giovedì 29 ottobre 2009

Spazio: Nasa, riuscito lancio Ares


Il sostituto dello Shuttle è in orbita


WASHINGTON - Lancio riuscito da parte della Nasa del razzo Ares 1-X. Il prototipo è stato lanciato alle 11,30 (le 16,30 italiane) dal centro spaziale di Cape Canaveral, in Florida, e secondo le immagini diffuse in diretta da tutte le principali emittenti americane si è svolto regolarmente.

Il razzo, alto 99,6 metri, e' rimasto come previsto con i motori accesi per circa 2 minuti, prima che i suoi due stadi si separassero: il primo e' stato paracadutato, il secondo ha mantenuto la traiettoria prevista per ricadere nell'Atlantico. Il lancio di Ares 1-x rientra nel programma di voli spaziali umani previsti dalla Nasa per gli anni a venire, dopo il 'pensionamento' dello Shuttle. L'agenzia spaziale, peraltro, non ha ancora deciso se continuare lo sviluppo del razzo oppure no, anche perche' il Comitato della Casa Bianca preposto alla supervisione del programma lo ha valutato utile ma troppo costoso.

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venerdì 23 ottobre 2009

Vento solare

Il vento solare è il vento emesso dalla nostra stella, il Sole; si tratta di una corrente di particelle (principalmente protoni ad alta energia, ~500 keV) emesse dall'atmosfera più esterna della stella.

Negli anni '30, gli scienziati avevano determinato che la temperatura della corona solare doveva essere di un milione di gradi Celsius a causa della maniera in cui risaltava nello spazio (quando vista durante un'eclissi totale). Studi ingegnosi eseguiti con lo spettroscopio confermarono questa temperatura straordinaria. A metà degli anni '50 il matematico britannico Sydney Chapman calcolò le proprietà che doveva avere un gas a quella temperatura e determinò che era un tale superbo conduttore di calore che doveva estendersi grandemente nello spazio, ben oltre l'orbita della Terra. Sempre negli anni '50 uno scienziato tedesco di nome Ludwig Biermann studiò le comete, e il fatto che la loro coda puntava sempre in direzione opposta al Sole. Biermann postulò che questo avveniva perché il Sole emetteva un flusso costante di particelle che spingevano lontano alcune particelle ghiacciate della cometa, formandone la coda.

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lunedì 19 ottobre 2009

Macchia solare

Una macchia solare è una regione della superficie del Sole (la fotosfera) che è distinta da una temperatura minore dell'ambiente circostante, e da forte attività magnetica. Anche se in realtà le macchie solari sono estremamente luminose, perché hanno una temperatura di circa 5000 kelvin, il contrasto con le regioni circostanti, ancora più luminose grazie ad una temperatura di 6000 kelvin le rende chiaramente visibili come macchie scure. Numerose macchie simili sono state osservate anche in stelle diverse dal Sole, e prendono il nome più generale di macchie stellari.

Il numero di macchie che appaiono sulla superficie del Sole è stato misurato a partire dal 1700, e stimato all'indietro fino al 1500. La tendenza è quella di un numero in aumento, e i valori più grandi sono stati registrati negli ultimi 50 anni. [1]

Il numero di macchie solari è correlato con l'intensità della radiazione solare. Durante il Minimo di Maunder esse quasi scomparirono, e la Terra nello stesso periodo si raffreddò in modo consistente. La correlazione tra i due eventi è oggetto di discussioni nella comunità scientifica (vedi riscaldamento globale).

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E se le macchie solari sparissero?

Il sito Spaceweather ha appena pubblicato un approfondimento della notizia relativa a uno studio sulla variabilità magnetica delle macchie solari, le quali, secondo due astrofisici del National Solar Observatory di Tucson, stanno perdendo visibilmente intensità. Il sito è andato a chiedere direttamente il parere dei due studiosi, che ammettono che a fronte di una simile perdita di intensità non è del tutto da escludere l'ipotesi che le macchie solari, che sono appunto legate all'intensità dei campi magnetici, spariscano quasi completamente. Ci sono insomma condizioni solari compatibili con il celebre minimo di Maunder, che iniziò nel 1645 e si prolungò per oltre 70 anni. Altri esperti ritengono che il sole si è semplicemente addormentato un po', che entro un anno tutto ripartirà.

Un paio di giorni prima il sito aveva pubblicato un altro articolo che fa riflettere sulle possibile conseguenze di questo profondo minimo solare sul sistema geomagnetico. Il 2 settembre 1859
durante un massimo a bassa intensità come quello che si prevede nei prossimi 3 o 4 anni, fu registrata a terra una tempesta geomagnetica di proporzioni colossali, con l'aurora boreale visibile addirittura a Cuba. Il giorno prima l'astronomo dilettante Richard Carrington aveva avvistato e descritto un potentissimo brillamento sulla superficie del sole, in corrispondenza di un esteso gruppo di macchie. A terra, i fili dei telegrafi si caricarono al punto da provocare scintille, danneggiando gli apparecchi riceventi e addirittura infiammando le strisce di carta degli inchiostratori. La morale? Che anche un minimo solare o un ciclo a bassa intensità possono fare da sfondo a tempeste geomagnetiche di grandi proporzioni. Anche dal punto di vista propagative, la mia esperienza di cicli solari e correlazioni con la ricezione di segnali lontani mi induce a credere che non si debba temere un blackout delle onde corte o delle aperture in E sporadico in FM. In questo fine settimana sentivo cose molto interessanti, incluso il servizio per le forze armate americane ripetuto dalla base nel Pacifico alle isole Hawaii, e molti segnali interessanti nelle bande alte radioamatoriali. La stagione dell'E sporadico non è stata eccezionale, ma sembra ormai chiaro che il fenomeno non è fortemente correlato all'andamento del ciclo.

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giovedì 15 ottobre 2009

La sorprendente quiete del Sole!


Abbiamo oramai superato anche il ciclo 13 nel numero totale di giorni senza macchie solari. A quota 740 spotless days l'attuale minimo si colloca al quarto posto di sempre. E ci sono tutte le premesse perché possa battere altri record.

Aldo Meschiari: 14-10-2009 ore 14:44

Nonostante le sempre più numerose attestazioni di sorpresa e di sconcerto mostrate dagli scienziati che si occupano dello studio della nostra stella, la fase di quiescenza continua quasi senza battute d'arresto. In questi giorni l'attuale minimo ha superato anche il ciclo 13 nel numero totale dei giorni senza macchie, che si collocava a quota 736. Con tutta probabilità anche oggi il Sole finirà per far segnare uno spotless day (giorno senza macchie), portando la somma dei cosiddetti giorni bianchi a 740. Un risultato davvero notevole se si pensa che venivamo da uno dei periodi di maggiore attività solare degli ultimi secoli (secondo alcuni studiosi degli ultimi millenni).

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sabato 10 ottobre 2009

Bomba sulla Luna, riuscito impatto


La sonda LCROSS ha scaglia un proiettile contro un cratere lunare


NEW YORK - Luna bombardata per cercare l'acqua: il satellite della Nasa Lcross (Lunar crater observation and sensing satellite), dopo avere sganciato il missile Centaur, ha creato un "impatto gemello" sulla superficie della Luna, precipitando a un paio di chilometri dal razzo. Agli scienziati spetta ora il compito di analizzare i dati raccolti dalla sonda Lcross per verificare la presenza di ghiaccio o acqua nel pennacchio di polvere che si è sollevato di una decina di chilometri dalla superficie lunare, dopo l'impatto con il missile Centaur scagliato contro il cratere Cabeus.

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venerdì 9 ottobre 2009

La macchina di Anticitera


a cura di Vincenzo Zappalà

Si stanno svelando tutti i misteri del più prodigioso calcolatore planetario dell’antichità greca. La realtà sembra superare di molto la fantascienza.

Nel 1902, presso l’isola di Anticitera (o Antykithera che dir si voglia), situata tra il Peloponneso e Creta, fu ritrovato un relitto di un’antica nave romana, nelle cui vicinanze furono recuperati i resti di un congegno meccanico che sarebbe presto passato alla storia come la Macchina o il Meccanismo di Anticitera. Benché le 82 parti in rame fossero ormai corrose dal tempo si riuscì a ricostruire parzialmente la struttura e a leggere alcune iscrizioni. La meraviglia fu grande. Il meccanismo altri non era che un complesso congegno meccanico che permetteva di riprodurre il moto dei pianeti attorno al Sole e la fasi lunari.

Si pensò subito ad un reperto moderno finito casualmente vicino alla nave. Ma il caso sarebbe stato troppo assurdo e poi le iscrizioni datavano il manufatto intorno al primo secolo a.c. Sembrava impossibile che a quei tempi si avessero delle conoscenze così esatte dei moti planetari e ci fosse una tecnica di costruzione tanto raffinata e precisa. Tuttavia, si scoprì presto che almeno 30 ruote dentate erano inserite nel congegno e che queste permettevano di riprodurre il rapporto 254:19 necessario per ricostruire il moto della Luna in rapporto al Sole.

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domenica 4 ottobre 2009

Le Piramidi: tradizioni, ricerche … e soprattutto invenzioni! (2)

Seconda parte dell’articolo relativo al tema delle Piramidi d’Egitto e alle varie bufale che aleggiano loro intorno.

Orione. Ma perchè proprio lui?

Arriviamo dunque al terzo spunto: gli studiosi hanno trovato che la posizione delle Piramidi ricalca la posizione di tre stelle della costellazione di Orione.

Nella foto a fianco, tratta da foto satellitari facilmente reperibili in internet, si vede la disposizione delle tre Piramidi nella Piana di Giza.

Sorprendentemente sono davvero allineate secondo la direzione Nord-Sud con una precisione che forse solo oggi potremmo ottenere.

Nella foto ho disegnato dei quadrati ad indicare le Piramidi (che nella foto da satellite presentano una punta decentrata, dato che il satellite non passava certo al loro zenit!) e con dei cerchi rossi ho indicato la posizione delle tre stelle della Cintura di Orione (Mintaka, Alnilam e Alnitak) che possiamo osservare comodamente nella figura a fianco.

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