giovedì 28 luglio 2011

Scoperta la riserva d'acqua più grande dell'universo

Si trova a 12 miliardi di anni luce dalla Terra ed è un concentrato di vapore acqueo intorno a un quasar. Individuata dai ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della Nasa e del California Institute of Technology

 

ROMA - Scoperta la riserva d'acqua più grande dell'universo. Si tratta di un concentrato di vapore acqueo che circonda un quasar, ossia un oggetto cosmico molto primitivo e simile a un stella, e che contiene una quantità di acqua pari a 140 milioni di miliardi quella che si trova negli oceani del nostro pianeta. Si trova a  12 miliardi di anni luce dalla Terra, ed è la più distante mai osservata. La scoperta, pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal Letters, si deve a un gruppo di astronomi del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e del California Institute of Technology (Caltech).

"L'ambiente che circonda questo quasar è davvero unico per l'enorme quantità d'acqua che produce", ha sottolineato Matt Bradford, del Jpl. "E' un'ulteriore dimostrazione - ha aggiunto - di come l'acqua pervada


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venerdì 22 luglio 2011

Florida, atterrato l'Atlantis finisce l'era degli Shuttle

Tocca terra l'ultima navetta. Insieme alle altre sarà esposta in un museo. La fine di un'epoca per l'esplorazione spaziale. Troppo costoso mantenere in vita la flotta. Per raggiungere la stazione spaziale ora si potranno utilizzare solo le navicelle russe Soyuz di FLAVIO BINI

 

"HOUSTON, missione compiuta". Alle 5,57 del  mattino, nell'alba americana, si è consumato anche il tramonto dell'era degli Shuttle. "L'Atlantis è a casa, il viaggio è finito. E' un momento storico da assaporare", hanno commentato dal centro di controllo di Cape Canaveral quando la navetta ha toccato terra, riportando a casa, oltre al capitano Chis Ferguson, anche gli altri membri dell'equipaggio Sandy Magnus, Rex Walheim e il pilota Doug Hurley.

IL VIDEO DELL'ATTERRAGGIO 1


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martedì 19 luglio 2011

La sonda Dawn e il maxi asteroide Vesta

La Nasa ha reso pubbliche le prime immagini ravvicinate e dettagliate di Vesta, il più grande degli asteroidi (con diametro medio 530 km) della cintura tra le orbite di Marte e Giove. Le ha inviate la sonda Dawn, che il 15 luglio è entrata nella sua orbita dopo un viaggio durato quattro anni e quasi tre miliardi di chilometri. Dawn è la prima sonda ad arrivare così vicino a un asteroide così grande e gli graviterà attorno per circa un anno prima di dare gas ai suoi propulsori e fare rotta verso Cerere, a una velocità di 6,7 km al secondo (24mila km all'ora). Cerere è il più grande inquilino della affollata cintura, ora "promosso" a pianeta nano proprio per le sue dimensioni. Grazie a queste immagini e ai dati inviati da Dawn gli esperti sperano di ottenere preziose informazioni sugli albori ("Dawn" in inglese significa alba) del nostro sistema solare
 A cura di MATTEO MARINI

Le foto

Beyoncé sveglia gli astronauti dell'Atlantis

Good morning Atlantis, this is Beyoncé", così la cantante americana ha svegliato con il suo ultimo singolo "Run the world (Girls)" e un messaggio speciale gli astronauti in orbita sull'Atlantis al nono giorno di missione. "Questa canzone è dedicata soprattutto a Sandy - ha spiegato durante il collegamento con lo shuttle - e a tutte le donne che ci hanno portato sullo spazio con loro e a tutte le ragazze che diventeranno le nostre prossime esploratrici"

domenica 17 luglio 2011

Nettuno, conclusa prima orbita dal 1846

Finito primo giro intorno a sole da quando scoperto 165 anni fa

(ANSA) - ROMA, 13 LUG - Nettuno, l'ultimo pianeta del Sistema Solare, ha concluso la sua prima orbita completa intorno al Sole da quando e' stato scoperto, ben 165 anni fa. Per festeggiare l'evento la Nasa ha diffuso 'ritratti' del pianeta scattati dal telescopio spaziale Hubble, gestito con l'Agenzia Spaziale Europea. Scoperto il 23 settembre del 1846 dall'astronomo tedesco Johann Galle, Nettuno e' uno dei 4 pianeti giganti e gassosi del sistema solare (insieme a Giove, Saturno e Urano) ed e' il piu' distante dal Sole.

Fonte

sabato 9 luglio 2011

Usa, partito l'ultimo Shuttle batticuore prima del lancio

Da Cape Canaveral la missione finale della navetta che chiude un'era. Il conto alla rovescia si ferma a 31 secondi dal via, poi l'ok. All'interno anche il modulo italiano Raffaello. 30 anni fa il primo volo. Nel mezzo le tragedie del Challenger e del Columbia di FLAVIO BINI

 


TOLTI GLI OCCHI dal cielo, una volta che la navetta è scomparsa dal campo visivo, i tecnici della Nasa avranno senz'altro appuntato questi riferimenti sui loro quaderni di lavoro: 8 luglio, ore 11.29 ora locale. E' questo il momento in cui si chiusa una delle pagine più significative della storia aviospaziale americana. Qui si è conclusa l'avventura dello Shuttle, a quasi 30 anni esatti da quel 12 aprile 1981, quando la navetta aveva fatto il suo esordio alla base di Cape Canaveral. Una partenza, quella dell'Atlantis, preceduta anche da un piccolo fuori programma. A 31 secondi dal lancio il conto alla rovescia si è arrestato e il tabellone che segnala i secondi mancanti al "lift-off" ha smesso di funzionare. Un ritardo dovuto a un piccolo problema tecnico, sistemato nel giro di pochi minuti, ma sufficiente a tenere con il fiato sospeso i milioni di telespetattori che hanno seguito in diretta tv la partenza dello Shuttle. (VIDEO) 1

GUARDA L'INTERATTIVO 2

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venerdì 8 luglio 2011

Gigantesca tempesta su Saturno: le foto Nasa

Il satellite Cassini ha ripreso lo scorso 15 marzo una super tempesta su Saturno: la 'Grande macchia bianca' (come vengono chiamate questi fenomeni) visibile in queste foto a diverse lunghezze d'onda copre una superficie pari a otto volte quella della Terra ed è 500 volte più grande della precedente ripresa a cavallo tra il 2009 e il 2010. La particolarità della metereologia di Saturno è che le tempeste non sono affatto frequenti, anzi finora erano state osservate a distanze di 30 anni l'una dall'altra (un anno di Saturno), ma quanto 'esplodono' durano svariati mesi: quella fotografata qui è durata oltre due mesi. A questa Grande macchia bianca è dedicata la copertina dell'ultimo numero della rivista scientifica Nature
FOTO: NASA/JPL-Caltech/SSI 

Fonte

mercoledì 6 luglio 2011

Gli zampilli dal buco nero, il "mostro" dà spettacolo

Sono le immagini più definite mai ottenute delle emissioni di particelle di un buco nero (un "mostro" che ha 55 milioni di volte la massa del Sole) situato a circa 12 milioni di anni luce dalla terra, nella galassia ellittica NGC5128. Centaurus A, questo il nome dato alla sorgente delle emissioni radio del buco nero, non è visibile. Molto nitidi invece (per i telescopi radio) sono i suoi "zampilli", che si estendono molto al di fuori della stessa galassia che lo ospita, arrivando fino a una distanza di un milione di anni luce dal suo centro. La massa di questi corpi ancora misteriosi è talmente grande da attrarre e risucchiare tutto quello che passa entro una certa distanza. Perciò emissioni di particelle come questa sono ancora un fenomeno tutto da spiegare. Le spettacolari immagini ("Tanami" è il nome del progetto finanziato dalla Nasa) sono state ottenute combinando i dati di nove radiotelescopi, situati nell'emisfero australe, in ben quattro continenti diversi: Oceania, Africa, America meridionale e Antartide (a cura di Matteo Marini)

Le foto

sabato 2 luglio 2011

Pioggia di rifiuti cosmici Evacuata la stazione spaziale

Un detrito imprevisto si è avvicinato alla Iss prima che i sei astronauti dell'equipaggio potessero manovrare per evitarlo. Il gruppo costretto a rifugiarsi per precauzione nelle capsule Soyuz. Successivamente i cosmonauti sono potuti tornare ai loro posti.

 

L'equipaggio della Stazione spaziale internazionale - sei astronauti- è stata costretta ad abbandonare le proprie postazioni e riparare nelle capsule Soyuz agganciate alla struttura per l'avvicinamento di immondizia spaziale. Si tratta di detriti creati dall'uomo e non più utili, come frammenti di satelliti o scaglie di polvere o vernici. "I rifiuti", ha fatto sapere una fonte anonima dell'industria spaziale russa, citata da Interfax, "sono stati individuati troppo tardi per poter effettuare una manovra ed evitarli". 


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