sabato 29 novembre 2008

Stelle














Cosa sono le stelle ? Una domanda che per molto tempo ha afflitto l'umanità. In realtà la composizione delle stelle non è complicatissima, infatti le stelle sono sfere di gas rese incandescenti dall'energia derivante dalle reazioni nucleari che avvengono nel loro interno. Naturalmente ci sono innumerevoli tipi di stelle in quando a grandezze e luminosità, infatti possiamo trovare tipi di stelle nane, il cui diametro arriva fino a 100 volte meno del Sole, a super giganti, il cui diametro è centinaia di volte maggiore del Sole. Le stelle di diversificano fra loro anche come temperature medie e colori, si va dai 20.000 °C e oltre delle stelle bianco-azzurre, ai 3.000 °C delle rosse. Il Sole è una stella gialla di temperatura media, e risulta una stella media un pò in tutto. Le stelle nascono da enormi ammassi liberi di gas e di polveri. Le nubi gassose interstellari sono chiamate nebulose, le nebulose non sono uniformi nello spazio, presentano dei nodi, che sono i semi di future stelle. Se questi nodi sono abbastanza densi, cominciano a contrarsi a causa dell'attrazione gravitazionale. Contraendosi si forma un nucleo che piano piano si riscalda e compatta. Se la temperatura del nucleo e la pressione interna è favorevole il nucleo si riscalda tanto da attivare reazioni nucleari. La sfera di gas diventerà una stella che produrrà calore ed energia per milioni di anni. Una nebulosa molto famosa e bella da vedere è la nebulosa di Orione, che si pensa abbia generato gia delle stelle. Questa nebulosa è osservabile ad occhio nudo, e presenta un colore verdastro, naturalmente per vederla chiaramente consigliamo almeno un almeno un piccolo telescopio. La nebulosa è osservabile grazie ad una serie di stelle che la illuminano, al centro della nebulosa infatti troviamo Theta Orionis che osservata meglio si rivela una stella multipla con 4 componenti. Si calcola che questa nebulosa ha materiale sufficiente per generare almeno 10.000 stelle. La nebulosa più grande che si conosca è la nebulosa della Tarantola della costellazione australe di Dorado. In paragone la nebulosa di Orione è nana. Il colore di una stella è indice indiretto della sua temperatura. Il modo più preciso per misurare la temperatura di una stella è quello di studiarne lo spettro, viene analizzata la luce con uno strumento detto spettroscopio.Le stelle vengono classificate in una sequenza di classi spettrali, secondo la loro temperatura. Le stelle più calde appartengono alle classi O e B. Poi in ordine come descritto sotto le altre classi. Comunque le stelle più fredde sono le rosse.

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Galassie

Le galassie sono un anello di miliardi di stelle che rimangono vicine grazie all'insieme della loro forza gravitazionale. Lo stesso Sole fa parte della nostra galassia come le stelle che vediamo nel cielo. Le galassie possono avere diverse forme, la nostra ha forma a spirale con bracci composti da milioni di stelle, il diametro è di circa 100.000 anni luce, il nostro Sole è situato nella periferia della galassia. La nostra galassia è di dimensioni medie, contiene circa cento miliardi di stelle. La zona dove si trovano più stelle e che ci appare dalla Terra come un grande alone luminoso prende il nome di "Via Lattea". Vicino alla costellazione del Sagittario c'è il centro virtuale della galassia, dove c'è un altissima concentrazione di nubi e stelle. Il piano immaginario della via Lattea ha un inclinazione di 62° rispetto all'equatore celeste. Dopo le zone periferiche c'è una zona dove possiamo trovare numerosissimi (circa 100) amassi stellari con una forma sferica, chiamati amassi globulari, spesso questi sono visibili con un semplice binocolo. Questi ammassi possono contenere da 100.000 stelle al milione, ruotando su un punto gravitazionale unico. Dalla Terra gli ammassi più facilmente visibili sono l'Omega Centauri e 47 Tucanae, visibili dall'emisfero australe, nell'emisfero boreale M13 nella costellazione di Ercole. Altre osservazione spettacolare con telescopio sono le nubi di Magellano, la piccola nube contiene circa 10 miliardi di stelle, la grande nube di Magellano contiene circa 50 miliardi di stelle, entrambi si trovano al di fuori della nostra galassia. La nostra galassia appartiene ad un gruppo di 30 galassie che prendono il nome di gruppo locale, la nostra è la seconda in ordine di grandezza, seconda solo alla galassia di Andromeda, visibile in condizioni particolarmente favorevoli ad occhio nudo. La galassia di Andromeda si pensa contenga circa il doppio di stelle della nostra galassia, e ha un diametro maggiore di ¼ . Dista dalla nostra galassia 2.2 milioni di anni luce, ed ha una forma a spirale, quindi molto simile alla nostra. Le galassie si distinguono principalmente in 3 tipi, le ellittiche, a spirale e a spirale barrate.

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lunedì 24 novembre 2008

Le Costellazioni

Di notte solitamente se il cielo è libero da nuvole, possiamo ammirare uno spettacolo veramente eccezionale. Sicuramente capire ciò che si vede non è semplicissimo, anche perché a seconda dell'ora e della stagione la volta celeste apparirà sempre diversa all'osservatore. Uno spettacolo per cui non è necessario usare telescopi. Normalmente per orientarsi è sufficiente una cartina stellare e un binocolo. Le stelle appaiono come piccole luci tremolanti e lampeggianti, che spesso cambiano anche di colore. Sono lampeggianti e tremolanti a causa della nostra atmosfera, che con correnti d'aria e turbolenze varie disturbano la visione, con un'atmosfera più calma si possono avere meno disturbi di questo tipo. A occhio nudo le stelle sembrano avere delle punte, che sono causa di un effetto ottico dipendente dall'occhio dell'osservatore.

In verità le stelle sono sfere di gas simili al Sole. A occhio nudo durante una notte limpida possiamo avvistare circa 2000 stelle, sicuramente tutte queste stelle non hanno la stessa importanza, quindi consigliamo di " studiare " solo le più importanti, ossia quelle più luminose e quelle delle costellazioni maggiori. Una volta memorizzate le stelle principali Vi saprete muovere nella volta celeste più rapidamente senza più rimanere smarriti. Il cielo è diviso in 88 parti, denominati costellazioni, che gli astronomi usano per ubicare e denominare gli oggetti celesti.

Le maggiori costellazioni furono ideate migliaia di anni fa, all'inizio della storia umana da popoli meridionali, che vedevano in cielo disegni e forme che comparavano a creature favolose ed eroi mitologici. Le dodici costellazioni dello zodiaco, i cui nomi sono a tutti familiari grazie a rubriche astrologiche. Le costellazioni zodiacali sono quelle alle quali il Sole passa davanti nel suo percorso annuale. Va però detto che i segni astrologici dello zodiaco non coincidono con le costellazioni astronomiche moderne che pur hanno gli stessi nomi. In quasi tutti i casi le stelle di una costellazione non ha alcuna connessione reale, la loro distanza dalla Terra può essere notevolmente diversa, ed è semplice coincidenza che formano una specie di disegno. Alcune costellazioni, come ad esempio Orione o Cassiopea, hanno una configurazione più facilmente riconoscibile che non altre, deboli e oscure, come lince e il Telescopio.

Le nuove costellazioni derivano da un elenco di 48 costellazioni riconosciute dall'astronomo greco Tolomeo nel 150 a.C.. Elenco che poi fu ampliato da vari astronomi e disegnatori del cielo. Attualmente comunque l'Unione astronomica internazionale riconosce 88 costellazioni.


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martedì 18 novembre 2008

Turismo spaziale









Il turismo spaziale, in un futuro non molto lontano, potrà essere una realtà. E' vero che qualche turista spaziale c'è già stato, per esempio l'americano Tito Dennis o l'americana di origini iraniane Anousheh Ansari, rispettivamente il primo e la prima donna che hanno avuto il privilegio di fare una vacanza alternativa nello spazio, ma è anche vero che per la loro vacanza hanno spesso delle cifre considerevoli non alla portata di tutti.

Per i voli spaziali sembra però preannunciarsi un panorama simile a quello che è accaduto con i voli di linea. Alcuni anni fa prendere l'aereo era molto dispendioso, oggi invece, grazia anche ai voli low cost, è ormai alla portata di tutti. Grazie ad un accordo tra la Your Private Italy e la Virgin Galactic, è già possibile prenotare il proprio viaggio spaziale, la data di partenza però non potrà essere antecedente al 2010. A partire da agosto 2008 inizieranno invece i test preliminari sul nuovo velivolo spaziale (Space Ship 2).

Man mano che si andrà avanti il turismo spaziale avrà dei costi sempre più accessibili, per il momento si parla di una cifra intorno ai 200 mila dollari, al cambio attuale circa 130 mila euro. Cosa prevede per ora la vacanza che si può prenotare tramite la Your Private Italy? I passeggeri passeranno inizialmente tre giorni presso un hotel a 5 stelle nel New Mexico, sede dell'aeroporto spaziale Spaceport America, dove verranno preparati per il volo. Finita la preparazione, i turisti saliranno sulla Space Ship Two che in questa fase è agganciata alla navetta madre battezzata Whiteknighttwo (Wk2). Nella prima parte del viaggio, voleranno per circa 45 minuti fino ad arrivare a 15mila metri dal nostro pianeta da dove si potrà ammirare la curva terrestre. Nella fase successiva, dopo lo sgancio dalla navetta madre, la Space Ship Two accenderà i propulsori e in pochi secondi supererà di tre volte la velocità del suono.

Ogni volo spaziale prevede un numero massimo di 6 turisti, il viaggio avrà una durata 2 ore e mezzo durante le quali si potrà sperimentare l'assenza di peso e la velocità del suono. Alcuni potrebbero pensare che per poter essere dei turisti spaziali ci sia bisogno di un fisico particolare, sebbene siano necessari alcuni perquisiti non sembra ci siano dei limiti particolari. Per il momento in lista d'attesa per un volo con la Virgin Galactic ci sono passeggeri che vanno dai 22 agli 88 anni, compresi un uomo privo delle gambe e un portatore di bypass.


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giovedì 13 novembre 2008

Leonidi

Le Leonidi sono un prolifico sciame meteorico associato alla Cometa 55P/Tempel-Tuttle. Lo sciame è visibile ogni anno intorno al 17 novembre ed è formato da particelle emesse dalla cometa al suo passaggio accanto al Sole. Quando la Terra attraversa l'orbita della cometa (e quindi la sua scia) nel tratto più vicino al sole, la pioggia di meteore è visibile.
Le Leonidi sono così chiamate perché il loro radiante (il punto da cui sembrano provenire) è chiaramente localizzato nella costellazione del Leone.
Le piogge di Leonidi sono famose per la loro spettacolarità, e in alcune circostanze possono assumere la natura di "tempeste", con migliaia di meteore ogni ora. Sembrano seguire un ciclo di 33 anni, associato con l'orbita di 33 anni della Tempel-Tuttle. Leonidi di particolare rilevanza furono osservate nel 1698, 1799, 1833, 1866, 1966, 1999 e 2001.

Cosa sono le "stelle cadenti"
Gli sciami meteorici
L'origine degli sciami
Lo show ritorna
La cometa Tempel Tuttle
Come vedere lo show
Come fotografare le Leonidi

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martedì 11 novembre 2008

giovedì 6 novembre 2008

Urano

Urano Il settimo pianeta del sistema solare, visibile ad occhio nudo solo se al massimo del suo splendore, con una magnitudine attestata a 5.5. Fu scoperto molto tardi, infatti fino al 1781 il sistema solare si pensava finisse con saturno, William Herschel lo scorse durante una casuale esplorazione alla volta celeste. Al telescopio Urano è molto affascinante per il suo colore verdazzurro, ma neanche con un grosso telescopio si possono distinguere particolari a causa della sua distanza dalla Terra. Urano fa parte della famiglia dei 4 "giganti gassosi" del sistema solare esterno (gli altri sono Giove, Saturno e Nettuno). All'equatore Urano ha un diametro di 52.000 km, meno di metà di quello di Saturno, ma quattro volte della Terra. Dista 2900 milioni di km dal Sole, 19 volte più della Terra. Urano impiega 84 anni a compiere un giro completo intorno al Sole, è inclinato su un lato di ben 98°, ciò significa che il suo asse di rotazione è quasi all'altezza del suo piano orbitale. Ogni 42 anni 1 dei poli di Urano è puntato verso il Sole, mentre l'altro polo rimane al buoi per decine di anni. Il motivo di questa inclinazione è solo ipotizzabile, infatti si pensa che possa aver subito un grosso impatto con un altro oggetto celeste che gli ha fatto prendere questa singolare inclinazione. Un altro particolare di Urano che non tutti conoscono è l'esistenza di anelli simili a quelli di Saturno. Questi anelli però sono molto più sottili e impercettibili con un telescopio dalla Terra, sono 9 e di dimensioni che vanno da 10 a 100 km e separati fra di loro da vuoti che vanno da 300 a 2000 km. Gli anelli distano da 15.000 a 25.000 km dalla superficie del pianeta, e derivano come su Saturno da alcuni satelliti avvicinatesi troppo alla superficie di Urano. Urano come tutti i suoi fratelli gassosi ha parecchi satelliti, i più significativi sono, Miranda, Ariel, Umbriel, Titania e Oberon, con diametri che vanno da 300 a 1100 km. Naturalmente orbitano intorno all'asse inclinato di Urano come i suoi dischi. Altro particolare di Urano è il fatto di essere un pianeta retrogrado. Come gli altri pianeti gassosi si ritiene che Urano abbia un nucleo roccioso coperto da uno strato ghiacciato, con un'atmosfera di idrogeno , elio e metano che gli da il colore azzurro verdastro.

Caratteristiche di Urano:
  • Distanza media dal sole: 2.900.000.000 Km
  • Diametro: 51.800 Km
  • Massa: 14.48 quella terrestre (terra 1)
  • Gravità: 1.15 (terra 1)
dimensione di urano

Animazione di Urano

I satelliti di Urano
satellite di urano ariel
Ariel
satellite di urano miranda
Miranda
satellite di urano oberon
Oberon
satellite di urano titania
Titania
satellite di urano umbriel
Umbriel

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lunedì 3 novembre 2008

Un telescopio lungo miliardi di anni luce

Sfruttando l’effetto lente di una galassia intermedia si è ricostruita una catastrofe cosmica di enormi dimensioni risalente a 12 miliardi di anni fa.
Anche i più grandi telescopi del mondo diventano poca cosa se confrontati con quelli che la Natura ci mette a disposizione. Questo capita quando un oggetto massiccio, come una galassia, si allinea perfettamente tra noi e un oggetto ancora più distante ed altrimenti invisibile. La luce di questo oggetto viene curvata dalla massa della galassia intermedia ed arriva all’osservatore ingigantendo l’immagine originale. Proprio come se il nostro telescopio avesse una lente gigantesca posta alla distanza dell’oggetto intermedio. In questo modo si riescono a studiare galassie in formazione, collisioni, esplosioni immani che risalgono a tempi molto vicini al Big Bang.

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