martedì 28 giugno 2011

L'asteroide sfiora la Terra: la scia di luce tra le stelle

È l’asteroide più grande che finora abbia sfiorato la Terra, quello che alle 19,00 di oggi è sfrecciato a 12.000 chilometri dalla superficie del pianeta. Si chiama 2011 MD, ha un diametro compreso fra 8 e 18 metri, e il suo come resterà legato a questo record finchè i «cacciatori di asteroidi» non riusciranno a scoprire altri oggetti di dimensioni confrontabili capaci di avvicinarsi tanto alla Terra.

«Ci sono altri asteroidi che si sono avvicinati alla Terra più di quanto abbia fatto 2011 MD, ma erano decisamente più piccoli», ha rilevato Andrea Milani, del dipartimento di Matematica dell’università di Pisa e a capo del gruppo di ricerca specializzato nel calcolare le orbite dei cosiddetti Neo (Near Earth Objects), gli asteroidi la cui orbita potrebbe portarli ad avvicinarsi pericolosamente alla Terra.

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giovedì 23 giugno 2011

Ottobre 2011: arriva la pioggia di meteoriti

La Nasa lancia l’allarme: i Draconidi potrebbero danneggiare il sistema satellitare mondiale, nonchè la stazione spaziale

Occhio al cielo: l’appuntamento è per ottobre 2011 quando i Draconidi, meteoriti che orbitano presso la costellazione del Drago, entreranno nell’atmosfera terrestre creando quella che in termine tecnico viene definita “doccia di meteoriti”. Secondo la Nasa, però, non sarà un bello spettacolo, una cosina divertente che potremo guardare con gli occhi al cielo. Sarà un momento critico, invece, per il sistema satellitare mondiale, perchè i meteoriti potrebbero seriamente danneggiare gli impianti che orbitano intorno all’orbe terracqueo.

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martedì 21 giugno 2011

Taurus, il razzo rompi-satelliti

ROBERTO GIOVANNINI
Avevamo parlato di Orbital Sciences e di Taurus qui. Bisogna però dire che da un po' di mesi a questa parte non è che le cose per questa ambiziosa compagnia privata vadano proprio a gonfie vele. Ultima brutta notizia, l'essere stati tagliati fuori dal secondo round di finanziamenti del programma NASA CCDev2 per lo sviluppo di razzi e capsule per il trasporto di astronauti in orbita bassa. Ma anche nei mesi scorsi le cose erano andate decisamente male. Prima – ne avevamo parlato qui – il fallimento nel lancio del 2009 del satellite di ricerca ambientale OCO, dovuto alla non apertura del fairing, la struttura esterna in cima al razzo Taurus-XL che protegge il satellite per la prima fase del lancio durante l'attraversamento degli strati più densi dell'atmosfera, che però a un certo punto deve aprirsi e cadere. C'era la speranza di rifarsi lo scorso 5 marzo con il lancio di un altro satellite di ricerca ambientale della NASA, il Glory; ma per ragioni per adesso sconosciuto si è riprodotto lo stesso, imbarazzante e catastrofico, incidente. Non si è aperto il fairing, che pure era stato ridisegnato per ovviare al problema di OCO, che doveva studiare la distribuzione dell'anidride carbonica nell'atmosfera. E così il vettore partito dalla base californiana di Vandenberg, appesantito dalla presenza dell'ogiva protettiva, non ha raggiunto la velocità orbitale. Dopo qualche secondo, il complesso è rientrato nell'atmosfera sopra l'Oceano Pacifico distruggendosi e annientando Glory, che avrebbe dovuto seguire l'evoluzione degli aerosol e dell'inquinamento da nanopolveri nell'atmosfera terrestre e che costava la bella cifra di 424 milioni di dollari. ... Continua qui       

venerdì 17 giugno 2011

Baby universo ricco di buchi neri giganteschi

Massa milioni di volte superiore a quella del Sole

Il baby universo era ricco di mostruosi e voraci buchi neri, che erano giganteschi e crescevano a ritmi velocissimi nelle giovani galassie. La scoperta, pubblicata su Nature e annunciata dalla Nasa, è frutto di una ricerca coordinata dall'università delle Hawaii e basata su immagini e dati inviati a Terra dal telescopio spaziale americano Chandra.
I buchi neri nati all'alba dell'universo hanno una massa milioni di volte superiore a quella del Sole ed ora si nascondono al centro di galassie lontanissime, coperti da una spessa coltre di gas e polveri. Questi 'mostri cosmici', secondo gli esperti, sarebbero molto più comuni di quanto ritenuto finora: sarebbero presenti in un grande numero di galassie lontane, compreso fra il 30% e il 100% delle galassie distanti circa 13 miliardi di anni luce dalla Terra.

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lunedì 13 giugno 2011

Eclisse di Luna: tutto quello che si può fare durante i 100 minuti di totalità

di Daniele Gasparri

consigli di Daniele Gasparri per sfruttare proficuamente i 100 minuti di totalità offerti dall’eclisse totale di Luna del 15 giugno, che ci illustra alcuni metodi per riprendere il fenomeno. 


Nell’articolo Eclisse totale di Luna: che fare? pubblicato su Coelum n.149 a pag 34, l’autore, Daniele Gasparri, ci dà qualche suggerimento per sfruttare proficuamente i 100 minuti di totalità offerti dall’eclisse indicandoci alcuni metodi per riprendere il fenomeno.
Riportiamo qui sotto il metodo di ripresa a largo campo della totalità oltre a quello in HDR (High Dinamic Range) già disponibile online delle fasi parziali.

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martedì 7 giugno 2011

Giove, ladro ai danni di Marte

Formazione del sistema solare

La migrazione di Giove ai primordi del sistema solare permette anche di spiegare alcune enigmatiche caratteristiche della cintura di asteroidi



Da tempo i planetologi si chiedono perché Marte abbia dimensioni e massa molto più piccole della Terra, pur essendosi formato nello stesso periodo della Terra e di Venere. La prima spiegazione coerente di questo fatto è stata ora proposta da un gruppo di ricercatori diretti da Kevin Walsh, del Southwest Research Institute, che la illustrano in un articolo pubblicato su Nature.

Attraverso una serie di simulazioni, Walsh e colleghi sono riusciti a mostrare che probabilmente dal suo originario luogo di formazione Giove si è spostato verso l'interno del sistema solare "risucchiando" dalla regione una notevole quantità di materiale, tanto da frenare l'accrescimento di Marte.

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mercoledì 1 giugno 2011

Shuttle atterrato in Florida con a bordo l'italiano Vittori

Atterraggio perfetto al Kennedy Space Center. La navetta Endeavour andrà in un museo in California. Pronta al lancio - previsto l'8 luglio - lo Shuttle Atlantis (foto) partirà per l'ultima sua missione. E chiuderà un'epoca dell'esplorazione del cosmo di LUIGI BIGNAMI

 


ATTERRAGGIO perfetto. Come perfetta è stata l'intera missione STS134, che ha visto un italiano, Roberto Vittori e 5 astronauti americani agganciare alla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, un esperimento da 2 miliardi di dollari, con il quale si cercherà di dare importanti risposte alla nascita e all'evoluzione dell'Universo. Lo Space Shuttle Endeavour è atterrato nella notte americana, quando in Italia erano le 8 e 34 e con questo atterraggio termina la sua lunga storia iniziata nel 1992 quando venne costruito per sostituire lo Space Shuttle Challenger andato distrutto durante la fase di partenza nel 1986. Endeavour ha compiuto 25 missioni, rimanendo in orbita per circa 280 giorni percorrendo attorno alla Terra 166 milioni di chilometri. Ora lo aspetta un museo, il California Science Center.

La missione STS 134 ha visto momenti di grande emozione soprattutto per l'Italia: quando ad esempio, Vittori ha abbracciato Paolo Nespoli, che era ospite della ISS da circa 6 mesi. Un altro momento di grande commozione è stato il collegamento tra l'equipaggio e il Papa Benedetto XVI che ha rivolto un particolare pensiero a Nespoli che da pochi giorni aveva perso la madre. E ancora vi è stato un momento di forte coinvolgimento quando il Presidente della Repubblica si è collegato con i due astronauti.

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