giovedì 26 novembre 2009

Scoperto fossile cosmico nella Via Lattea

Scovato nel cuore della Via Lattea il primo 'fossile galattico'. Si tratta di un sistema stellare, battezzato Terzan 5, dalle caratteristiche sorprendenti: si tratta infatti di un grande e affollatissimo sistema stellare che, a differenza degli altri normalmente popolati da stelle tutte relativamente simili e coeve, risulta invece formato da diverse generazioni di astri, di età e composizione chimica variabili. Lo ha scoperto, e descritto questa settimana su Nature, un gruppo italiano coordinato dall'università di Bologna e al quale ha partecipato l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Secondo gli scienziati, Terzan 5 potrebbe essere quel che resta di un antico sistema proto-galattico 500 volte più grande, che 12 miliardi di anni fa si unì ad altri dando origine, come mattoni primordiali, alla Via Lattea, la nostra galassia.

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mercoledì 25 novembre 2009

Iss: oggi passeggiata spaziale

(ANSA) - WASHINGTON, 23 NOV - L'astronauta Usa Randolph Brusnik e' uscito oggi dalla stazione internazionale ISS per la seconda passeggiata spaziale della sua vita.

Si tratta della terza, di quelle previste nell'ambito della missione della Nasa STS-129. Brusnink - ha reso noto la Nasa - e' uscito nello spazio con l'astronauta Robert Satcher, un chirurgo. Che pero' ha il compito in questa missione di fare il 'meccanico' spaziale per fissare assieme al collega alcuni pezzi di ricambio all'esterno della stazione.

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venerdì 20 novembre 2009

Foto di famiglia sulla Luna, boom sul web


All'indomani del bombardamento della Luna, l'attenzione per gli avvenimenti riguardanti il nostro satellite è tornata alta. Nell'immagine una foto della famiglia Duke: il padre Charles Moss, la madre Dorothy e i due figli, Charles e Thomas. Questo scatto non fa bella mostra di sé sulla mensola del salotto di casa Duke, ma giace sulla superficie della Luna, nel luogo esatto dove la lasciò nel 1972 il capo famiglia. Charles Moss Duke era, infatti, il pilota del modulo lunare dell'Apollo 16 (le foto della missione). Questo rende lo scatto molto speciale. La storia è tanto famosa che ha ispirato delle tavole del fumetto Watchmen (accostamento dal blog Gizmodo)

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lunedì 16 novembre 2009

Marte, la Nasa prova a salvare la sonda Spirit

Il rover è intrappolato nella sabbia

(ANSA) - ROMA, 14 NOV - Da domani mattina la Nasa comincerà a trasmettere su Marte i comandi che permetteranno il salvataggio del rover Spirit, rimasto imprigionato nella sabbia in un cratere. E' dal 23 aprile scorso che Spirit è intrappolato in un sito chiamato 'Troy' e fin da ora gli esperti dell'agenzia spaziale americana sanno che liberarlo non sarà affatto semplice e che richiederà molto tempo. Lo hanno dimostrato i test condotti sulla Terra fin dalla primavera scorsa, simulando condizioni analoghe a quelle in cui si trova il rover sul suolo marziano. "Sarà un lavoro molto lungo e c'é un'alta probabilità che i tentativi non porteranno ad un successo", ha osservato il direttore del programma della Nasa per l'esplorazione di Marte, Doug McCuistion.

Gli esperti si preparano a dover accettare il peggiore degli scenari: quello in cui il rover arrivato su Marte nel gennaio 2004 possa aver concluso la sua missione straordinariamente lunga (avrebbe dovuto durare 3 mesi e invece é andata avanti per 5 anni, ben 22 volte più del previsto) e ricca di scoperte.

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sabato 14 novembre 2009

La Nasa: "C'è acqua sulla Luna. E molta"















La Nasa ha scoperto sulla Luna «importanti quantità d'acqua». Lo ha reso noto alla CNN un responsabile dell'agenzia spaziale americana, secondo il quale sul satellite è stata rilevata una «significativa quantità» di ghiaccio. «Non stiamo parlando solo di acqua sulla luna, ma di quantità rilevanti di acqua sulla luna», hanno detto gli scienziati della Nasa nel dare l' annuncio.


La scoperta è stata fatta nell' ambito della missione L-CROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite), considerata la prima missione nei rinnovati programmi Nasa di riportare l'uomo sulla Luna entro il 2020. L-CROSS è una specialissima sonda dotata della capacità di bombardare la superificie lunare, raccogliere i detriti causati dall'esplosione e consentire agli scienziati a terra di esaminarli nel dettaglio. È stato appunto dopo aver aperto un cratere nella zona del Polo Sud lunare che gli scienziati hanno annunciato di aver rinvenuto tracce «importanti» di «significative quantità di acqua ghiacciata».

«Dai primi dati emersi dall'indagine lunare - si legge in una nota della Nasa - indicano che la missione ha con successo scoperto l'acqua in un cratere nel lato oscuro della luna». Una scoperta, afferma la Nasa «che apre un nuovo capitolo nello studio del territorio lunare». Il missile proiettile CENTAUR il 9 ottobre scorso aveva colpito il cratere Cabeus, alla velocità di circa 9000 chilometri orari. Subito dopo un altro missile equipaggiato con una telecamera aveva filmato l'impatto.

Nel cratere, secondo quanto riferito dal responsabile della missione Doug Cooke, c'erano circa 90 litri di acqua. «Abbiamo sbloccato i misteri dei nostri vicini del sistema solare - si legge nel comunicato - questo ci permetterà di rivelare altri segreti». LCROSS era stato lanciato il 18 giugno scorso dalla Florida. Dopo aver viaggiato per circa 113 giorni e aver percorso circa 9 milioni di chilometri Centaur e LCROSS si erano separati sull'approccio finale alla luna.

13 novembre 2009

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mercoledì 11 novembre 2009

Molecole organiche su atmosfere di esopianeti

a cura di Vincenzo Zappalà

Nuove osservazioni degli Hubble e Spizer Space Telescopes hanno confermato la presenza di molecole organiche nell’atmosfera di un gigante gassoso a circa 150 Anni Luce da noi. Da un lato questa è un’ottima notizia, ma dall’altro complica un po’ il lavoro di ricerca di vita extraterrestre su pianeti simili alla Terra.

L’enorme pianeta HD 209458b, nella costellazione del Pegaso, ha mostrato chiaramente segni di molecole organiche nella sua atmosfera. Già nel dicembre dello scorso anno si era trovata anidride carbonica intorno a HD 189733b, ma ora si sono rilevate anche tracce chiarissime di vapor d’acqua e metano. La tecnica usata è la spettroscopia che permette di studiare lo
spettro luminoso ed evidenziare i segni di particolari composti chimici. La camera infrarossa e lo spettrometro dell’Hubble rivelano la presenza delle molecole, lo Spitzer è in grado di valutarne l’abbondanza.

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sabato 7 novembre 2009

Scoperto possibile cratere da impatto sull’Appennino meridionale

Dopo la delusione del piccolo cratere trovato nei monti vicini a L’Aquila, probabilmente da riferirsi ad un manufatto umano (abbeveratoio per mucche di epoca romana o medioevale), l’Italia resta senza alcuna struttura da impatto visibile. Questo però forse solo fino ad oggi…

Il dott. Giuseppe Francione, geologo, docente di Scienza della Terra, ha fatto una scoperta, che se venisse confermata, darebbe al nostro Paese un cratere con i “fiocchi”. Non solo per le dimensioni notevoli, ma anche per la forma ellittica che potrebbe riferirsi ad un raro urto quasi radente. Attendiamo con ansia gli ulteriori studi di Giuseppe Francione, che attraverso l’analisi delle rocce dovrà stabilire se esistono le tipiche metamorfosi dovute allo shock da impatto. Andiamo pure avanti con i piedi di piombo, ma le prime immagini e la competenza dello scopritore ci danno grosse speranze. Nel seguito riporto una breve relazione scritta da Giuseppe Francione. (Enzo Zappalà)

Foto satellitare del cratere da impatto

Foto satellitare del cratere da impatto

La scoperta, è stata fatta sulla catena dell’Appennino Meridionale; ci troviamo alle propaggini occidentali di un massiccio avente un’ossatura di natura calcarea. Il versante calcareo in esame è del Mesozoico (Cretacico Sup.), delimita il massiccio con andamento NW-SE lungo il suo lato meridionale, che con brusco aumento dell’inclinazione degli strati (40°) dà origine ad una monoclinale che s’immerge, verso sud-ovest, sotto la formazione flyschoide del miocene. Diversi sono stati gli elementi che hanno spinto lo scrivente ad interessarsi all’area in esame.

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domenica 1 novembre 2009

Un asteroide ha impattato la Terra

a cura di Vincenzo Zappalà

L’8 ottobre, un piccolo asteroide di circa una decina di metri è esploso nell’atmosfera terrestre liberando un’energia di circa 50 chilotoni, ben superiore a quella delle bombe nucleari della seconda guerra mondiale.

Anche se i nostri mass media non ne hanno parlato (notizie ben più importanti attraggono l’attenzione, soprattutto adesso che è cominciato il Grande Fratello…), un impatto asteroidale che ha seminato il panico nella popolazione locale è piombato sulla Terra lo scorso 8 ottobre sopra la costa dell’Indonesia, facendo pensare ad un terremoto per il rumore dell’esplosione avvenuta a considerevole altezza. Gli infrasuoni causati dallo scoppio sono stati rivelati fino a 10000 km di distanza. L’oggetto celeste non era noto a causa delle sue limitate dimensioni, stimate in circa 10 m. E’ facile che il corpo celeste si sia disintegrato completamente, anche se è probabile che alcuni frammenti possano avere raggiunto il suole (o il mare).


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