolo mi propongo di presentare alcuni spunti di riflessione sull’affascinante tema delle Piramidi (in Egitto), anche per esporre qualche opinione personale.
Prima di iniziare questo articolo, desidero confessare che è la prima volta che mi interesso di piramidi: non pretendo assolutamente di competere con chi ha fatto dello studio di tali manufatti lo scopo della propria vita. Fra un po’ vi dirò perché mi è venuto in mente di approfondire questo argomento: in pratica per me è stato un inizio di ricerche su Internet ed al momento non ho in previsione un viaggio dalle parti di Giza. Ma sicuramente prima o poi lo farò!

Sappiamo tutti che le Piramidi sono delle costruzioni che hanno da sempre attratto l’interesse di studiosi, archeologi ed astronomi su tutti, fino ad arrivare ai semplici curiosi: non ho sottomano le statistiche, ma mi sembra di poter dire che il numero di visitatori alla Piana di Giza ogni anno è sempre notevolissimo.
Nel mio caso invece, un minimo di volontà di approfondire le tematiche sulle Piramidi è stato dato dalla lettura di un libro, un thriller di un certo Tom Martin, intitolato “Pyramid“: lungi da me fare pubblicità a tale scritto (anzi, fra un po’ ne farò una controanalisi…), ecco che la semplicità di lettura del romanzo e la trama abbastanza ricca (anche se parla di cose trite e ritrite…) mi hanno spinto ad analizzare dal punto di vista astronomico quanto riportato nel racconto. Da cosa nasce cosa, per cui cercando su internet alcune cose, ne ho trovate altre, che mi hanno alla fine spinto a scrivere queste note.

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giovedì 24 settembre 2009

La luna non è arida come si pensava

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Secondo Space.com, il numero della rivista Science di domani conterrà i sorprendenti risultati dei rilievi di tre veicoli spaziali: "prove inequivocabili" che sulla Luna c'è acqua, e probabilmente se ne forma di nuova in continuazione.

Quando le missioni umane Apollo riportarono sulla Terra dei campioni di roccia lunare, le analisi rilevarono esigue tracce d'acqua, ma si pensò che fosse di origine terrestre, perché i contenitori usati per trasportare le rocce avevano subìto delle perdite. Per questo si diffuse l'idea che la Luna fosse totalmente arida, tranne forse per qualche accumulo in alcuni crateri presso il polo sud lunare, nei quali la luce solare non arriva mai.

I dati acquisiti di recente dalla sonda indiana Chandrayaan-1 (nel disegno qui accanto) e negli anni scorsi dai passaggi delle sonde statunitensi Cassini e Deep Impact mettono però in dubbio quest'idea. Tutte e tre hanno infatti rilevato più volte il segnale spettrale dell'acqua o del gruppo ossidrile. E lo hanno rilevato in superficie, dato che i rilevamenti degli strumenti non penetrano nel terreno che per qualche millimetro. Il segnale è inoltre più intenso verso le regioni polari, e secondo Deep Impact la presenza d'acqua varia a seconda dell'ora del giorno lunare. C'è più acqua al mattino che a mezzogiorno.

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martedì 22 settembre 2009

21 dicembre 2012: il mistero del calendario Maya - parte 2

Preoccupati per il 2012 e per la fine della nostra amata Terra? Niente paura, ecco spiegato il calendario Maya e il perchè la fantomatica data del 21 dicembre 2012 sia in realtà un giorno come un altro…

Nella
prima parte di questo articolo ho esposto un metodo scientifico per rappresentare una data e facilitarne le comparazioni. Quanto scritto, all’apparenza privo di connessioni, serve per poter introdurre senza traumi il calendario Maya, strumento ideato da una popolazione che sappiamo abitava nel Sudamerica, ma che è misteriosamente scomparsa all’improvviso nel pieno fulgore della propria civiltà. Da parecchie parti si legge che i Maya avevano raggiunto un alto grado di precisione nei calcoli astronomici, nella computazione del calendario ed in altre attività della vita quotidiana.

Vediamo dunque un modo che avevano i Maya di rappresentare una data: praticamente è simile al metodo “matematico” che ho indicato nel
precedente appuntamento, più complesso solo in apparenza.

Ad esempio il giorno 22 dicembre 2008 (20081222, che magari per leggibilità possiamo indicare con 2008.12.22) per i Maya era il “12.19.15.16.18“, che matematicamente potremmo scrivere 1219151618.

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sabato 19 settembre 2009

21 dicembre 2012: il mistero del calendario Maya - parte 1

In questo articolo parlerò di calendari, di credenze, di fine del mondo e di X-Files. State tranquilli, non è il palinsesto di certe trasmissioni televisive ma solo un’introduzione che ci farà comprendere a pieno il mistero che aleggia attorno ai calendari Maya e al famigerato anno 2012

Già da un bel po’ di tempo se si gira per le librerie e si va a cercare il reparto “Esoterismo” (nel mio caso, invece, non lo vado certo a cercare, ma semplicemente mi ci imbatto) non si può non notare un gran numero di libri riguardanti una data misteriosa: 21 dicembre 2012. I titoli più frequenti associano a tale data “la fine del mondo“, mentre altri (mettendo le mani avanti, un po’ più saggiamente…) aggiungono a mo’ di sottotitolo “l’inizio di una nuova era“.

Già su queste prime informazioni ci sarebbe da scrivere un altro libro: io mi accontento di aggiungere alcune considerazioni personali su questo sito, sperando che possano essere d’aiuto nel distinguere la vera informazione dalla bufala.

Non a caso si parla innanzitutto di esoterismo: di solito in questo reparto potrete trovare altre pubblicazioni quali libri di astrologia, di bio-architettura, para-scienza, para-medicina e chi più ne ha più ne metta: materie sulle quali loschi e furbi personaggi (soprattutto capelloni…) speculano sull’ignoranza, la dabbenaggine e la creduloneria dei più sprovveduti, facendo soldi a palate…

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martedì 15 settembre 2009

Stonehenge


I Cromlech di Stonehenge

Magari a qualcuno il titolo potrà sembrare strano: è presto detto… I pietroni, i menhir che costituiscono il sito di Stonehenge sono detti proprio Cromlech.

Attualmente grazie ad internet ed ai suoi potenti motori di ricerca, trovare informazioni su qualsiasi argomento, Stonehenge in particolare, è davvero un gioco da ragazzi: come sempre bisogna stare attenti a quello che si trova. Accanto a siti archeologici ed astronomici, sia italiani, che americani, ma soprattutto inglesi (in particolare quello dell’English Heritage), si trovano viceversa siti imbottiti di parole tipo mistero, arcano, UFO, scienze alternative, astrologia ed altro ancora.

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mercoledì 9 settembre 2009

La cura dimagrante di Betelgeuse

Betelegeuse, la seconda stella più luminosa di Orione, è una supergigante rossa che sta ormai per esplodere in una supernova. La riduzione del suo diametro, osservata da parecchio tempo, sembra finalmente avere ottenuto una spiegazione esauriente.

Betelgeuse è una delle stelle più grandi del cielo con il suo diametro circa 1000 volte maggiore di quello del Sole. E’ anche una delle più luminose, emettendo 100000 più luce della nostra stella. Queste caratteristiche la condannano ad una vita molto breve: benché abbia solo pochi milioni di anni è ormai prossima alla sua fine. Quando succederà darà origine ad una supernova facilmente visibile dalla Terra anche in pieno giorno, essendo a “soli” 600 Anni Luce da noi (ma non parliamo di fine del mondo …). Uno dei problemi ancora insoluti riguardanti Betelgeuse (ma anche le altre supergiganti rosse) era fino a poco tempo fa il meccanismo che la porta a perdere un’enorme quantità di materia, pari alla massa del Sole, nel giro di poche migliaia di anni. Sulla sua diminuzione di dimensioni leggete
questo articolo.

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giovedì 3 settembre 2009

Andromeda, la galassia cannibale

Per la prima volta si è riusciti a mapparne con precisione i confini, rilevando stelle e strutture giganti che rappresentano i resti di altre galassie minori
Andromeda, la galassia che dista appena 2,5 milioni di anni luce dalla Via Lattea, sta ancora "digerendo" i resti di alcune galassie nane che ha cannibalizzato. Le tracce di questo lontano evento sono state individuate da un gruppo di astronomi dell'Università di Cambridge grazie alle riprese ottenute con MegaCam/MegaPrime di cui è dotato il Canada-France Telescope, alle Hawaii.

Lo studio, i cui risultati sono pubblicati su "Nature", ha posto sotto osservazione un'area di un milione di anni luce di diametro e ha permesso di realizzare la più ampia e precisa panoramica della galassia mai ottenuta.

Secondo le teorie sull'evoluzione delle galassie, queste crescono assorbendo via via galassie più piccole e "questa è una prima dimostrazione visiva del fenomeno", ha osservato Mike Irwin, uno degli autori della ricerca. "La nostra ripresa ha prodotto una panoramica senza pari della struttura della galassia, che rivela come le galassie siano il risultato di un progressivo processo di accrezione e interazione con quelle vicine".

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